Giapponesizzazione USA: il rischio deflazione permane

Scritto il alle 11:38 da Danilo DT

Tasso inflazione ai minimi. Quantitative easing non sufficiente, ci sarà un QEIII?

Questi mercati sono drammaticamente interessanti, proprio perché si stanno scoprendo dei nuovi scenari, forse imprevedibili, ma drammaticamente interessanti.

Continuo ad usare drammaticamente interessanti in quanto “drammaticamente” perché tutto quanto sta accadendo non può essere visto in chiave molto positiva. Interessanti perché stanno capitando una serie di eventi che si vanno ad “incastrare” in un quadro macro nuovo ma, purtroppo, realistico.

Alla faccia del quantitative easing, che doveva creare inflazione buona, i dati usciti ultimamente negli USA ci portano ad uno scenario veramente incredibile, dove non solo non si è generata inflazione, ma addirittura siamo con il CPI ai minimi.

Abbiamo in passato parlato più volte dell’importanza della velocità di circolazione della moneta. Riprendetevi questo post, credo sia importante per capire cosa sta cercando di fare la FED. Il quantitative easing al momento non ha creato l’inflazione sperata al 2%, anzi, il denaro continua a non circolare. Guardate il grafico qui sotto

“In the short run, disinflationary forces in Western economies, especially the U.S., appear too powerful to be overwhelmed by the recent loosening of monetary policy,” dicono gli analisti USA, ed il grafico qui sopra vi illustra l’andamento dell’inflazione da quando è scoppiata la bolla immobiliare USA. Ma attenzione, il grafico USA è paragonato con il grafico dell’inflazione ai tempi della crisi giapponese (beh, parlare di giapponesizzazione non è certo una novità) e malgrado l’energetico impatto della Fed che sta facendo il possibile, lo scenario sta diventando purtroppo molto simile a quello deflattivo del Giappone di 15 anni fa.

The latest figures, released this week, showed that overall inflation in consumer prices was 1.2 percent in the 12 months through October, while the core inflation rate — excluding food and energy — rose just 0.6 percent. The previous low for that index, of 0.7 percent, came in the 12 months through February 1961, when the economy was in recession. (NYT)

Quindi al momento permane il rischio deflazione e le mosse di quantitative easing non stanno dando gli effetti sperati. Certo è che se nei prossimi mesi la FED non raggiungerà il target 2% CPI, si tuonerà per un ulteriore quantitative easing, ovvero il terzo capitolo di una saga che sembra non avere fine. Ma già oggi negli USA c’è chi è già fortemente contrario al QE II (e si farà il possibile per mettere il bastone tra le ruote di Bernanke) non oso immaginare il Tea Party & Co cosa combinerà se tra 6 mesi verrà annunciato il QE III.

Intanto leggetevi l’ultimo articolo di John Mauldin con oggetto proprio la deflazione. E incrociamo le dita.

Viviamo alla giornata, anche se il barometro segna sempre brutto tempo…


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DT

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65 commenti Commenta
s66
Scritto il 22 novembre 2010 at 13:00

infatti il Giappone da 15 anni è avvolto in una guerra civile ?! x cortesia finiamola di dire amenità ! il mattone rimane sempre mattone, è i petrolieri in questi anni hanno fottuto soldi è vita a tutti ! MA LA PLEBE NON INTERESSANO LE SCORTE DEL PETROLIO ? INTERESSANO LE SCEMENZE DI UN METRO DI CEMENTO A QUANTO LO POSSONO PAGARE X IMPICCARSI X TUTTA LA VITA !!!!

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alfio200
Scritto il 22 novembre 2010 at 13:01

Suggerimento…

gradita da parte di Dream e altri un’analisi del titolo Fiat. Perchè, tra l’altro, continua a salire?

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caposci
Scritto il 22 novembre 2010 at 13:07

alfio200@finanza,

non vedi come viaggiano le macchine stampa soldi sono dei macchinari prodotti dalla fiat :P :lol:

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mattacchiuz
Scritto il 22 novembre 2010 at 13:34

certo che bello… dax sulla parità e mib -1.5%, assieme all’ibex -1.8%

vuoi mica vedere che moh i “vigilanti” del mercato iniziano già a progettare il colpo grosso?
in fondo, se speculando sull’irlanda e sulla grecia ci guadagnano centinaia di miliardi di euro, immaginatevi se si mettessero a speculare sull’italia e sulla spagna. tanto, sicuramente qualcuno inonderà il mercato di nuovi soldi, quindi, perchè aspettare?

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vincent vega
Scritto il 22 novembre 2010 at 13:46

alfio200@finanza,

dovrebbe legato all’interesse da parte di grossi investitori stranieri al connubio Fiat-Chrysler, se noti il suo grafico è simile a diverse società quotate sul NYSE, ha rotto i massimi precedenti ed è diretta in area 15 €, sembra davvero andare a braccetto con le quotazioni USA e EXOR ringrazia :wink:

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gaolin
Scritto il 22 novembre 2010 at 15:59

C’è il blog Iceberg Finanza che da sempre afferma che in questa situazione ogni QE non riesce a generare inflazione. I soldi non vanno a chi li può spendere, ovvero ai consumatori, ma a chi specula, ovvero banche e compagnia bella.
Conseguenza logica è che quanto è oggetto di speculazione aumenta (borse, commodities, opzioni varie, ecc) mentre il calo dei consumi non fa aumentare i prezzi medi del paniere sui cui beni l’inflazione è calcolata.
In italia abbiamo una situazione particolare perchè la politica del governo, di assegnare un reddito attraverso gli ammortizzatori sociali, anche a chi ha perso il posto di lavoro, sta generando inflazione sui beni di consumo primari, per lo più quelli alimentari. Questa è una constatazione, non certo una critica o una lode all’azione di governo.
Comunque, se i soldi si danno lo stesso, anche a chi non produce nulla perchè non lavora, ci sono vari effetti:
1) se si perdono posti di lavoro vero, lo stato incassa meno per tasse, perchè c’è meno base imponibile, quindi aumenta il suo deficit annuale
2) lo stato aumenta le proprie spese, quindi aumenta il suo deficit annuale
3) lo stato per stare nei parametri della UE deve ridurre le altre spese correnti
Insomma lo stato si avvita in una perversa spirale che loporterà a fondo con tutti i suoi cittadini.
Qui ci vuole qualche idea nuova.
Ad esempio vedere bene come dare un bel calcio all’EUR, agli oligarchi di Bruxelles e a quelli che si credono padroni della UE.

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Scritto il 22 novembre 2010 at 16:43

gaolin@finanza,

L’ho scritto nel blog e lo riprendo. Butta un occhio a questo link

http://intermarketandmore.finanza.com/la-strategia-della-federal-reserve-18924.html

e capirai che da tempo sono dello stesso avviso anche perchè la FED sposte e non crea. :-)

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gaolin
Scritto il 22 novembre 2010 at 17:04

Dream Theater,

A suo tempo avevo letto l’articolo e hai fatto benissimo a ricordarlo. Magari qualcun altro va a dargli una sbirciatina e non farebbe male, anzi.
Spero che tu e anche altri blogghisti comincino a prendere in seria considerazione l’opzione del calcio all’EUR, prima che le dure leggi del mercato ci obblighino a farlo per forza e in modo rovinoso, senza possibilitrà di gestire l’evento, come invece potrebbe essere ancora oggi possibile.
Per banchieri e oligarchie varie guai solo a dirlo. Però ci sono anche gli altri, che sono molto più numerosi e che hanno bisogno che qualcuno cominci ad agitare e dibattere l’argomento.
L’informazione allineata non lo può fare ma chi è libero sì.
Almeno io la penso così.

