FERMI TUTTI! La Germania vuole la Grecia Fuori dall’Euro

Scritto il alle 00:22 da Danilo DT

Merkel_Schaeuble_greece

Lo scenario GREXIT era stato scartato dal mercato già nelle ultime sedute, dove le borse hanno recuperatola capitalizzazione persa nei giorni precedenti. Ma proprio quando tutto sembrava una formalità, qualcuno rema contro la Grecia e la vuole fuori dall’Euro.

Il buon Trap, in conferenza stampa, sintetizzerebbe il concetto in questo modo: “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.
Se guardiamo agli ultimi giorni di borsa aperta, i mercati ormai erano convinti che il gatto Tsipras fosse nel sacco e che tutto si risolvesse addirittura prima della convocazione dei 28 nella giornata di oggi.
In effetti il piano di Tsipras di cui ho parlato QUI e che è stato oggetto di contestazioni visto che è un progetto molto Troika Friendly, si avvicinava molto a quelle che erano le caratteristiche richieste dalla comunità internazionale.

Ma proprio oggi, a seguito della votazione greca in Parlamento (abbastanza movimentata) che ha approvato il piano, sono arrivati i primi dubbi.
L’Eurogruppo oggi pomeriggio NON ha chiuso la questione ma l’ha rimandata (contro le previsioni) alla riunione allargata di oggi.
Motivo? Il piano non convince, o forse meglio dire…. Non ci si fida della Grecia.

Ma tu guarda… Non si fidano della Grecia. Perché secondo loro il piano che potevano presentare, qualsiasi tipo di piano, può essere credibile? Ovviamente no! Però è altrettanto vero che oggi un Grexit sarebbe troppo traumatico per l’Eurozona e l’Euro stesso. meglio prepararlo con cognizione di causa, permettendo alla Grecia un’uscita più “dolce”.
Ovviamente, come vi ho scritto più volte, salvare le Grecia significa mangiarsi altri soldi e rimandare il problema, visto che NON si può fare quello che è necessario in modo assoluto: ovvero un haircut sul debito.
Però, come dice Schaeuble: “l’haircut non è possibile perché non è previsto dai trattati”. Ma ne siamo proprio così sicuri? O forse ciò che dice Schaeuble significa “opportunismo e convenienza”?

esposizione-governi-eurozona-vs-grecia

“Sappiamo che un taglio del debito pubblico non è possibile secondo i Trattati europei”. Parola di Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze del governo di Angela Merkel. E tanti saluti alla Grecia. Peccato che, se si tratta dei vicini germanofoni dell’Austria, la musica sia completamente diversa.
È stato infatti raggiunto un accordo politico fra il land tedesco della Baviera e la vicina Carinzia per una ristrutturazione da quasi 1,5 miliardi di euro per evitare il fallimento dello Stato federale austriaco.
La notizia l’ha data il quotidiano economico francese La Tribune. Dopo una lunga e controversa vicenda, lo Stato federale della Carinzia e il land tedesco della Baviera hanno trovato un accordo per tagliare di più della metà il debito del primo nei confronti del secondo. La cifra “scontata” sarebbe di 1,45 miliardi di euro, di poco inferiore ai 1,6 miliardi che la Grecia non ha rimborsato entro il 30 giugno scorso al Fondo monetario internazionale, con tutte le conseguenze che ben conosciamo.
La ristrutturazione del debito è diventata inevitabile e dopo settimane di negoziati fra i rispettivi ministeri delle Finanze, Austria e Bavaria sono finalmente giunti a un accordo politico. Secondo La Tribune, l’intesa prevede che la BayernLB accetti di ricevere solo 1,3 miliardi dei 2,75 dovuti. E in Baviera c’è addirittura chi propone di andare oltre e annullare il debito austriaco. Chissà cosa direbbe Tsipras se lo sapesse.
(Source) 

Ma che sbadati ce sono i tedeschi, se ne saranno certamente dimenticati.
Oltre che il debito, non dimentichiamo anche un altro punto: il PIL. Se non lo si fa ripartire e anche un po’ in fretta, qualsiasi progetto di ripartenza è farlocco all’origine.

