PIANO TSIPRAS: a conti fatti aveva senso fare il referendum?

Scritto il alle 09:56 da Danilo DT

tsipras-renzi

Il mondo è proprio strano.
Una settimana fa eravamo tutti col fiato sospeso in attesa di un referendum che avrebbe potenzialmente potuto cambiare la fisionomia, le logiche e gli equilibri dell’Eurozona.
Un referendum che ha portato alla vittoria il NO, un voto contro l’austerity e le imposizioni della comunità internazionale che abbiamo sempre continuato a chiamare Troika anche se questo nome, per i greci, è diventato un tabù.

grecia-troika

Quindi sarebbe stato logico ritrovarsi a discutere, oggi, un piano decisamente più a favore della Grecia, visto che il popolo di Atene ha chiaramente espresso il suo parere.
Ed invece no.

Prima Tsipras, assieme al suo dimissionario Varoufakis, spinge la popolazione a votare NO, per il bene del paese e per garantire un futuro alla Grecia, sottolineando però che non si tratta di un referendum “anti Euro”, ma “anti austerity”.
Poi però, dopo aver tutelato al SUA figura politica (forte della vittoria referendaria) se ne esce con un piano, presentato ieri sera, costruito e modellato non in autonomia ma in “concerto” con alcune istituzioni europee (al fine di fare un “bel lavoro” difficilmente bocciabile) che, a conti fatti, è addirittura peggiore di quella che i greci hanno bocciato.
Fatevi due conti.

La proposta Juncker valeva 8 miliardi di Euro. Quella di Tsipras ne vale 12 miliardi.
Il ragionamento di fondo non cambia, la Grecia è fallita e resterà con una situazione molto complessa e per certi versi irrecuperabile, se non passando da mosse molto invasive sul debito. Però è decisamente incoerente (a rigor di logica) ritrovarsi con un progetto peggiore (per la Grecia) di quello proposto dalla comunità finanziaria. Cosa è stato chiseto in cambio da Tsipras, oltre che l’ennesima fiducia, anche un prestito di 53 miliardi di Euro in 3 anni. 
Se poi volete entrare nei dettagli della proposta Tsipras, cliccate QUI e leggerete voi stessi.

Timeline crisi Grecia

Timeline crisi Grecia

Manca solo l’autorizzazione del parlamento Greco e poi il piano potrà essere vagliato dal consiglio Europeo dei 28 in programma domenica, un consiglio che diventa quasi una formalità se guardiamo i numeri ma che può riservare sorprese nel caso in cui la “fiducia” sulla Grecia venga bocciata da personaggi come la Merkel che, come visto in questo post, ormai sta facendo “muro” nei confronti di Atene.
Mi domando solo come i cittadini greci potranno essere soddisfatti di questo esito.
Tecnicamente possiamo dire che sono stati presi in giro, e noi italiani, considerati “euro-periferici”, dobbiamo prendere nota. Per il futuro. Ancora una volta non ha vinto la democrazia ma la manipolazione politica.

Quindi una settimana fa si poteva evitare un referendum, che poi ha portato per i greci un piano peggiore. Ma come rovescio della medaglia, se avese vinto il SI, ci sarebbe stato un terremoto politico in Grecia.
Ai posteri l’ardua sentenza cari amici. Intanto “godiamoci” l’euforia sui mercati. Ma non dimentichiamo mai che è stata messa una toppa ad un problema (come è stata messa una toppa al pericolosissimo bubbone cinese) e che il futuro potrebbe ancora riservare molte incertezze.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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15 commenti Commenta
primofortunato
Scritto il 10 luglio 2015 at 10:40

Non dobbiamo stupirci, su quello che sta accadendo; la strada è già stata segnata da anni…giochini e sotterfugi politici non mi stupiscono più!

Il parlamento greco non può far altro che ratificare quello che è stato già deciso! Per i paesi mediterranei si preannuncia un periodo di crisi profonda…le falle nel sistema economico mondiale, sono ancora molte da superare.

La caterva di derivati immessi nel circolo, sta iniziando a dare i propri frutti…per diversi anni metteranno al palo molte economie, tra i quali anche la nostra.