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s66
Scritto il 22 novembre 2010 at 18:20

adesso che nel porcile di maiali non c’è ne sono più, venite a dire che bisogna uscire dall’euro x riprendersi ? SE SONO QUESTE LE VOSTRE VEDUTE ? è MEGLIO CHE VE NE ANDATE IN UN CONVENTO DI TRAVESTITI !!!! X ANNI SI è ASSERITO CHE L’EURO AVEVA SALVATO L’ITALIA ? ADESSO VIENE FUORI CHE SIA LA ROVINA ? SCUSATEMI LA FRANCHE ZZA: VOI DOVETE Fare PACE CON IL CERVELLO ! MA DA QUALE PARTE STATE IN QUESTO PAESE ? A ME MI SA’ TANTO CHE SIETE SCHIERATI CON I SOLITI VACCARI DI OLTREOCEANO ! I SOLITI FURTI DI ARTE DEGLI AMERICANI…………….

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smsj
Scritto il 22 novembre 2010 at 23:30

gaolin@finanza,

vi leggo spesso, e ormai credo che la posizione tua e di Mattachiuz nei confronti delle varie iniziative di Fed, Bce ecc. per contrastare la crisi sia chiara anche ai sassi. E certo, come tutte le posizioni populiste infarcite da luoghi comuni, avete un gran seguito di sostenitori, che peraltro ogni giorno si affannano per guadagnare investendo in questo sistema ritenuto il peggiore possibile. Ma non riesco a capire: oltre a giudicare i vari Bernanke, Trichet ed altri attori di assoluto rilievo nella gestione della finanza mondiale come fossero degli incompetenti che non sanno quello che fanno, o dei pazzi che portano il mondo alla rovina, quando non dei farabutti in combutta con le banche.. ecco, voi cosa proponete?

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smsj
Scritto il 22 novembre 2010 at 23:33

non sono molto pratico di blog, il commento qui sopra era per DT

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Scritto il 23 novembre 2010 at 00:33

smsj@finanza,

Buona sera SMSj, e grazie per il tuo commento critico. Vedo che forse ci conosci da poco tempo. Il nostro percorso parte da molto lontano. Le critiche del sottoscritto al sistema sono partite all’incirca nel 2005 da quando, insomma, ho iniziato ad avere un blog su blogspot. Poi col tempo… i discorsi si sono aggiornati, evoluti, complicati.
Darti oggi una ricetta risolutiva, credo sia ormai impossibile. Sintetizzando in modo estremo, proprio perchè mi è impossibile riassumere in poche righe un percorso che dura da anni, posso solo dirti che oggi (secondo me) la strada è segnata e per certi versi alcune prese di posizione delle banche centrali sono diventate obbligate. Perchè? Perchè il sistema ormai è marcio, succube delle banche e indirettamente della leva finanziaria e dei derivati. Il Too big to fail è una drammatica conseguenza di una necessità: salvare il salvabile. Solo che, purtroppo, si è ancora lasciato il pallino del controllo alle banche. non si è limitato il loro potere. Vengono salvate e non nazionalizzate, le stesse banche che subito dopo recuperano redditività con la finanza creativa, tornano a pagare bonus da favola mentre a bilancio hanno porcate inenarrabili.
E poi… e poi gli stimoli USA… Rileggiti il post che citavo prima

http://intermarketandmore.finanza.com/la-strategia-della-federal-reserve-18924.html

credo sia un post chiave per capire l’inutilità di questa politica monetaria. E poi… e poi la guerra valutaria, dove chi vince non è mai la povera gente ma i soliti noti… e poi…. e poi mille altre cose di cui parlo sul blog giornalmente. Chiedo scusa se a volte sembro ipernegativista. In realtà cerco solo di essere obbiettivo e realista.
Vuoi che diventi anche patetico?
Pronti: tutto questo è figlio dell’enorme egoisto della razza umana, che pian piano ci sta portando verso l’autodistruzione, se non si cambia registro.
Ovviamente ogni discorso può essere ampliato,e lo sarà nei post prossimi venturi.
Ma ora….una domanda te la faccio io.
Dimmi tu, ora, che ne pensi e cosa faresti per migliorare questa situazione. Nella pseranza che la mia risposta sia stata sufficientemente chiara.

:-)

DT

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nervifrank
Scritto il 23 novembre 2010 at 07:39

Dream Theater,

Non ti risponderà mai.
Oppure la risposta sarà intellettualmente deludente.

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Scritto il 23 novembre 2010 at 08:09

nervifrank,

Pazienza, almeno io ci ho provato ad intavolare una discussione costruttiva. :-)

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nervifrank
Scritto il 23 novembre 2010 at 08:29

Dream Theater,

E’ incredibile come certa gente non si renda conto del livello di finanziarizzazione dell’economia americana (e inglese)

Questi grafici dicono qualcosa?

http://assets.theatlantic.com/static/coma/images/issues/200905/johnson-chart.gif

Scusami se cito Cobraf.com:
“la finanza di Wall Street e Londra è arrivata a mangiarsi un terzo del reddito nazionale”

e non è vero che l’economia finanziaria è un “destino delle società occidentali”:

“in Germania l’industria conta per il 35-40% del Pil, contro un 13% degli Usa e si esporta sempre tantissimo” e, sentite questa!
“non c’è stato nessun boom immobiliare, le case costano come 20 anni fa”

Tutto questo è un risultato anche degli idoli Greenspan e Bernanke, chi ha abbassato i tassi negli USA negli ultimi anni, Topolino?

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mattacchiuz
Scritto il 23 novembre 2010 at 08:58

sicuro la soluzione non è rimettere il mondo nelle mani di quelli che lo hanno portato allo sfascio.
dimmi tu, hanno risolto qualcosa? cosa davvero è cambiato rispetto a 3 anni fa?
l’unica cosa certa, è solo che la montagna dei debiti è due volte più alta.

per il resto ho poco da dirti, nel senso che ovviamente non ho la soluzione al problema. certo che ad esempio una valuta di riserva internazionale, basata sull’oro, sui campi agricoli sulle scorte forestali, su qualsiasi cosa non sia manipolabile dai diretti interessati unitamente ad un contributo di ogni singola valuta nazionale, potrebbe già fare molto… e a quanto pare non sarei neanche l’unico a pensarla in questo modo.

poi, giusto per togliere l’autobus di mano da sti ubriaconi, magari nazionalizzarei anche buona parte, per non dire tutto, del sistema bancario.

