Stipendi: Italia fanalino di coda in Europa

Scritto il alle 20:10 da Danilo DT

Il dato statistico di oggi sul mercato del lavoro dell’Eurozona, è impietoso e molto chiaro. Gli stipendi ed i salari degli Italiani sono tra i più bassi in Europa. Però il costo per le imprese è tra i più alti dell’Unione Europea. Ma come è possibile? Semplice. La differenza tra le due voci è data dalle imposte che il datore di lavoro gira all’Erario, denaro che non va quindi in tasca ad i lavoratori, ovviamente. I dati Eurostat contengono anche il confronto con gli stessi dati relativi agli anno precedenti, così da poter anche osservare la crescita delle retribuzioni. L’avanzamento per l’Italia risulta tra i più ridotti: in quattro anni (dal 2005) il rialzo è stato del 3,3%, molto distante dal +29,4% della Spagna, dal +22% del Portogallo. E anche i Paesi che partivano da livelli già alti hanno messo a segno rialzi rilevanti: Lussemburgo (+16,1%), Olanda (+14,7%), Belgio (+11,0%) e Francia (+10,0%) e Germania (+6,2%).

(AGI) – Roma, 26 feb. – I lavoratori italiani impiegati a tempo pieno in una impresa con dieci o piu’ dipendenti ricevono una retribuzione lorda inferiore dei loro colleghi di Lussemburgo, Olanda, Germania, Belgio, Francia, Grecia e Spagna. Lo dice l’Eurostat, che pubblica dati riferiti al 2009. Secondo la tabella un lavoratore italiano ha ricevuto in media 23.406 euro lordi contro i 48.914 di un lussemburghese, i 41.100 di un tedesco, i 39.858 di un irlandese e i 29.160 di un greco.
Dietro gli italiani ci sono i lavoratori di Portogallo (con 17.129 euro lordi), Slovenia (16.282), Malta (16.158) e Slovacchia (10.387). Nel paese ellenico schiacciato dalla crisi a gennaio 2012 lo stipendio minimo scende a poco più di 10.000 euro.

Giusto riformare il mercato del lavoro, ma occorre fare in modo da aumentare la produttività da un lato, ma anche di chiudere questo gap con una minore imposizione fiscale. Gli stipendi degli Italiani devono essere allineati quantomeno a quelli dei colleghi europei. Altrimenti non solo ne risentiranno i nostri consumi e la nostra crescita economica, ma anche il nostro portafoglio ed i nostri risparmi. Un ulteriore effetto dell’austerity e della debt deflation.

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DT

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8 commenti Commenta
bombadillo
Scritto il 27 febbraio 2012 at 09:17

E così si è completato il quadro. Ragazzi che hanno l’età giusta per lavorare ma nessuna esperienza di lavoro. Uomini (e donne) di mezza età (ma anche meno…) che il loro bagaglio ce l’avrebbero ma sono troppo vecchi (!) per un nuovo posto. Gente prossima alla pensione ma che, come vittima del paradosso di Achille e della tartaruga di Zenone, la pensione la vedono vicina ma mai sembrano arrivare a prenderla.
Ora abbiamo anche dei bei dati confortanti sugli stipendi medi (o forse sarebbe meglio dire stipendi delle persone medie). Che altro aggiungere?
A quando il decreto ‘Pàrati il c*lo – Italia’? :D

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Scritto il 27 febbraio 2012 at 09:18

Che tempismo! Hanno appena iniziato ad attaccare il settore deglle remunerazioni statali che arriva come il cacio sui maccheroni la statistica che guadagniamo troppo poco…
Naturalmente in questo caso si sono ben badati a uniformarci alla media europea, quello e’ valido solo in caso di tasse…
Vorrei proprio vedere la statistica disgregata per capire chi prende meno dei Greci… me lo immagino gia’…. quei farabutti del settore privato che sono anche assenteisti e poltroni, ecco che cosi’ arriva anche il consiglio di aumentare la produttivita… Ma dove cazzo viviamo? Chi ha una pillola blu per cortesia che mi addormento?

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idleproc
Scritto il 27 febbraio 2012 at 09:38

Il vero divertimento comincerà con lo scarico inflazionistico… Godersi l’oggi che domani…
Il dramma aggiuntivo per chi fa impresa è che ti perdi anche lavoratori che possono fare altre scelte o di autodelocalizzarsi o di preferre l’attività autonoma così, se gli funziona, riescono almeno a star dietro al costo della vita…
Un conto non è mai stato fatto: quanto ci costa nel suo complesso tutta la casta politico-clientelare più il lavoro fasullo nato con finalità anticiliche-clientelari e che per crearne una giustificazione si è tradotto in ulteriori aggravi burocratici e servizi obbligatori e inutili all’impresa e al cittadino?

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nervifrank
Scritto il 27 febbraio 2012 at 18:04

mariothegreat@finanza,

Ti sbagli Mario per quanto riguarda le remunerazioni dei dipendenti pubblici: il mio stipendio è fermo dal 2009 e rimarrà fermo fino alla fine del 2013. Perlomeno. Se non me lo tagliano prima.

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Scritto il 27 febbraio 2012 at 18:07

nervifrank,

Non parlo di tutti gli statali, puoi scaricarti i pdf nelle varie regioni per vedere gli stipendi… se vuoi ne posto qualcuno qua…

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paolo41
Scritto il 27 febbraio 2012 at 18:44

…c’è poco da fare: esiste uno squilibrio spaventoso fra gli stipendi netti dei dipendenti di primo livello, siano essi statali o privati, e quelli dei funzionari e dei dirigenti di medio alto livello.
C’è sempre stato, anche quando, fino a dieci anni fa circa, lavoravo nell’industria.
Oltre a tale anomalia, anche il governo Monti non sembra intenzionato a tagliare drasticamente le spese improduttive e i costi della casta al fine di generare la cassa necessaria al taglio delle tasse per i dipendenti e gli oneri per le aziende.
E la tanto proclamata ripresa passa, innanzitutto, da tale decisione…..

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paolo41
Scritto il 27 febbraio 2012 at 19:16

..dimenticavo: se poi confrontiamo i salari al costo della vita ho l’impressione che la situazione sia ancora più tragica……

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giandino
Scritto il 28 febbraio 2012 at 20:28

Stipendi in media Ue, Istat:tabelle su Italia non erano omogenee:

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE81Q04720120227

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