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Un tracollo verticale del PIL, e se non si inventa un recupero di produttività, come può la Grecia uscire dal pantano?
Mettetela come volete, la morale è molto semplice: ora i colloqui, malgrado le proposte greche, sono diventati molto difficili per una CRISI di fiducia. La risposta alla crisi di fiducia la propone ancora la Germania con Schaeuble:

Un’uscita “a tempo” di cinque anni della Grecia dall’euro, per permettere ad Atene di ristrutturare il proprio debito: sarebbe questa la proposta inviata ai colleghi dell’Eurogruppo dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. La rivelazione e’ arrivata dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, mentre e’ in corso la riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles.

Fonti comunitarie hanno confermato l’esistenza di un piano tedesco in questo senso ma fonti del governo greco hanno fatto sapere che l’ipotesi di ‘Grexit’ temporanea non e’ stata affrontata nel corso della riunione dell’Eurogruppo.

Secondo la Faz, il ministro tedesco ha inviato agli altri Paesi dell’area euro una nota con la quale boccia le proposte della Grecia e suggerisce l’uscita a tempo di Atene che rimarrebbe comunque membro Ue e riceverebbe “assistenza umanitaria e tecnica di stimolo per la crescita”. Nel piano Schaeuble ventilerebbe la possibilita’ di un trasferimento di ‘asset’ per 50 miliardi di dollari in un fondo di garanzia da parte di Atene a copertura del debito. (Source) 

Credo che questo piano sia realistico come la possibilità che ha la Grecia di restituire i finanziamenti. Secondo me è palese che l’uscita temporanea è un modo per addolcire la pillola ma state pur certi che se la Grecia esce dall’Euro, non ci rientra. E comunque sia è ormai evidente (anche se la Merkel già era stata chiara nei giorni scorsi) che i tedeschi la vogliono FUORI dall’Euro. L’affronto del referendum è stato troppo per Berlino. Per i tedeschi la Grecia DEVE uscire e l’unico modo per farlo è fare il possibile per far bocciare il piano domani dai 28.

Vedremo se l’egemonia teutonica sull’Europa continuerà imperterrita e se l’insuccesso più clamoroso della Troika e della Germania finirà nel peggiore dei modi. Un fallimento totale rispetto all’obbiettivo di ripristinare la solvibilità del Paese ellenico che è stato fortemente voluta proprio dai tedeschi, ristrutturando il debito già qualche anno fa, gestendo però le cose in modo vergognoso e provocando l’innalzamento del rapporto debito /PIL a livelli insostenibili, certamente per un ulteriore aumento del debito ma SOPRATUTTO per il CROLLO del PIL stesso. Grazie austerity tedesca. Grazie di tutto.

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Danilo DT

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34 commenti Commenta
ottofranz
Scritto il 12 luglio 2015 at 05:51

Bel pezzo caro DT.
Questi bacchettoni cattedratici stanno dimostrando di essere più levantini di noi. Questa Europa si sta dimostrando sempre meno credibile , e mi dispiace ammetterlo da Europeista convinto quale sono

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Scritto il 12 luglio 2015 at 08:18

Articolo che spiega bene cosa sta succedendo in Europa.la cosa che mi sorprende è come nessuno si ribelli a questa Europa germanica. Che senso ha un’eu di questo tipo ?