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capitan_harlok
Scritto il 23 novembre 2010 at 10:50

Scusate la mia grande ignoranza ma chiedo a voi che siete conoscitori della materia una risposta,a questa mia domanda, L’italia annoverata come la 7^ 8^ potenza economica ,non poteva rimaner fuorri dalla moneta unica come hanno fatto i paesi del nord europa ? èra indispensabile andottare l’euro come moneta ? io credo che il cittadino medio italiano non ci abia assolutamente guadagnato nulla, se cortesemente mi dae un vostro giudizio molto piu tecnico ve ne sarei grato , buona giornata

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gaolin
Scritto il 23 novembre 2010 at 10:54

s66@finanzaonline,

A S&& e Simj
Che l’EUR abbia salvato l’Italia lo hanno detto e lo dicono ancora quelli che dall’entrata nella moneta unica hanno tratto grandissimi vantaggi.
In primis la finanza italiana e le nostre oligarchie economiche che hanno potuto, grazie alla moneta unica forte, aggregarsi al grande treno della finanza internazionale speculativa e creativa, che produce tanto valore per se stessa ma poco e a volte nulla per l’economia reale.
I risultati di questa grande orgia oggi li possiamo constatare oggi tutti.
La nostra politica, con poche distinzioni, ha anch’essa tratto grandi benefici con l’entrata nell’EUR. Ha potuto continuare imperterrita a sprecare risorse per finalità improduttive, a elargire prebende di ogni tipo e a rimandare ogni azione di contrasto verso gli immani sprechi che contraddistinguono il settore pubblico e di cui ci scandalizziamo, anche se ormai non più tanto purtroppo.
Come contropartita negativa per l’Italia dell’entrata nell’EUR, ancora oggi poco o nulla percepita dalla maggior parte, vi è quello della competizione economica.
Il valore di una moneta riflette la forza economica di un sistema produttivo e finanziario. L’aver messo insieme, ovvero sotto un’unica moneta, paesi diversissimi fra loro è stata sì una bella utopia realizzata ma che oggi rivela tutta la sua fragilità o meglio impossibilità di sopravvivere.
Tanto per dirne una. Ma come è pensabile che una Grecia, senza alcuna industria in grado di competere nel mercato internazionale, possa continuare ad avere una moneta interna che è la stessa della Germania, senza che quest’ultima, assiema agli altri, la foraggi in eterno?
Quanto all’Italia. Ma come può riuscire la nostra nazione a essere competiva con il sistema produttivo della Germania, ovvero di una nazione gestita alla tedesca se, invece di seguirne gli esempi virtuosi facciamo, come governi, quasi l’esatto contrario?
Non so quanti sono ben coscienti di quanto sta accadendo al nostro sistema delle imprese. E’ in avanzato stato di smantellamento una buona fetta del nostro apparato produttivo industriale. Non per incapacità degli imprenditori ma per una situazione di competitività del sistema Italia in questo momento insostenibile.
La forza del nostro paese, anzi l’unica, era una più che discreta capacità di ben competere internazionalmente del nostro sistema di imprese, in particolare quelle medio piccole.
Dall’avvento dell’EUR questa competitività è via via andata scemando e ora non resterà che accettare di coscientemente integrare la pattiglia dei PIGS con un bella I, più grossa della precedente poi si vedrà.

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Scritto il 23 novembre 2010 at 11:16

Ottimo commento gaolin! :-)
La verità è che oggi, con l?euro sappiamo come è la situazione. Certo, non è buona, ma siamo ancora in piedi. Immaginatevi però cosa sarebbe potuto capitare, soprattutto in caso di “attacco speculativo”. Non oso immaginarlo. Discorso diverso, invece è fare delle valutazioni oggi sulla bontà del progetto EURO così strutturato. non sto parlando di FINE dell’Euro, ma di un progetto diversametne costruito, con regole e piani ben chiari.

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capitan_harlok
Scritto il 23 novembre 2010 at 11:24

GAOLIN : Hai perfettamente ragione ora da queta situazione ho timore che ne usciremo con le ossa rotte perche prima o poi senza riforme , con una classe politica che fa solo chiacchiere con le imprese che oramai sono in parte all’estero o chiudono perche non vanno avanti mi viene da pensare che quella lettera I ai PIGS prima o poi sarà da aggiungere e voglio vedere se l’europa che produce e cresce vorra portarsi dietro una zavorra di questo genere e alla fine saremo tutti scaricati in un’ euro di serie B ,ecco perche forze era meglio , rimanere fuori dall’euro gia dall’inizio e fare le riforme necessarie, cercando di ridurretutti gli sprechi che i nostri governanti si permettono ancora oggi di fare tranquillamente con dissennatezza senza porsi scrupoli

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s66
Scritto il 23 novembre 2010 at 11:43

scusatemi ma il vostro raGIONamento fà acqua da tutte le parti ? se il problema è la finanza a rompicollo ? cosa c’entra l’euro come effetto ? ORMAI NE HO PIENA LA UALLERA DI QUESTE SCEMENZE, LA FINANZA VA’ TASSATA AL 70 % CON CONTROLLI DAL PRIMO ALL’ULTIMO CONTRATTO ! INVECE QUà CI SI PERDE IN CHIACCHIERE! ABOLIAMO I FUTURE SU DETERMINATI SOTTOSTANTI ! METTIAMO FUORI LEGGE I CONTRATTI DERIVATI LA SIGLA è SOLO UNA CASTRONERIA X FOTTERE IL PROSSIMO ! è POI VEDIAMO COSA SI REALIZZA ? UNA GUERRA SICURAMENTE, XCHè QUESTA GENTE è MALATA ! è I MALATI O SI CURANO ,O VANNO TERMINATI !!!

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capitan_harlok
Scritto il 23 novembre 2010 at 11:44

Dream Theater: Ottimo commento gaolin! La verità è che oggi, con l?euro sappiamo come è la situazione. Certo, non è buona, ma siamo ancora in piedi. Immaginatevi però cosa sarebbe potuto capitare, soprattutto in caso di “attacco speculativo”. Non oso immaginarlo. Discorso diverso, invece è fare delle valutazioni oggi sulla bontà del progetto EURO così strutturato. non sto parlando di FINE dell’Euro, ma di un progetto diversametne costruito, con regole e piani ben chiari.  

ma per quale motivo dici questo ? perche dobbiamo pensare solo ad un attacco speculativo ?
Potrbbero speculare , sulla Danimarca , la Norvegia ,la Svezia , la Svizzzera ,o quante altre nazzioni con moneta propria ci sono e potrebbero esserre messe sotto attacco speculativo perche l’italia ?
Se fossimo rimasti fuori dall’euro e avessimo fatto le riforme necessarie con una classe poitica che pensava per il bene del paese io credo che essendo economicamente tra le prime 10 potenze economiche avvremmo potuto vivere senza moneta unica e molto meglio , poi come ha ben commentato GAOLIN , purtroppo le situazioni e le motivazioni che ci hanno COSTRETTO da aderire all’euro erano ben altre .