L’affare cina, risulta alquanto pericolosa…hanno messo delle “pezze”, poichè sostanzialmente li la borsa non funziona come da noi…il governo cinese ha obbligato a NON vendere azioni per 6 mesi a soggetti che detengono più del 5% del capitale…inoltre le aziende hanno intensificato gli acquisti delle azioni proprie per sostenere la propria quotazione…
per il momento funziona perchè il mercato sta tenendo. Ma interroghiamoci se questa situazione può ancora durare e soprattutto quanto!!

saluti
p

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kry
Scritto il 10 luglio 2015 at 10:48

PIANO TSIPRAS: a conti fatti aveva senso fare il referendum? — Se serviva per GARANTIRE quanto stanno per prenderci per i fondelli allora SI. Il baffettino che ora sembra abbia perso una fetta di salame dagli occhi molti anni fa disse che fare un referendum non aveva senso. Quante parole parole del valore FALQUI un pò come il mondo ormai.

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closing time
Scritto il 10 luglio 2015 at 11:10

accordo fatto; problemi tutti aperti e in accellerazione. ci si illude di arrivare al 2017. dalla prossima settimana se le banche riaprono normalmente in venti giorni avranno una crisi di liquidità. mi immagino all’interno dell’accordo un contingentamento e un controllo soft sui movimenti di capitali. insomma il risparmio greco non si fiferà più delle banche

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7voice
Scritto il 10 luglio 2015 at 12:09

sto premier greco stà giocando troppo con i fiammiferi dentro a una polveriera ! ORMAI L’UNICA SOLUZIONE PER QUESTA BARAONDA RIMANE SOLO CHE LA GERMANIA SI TOLGA DALL ‘EURO ! SAREBBE UNA GRANDE SOLUZIONE PER I PAESI POVERI DELL’EURO ! VEDIAMO SE HANNO LO STOMACO DI FARLO STI MANGIA PATATE A VONGOLE FRACITE !

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gainhunter
Scritto il 10 luglio 2015 at 13:39

a conti fatti aveva senso fare il referendum?

SI perchè è democrazia.
Non ha senso il piano proposto da Tsipras, che non sta rispettando la volontà del popolo, che ha scelto NO al piano di austerity, assumendosi le responsabilità delle eventuali conseguenze (cioè l’uscita dalla UE).

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Scritto il 10 luglio 2015 at 13:44

gainhunter,

Ok, sono d’accordo con te. È proprio la seconda parte del tuo commento che è oggetto del post. La risposta, compresa la volontà di fare il referendum, è guidata da un’unica esigenza, secondo me: LEADERSHIP POLITICA.
Nothing else

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pasolo
Scritto il 10 luglio 2015 at 15:01

Danilo DT,

tranquillo Danilo e fai bene ad essere preoccupato. Ieri la “linea” delle richieste di sussidi americane ha mostrato l’inizio di un’ inversione ed insieme ad altri piccoli ed iniziali segnali iniziano a mettermi in guardia per i prossimi mesi, occhio agli USA e per quanto riguardo all’europa : sell on news!

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Scritto il 10 luglio 2015 at 16:03

Putin: “Atene NON Ci ha MAI CHIESTO AIUTO” – Shanghai: 10 LUGLIO 2015

Per i

1- NOEURO

2- COMPLOTTISTI ANTI-YANKEE

3- COMPLOTTISTI ANTI-NO_GLOBAL

4- SINISTRASSI A CAVIALE E CHAMPAGNE

5- SINISTRASSI A PALLE SU PALLE SU PALLE: delle palle al CU_O – in breve

6- SINISTRASSI DEL NON HANNO MAI CAPITO UN CUBO – nelle Isole Italiche SONO A MILIONI, PURTROPPO

7- PALLONARI, PATACCARI

8- RETROSCENISTI – alias, CHI S’INVENTA TUTTO DAL NIENTE LUNARE (si fanno chiamare ANALISTI – DELLE PALLE)

9- SOLONI, SOLONETTI, QUAQUARAQUA

10- AMMOCCOLONI CHE SI AMMOCCANO PARI-PARI QUELLO DI QUELLI DA 1_a_9

TOTALE:

LE PALLE STANNO A ZERO – anzi, son state SEMPRE A ZERO.