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pasolo
Scritto il 12 luglio 2015 at 08:38

per me l’europa ne uscirà rafforzata: chi vuole restare nell’euro deve rispettare determinati criteri di finanza pubblica e ci deve essere un’armonizzazione delle regole fiscali e del walfare.
Negli ultimi anni si è tanto criticato l’ex Bernanke per la sua inondazione di liquidità che avrebbe provocato a detta di qualche “professore” un’iperinflazione e gonfiato bolle a dismisura ed ora gli stessi criticano la Germania “austera”…mettetevi d’accordo. La verità, come scriverebbe il saggio john, è che si devono ricercare fonti d’energia a buon mercato e si deve spendere ed investire ciò che si ha senza chiedere prestiti. Buona domenica e occhio ai prossimi mesi: gli USA si avvicinano ad un punto di rottura con conseguente correzione ( max 20-25 % ) fisiologica all’interno di un bull market secolare nel quale ci troviamo ancora ( e questo c’è lo indica la stella polare : rapporto Oro/azioni ).

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pasolo
Scritto il 12 luglio 2015 at 08:41

pasolo@finanza,

“ce lo indica” : scusate l’errore.

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draziz
Scritto il 12 luglio 2015 at 09:47

Bella accoppiata.
Mi ricordano il gatto e la volpe…
Grexit?
Probabilmente più carri armati e più armi di così non riescono a vendergli…
Inoltre, con gli acquisti dall’estero nel settore immobiliare che hanno preso il volo (+60%) è il momento di pensare a qualche altro “mercato”…

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pdf79
Scritto il 12 luglio 2015 at 10:52

La Commissione per gli Affari Europei del parlamento finlandese si è opposta alle negoziazioni per gli aiuti alla Grecia, visto che le proposte di Atene non garantiscono il buon esito delle trattative. È quanto riporta Bloomberg, citando l’emittente finlandese Yle fonte: swissinfo.ch

Cancellato il Summit europeo a 28 previsto per oggi a Bruxelles. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk su Twitter. Resta, quindi, in calendario alle 16 l’Euro Summit a 19 che “continuerà fino a quando concluderemo i colloqui sulla Grecia”. fonte : rainews

Be per la prossima puntata andiamo a lunedì?

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draziz
Scritto il 12 luglio 2015 at 12:22

Cos’hanno in mente il duo Gatto&Volpe?
Oltre ad una sonora raffica di pedate “ai ribelli” greci ed un insegnamento “rieducativo” agli altri peones periferici, a chi vogliono creare guai nell’immediato?
Ocio allo spread…

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idleproc
Scritto il 12 luglio 2015 at 12:47

La questione di “fondo” tra europeisti e non-europeiisti è “speciosa”.
(mi piace questa parola perché mi fa ridere).

La tendenza di fondo “sistemica” è quella di un processo di totale globalizzazione su tutti i piani, partendo da quello economico.
Su questa tendenza tutte le battaglie ideologiche e/o guerre reali sono di retroguardia e perse.
Quello in corso è un “processo” profondamente contraddittorio che vedrà varie fasi storiche.
Lo può arrestare solo un “disastro” sistemico con conseguente frammentazione e localizzazione delle esigenze di sopravivenza di gruppo più o meno esteso.
La “globalizzazione” non è in contraddizione con la visione di un mondo reticolare e policentrico sul piano economico, sociale, culturale.
Questo garantirebbe anche una sostanziale ridondanza e resilienza di tutto il sistema e il mantenimento delle differenze che sono sempre una risorsa per la sopravvivenza di specie.

I problemi dove stanno?
a) gruppi socioeconomici di vertice a base nazionale con interessi che si fondano sul livello nazionale, vedi alcune lobby US che pensano ad un impero globale che non sono in grado di avere e mantenere, sarebbe anche l’impero dei sottosviluppati culturali e mentali come già dimostrato nella strategia che hanno perseguito finora.
In Ucraina hanno piazzato loro un cuneo come da altre parti cercando di bloccare un processo “naturale” ottenendo anche lo scopo di una radicalizzazione nazionale di autodifesa ad Est e in Asia.
b) la direzione politica che esiste realmente anche se complessa e contraddittoria che è in mano ai livelli più alti di concentrazione del capitale finanziario e di alcune corporation oligopoliste globali che impongono il loro modello anche organizzativo (vedi TTIP).
c) la totale sottovalutazione della forza materiale delle culture e dei “modelli” socioeconomici locali che fungono anche come mediazione locale e resistenza contro questi gruppi che operano con tecniche monopolistiche e coloniali.