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lucianom
Scritto il 23 novembre 2010 at 12:14

Per semplificare i PIIGS sono nelle stesse condizioni in cui era l’Argentina quando forzatamente teneva la parità con il Dollaro.Prima o poi faremo la stessa fine? :?: :?: :?: :?: :(

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paolo41
Scritto il 23 novembre 2010 at 13:05

capitan_harlok@finanzaonline,

gaolin@finanza,

Dream Theater,

Vedo che cominciano ad essere sempre di più quelli che la pensano come me. E’ da circa due anni che, su questo blog, sostengo che è indispensabile per l’Italia e altri paesi europei uscire dall’euro. Certo occorre un governo con gli attributi e una Confindustria e un sindacato che non remino contro. E’ altrettanto indubbio che nel primo anno dovremo tirare la cinghia, ma se il coordinamento fosse forte ne usciremmo più competitivi e non più condizionati, comunque, dalle decisioni spesso cervellotiche dei burocrati europei.
Non dimentichiamo, inoltre, che contemporaneamente all’avvento dell’euro i politici di allora hanno portato avanti un piano di privatizzazioni e cessioni di aziende industriali, molte delle quali, con il tempo, sono sparite dal contesto produttivo italiano.
Ma per il momento, credo che la nostra rimanga una pia illusione, perchè sono proprio i nostri politici che remano contro, essendo impegnati a litigare, come qualcuno ha giustamente osservato, come bambini all’asilo….

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Scritto il 23 novembre 2010 at 13:23

capitan_harlok@finanzaonline,

Perchè l’Italia è a crescita ZERO, ha un rapporto debito PIL che sfiora il 120% ed un deficit PIL che oggi è “apparentemente ” sotto controllo , ma che è sempre comunque fuori dai parametri.
Inoltre il mirino della speculazione (GRAZIE BANCHE E HEDGE FUNDS!) va a colpire secondo la logica dell'”effetto domino”. Il titolo del post di oggi, con il braccio di ferro come immagine, infatti, non è casuale… :-)

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Scritto il 23 novembre 2010 at 13:25

s66@finanzaonline,

Questa è utopia!

paolo41,
Io invece sarei più dell’idea di tenerlo l’Euro ma di fare uscire la Germania.
Parere personale, eh? :D
PS: SMSJ, dove sei, ti sto aspettando! :-)

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paolo41
Scritto il 23 novembre 2010 at 14:25

Dream Theater,

teoricamente hai ragione… ma la vedi la Germania che, di sua sponte, abbandona i mercati che in questo momento controlla… mi pare poco probabile….
PS: se il messaggio è per me, proprio non ricordo …. caso mai puoi mandarmi una e-mail…

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lucianom
Scritto il 23 novembre 2010 at 14:41

Sono due giorni che le correlazioni: oro e bonds si stanno normalizzando.
Oro su, borse giù = paura
Bonds su, borse giù = rifugio

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capitan_harlok
Scritto il 23 novembre 2010 at 14:57

Dream Theater,

Scusami ma non condivido a pieno quanto asserisci , abbiamo si un rapporto debito PIL che sfiora il 120% ma gia in passato sono stati fatti dei risanamenti decisi a ridurre il deficit , quello che ci manca è solo una classe politica seria e volenterosa , per il paese sarà dura per i primi due anni , ma poi daremmo un segnale di stabilità confortato dalla diminuzione del deficit che gli stessi mercati ci premieranno e non verranno a speculare sulla nosta moneta perche via via risaneremo il debito mantenendo un certo grado di sviluppo e di crescita ma questo va fatto in concertazione con i politici , confindustria, sindacati e tutte le varie lobbi devono rendersi conto che devono perdere dei privilegi in quanto oggi come oggi non possono piu mantenerle , dobbiamo recuperare efficenza eliminando tutti gli sprechi ma in italia questo discorso non si puo fare purtroppo siamo nella fase della rassegnazione , tiriamo a campare attaccati al treno dell’euro che ci fa da cupola una falza protezione che alla lunga ci porterà nel baratro , ne riparleremo tra qualche anno e vedrai che se non cambia classe politica e quantaltro saremo veramente relegati come l’ultimo dei paesi di un’europa che monetariamente credo non esista più , questo non per essere melagramo ma è ciò che traspare attualmente .

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Scritto il 23 novembre 2010 at 15:45

capitan_harlok@finanzaonline,

Io non sto mettendo in dubbio la solidità del sistema Italia. Certo, abbiamo tante grane, tra cui l’immane debito, ma ci sono anche dei dati positivi. in primis il debito aggregato, che ci vede vincenti nei confronti di moltissimi altri paesi (debito pubblico+privato) e poi, cosa da non sottovalutare, non dimetnichiamo mai che il debito italico è praticamente tutto in mano agli Italiani. Però…il discorso che facevo ioera diverso, ovvero SPECULAZIONE. La speculazione non guarda in faccia nessuno, ti colpisce attaccando i tuoi punti deboli, BOOOM, e quando meno te lo aspetti di colpisce e ti mette in difficoltà.
Purtroppo la leva finanziaria e i derivati possono fare cose che tu non puoi nemmeno immaginare.
Spero ovviamente che tutto questo non avvenga e soprattuto che non venga presa di mira l’Italia.

paolo41,

Tranquillo Paolo, tutto ok! :-)

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gaolin
Scritto il 23 novembre 2010 at 16:10

Non per essere fissato o focalizzato su un solo problema ma alla fine il grosso guaio che stiamo vivendo in Italia è la sparizione del lavoro vero. Confido che tutti sappiano cosa s’intende.
Se andiamo avanti così, ovvero con uno stillicidio continuo di sparizioni d’imprese e delocalizzazioni, arrivati a un certo punto, non ce la faremo a rimetterci in carreggiata.
L’EUR sta strangolando la ncompetitività complessiva della nostra industria manifatturiera e sarebbe il caso che perlomeno ci si rendesse conto di questo. Le splendide eccezioni, che ovviamente ci sono sempre. sono solo eccezioni che non cambiano il quadro generale.

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lucianom
Scritto il 23 novembre 2010 at 16:52

lucianom: Sono due giorni che le correlazioni: oro e bonds si stanno normalizzando.Oro su, borse giù = pauraBonds su, borse giù = rifugio  

Mi ero dimenticato il $:
Dollaro su, borse giù

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s66
Scritto il 23 novembre 2010 at 17:55

UTOPIA ???? COME NO , ADESSO PASSA PURE CHE I CDS VARI SIANO UN CALMIERATORE DEI MERCATI ? OPPURE CHE I FUTURE SUL GRANO SERVANO X MANTENERE I PREZZI AD UN LIVELLO ACCETTABILE ? VUOI SFIDARE I GOVERNI ED I POPOLI ? BENE LO FAI , MA PAGHI UNA TASSA DEL 70 % ! VEDIAMO SE POI TI CONVIENE VENIRE A ROMPERE IL SISTEMA ? è SECONDO I MERCATI DEI DERIVATI DEVONO ESSERE LIQUIDI , NON ESISTE CHE UN SOLO PLAYER FACCIA QUEL CHE VUOLE ! MEDITATE GENTE …..MEDITATE ! N.B. A ME NON INTERESSA IL TOZZO DI PANE ANCHE SE FACESSI PARTE DI QUESTE MANI LUNGHE DI FINANZA ALLEGRA 1 A ME INTERESSA IL BENESSERE SOSTENIBILE ! X CUI : LASCIATE PERDERE SE AVETE IL CONFLITTO D’INTERESSE ! :roll: :roll: :roll:

