Produttività del lavoro: Italia fanalino di coda

Scritto il alle 09:45 da Danilo DT

Signori, è giunta l’ora di smettere di piangersi addosso e darsi da fare (mi riferisco alla classe politica che deve smetterla di vendere fumo e trattare di RIFORME CREDIBILI).
La crisi imperversa in tutto il mondo e la produttività su scala globale del lavoro è calata. Se prendiamo i dati forniti dal Conference Board, leggerete che la produttività globale è passata al 1.8% del 2012, dal 2.3% del 2013. E per il 2013 è vista abbastanza stabile, circa 1.9%.

The global slowdown in economic growth has an immediate impact on the world’s productivity performance, as lower investment and less innovation make workers less productive. Global output-per-worker growth has dropped off to 1.8 percent in 2012, which except for the 2008/09 recession was seen last in 2001/2002. (…) We project global labor productivity growth to remain fairly sluggish at 1.9 percent in 2013. (Source

E non pensate che la diminuzione di produttività sia solo un problema europeo. Anche nella stakanovista Cina la situazione è peggiorata. Siamo infatti passati da un 12% nel periodo 2003-2007, ad un pur sempre difendibilissimo 9% degli ultimi anni.
Però alcuni paesi, invece, un po’ di produttività l’hanno recuperata, pur sempre in un quadro macroeconomico decisamente debole e complesso. Alcuni esempi interessanti: in Germania la produttività del lavoro è stagnante ma, notate bene, è in recupero in Spagna. La cosa che concerta è guardare i “fanalisi di coda”.

Chi trovamo? Ebbene si, l’Italia assieme alla disastrata Grecia.
E’ il caso di rimboccarsi le maniche?

MORALE: occorrono riforme, con la massima urgenza. E se non interverrà in questa direzione quanto prima, non solo faremo concorrenza alla Grecia come peggior paese a livello di produttività di lavoro, ma avremo un’economia sempre più al collasso ed esternalizzata.

STAY TUNED!

DT

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6 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 20 febbraio 2013 at 10:16

se prendi un qualsiasi impreditore, grande, medio o piccolo che sia, dove trova il coraggio di fare investimenti per incrementare la produttività in insediamenti italiani?? anche la R&S viene sempre più allocata in centri di ricerca esteri. Chi ricerca la produttività in Italia sono le piccole aziende con attività nazionale o regionale con scarsa o assente visione internazonale (d’altra parte anche se volessero investire non trovano, in questo momento, finanzimenti da parte del sistema bancario).
Come ricercano la produttività???? riducendo la forza di lavoro e cercando di ottenere più impegno da quelli che restano, ovviamente sempre più paurosi di perdere il posto anche loro.
Questa, purtroppo, è la nostra situazione e senza un forte impegno del governo non si va da nessuna parte!!!! Aumentiamo il debito se necessario (personalmente sono fra quelli che ne riconoscono la necessità), a favore di un aumento del Pil: basta un piccolo aumento del Pil (magari con un rilancio dei consumi e un po’ di inflazione) e il rapporto debito/Pil migliorerà immediatamente……
Non sto qui ad elencare come allocare gli investimenti: l’abbiamo già detto mille volte e l’ultima proposta di Confindustria mi sembra abbastanza sostenibile: speriamo che il prossimo governo abbia le palle in primis e le idee abbastanza chiare per agire.
Ormai viviamo solo di speranze!!!!!

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dfumagalli
Scritto il 20 febbraio 2013 at 10:32

Le maniche le rimbocchi quando non te le strappano via.

L’azienda per cui mi hanno chiamato a lavorare, seppur in espansione, non otteneva alcun credito dalla banca per poter aggiungere nuovi capannoni. Non otteneva alcun soldo dallo stato ladro per i soldi di lavori svolti e mai pagati dal medesimo.

Per cui sono stati *costretti* ad andare in un altro Paese, dove l’imposizione dal 68% è passata al 4%, la benzina costa 1.2 euro al litro, la corrente il 33% in meno e per le pratiche per aprire una nuova azienda occorrono 4 ore e 200 euro.

C’é ben altro da fare che rimboccarsi le maniche.

O l’Italia viene “resettata” in fretta e diventa un paese civile o perderà TUTTO comprese le aziende.

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Scritto il 20 febbraio 2013 at 14:34

paolo41,

dfumagalli@finanza,

ESATTO! Infatti con il “rimboccarsi le maniche” il mio appello era legato in PRIMIS alla “nuova” classe politica che andrà al governo, perchè dovrà rimboccarsi le maniche con le RIFORME che sono necessarie e provare a cambiare qualcosa….

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lampo
Scritto il 20 febbraio 2013 at 20:26

Dream Theater,

Per farlo dovrebbero sostituire (licenziare e/o mandare in prepensionamento) metà dipendenti pubblici (e tu sai che so di cosa parlo :evil: ). Non ci sono riusciti in Grecia… neanche con la spinta della Troika e la popolazione alla fame… vuoi che ci riescano in Italia?
Poi dovrebbero lasciare senza lavoro (allo stesso modo ma senza sostituzione!) metà dei notai, avvocati, commercialisti, giudici, sindacalisti, patrocinatori vari, ecc.

Non c’è che dire: devono proprio rimboccarsi le maniche e spalare tanta… :roll:

Speriamo che gran parte degli italiani, concluse le votazioni, li sostengano… e non tornino, come sempre, al loro solito individualismo…
Questo perché non dobbiamo mai dare una delega a qualcun altro senza controllare continuamente il suo operato: neanche con il voto!

Peccato che gran parte degli italiani non l’abbia ancora capito… e spera sempre nel nuovo salvatore o messia.

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paolo41
Scritto il 20 febbraio 2013 at 20:53

lampo,

ti porto un esempio, tanto per chiudere la serata: il direttore di una Asl toscana dotata di un grosso complesso ospedaliero, indubbiamente emerita persona, ma ovviamente con chiare sponde di partito, è andato in pensione per limiti di età.
Ebbene, leggevo qualche giorno fa che viene riproposto come responsabile delle Terme di Montecatini, altra azienda a controllo regionale. Ora è lecito domandarsi se sia giusto che uno che ha già una robusta pensione debba togliere il posto (che magari dovrebbe essere assegnato per concorso) ad una nuova leva che ancora deve sudare per arrivare alla pensione. Questi sono i casi innumerevoli e deprecabili che troviamo in ogni gestione regionale, provinciale e comunale di qualsiasi colore esse siano.
Da qualsiasi parte ti rigiri trovi anomalie e abusi di ogni sorte…..

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lampo
Scritto il 20 febbraio 2013 at 21:45

paolo41,

Purtroppo non posso risponderti ed approfondire l’argomento. Sappi che sono aspetti che vivo tutti i giorni… anche sulla mia pelle.
Pensavo di poter cambiare qualcosa… ma mi sono reso conto che è impossibile (troppo pochi con la mia mentalità).
Vedremo se dopo queste elezioni ci sarà un vero inizio di cambiamento… ma ne dubito se l’italiano non impara a controllare e stare con il fiato sul collo a chi elegge… e non prende parte alla vita di cittadino inteso come senso civico (andare ai consigli e commissioni comunali, chiedere chiarimenti agli amministratori sul loro operato, ecc.)

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