L’attuale reazione sociale “nazionale” di autodifesa che può prendere varie pieghe, è del tutto “naturale” in questa fase.

Non dimentichiamoci cosa è successo nella precedente fase di crisi ed espansione sistemica di lungo periodo. che ha determinato (tra l’altro) la fine del sistama “chiuso” old-coloniale.
Imputare le colpe di quel massacro ad una parte sola è una fesseria ed un falso storico.

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gainhunter
Scritto il 12 luglio 2015 at 15:13

Abbiamo visto che i trattati vengono rispettati solo quando fa comodo, abbiamo visto che ognuno fa solo il suo sporco interesse (strategia politica -vedi sia Tsipras sia Schauble- o interesse di chi c’è dietro -vedi banche F e D salvate con i soldi di tutti e cittadini Greci lasciati crepare di fame-), abbiamo visto che non c’è il minimo spirito di collaborazione (nei vertici di comando), anzi, le riunioni sono fatte per litigare e tirare il più possibile dalla propria parte, non per costruire un futuro insieme.

E c’è ancora gente che crede che si possa ancora fare l’Unione Europea?
Ormai hanno rovinato tutto, hanno riportato astio e razzismo tra i popoli, tra quei popoli che prima, con o senza moneta unica, creavano collaborazioni, sinergie, accordi, per fare interessi comuni in libertà (con la libertà di poter sciogliere l’accordo in ogni momento e “lasciarsi” senza problemi) e a volte semplicemente per spirito di avvicinamento/amicizia (penso ai gemellaggi tra i comuni o agli scambi scolastici).

Si dice che bisognerebbe cedere sovranità per realizzare l’Unione Europea, ma voi vi sentireste più tranquilli a dare più potere a quella stessa gente che un problema di 10 miliardi l’ha fatto diventare un problema da 10 volte tanto?

STOP LOSS.

I più svegli lo dicono fin dal 2009/2010, qualcuno ci è arrivato più tardi (tra cui io). Vogliamo fare i cassettisti e aspettare che il “portafoglio vada a zero” (aspettare la guerra o la colonizzazione)?

Spero che questo sia il primo passo, la prima uscita di posizione, peccato che l’apparenza è che l’UE butta fuori l’indisciplinata Grecia; e spero che non finisca qui.
Il concetto da capire, che ci riguarda, è questo: o fallisce prima l’UE (come progetto) o fallisce prima l’Italia (come economia e come stato).

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kry
Scritto il 12 luglio 2015 at 15:35

1) FERMI TUTTI! La Germania vuole la Grecia Fuori dall’Euro
2) Ma proprio quando tutto sembrava una formalità, qualcuno rema contro la Grecia e la vuole fuori dall’Euro.
3) Però, come dice Schaeuble: “l’haircut non è possibile perché non è previsto dai trattati”.
—- e D.B. cosa ne pensa ? —
4)Oltre che il debito, non dimentichiamo anche un altro punto: il PIL.
—- Il PIL della Grecia o della Germania ? Perchè da settembre penso che da quel dato arriveranno delle sorprese poco gradite. —-

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kry
Scritto il 12 luglio 2015 at 15:42

FERMI TUTTI! La Germania vuole che
http://www.tradingeconomics.com/italy/current-account-to-gdp e
http://www.tradingeconomics.com/greece/current-account-to-gdp arrivino come

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kry
Scritto il 12 luglio 2015 at 15:45

kry@finanza,

http://www.tradingeconomics.com/ireland/current-account-to-gdp e a pretendere sono questi che seguono ??? http://www.tradingeconomics.com/finland/indicators

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kry
Scritto il 12 luglio 2015 at 15:49

L’Europa non ha le palle per PRETENDERE il rispetto delle regole a
http://www.tradingeconomics.com/germany/current-account-to-gdp
http://www.tradingeconomics.com/netherlands/current-account-to-gdp

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kry
Scritto il 12 luglio 2015 at 15:51

Non parliamo dell’ITALIA che non è capace di chiedere perchè
http://www.tradingeconomics.com/france/government-budget
senza tener conto della differenza dello spread.