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Scritto il 23 novembre 2010 at 20:32

s66@finanzaonline,

Aspetta, sui derivati quante volte ne ho parlato , dicendo che era necessario una regolamentazione dle mercato CONDIVISA? MILLE volte. Forse non sei stato attento. Ma non c’è la volontà di mettere questi freni. Come non c’è la volontà di legare alcuni derivati al sottostante (tipo CDS, alimentari ecc).
Ecco perchè parlo di utopia.
E se credi che io qui parlo con conflitto di interessi allora mi spiace, hai proprio capito un tubazzo di me e di questo blog, malgrado che tu mi segui dal ben lontano 2005. :roll:

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smsj
Scritto il 23 novembre 2010 at 20:56

Dream Theater,

DT è vero che non ti seguo dall’inizo ma da solo da qualche mese e piuttosto attentamente.
Credimi, sicuramente sarà un mio limite, ma non riesco mai a trovare qualcosa di diverso da denunce di misfatti, di prese in giro, di errori madornali della finanza internazionale, di complotti dei poteri forti, di manine varie. Scusa la critica, ma non starei a scrivere se non volesse essere assolutamente un apporto costruttivo, ma continuando di questo passo potreste perdere quella credibilità che oggi vi è giustamente riconosciuta.
Se poi chiedo a voi cosa fareste è perchè siete voi gli esperti, e devo dire che a questo non ho avuto risposta.
E non sono curioso di sapere cosa avreste fatto, anche perchè personalmente e probabilmente potrei largamente condividerlo, ma cosa fareste ora.
Bernanke cerca di inflazionare, ma cosa dovrebbe fare con milioni di disoccupati? Lasciarli alla miseria? Rischiare un nuovo ’29?
Trichet non stampa, combatte l’inflazione.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’euro perde credibilità, addirittura l’UE è messa in discussione, si rischiano default impressionanti nelle conseguenze che potrebbero avere.
Ma comunque nel mi

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nervifrank
Scritto il 23 novembre 2010 at 21:02

smsj@finanza,

Hai criticato Trichet! Non è che anche tu sei un pò disfattista come DT?

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smsj
Scritto il 23 novembre 2010 at 21:07

nervifrank,

Vedi Nervifrank, si da il caso che io abbia altre responsabiltà durante il giorno che scrivere nei blog.
La mattina presto nel mio piccolo affronto i mercati.
E questo lo dico per DT, non certo per te-
A te dico una cosa che non faccio mai: parlare e giudicare di persone che non conosco, a maggior ragione quando non interpellato.
Detto questo, non avrai la soddisfazione di essere insultato.

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Scritto il 23 novembre 2010 at 21:19

smsj@finanza,

Il tuo messaggio è troncato. Dovresti completarlo, manca la fine

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smsj
Scritto il 23 novembre 2010 at 21:30

Dream Theater,

Come dicevo, non sono molto avvezzo ai blog-
La riga troncata è un refuso.

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smsj
Scritto il 23 novembre 2010 at 21:34

nervifrank,

Bravo, bravo.
Tu sei uno di quelli che capiscono tutto al volo.

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nervifrank
Scritto il 23 novembre 2010 at 21:52

smsj@finanza: nervifrank,
Vedi Nervifrank, si da il caso che io abbia altre responsabiltà durante il giorno che scrivere nei blog.
La mattina presto nel mio piccolo affronto i mercati.

Sei tu che hai parlato di “…posizioni populiste infarcite da luoghi comuni..”, quindi tu hai insultato per primo, e hai precisato che DT ha “… un gran seguito di sostenitori…” e quindi hai automaticamente interpellato chi lo segue da circa tre anni.

Ho voluto sottolineare le contraddizioni di quello che esprimevi, magari usando un pò di sarcasmo per suscitare le tue considerazioni ed il tuo apporto al blog.
Troppo duro?
Forse, ma dato che segui i mercati tutti i giorni, lascia perdere la mia ligure “ruvidezza” e dacci il tuo
contributo, visto che hai un punto di vista “esterno”
DT e qualche “populista” te ne saranno sempre grati.

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nervifrank
Scritto il 23 novembre 2010 at 21:54

smsj@finanza,

Scusate ho fatto dei casini dal punto di vista grafico.
La mia risposta a Smsj è questa:

“Sei tu che hai parlato di “…posizioni populiste infarcite da luoghi comuni..”, quindi tu hai insultato per primo, e hai precisato che DT ha “… un gran seguito di sostenitori…” e quindi hai automaticamente interpellato chi lo segue da circa tre anni.
Ho voluto sottolineare le contraddizioni di quello che esprimevi, magari usando un pò di sarcasmo per suscitare le tue considerazioni ed il tuo apporto al blog.
Troppo duro?
Forse, ma dato che segui i mercati tutti i giorni, lascia perdere la mia ligure “ruvidezza” e dacci il tuo
contributo, visto che hai un punto di vista “esterno”
DT e qualche “populista” te ne saranno sempre grati.”

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smsj
Scritto il 23 novembre 2010 at 22:09

nervifrank,

La mia risposta è:
ho posto una domanda in modo che mi è parso cortese a delle persone che stimo e che credo abbiano capito l’intento assolutamente non polemico o offensivo nei confronti di nessuno.
Se così non fosse me ne scuso con loro e continuerò a leggere il blog, anch’io faccio parte del popolo dei sostenitori di cui sopra.

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nervifrank
Scritto il 23 novembre 2010 at 22:23

smsj@finanza,

Good.

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nervifrank
Scritto il 23 novembre 2010 at 22:24

smsj@finanza,

Ma scrivi anche, grazie.

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smsj
Scritto il 23 novembre 2010 at 22:35

nervifrank,

Good cosa?
Ma tu chi sei? L’avvocato del blog?
Allora concentrati: ho fatto una domanda e non a te, e attendo una risposta se ci sarà.

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Scritto il 23 novembre 2010 at 23:44

