ESM: il fondo che salverà l’Unione Europea?

Scritto il alle 11:30 da Danilo DT

Già in passato abbiamo parlato del neonato ESM (che cosa è? Sta per European Stability Mechanism. Non è nient’altro che ciò che nasce dalle ceneri dell’EFSF, l’ European Financial Stability Facility, primordiale meccanismo salva stati appartenenti all’Unione Europa, meccanismo posi sostituito appunto dall’ESM.
Alcuni lettori mi hanno nuovamente chiesto della consistenza di questo fondo, delle percentuali di partecipazione dei vari stati membri e, soprattutto, quanto di questo ESM, oggi, è già stato prenotato in salvataggi e quanto invece può ancora salvare.
Per facilitarvi la vita, vi posto un grafico che vi avevo già fatto vedere ma che vi rimando in versione aggiornata.

ESM: chi, come e quanto

Come potete vedere, il fondo è ancora molto capiente. Quindi non si tratta di dover aumentare (al momento) la capienza del fondo. Il vero problema è capire come prestare denaro, salvare gli Stati e poi…farsi restituire i capitali senza far collassare il sistema. Infatti Non dimentichiamo mai che l’ESM, come EFSF, non è un contenitore da cui attingere a “fondo perduto”, ma è un meccanismo che presta denaro, che poi deve essere (teoricamente) restituito. Possibilmente senza un haircut.
Questa è la grande sfida, oggi, che si pone l’UE. E non è una sfida da poco.

Esposizione delle BANCHE Europee ai PIGS

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DT

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8 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 12 maggio 2011 at 12:38

Dream,
per dare un quadro ancora più “eclatante” aggiungerei la tabella delle esposizioni dei sistemi bancari delle singole nazioni verso i “periferici” e la contraddizione fra esposizione e partecipazione ai fondi delle stesse, per evidenziare ancora una volta l’anomalia italiana.

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Scritto il 12 maggio 2011 at 12:57

paolo41,

Ecco fatto, inserito il grafico da te richiesto nell’articolo.
Era già stato presentato in passato e lo ripropongo.
:-)
http://intermarketandmore.finanza.com/alert-le-banche-tedesche-sono-le-piu-esposte-al-rischio-26702.html

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giandino
Scritto il 12 maggio 2011 at 17:49

Dove li troviamo i soldi visto che…

La tabella seguente mostra il tasso di crescita (medio annuo) del Pil italiano nei decenni indicati…

1961-1970 5.5%
1971-1980 3.2%
1981-1990 2.3%
1991-2000 1.6%
2001-2010 0.2%

… continuando allo stesso ritmo, dal 2011 al 2020 avremo un tasso di crescita negativo: invece di aumentare, la nostra ricchezza si ridurrà dello 0.4% (circa) ogni anno.

Affinché non si vada incontro a questo “futuro” che è già nei numeri, bisognerebbe “contrastarlo” con azioni di politica economica e fiscale tali da indurre una nuova fase di crescita. E badate bene, non parlo dei soliti annunci ad minchiam che sembrano fatti apposta per i bambini scimuniti, ma di azioni concrete, forti e risolutive.

Di queste azioni concrete e risolutive, oggi non si vede neanche l’ombra e, dunque, quello che al momento è il futuro più probabile (-0.4% l’anno), diventa inesorabilmente un futuro (quasi) inevitabile.

Sto dicendo, se non fossi stato sufficientemente chiaro, che questo paese è avviato, nell’indifferenza generale, verso la povertà.

Quali sarebbero le soluzioni?

La più urgente sarebbe quella di “licenziare in tronco” coloro che ci hanno condotto fin qui, perché manifestamente incompetenti.

Subito dopo sarebbe necessario rimpiazzarli con nuovi governanti onesti e capaci.

E’ il minimo da fare, la conditio sine qua non… Ma dubito molto che questi elettori italiani lo faranno… anzi, sono pressoché certo che continueranno a mandare al governo gli stessi che li hanno portati al disastro e, con totale disprezzo del pudore, continueranno ad additare coloro che, come me, gli raccontano i fatti con le prove (le statistiche di cui alla tabellina sopra sono dell’Istat, sono pubbliche e sono incontestabili) definendoli “catastrofisti”… “nemici del loro paese”… “comunisti”…

Come di quel marito che, invece di indignarsi con la moglie che gli fa le corna, si incazza con l’amico che l’informa di quel tradimento.