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pdf79
Scritto il 12 luglio 2015 at 17:17

L’Eurogruppo ha deciso. La Grecia ha tre giorni di tempo per approvare le misure chieste dai ministri delle Finanze dell’Eurozona. Solo a quel punto, dopo il voto del Parlamento, si potrà far partire il negoziato sui finanziamenti chiesti da Atene. Questo, secondo quanto riferito dal ministro finlandese Stubb, sarebbero le indicazioni arrivate al termine del vertice di oggi. “Abbiamo fatto molti progressi sulle condizionalità” del programma di aiuti, c’è un “documento che va ai leader che chiede alla Grecia riforme da fare in Parlamento entro il 15 luglio come pensioni e Iva e privatizzazioni”, ha detto Stubb. La Grecia, secondo quanto riportato dal ministro austriaco Hans Jörg Schelling, avrebbe tempo fino a lunedì per decidere se accettare o meno questo accordo.
Le conclusioni dell’Eurogruppo costituiscono però la base delle discussioni che si terranno questa sera al vertice dei capi di Stato e di governo della zona Euro. Sarà in quella sede che verrà presa una decisione politica sulla linea da adottare nei confronti di Atene. Fonte HuffingtonPost

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paolo41
Scritto il 12 luglio 2015 at 18:18

… personalmente l’idea di Schauble sembra un gioco da ragazzi, anzi una mezza barzelletta come sono stati tutta una barzelletta questi sei mesi di inutili trattative. Ormai è stato deciso che anche questa volta ci sarà un ulteriore prestito e così potremo dire che si è concluso il terzo atto del teatrino greco.
Ma Schauble con la sua uscita ha voluto confermare che l’opera non è ancora conclusa e che fra qualche mese o massimo un anno ritroveremo una Grecia più bugiarda di prima e sempre in maggiori difficoltà… E la storia continua e i contribuenti europei pagheranno mentre i burocrati di Bruxelles emetteranno nuove regolamentazioni sul… latte in polvere e…. sulle etichette dei prodotti, fregandosene dell’ISIS e della trasmigrazione dai paesi africani!!!!!!

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lampo
Scritto il 12 luglio 2015 at 19:50

Dalla riunione di ieri (non quella odierna) emerge chiaramente come l’Europa intesa come integrazione europea… sia oramai allo sfacelo.
Un articolo di Reuters racconta degli scambi accesi fra/tra i ministri esausti… con ciliegina sulla torta dello scontro fra Draghi e Shauble… poi negato (ma non rettificato dai mezzi di stampa… proprio perché probabilmente veritiero):
http://it.reuters.com/article/italianNews/idITL5N0ZS0R320150712
Un passaggio significativo che riassume tutto (l’enfasi l’ho aggiunta io):
“Era incredibile, un asilo “, ha raccontato una fonte vicina alle discussioni. “Le emozioni negative hanno preso il sopravvento”.

Povero Draghi… evidentemente l’unico statista presente a difendere l’idea di Europa (anche se per anche altri interessi, di stabilità/credibilità finanziaria).

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lampo
Scritto il 12 luglio 2015 at 19:56

In merito alla discussione odierna (epilogo di quella di ieri) ritengo che la situazione sia molto più complessa, prettamente politica , essenzialmente dovuta alla mancanza di fiducia nell’attuazione del programma fatto passare in Parlamento da Tsipras.

Nel dettaglio ricordo che c’è un evidente problema di tenuta dell’attuale maggioranza, come dimostra la richiesta di voti ad altri partiti, visto che Syriza è oramai divisa in due.
Quindi l’Europa preferisce, con la scusa della mancanza di fiducia, vedere se Tsipras ha veramente i numeri per attuare il programma di riforme che costituisce il lasciapassare del pagamento del terzo programma di aiuti.
In sostanza non si fidano di dargli un ulteriore prestito… che non rivedranno, in caso di mancata attuazione del programma.