smsj@finanza,

Per cominciare, non sai chi sono e non sai che lavoro faccio. Quindi tu non sai quando scrivo gli articoli e non sai i miei orari. Se credi che io via del blog ti sbagli, questo solo per rispondere alla tua frase “si da il caso che io abbia altre responsabiltà durante il giorno che scrivere nei blog”. Affermazione che mi sembra non proprio felice nei miei confronti.
Ma io ho le spalle molto larghe (in tutti i sensi) e faccio finta di nulla.
Allora, io ti rispondo ma a questo punto chiedo anche il tuo punto di vista.
Ho solo un grande problema. Da dove partire?
Facciamo così, dò degli spunti e poi se vuoi approfondiamo.
Facciamoci allora una domanda. Da dove arriva la crisi? Politica monetaria americana di Greenspan troppo allegra. Certo, ma attenzione, il problema è stato che sul mercato c’erano degli strumenti che sono stati usati in modo “errato”.
Parlo dei derivati. CDO, CDS, vendite allo scoperto. E poi la leva finanziarai indiscriminata.
Oggi i derivati pesano per circa 11 volte il PIL mondiale.
Il mio commento potrebbe fermarsi qui.
E allora vogliamo mettere ordine a questo schifo? E il fallimento di Lehman, a cos’è servito? Ad aumentare ancora di più leva e speculazione. Questo perchè restringendosi il margine di intermediazione, ha costretto le banche a fare soldi con la finanza creativa… Che però ha cannibalizzato il mercato, rovinandolo e drogandolo.
Guarda l’Irlanda…. per quale motivo è saltata? Bolla immobiliare, dovuto all’eccesso di liquidità e…perchè a saltare sono state le banche. O forse sbaglio? non perchè se sbaglio correggimi.
E tutto questo comporterà un aumento del debito pubblico ed una giapponesizzazione globale, se va bene.
Massima sintesi, per forza, ma ci sarebbe da scrivere un libro, come ha fatto il mio amico Mazzalai.
Vado avanti. Come mai chi ha fatto i danni continua a farne altri? MI riferisco alle banche USA, recidive su tutta la linea. Solo che adesso la situazione si è ribaltata. non è più la FED che controlla le banche ma sono le banche che comandano la FED.
Sei d’accordo con me?
Almeno avessero nazionalizzato, Invece i grandi boss sono tutti lì, nuovamente con bonus pazzeschi.
Ma ci rendiamo conto che per ingrassare 100 maiali stiamo impoverendo il mondo? Ah no…. scusa…. forse le cose non stanno così.
Direi di cominciare a parlare di questo. Ma ci sarebbe ancora di parlare di Euro, di PIGS e di tanti altre cose. Un passo alla volta.
Ma dimmi…. sparo solo cazzate? O forse qualcosa è condivisibile , anche se sono a tempo perso uno squallido blogger che mette a disposizione del popolo ragionamenti che i giornali nascondono in modo più o meno voluto’

Fammi sapere. :-)

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Scritto il 23 novembre 2010 at 23:46

smsj@finanza: nervifrank,
Good cosa?
Ma tu chi sei? L’avvocato del blog?
Allora concentrati: ho fatto una domanda e non a te, e attendo una risposta se ci sarà.  

Per servirla dottore, la risposta da lei chiesta con sollecitudine la può trovare qui sopra! :D Come vede il pagliaccio virtuale cerca il confronto. Questo è il principale obiettivo del blog. E spero dottore che lei capisca che c’è una cosa che è FONDAMENTALE qui: costa poco e fa la differenza. si chiama il RISPETTO per l’altrui persona.

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paolo41
Scritto il 23 novembre 2010 at 23:47

smsj@finanza,

scusa se mi intrometto nella discussione, ma la filosofia del blog è quella di partecipare tutti insieme ad affrontare i vari temi che Dream, Mat, Gremlin e, talvolta ospiti come il sottoscritto propongono; voglio dire, non c’è un rapporto diretto del singolo con Dream e ritengo che ognuno possa contribuire con il suo pensiero. Venendo al punto che hai sollevato, che personalmente non mi sembra sia stato velato da alcuna polemica, concordo che parecchi bloggisti (e non mi escludo) hanno maturato col tempo una posizione fortemente critica verso il sistema finanziario e verso l’establishement politico, quasi identificando una stretta collusione fra gli stessi. D’altra parte ormai parecchie decisioni sono state prese, giuste o sbagliate che siano, e probabilmente, anzi senz’altro, sono la conseguenza di grossi errori strategici fatti negli anni precedenti (globalizzazione, delocalizzazioni, politica di bassi tassi, indebitamento eccesivo del settore privato, abusi nell’utilizzo delle leve finanziarie da parte delle banche, abuso sull’uso dei derivati, etc tanto per citarne alcuni ) che richiederebbero ora decisioni drastiche che, se applicate troppo rapidamente, probabilmente scatenerebbero reazioni imponderabili nell’assetto geopolitico e finaziario che si è venuto a creare.
Credo che converrai con me che si sono creati grossi sbilanciamenti nei sistemi economici che devono trovare una qualche compensazione e riallineamento: e non parlo solo di Cina e USA, ma anche di Germania e altri paesi europei, di est-europa e west-europa, di nord e sud Italia, di nord e sud Corea, di Israele e Palestina, sempre per fare degli esempi.
Noi non abbiamo la soluzione, ma ci risentiamo perchè notiamo che manca una qualsivoglia volontà ad affrontare le problematiche, mentre siamo oltremodo convinti che continuano a prevalere gli egoismi. In particolare ci sembra che il connubio stati- banche e la continua immissione di liquidità nel mercato siano particolarmente nocivi sul medio-lungo termine. Anche l’Europa è in contraddizione perchè non può richiedere una politica del rigore e poi spendere i soldi della comunità per salvare quei paesi che hanno fatto le cicale (termine che piace ad Amensa) per decenni, sapendo benissimo che sono soldi buttati al vento.
Attenzione, e per concludere, io non voglio difendere nessuno ma, siccome mi è piaciuto come hai proposto il problema, credo che una tua più assidua frequentazione al blog possa dare un deciso e positivo contributo.

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paolo41
Scritto il 23 novembre 2010 at 23:49

paolo41,

chiedo scusa, non avevo ancora letto il tuo ultimo commento

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Scritto il 23 novembre 2010 at 23:50

paolo41,

Io sono d’accordo con te, io sarei ben felice di poter annoverare smsj tra i partecipanti. A condizione che capisca i principi di condivisione e di rispetto.
Poi per me sarà un piacere! :D

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paolo41
Scritto il 23 novembre 2010 at 23:53

Dream Theater,

errato l’indirizzo; le scuse erano indirizzate a te

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mattacchiuz
Scritto il 24 novembre 2010 at 00:11

porcaccia… ho appena terminato pure io di fare le mie cose…

inflazione? politica monetaria??
zio caro, ci hanno messo su un aereo, spediti oltreoceano con metà del carburante, e moh ci viene pure chiesto cosa si dovrebbe fare per arrivare in aeroporto…
casso vuoi fare? ammarare se ci riesci.
punto

il problema, è che in questo ammaraggio, i nostri leader sono ben tutti dotati di paracaduti, loro, gli amici, e le morose! e, per essere precisi, assieme ai nostri leader, ci sono anche i nostri politici, non vorrei mai che qualcuno fraintendesse quello che intendo con la parola leader:-). a quanto pare, iralanda e grecia docent, l’oligarchia finanziaria ( non occorre credere a chissà quali cospirazioni o complotti per capire che un manipolo di miliardari seduti ad un tavolo sono più influenti di miliardi di manipolati ) europea e non solo ha deciso che, pur di continuare a far soldi in modo certo e sicuro, sia anche giunta l’ora di sfidare apertamente l’unica vera legge del mercato capitalistico sotto l’attuale regime monetario: qualcuno deve fallire e rimetterci il grano.

non lo so, ho come l’impressione che sia un pò tardi per cercare una soluzione. ora si dovranno solo contenere le conseguenze.