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calciatore
Scritto il 12 maggio 2011 at 19:52

A proposito di fondo ESM , politici e bankers ….e trading
Quanto stanno facendo in questi ultimi mesi i politici e banchieri EU assomiglia sempre piu’ ad un ‘operazione di trading. Quando una persona imposta una operazione non sa come potra’ chiuderla, se con un gain o loss, quindi cerchera’ di capire se le cose andassero male quanto potra’ perdere. Quel punto, la perdita massima, e’ lo stop loss. Se e’ troppo ampio interviene lo stop della piattaforma di trading, cioe’ lo stop automatico che chiude la posizione. Bene, i politici ed i banchieri hanno aperto una operazione, cioe’ hanno creato l’euro. Questa operazione come e’ ormai evidente a tutti e’ andata male, e riguardo allo stato membro Grecia si sta profilando l’ipotesi default. Una persona che reagisce con senso e controllo del rischio , quando vede che una operazione va male cerca di chiuderla il piu’ in fretta possibile.Questa ultima modalita’ si interfaccia con una ristrutturazione onesta, veloce ed autorevole del debito greco, cosi’ da creare i presupposti nel mercato che la EU puo’ andare avanti e mettere ordine tra le sue fila.

Invece si usa la solita tattica del chiudere gli occhi davanti all’evidenza,il prendere tempo, la dissonanza cognitiva entra in campo e si spera sia il tempo ad aggiustare la situazione. Ma la perdita corre inesorabile, tremenda e va velocemente incontro allo stop loss che nel caso EU significa una subitanea ed inevitabile dissoluzione della zona euro, insieme al crollo della sua moneta. Sara’ tanto veloce che non avremo tempo di capire, come sulla piattaforma dove un attimo prima era aperta una posizione e tutto ad un tratto non c’e’ piu.
….. piccolo particolare, i soldi con cui i politici e banchieri hanno giocato eravamo noi!

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Scritto il 12 maggio 2011 at 21:00

giandino@finanzaonline,

:mrgreen:

calciatore@finanza,

:cry:

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gainhunter
Scritto il 13 maggio 2011 at 08:04

giandino@finanzaonline:Subito dopo sarebbe necessario rimpiazzarli con nuovi governanti onesti e capaci.

Se si candidassero, magari potremmo anche votarli…

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michele.lov
Scritto il 18 maggio 2011 at 11:45

E’ la prima volta che intervengo sul blog, ma ormai lo seguo da diversi mesi. Quindi i complimenti all’autore sono d’obbligo oltre che sentiti.

Sto seguendo in particolare i post sull’evolversi della crisi del debito euro e di riflesso delle banche e, da investitore prudente quale sono, mi domando come posso tutelare i miei risparmi da un possibile default delle obbligazioni governative e/o bancarie.
Se nemmeno i titoli di stato italiani, che allo stato attuale sembrano presentare un buon compromesso tra rischio e rendimento, possono far dormire sonni tranquilli e pure il debito tedesco non è immune dal rischio contagio (vista l’esposizione delle banche tedesche ai periferici) la domanda nasce spontanea: ha senso rischiare per pochi punti percentuali di interesse se siamo sotto una spada di damocle? ci sono delle soluzioni che possono mettere al riparo i propri risparmi dallo scenario default o bisogna rassegnarsi a “metterli sotto il materasso” o a “dimenticarli in immobili e terreni”?

Aggiungo una perplessità sul grado di sicurezza delle obbligazioni sovranazionali (BEI, BIRS, Council of Europe, EFSF, ecc.) rispetto alle emissioni governative dei singoli paesi. Quali prediligere?

Grazie ancora per il grande contributo di informazione trasparente e competente.
Michele

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mattacchiuz
Scritto il 18 maggio 2011 at 12:49

compra qualsiasi cosa, tanto la devono far salire di prezzo, soprattutto se non vale nulla, se è pura carta e se chi la emette può legalmente falsificare i conti

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