Ma c’è di più: molti si sono dimenticati l’uscita di scena del Varoufakis.

In realtà, a sorpresa, potrebbe di nuovo far parte della sceneggiata teatrale che costituisce questo accordo e/o mancato accordo.

Mi spiego: Varoufakis non è iscritto a Syriza… per cui ha letteralmente le mani libere per raccogliere il consenso dei parlamentari che sono rimasti scontenti dall’approvazione del nuovo programma di austerity.
Non per niente la sua uscita di scena rimane coerente con tale situazione.

Quindi nel caso che Tsipras non abbia più i numeri per approvare effettivamente diverse misure di austerity (impossibili da approvare in così breve tempo… visto anche la complessità di alcune in termini di predisposizione dei testi legislativi in maniera opportuna per non fare ulteriori danni!), come vuole l’Europa prima di sganciare i soldi, potrebbe rientrare in scena, sia a sostegno dell’attuale governo (raccogliendo tali consensi), sia di fatto contro (più probabile) guidando quindi il Paese al Grexit in maniera “controllata”.

Quindi l’Europa ha tutti i motivi per essere diffidente… specie dopo questo suo post:
http://yanisvaroufakis.eu/2015/07/11/behind-germanys-refusal-to-grant-greece-debt-relief-op-ed-in-the-guardian/#more-8970

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idleproc
Scritto il 12 luglio 2015 at 20:28

lampo,

Lo scontro in atto in europa è tra un modello politico di costruzione fondato sulla finanza + quello di sistema geopolitico sovracontinentale okkupato anche militarmente, la NATO serve a questo e non ad altro, con l’altro polo del problema che è quello teorico di una federazione sovrana di stati naturalmente aperta ad Est e che avrebbe una sua politica estera autonoma anche mediterranea, africana e medioorientale.
Non esiste attualmente in europa una classe politica adeguata a rispondere all’esigenza “federale”, anche perchè la struttura stessa istituzionale ancorchè illeggittima ha scopi diversi.
E’ la ragione per la quale la ritengo irriformabile se la si vuole cambiare.
Che la Grecia esca a mezzo o resti mantenendo immutato il baraccone è del tutto marginale e fatte salve le possibili radicalizzazioni sociali non solo in Grecia, è ininfluente sia da un punto di vista economico che finanziario.
Se putacaso dovesse innescare un effetto domino sarà solo perché il problema comunque sarebbe esploso.

Per quanto riguarda l’Astro Greco, ha un po’ di confusione in testa e di solito finiscono a parare sempre nello stesso modo.

http://www.theguardian.com/news/2015/feb/18/yanis-varoufakis-how-i-became-an-erratic-marxist

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lampo
Scritto il 12 luglio 2015 at 20:38

idleproc@finanza,

Infatti il problema è proprio che in Europa non sono concordi su come evolverla, ovvero non c’è consenso sulle riforme da attuare (anche e soprattutto dei trattati) per renderla più solida.
La Grecia è stata semplicemente la goccia che a fatto traboccare il vaso… ed attirato l’attenzione.
Quello che mi lascia perplesso però è la contrapposizione fra la Merkel e Schauble: è effettivamente reale? In tal caso non mi tornano tante cose… penso sia più teatro.
Per quanto riguarda la Finlandia è ovvio che non sia concorde, visto che come spiegavo tempo fa, sta diventando lei stessa la nuova Grecia (purtroppo). Riposto un link di approfondimento (è ancora attuale): http://rassegnaest.com/2015/04/19/finlandia-elezioni-putin/

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lampo
Scritto il 12 luglio 2015 at 20:52

Aggiungo un ulteriore elemento per capire la crisi greca: il consumo di caffé (credetemi è un buon indicatore… ).
Vi lascio la sorpresa (sentite dal minuto 55:15 al 56:38):
http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/focus-economia/trasmissione-luglio-2015-183316-gSLAPU0BHB

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idleproc
Scritto il 12 luglio 2015 at 20:56

lampo,

Non lo so.
La mia opinione sulla Merkel è che non sia arrivata a rivestire la posizione che occupa senza avere degli ottimi fili pregressi attaccati dietro la schiena visto il ruolo chiave della Germania (è una pura opinione senza pezze d’appoggio).