Surfer © サーファー [Che Il Signore Vi benedica e purifichi le Vostre menti – DALLE PERENNI PALLE]

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gainhunter
Scritto il 10 luglio 2015 at 18:56

Danilo DT,

:)
Preferisco non entrare in questioni di strategie politiche. Sulle intenzioni di Tsipras probabilmente hai ragione, a me interessa che, indipendentemente dai motivi per cui lo si fa, il popolo deve potersi esprimere su temi così importanti. Perchè, ricordiamocelo sempre, se ai cittadini europei fosse stata data la possibilità di scegliere nel 1995/6, molto probabilmente oggi l’Europa non si troverebbe con tutti ‘sti guai.

@finanza,

Perchè continui a citare i “noeuro” insieme ai complottisti e ai pallonari. Cosa c’entrano? Chi sono i “noeuro” secondo te? E cosa sostengono?

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idleproc
Scritto il 10 luglio 2015 at 20:40

gainhunter,

Interpretatare il pensiero di Surfer è cosa complessa anche perché è criptico.

Sulla questione Syriza non ho mai avuto dubbi = BIDONE.
Proiettata in Italia è come se il SEL + qualche fuoriscito dal PD + Rifondati vari + mezzo M5S + infiltrati forse anche di vertice, avesse gestito la crisi greca in questa fase.
In sostanza, totale mancanza di una strategia reale alternativa e Sovrana, l’unica praticabile.
Il dato da non sottovalutare è che all’interno di queste dinamiche, i popoli imparano.
Mai sottovalutalo.

La questione euro è “speciosa”, non significa nulla, è ilsottostante geopolitico e geoeconomico che conta.
E’ la visione ideologico-monetarista che ha sacralizzato l’euro e mistificato la questione.
La domanda è: cosa è realmente l’europa.

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Scritto il 10 luglio 2015 at 21:40

Ciao, Gainhunter!

Alors … veloce.

PREMESSA:

come sai/peTe sono un PROEURO DA SEMPRE – ma son contrario a come è “gestita” attualmente l’EUROPA. L’ho scritto qua, tante di quelle volte. A noia, ormai.

Ma questo non conta, ora. NON CONTA PROPRIO NULLA, anzi.

Domenica sera e notte, OLTRE che Lunedì/Martedì – tralascio la tiritera dei mesi scorsi: DA NOVEMBRE 2014, subito dopo le dimissioni di Samaras, PER ESSERE PRECISI! COME SEMPRE –

!TUTTI!

i

!NOEURO!

[SIA delle SPERDUTE ed INSIGNIFICANTI – a livello INTERNAZIONALE! – ISOLE ITALICHE, che degli altri SCIROCCATI/SCIROPPATI PAESI_Continentali_EUROPEI]

avevano INNEGIATO ed ELETTO a Loro NUOVO paladino

TSIPRAS e la “Sua” SYRIZA.

Ti risparmio la MONNEZZA che nei giorni testè segnalati ha invaso l’etere (media) e la terra e le TESTINE delle ISOLE ITALICHE, esaltando la PROVA DI FORZA del NUOVO MITO – Greco.

In un delirio – d’IGNORANZA TOTALE (nel valutare L_A SITUAZIONE).

Che supposta – hanno preso; se ANCORA NON L’HAI CAPITO!

Proprio, i NOEURO – forse più di Tutti; oltre a quelli dal 2_al_10.

Un caro saluto – anche ad Idleproc.

Surfer © サーファー [Che Il Signore Vi benedica e purifichi le Vostre menti – DALLE PERENNI PALLE – Lo riscrivo: Mi sa che ANCORA non avete capito IN CHE PAESE VIVETE. SVEGLIATEVI e DI BRUTTO]

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gainhunter
Scritto il 10 luglio 2015 at 21:47