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smsj
Scritto il 24 novembre 2010 at 00:18

Dream Theater,

No, fermi tutti. C’è un grosso equivoco.
Quando io ho scritto che non ho tempo durante il giorno per scrivere nel blog era per rispondere a Nervifrank che alle 7.39 del mattino, dopo poche dallo scambio avuto con te, affermava che non avrei mai risposto. Intendevo: “e lasciami il tempo per rispondere”.
Lungi da me qualsiasi altro retropensiero nei tuoi confronti, so che sei impegnatissimo con la tua professione e comunque non mi permetterei mai di esprimermi come purtroppo sono stato percepito, anche per me l’educazione e il rispetto per il prossimo vengono prima di tutto.
Per questo me la sono presa con nervifrank che mi ha attaccato per partito preso.
Comunque scusate tutti, buona notte.

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Scritto il 24 novembre 2010 at 00:30

smsj@finanza,

Ok smsj, scuse accettate dal sottoscritto e credo anche da Nervifrank, che è tutto fuorchè una cattiva persona. Mi serviva questo tuo chiarimento, da come avevi scritto si intendeva ben diversamente.

Cmq ora per farti perdonare:
1) devi leggere i miei commenti
2) devi darci le tue versioni
3) devi partecipare a questo blog

:D

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Scritto il 24 novembre 2010 at 00:31

mattacchiuz,

contenere le conseguenze e preparare il terreno per il futuro con una MISSION: far si che tutto questo non possa succedere più.
Ma questo sarebbe un miracolo… :roll:

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mattacchiuz
Scritto il 24 novembre 2010 at 00:46

Dream Theater,

è solo questione di tempo, ma o si arriverà ad un sistema che produca realmente benessere e “ricchezza” per la collettività, e quindi le banche saranno tutttte chiuse :-) o ci si avviterà in continue guerre su guerre. tanto il mondo, alla fine non lo conquista nessuno!! :-)

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Scritto il 24 novembre 2010 at 00:47

…dillo ai coreani! :roll:

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smsj
Scritto il 24 novembre 2010 at 00:50

paolo41,

Paolo, sono partito male, ma prova a rileggere Nervifrank che risponde al mio primo messaggio nel blog attribuendomi parlando con DT una risposta “intellettualmente deludente”.
Detto questo, ribadisco, sono dispiaciuto dei malintesi, volevo solo spostare un pò il discorso da che cosa è stato, a che cosa si dovrebbe fare.
Bernanke starà arricchendo i banchieri, ma cosa doveva fare, fare fallire qualche altra banca too big per dare una lezione di moralità? E chi, tra gli altri avrebbe pagato materialmente maggiormente questa lezione etica? I disoccupati manager miliardari o i non tutelati lavoratori americani? E quanti milioni di disoccupati in più ci sarebbero stati? E quali riflessi sugli equlibri mondiali (Cina)? E se lasciassero crollare le borse come a volte sembra auspicato, quali sarebbero le conseguenze sociali, penso ai fondi pensione, ai risparmi dellla gente comune, ecc..?
Sono solo alcune domande alle quali ovviamente non c’è la prova del nove, ma credo che valga la pena valutare quale poteva essere l’alternativa, se c’era, e se era realizzabile, quali sarebbero stati i costi sociali. Mettiamoci al posto di Bernanke per un attimo: cosa avremmo fatto?
Attenzione: con questo non voglio dire che condivido la situazione che si è venuta a creare nel tempo, quando i famosi consumatori americani trainavano le economie mondiali, e l’Irlanda era la tigre celtica, ma oggi questo è il mondo che sperimentiamo e che quindi dobbiamo cercare di comprendere, anche con una dialettica che ci faccia uscire da posizioni troppo radicali ed estremiste.
Buona notte

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mattacchiuz
Scritto il 24 novembre 2010 at 00:50

adesso parto e riferisco… :mrgreen:

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mattacchiuz
Scritto il 24 novembre 2010 at 01:26

smsj@finanza,

Paolo, sono partito male, ma prova a rileggere Nervifrank che risponde al mio primo messaggio nel blog attribuendomi parlando con DT una risposta “intellettualmente deludente”.
Detto questo, ribadisco, sono dispiaciuto dei malintesi, volevo solo spostare un pò il discorso da che cosa è stato, a che cosa si dovrebbe fare.

ok dai mettiamo via sta storia che non serve andare oltre…. sempre con il consenso di tutti gli interessati…

Bernanke starà arricchendo i banchieri,

tantisssssssismo, troppo, sfacciatamente

ma cosa doveva fare,
1) lui e il maestro intanto non dovevano portare l’america li dove si trovava, con tutto quello che è successo. doveva fare il suo mestiere, ovvero quello di tutelare il dollaro, non le banche. certo, il problema non nasce nel 2007, nasce prima, e la risposta è sempre stata quella di rimandare e far finta di nulla, sempre ovviamente corroborato da teorie economiche che poi, mi pare, siano risultate fallimentari

fare fallire qualche altra banca too big per dare una lezione di moralità?

no non per quello, o meglio non solo. sarebbe certamente servito, ma la storia non si fa con i se e con i ma. il fallimento è un meccanismo necessario all’interno del mondo capitalistico. ovunque si sente parlare di selezione naturale, competitività etc etc etc… ora, il problema è che non si doveva giungere alla condizione per cui non fosse possibile permettere alla selezione naturale di fare il suo lavoro. Se sbagli, paghi! ma non per questioni morali, per questioni di algebra. Il mondo non può permettersi di mantenere attivi tutti i prestiti e gli investimenti, necessariamente chi ha investito male deve perderci soldi affinchè invece sia premiato chi ha investito bene. non ha senso invece deviare i soldi degli investimenti produttivi per coprire le perdite degli investitori che hanno sbagliato tutto. alla fine, così rimarranno solo debiti per tutti.e infatti questo sta accadendo, la storia vera, ne è la prova più evidente.

E chi, tra gli altri avrebbe pagato materialmente maggiormente questa lezione etica?
I disoccupati la pagano, e la pagheranno e non abbiamo ancora idee chiare di quanto la pagheranno

manager miliardari
si, almeno avrebbero pagato anche loro, con la galera e la miseria, ma almeno avrebbero pagato

o i non tutelati lavoratori americani? E quanti milioni di disoccupati in più ci sarebbero stati?
questo non centra molto con la politica monetaria. il credito è ancora bloccato ovunque nel mondo autodefinitosi civilizzato, le riserve in eccesso del sistema americano hanno raggiunto quasi il 10% del pil americano, è ancora tutto congelato. viceversa, quanti milioni di disoccupati ha prodotto la follia di quei pochi, e quanti milioni di sfrattati, e quanti milioni di “pignorati” con la frode? qual è il limite valicato il quale, non sia più possibile proteggere sta gentaccia con la solita frase ” ma cosa si poteva fare, sono troppo grandi per fallire” o cose simili? se ti entrano in casa con la pistola a prelevarti i soldi, allora, quel limite, sarà passato o ancora “cosa potevano fare”? se ti indebitano per i prossimi 150 anni, allora, ancora tutto bene? mentre loro si comprano aerei privati da 30 milioni di dollari? qual è il tuo limite? e poi, fosse anche un limite moralmente tollerabile, un limite che pure distruggesse il senso stesso della legalità ( il terrorismo è di fatto diventato un lavoro per questi cari top manager, banchieri e banchieri centrali ) ma dal punto di vista economico, qual è quel limite? caricare 90 miliardi di euro di debito aggiuntivo sulle spalle di un paese fallito con forse 5 milioni di abitanti falliti, che diavolo di senso economico ha??? cos’è? un debito a 3165 anni?? che facciamo? ci raccontiamo anche che lo ripagheranno vendendo le pentole d’oro che trovano alla base degli arcobaleni? o con enormi coltivazioni di quadrifogli??? questa è la domanda: dove sta il limite?