Altra instabilità in arrivo come sottolinei:
http://www.lettera43.it/politica/finlandia-euroscettici-in-rampa-di-lancio_43675167303.htm

Il punto chiave è che corporation globali usano lo scambio ineguale e il controllo dei mercati sia di produzione che di consumo per fare sovraprofitti e l’essensa degli accordi tipo TTIP è quella di garantirgleli con una legislazione sovraistituzionale e nella formazione della produzione legislativo.
Non sono una “garanzia dello sviluppo”, sono strutturalmente parassitarie.

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lampo
Scritto il 12 luglio 2015 at 22:12

Adesso inoltre nasce il problema dell’ELA. Qualcuno sostiene che Draghi, per contrapposizione con Schauble, spingerà per aumentare l’ELA.

Ho molti dubbi che Draghi prenda tale iniziativa seguendo tale ipotesi.
Ricordo che Draghi ha sempre sostenuto (e innumerevoli volte ripetuto quasi in ogni conferenza stampa) che la BCE non è un organo politico ma è una banca centrale indipendente.

Quindi prendere tale decisione sull’ELA sarebbe un passo falso imperdonabile… ovvero concedere la propria testa alla politica… in un momento assurdamente sfavorevole.

Secondo me la scena teatrale (comprese le assurde richieste) è mettere all’angolo Schauble, soprattutto dell’opinione pubblica tedesca.

Probabilmente la Merkel vuole provare a misurare i suoi effettivi consensi… in caso decida di cambiare ministro delle finanze.

Probabilmente il tam tam mediatico del “cattivo” ed “impossibile” Schauble continuerà nei prossimi giorni.

Anche perché come mai trapelano commenti sulle contrapposizioni colorite all’interno delle riunioni istituzionali?

E’ sempre stata rispettata la norma della segretezza (vi ricordate quando il Varoufakis aveva detto di aver registrato la riunione… e poi, appena gli sono state rammentate le regole di giuramento sulla segretezza, ha cambiato opinione?).
Come mai adesso capita il contrario… con tanto di enfasi della stampa e traduzione anche sui giornali locali?

Buona riflessione… vedrete che per mercoledì una testa cade… o forse due (la seconda all’esterno della Germania)

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Scritto il 12 luglio 2015 at 22:28

purtroppo mi trovo d’accordo con molto di quanto detto.
Eurozona che ha dimostrato tutte le sue lacune. ma ancor peggio ha fatto vedere che NON ci sarà mai maggiore coesione tra gli stati.
Guerra interna tra Draghi e Schaeuble. La Germania, occorre dirlo stavolta, vuole stradominare in modo tutt’altro che democratico.
Inutile dirlo, loro ce l’hanno nel DNA (citifonare A.H.)
Quanto richiesto alla Grecia è veramente il peggio del peggio secondo me. Austerity all’ennesima potenza, un gioco dove c’è un sicuro perdente e quel perdente è il popolo greco e la sua dignità.
Vi sorprenderà che sia il sottoscritto a scrivere queste cose ma le evoluzioni degli ultimi giorni hanno portato la Germania a giocare a carte scoperte.
Mi spiace, io ora sono per un GERXIT più ancora che un GREXIT, proprio perchè se si stanno creando dei precedenti, facendo due più due….cosa c’è dopo la Grecia? Il Portogallo? La Spagna o forse l’Italia?