idleproc@finanza,

Intanto grazie.
Io sono abituato a atomizzare i problemi e analizzarli dai vari punti di vista, per quanto ne sia capace e per quanto abbia informazioni sufficienti per farlo.
Sicuramente l’euro in quanto moneta unica per stati diversi è un problema (più che la moneta in sè tutto il sistema che c’è dietro), sicuramente non è per niente semplice risolvere il problema e sicuramente risolvere questo problema non vuol dire risolvere tutti i problemi.
C’è un problema più grosso a livello geopolitico? La probabilità di risolvere il problema euro è esigua? L’Europa non esiste e dipende tutto dagli USA? Ok, e allora siamo spacciati e dobbiamo rassegnarci e negare il problema? oppure dobbiamo credere che si possa “fare l’Unione Europea”? Appunto per questo chiedevo delucidazioni.
Anche “no euro” non significa niente, si va dall’estremista complottista al più documentato studio economico (e ricordiamoci che proprio I&M ha ospitato articoli chiaramente “no euro” fin dal 2010); e anche quei “pro euro” che negano o nascondono che esiste un problema di mancato freno ai disequilibri tra gli stati membri dell’EZ sono “pallonari”, così come quelli che raccontano che si possano realizzare gli stati uniti d’Europa oppure omettono di dire cosa comporta la cessione di sovranità o com’è il funzionamento dell’Europa oggi.
Hai proprio detto bene: cos’è realmente l’Europa? E alcuni “no euro” lo spiegano (con opportune fonti)

L’ho scritto proprio ieri su iceberg: “quanto succede è sempre la somma delle azioni di innumerevoli diversi soggetti”. Concause. E’ sbagliato cercare LA causa, IL problema. La realtà è complicata.

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gainhunter
Scritto il 10 luglio 2015 at 22:02

@finanza,

Grazie ma non ho ancora capito chi sono TUTTI i NOEURO secondo te, i giornalisti? non li leggo… i politici? chi se ne frega…

Questo [https://www.youtube.com/watch?v=y5RPhHGQujs], per esempio, no.

Poi di no euro io leggo scenarieconomici, icebergfinanza, orizzonte48, ma tralascio le questioni politiche, e sulle questioni economiche non ci sono palle.

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idleproc
Scritto il 10 luglio 2015 at 22:18

gainhunter,

“E’ sbagliato cercare LA causa, IL problema. La realtà è complicata.”

Concordo, inoltre è dinamica.
Ciò non toglie che non sia conoscibile e all’interno della dinamca contradditoria poter cogliere i processi dominanti e le tendenze.
Su questa base in movimento crei le strategie, è la base materiale sulla quale i “piani” astratti, le utopie e i sogni falliscono.

Ho un punto di vista diverso su:
“quanto succede è sempre la somma delle azioni di innumerevoli diversi soggetti”

E’ un concetto che non condivido alla lettera per quanto sopra, implica una inconoscibilità dei processi socioeconomici e delle tendenze.
Le strategie, come le tattiche esistono e spesso vengono chiamate complotti quando capita che qualcuno le sveli.
E’ una cosa che da fastidio.

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gainhunter
Scritto il 11 luglio 2015 at 07:15

idleproc@finanza: E’ un concetto che non condivido alla lettera per quanto sopra, implica una inconoscibilità dei processi socioeconomici e delle tendenze.

Sì, preso alla lettera è vero. Però le azioni possono essere aggregate e formare tendenze statistiche, più o meno veritiere a seconda dell’omogeneità e di quanto è grande l’aggregato (il problema delle medie), e quindi diventano identificabili.

Ma questo è solo il primo passo: penso che la cosa più difficile sia non tanto arrivare a definire i fattori che portano a una situazione, ma attribuire loro il relativo contributo, soprattutto quando non ci sono dati statistici affidabili. E’ qui che si scontrano le “fazioni”, è colpa di questo fattore, dicono alcuni, no, di quell’altro, dicono altri.
E fin qui si arriva a definire i rapporti causa-effetto.
Poi, come hai fatto notare, sia i fattori sia i pesi cambiano nel tempo.

Inoltre, c’è tutto quello che può esserci dietro a un fattore, per esempio l’interesse di un gruppo di soggetti. Quando questo riguarda un gruppo di potere e ha una forza prevalente sugli altri fattori diventa strategia/complotto.

Fino a identificare i fattori arrivo, già quantificare i pesi diventa spesso quasi impossibile, e i motivi/interessi/strategie che stanno dietro a certi fattori restano per me sempre delle ipotesi, più o meno probabili, ma l’unica cosa certa è l’osservazione delle tendenze (dove i dati sono affidabili) con la consapevolezza dei limiti della rappresentazione statistica.
Questo non significa rinunciare a capire la realtà, ma essere consapevoli della maggiore o minore affidabilità dei ragionamenti che si fanno.

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