E quali riflessi sugli equlibri mondiali (Cina)?

alla cina come superpotenza c’era da pensarci prima… troppo comodo ora, dopo che per decenni gli imprenditori vicini di casa, hanno approfittato dei vantaggi economici che ottenevano andando di la a produrre, in barba a tutte le considerazioni morali e etiche, in barba alla più elementare logica che vorrebbe che una nazione non si impoverisca di risorse umane e non svenda le proprie capacità tecnologiche in nome di 5 anni di profitti stellari… ma ovviamente, ora si pensa agli equilibri mondiali, prima erano tutte rose e fiori…

E se lasciassero crollare le borse come a volte sembra auspicato, quali sarebbero le conseguenze sociali, penso ai fondi pensione, ai risparmi dellla gente comune, ecc..?

invece le teoria della bolla continua mi pare funzioni parecchio bene. eccerto, abbiamo già avuto uno che continuava con la litania: le borse devono salire, le azioni sono ricchezza vera. infatti vedi bene come ha funzionato. io mi stupisco che esista ancora l’idea che in qualche modo ci sia una corrispondenza tra la carta e la realtà… . In ogni caso, il problema non è che le borse sono salite per un anno o due, ma è che i problemi reali del sistema non sono stati affrontati. quindi, per ora, rimane solo questione di tempo. E come la storia recente insegna, meglio prima che tardi. non so come dire, smettere di fumare dopo che uno si è pigliato il cancro… succede per forza, ma sarà uno dei suoi ultimi ricordi.

per me, si deve permettere i fallimenti ( e ci arriveremo… non preoccupiamoci troppo ) mi dispiace solo che quando ci arriveremo, chi doveva salvarsi, si sarà salvato e come al solito pagheranno sempre gli altri. e poi, spero tanto in una riforma completa del sistema monetario.

buona notte anche da parte mia

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Scritto il 24 novembre 2010 at 09:12

mattacchiuz,
smsj@finanza,

Chiarito il malinteso, ribadisco l’invito fatto a smsj.
Mattacchiuz ha illustrato molto bene diversi concetti,c he secondo me sono ampiamente condivisibili.
Io però sono abbastanza d’accordo con SMSJ quando dice” cosa svreste fatto al post di Bernanke?” Secondo me, se fossi stato Bernanke, avrei fatto di certo non di meglio. Come mai?Bernanke è un profondo conoscitore della crisi del 1929 e dell’economia USA. Capisco che è facilissimo criticarlo oggi, ma è anche vero che (secondo me) Benny non aveva scelta in quanto inseritoin un sistema che orma non lascia più scampo.
La crisi è nata moltissimi anni fa, non è stata generata in un paio d’anni di eccessi. Bisogna guardare al futuro e far si che:

1) tutto quanto è accaduto non accada più
2) la situazione non possa degenerare ulteriormente

Sul punto 1) ci vuole una fortissima coesione a livello mondiale. Abbiamo fattole prove (vedi Basilea III) ma di strada da fare ce n’è ancora tantissima
Sul punto 2) invece ci giochiamo veramente il futuro. il momento è topico e non si può risolvere “comprando tempo” e rimandando i problemi, che nel frattempo si amplificano.
Bisogna accettare la drammaticità della sitauzione e pagarne le conseguenze.

Discorso ora che non sarà condiviso e digerito facilmente.
Pensateci un attimo. Nella storia cosa è che ha risolto le crisi, che ha appianato gli eccessi, facendo ripartire l’economia seriamente con dei macrocicli decennali? Solouan cosa , la Guerra.
Ora, visto che è un’opzione improponibile, la Guerra che viviamo è finanziaria e ci dovrà costare come una guerra vera. Lacrime e sangue per tutti. Con il vantaggio che il sangue stavolta (per fortuna) sarà solo finanziario.

Che ne pensi smsj? Che ne pensate? :D

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gaolin
Scritto il 24 novembre 2010 at 10:30

Dream Theater,

Per quanto mi riguarda è la prima volta che seguo i commenti a un articolo fino alla fine, essendo un frequentatore di blog abbastanza recente e piuttosto discontinuo.
Se ne sono dette tante ma mi pare che l’ultimo di DT racchiuda quanto accadrà.
Fra gli attori di questo dramma epocale che stiamo vivendo possiamo annoverare:
– quelli che hanno interesse a tirarla avanti così il più possibile,
– quelli che cercano di curare il loro interesse particolare,
– i vari governanti che, ammesso che capiscono cosa sta succedendo, hanno idee e soprattutto interessi diversi da difendere,
– i portatori di interessi costituiti, che voglio continuare a mangiare la torta fatta dagli altri e così via
Ognuno di questi è disposto a fare di tutto per imporre i suoi interessi.
Insomma come potrà finire se non con una crisi economica epocale generalizzata, simile a una guerra nei suoi effetti?
La speranza è che, come di solito succede, dalla catastrofe se ne uscirà, prima o poi, più forti di prima.
Anzi di questo ne sono certo.

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s66
Scritto il 24 novembre 2010 at 12:44

x Dream: a me dei tubazzi non mi puo’ fregar di meno ! io non ho paura del default, è sai xchè ? xchè questi monnezzari che fanno riunioni , sono solo dei corrotti , è al soldo di chi veramente muove i fili ! X CUI : DICO è ORA CHE L’OSTE CHIAMA IL CONTO ! ANCHE SE SCORRERANNO FIUMI DI MORTI , A COSTORO NON FREGA NIENTE ! XCHE’ LA VERITA’ è UNA SOLA : 7.5 MILIARDI DI PERSONE NON SONO PIU’ SOSTENIBILI ! è CHI COMANDA , NON PUO’ ACCETTARE DI SPARTIRE CON GLI ALTRI ! X CUI LA FINE è SEGNATA , ORMAI IL RUBICONE è PASSATO ! orvuar’

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smsj
Scritto il 24 novembre 2010 at 17:10

Dream Theater,
è esattamente quello a cui pensavo stamattina guidando, in particolare alla via di uscita di crisi paragonabili come quella del 29: la Guerra.
Per questo credo che ogni mezzo vada utilizzato per arginare una deriva catastrofica. Mai come oggi il fine giustifica i mezzi.
Solo una cosa. è forse possibile un accordo tra economie “occidentali”, ma come la mettiamo con la dittatura socio-economice cinese e con i suoi miliardi di abitanti?
Forse un occidente più democratico e ligio alle regole del mercato internazionale rischia di combattere contro un gigante con un braccio legato dietro la schiena.

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