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Scritto il 12 luglio 2015 at 22:30

lampo,

Se cade quella FUORI dalla Germania sarà più destabilizzante di un Grexit.
Cade la GARANZIA che sostiene l’Euro. Cade il castello di carta. cade l’UE.

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lampo
Scritto il 12 luglio 2015 at 22:36

Danilo DT,

Hai inteso male: le due teste che ipotizzo sono Tsipras e Schauble

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idleproc
Scritto il 12 luglio 2015 at 22:40

Danilo DT,

Penso che siano sulla strada della zona A sotto influenza Germania nel ruolo comunque “dipendente” e zona B sotto influenza più “diretta”.
Disintegrare completamente l’europa “non conviene” né sul piano geopolitico né per controllare l’area economica e dei mercati.
Il problema è quello della “schiavitù” dei popoli europei, non penso che l’euro “salti”.

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idleproc
Scritto il 12 luglio 2015 at 23:20

lampo,
http://www.zerohedge.com/news/2015-07-12/purge-begins-tsipras-expel-hard-core-left-wingers-including-energy-and-deputy-labor-

E’ un déjà vu.
Come da tradizione privi di una strategia alternativa, apriranno uno spazio agli ipernazionalisti che per le condizioni sociali prevedibili avranno la strada spianata e saranno con tutta probabilità gestiti dai soliti noti.
Cmq sono solo ipotesi, stare sugli “eventi” senza avere informazioni attendibiliti su come si muovono i Big Players è solo un’attività tipo “il delitto in diretta”.
Sarà un periodo interessante.

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Scritto il 12 luglio 2015 at 23:23

http://intermarketandmore.finanza.com/grecia-cessione-di-sovranita-oppure-sara-grexit-73006.html

la seconda parte della tragicommedia di questo week end…
Il livello dei vs commenti è sempre ottimo. grazie anche da parte mia al contributo che date a quesat comunità.
Non credo ci siano altri siti dove si discuta con pari chiarezza di qeusta problematica.

STAY TUNED!

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Scritto il 12 luglio 2015 at 23:35

lampo:
Danilo DT,

Hai inteso male: le due teste che ipotizzo sono Tsipras e Schauble

Ah ok… Però a sto punto…occhio anche al Dragone Italico

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perplessa
Scritto il 13 luglio 2015 at 00:01

idleproc@finanza: Il problema è quello della “schiavitù” dei popoli europe

la continuazione del declino del ns paese è inevitabile, leggendo la cronaca di questi gg. Il grande psichatra padre della bienergetica Alexander Lowen ha citato Hitler fra le personalità psicopatiche. Alcuni accusano alcune politiche definendole come quarto Reicht. Ergo. se A è uguale a B e B è uguale a C, ne consegie che A è uguale a C. Non sto facendo nessuna affermazione personale, ma una semplice applicazione di logica elementare . in questo link c’è uno stralcio dei testi fi Lowen. ovviamente non parla di economia, ma espone alcune teorie psichiatriche sull’analisi del carettere. lo riporto solo per dare fondamento alla citazione che Hitler fosse uno psicopatico da parte di Lowen. http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/psiche/Lowen_Comportamento_psicopatico.pdf

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Scritto il 13 luglio 2015 at 00:17

GRANDE LAMPO !!!! :)

#Breaking Greece's Tsipras close to resigning, mulls asking president for transitional government, new election in autumn — BILD— Gregor Peter (@L0gg0l) July 12, 2015

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idleproc
Scritto il 13 luglio 2015 at 18:21

perplessa@finanza,

Sulla questione “psicopatici” sfondi una porta aperta, è anche un metodo di autoselezione all’interno di determinati gruppi sociali.
No mi pare che l’unica “nuova” rappresentanza che per forma di selezione sia più direttamente legata al popolo italiano abbia questa deformazione della personalità (non è una valutazione politica ma di caratteristiche personali).
Nel momento in cui si perde la fiducia nel proprio popolo, si resta da soli.
Non sarei così pessimista, è un problema di classe dirigente.

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