E ora che succede con la GRECIA?

Scritto il alle 09:11 da Danilo DT

greece-crisisOrmai tutti dicono la loro, e tra le tante parole buttate al vento, una cosa è indiscutibile: la distanza tra la Troika e la Grecia continua ad essere molto ampia, ormai è incolmabile.

Come vi scrivevo nel post del week end, la Grecia non pensa lontanamente al Grexit, mentre vedrebbe a questo punto il default come il male minore. La Troika ovviamente non prende nemmeno in considerazione il Grexit, essendo un elemento molto pericoloso e destabilizzante. Ma allo stesso tempo non contempla il default, in quanto la maggioranza del debito greco è proprio in pancia alle principali organizzazioni internazionali.

Questa slide parla chiarissimo.

detentori-debito-pubblico-grecia

Il piano B non è il Grexit

Ora, facciamo il conteggio delle ipotesi. Su Grexit entrambe le parti escludono epiloghi che portino in quella direzione. Ma sul default Grecia le cose cambiano. FMI, BCE ed organismi internazionali non vogliono il fallimento di Atene, ma alla fine Tsipras e Varoufakis, ne parlano quasi in modo spavaldo e minaccioso.
Tradotto in modo più spiccio: “ signori, la Grecia è senza soldi. O ci date una mano oppure falliamo. Le nostre promesse non sono sufficienti? Allora pazienza, falliamo”.

Se ci pensate un attimo, la Grecia si trova in uno stato di “forza”, malgrado la scomoda posizione. Se non riceve gli aiuti alle sue condizioni, il default creerà più danni alla Troika che alla Grecia stessa, in quanto è già allo stremo assoluto.
Anche perché, ed è questo il nocciolo della questione, default non significa obbligatoriamente Grexit. Ed è questo, secondo me il dossier su cui stanno iniziando a lavorare.
Il problema potrebbe essere il sistema bancario greco, ma sicuramente Mario Draghi & Co già ci staranno pensando.
Non facciamo pensieri da fessi, hanno già capito che la situazione è complessa e non si faranno cogliere impreparati.

E se arriva il piano C?

Oltre al default, la Grecia sta iniziando a pensare ad un qualcosa di estremamente pericoloso. Un accordo con la Russia che potrebbe portare nelle casse di Atene circa 5 miliardi di Euro come anticipo sul gasdotto. Mosca smentisce, ma di certo l’ipotesi russa rappresenta per l’Eurozona un elemento estremamente destabilizzante. Questa ipotesi, avanzata da Der Spiegel  prevederebbe già un pre-accordo con firma martedi prossimo ad Atene.
Una boccata di ossigeno che non potrà non essere un gas velenoso per l’Eurozona.

Ma tu guarda…il piano D…

Ma la BCE, a quanto sembra, sta anche lavorando a come gestire un cosiddetto piano D.
Facciamo un salto indietro nel tempo.
Nel mese di febbraio, un blogger come tanti ce ne sono, avanzò sul suo blog, un’ipotesi che proprio la Bce, ora sta iniziando a valutare.
Questo blogger scriveva:

Ipotizziamo che oggi non si raggiunga nessun accordo e che l’Unione Europea voglia proseguire con la SUA linea dura, senza concedere gli aiuto richiesti da Atene alle condizioni volute da Varoufakis. Diventerebbe normale un altro default del sistema Grecia, no? Si andrebbe a dare un’ulteriore coltellata ad una popolazione già messa allo stremo dall’austerity della Troika. Però, in perfetto stile democristiano, il tutto verrebbe probabilmente montato cercando comunque di Non far uscire la Grecia dall’Euro in quanto diventerebbe troppo pericoloso. Si andrebbero a creare dei precedenti per potrebbero essere utilizzati e sfruttati da altri paesi per fare altrettanto.
Lo Stato non avrebbe più soldi per pagare stipendi, pensioni e quant’altro. E che fa a quel punto Atene? Da ai cittadini delle forme di “pagherò” che a quel punto verranno scambiati anche per l’acquisto dei beni di prima necessità.
Ora, quei “pagherò”, come li possiamo chiamare? Semplicemente, senza nemmeno farlo apposta, si avrebbero DUE monete. Una, quella ufficiale che sarebbe l’Euro, e poi quella utilizzata dai greci, ovvero…la “Nuova Dracma”. (Source) 

Riprendetevi quel post, credo potrà esservi molto utile. E proprio quel mio parere è praticamente parallelo a quanto sta iniziando a valutare la BCE.

(Reuters)  – The European Central Bank has analyzed a scenario in which Greece runs out of money and starts paying civil servants with IOUs, creating a virtual second currency within the euro bloc, people with knowledge of the exercise told Reuters.

Quindi, un’ipotesi che sarebbe l’inizio del tanto temuto Grexit, ma in versione più soft. In questo momento mi sentirei di escludere questa ultima ipotesi, anche se la vedo più plausibile della soluzione Grexit secca.

Possibili ulteriori compromessi? Tutto può essere, ma di certo stavolta sarà molto difficile trovare accordi. E’ in ballo la dignità delle parti. Sempre se esiste ancora una dignità.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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6 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 20 aprile 2015 at 14:15

In questi frangenti penso a quanti danni ha causato Sarkozy (a braccetto con la Merkel) che ci troviamo oggi a pagare:1) il non aver lasciato la Grecia al suo destino quattro anni fa il che ha comportato di scaricare il debito che avevano sul groppone le banche francesi e inglesi sull’ESM con circa 46 MLD sulle nostre spalle 2) l’aver forzato l’intervento sulla Libia di Gheddafi con i risultati che tutti conosciamo e che non vale la pena commentare.
IL vero paradosso è che una figura così meschina, incapace, megalomane e trafficone (vedi transazioni con Madame Oreal) si ripropone per essere rieletto !!!!!! Quando ci stancheremo di lasciarci comandare da inetti e trafficoni burocrati e oltretutto costosi, sarà sempre troppo tardi.
Sono curioso di vedere se hanno le palle per affrontare il problema dell’immigrazione dall’Africa o la tracotanza selvaggia dell’ISIS…. ci credo poco. Tante chiacchere e tante segate, come si dice in Toscana. Juncker naturalmente si nasconde dietro un bel bicchiere di cognac !!!!!!

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aorlansky60
Scritto il 20 aprile 2015 at 15:27

“1) il non aver lasciato la Grecia al suo destino quattro anni fa il che ha comportato di scaricare il debito che avevano sul groppone le banche francesi e inglesi sull’ESM con circa 46 MLD sulle nostre spalle…”

…e tedesche (parlando di banche estere esposte verso il debito greco nel 2010…)

Veramente lo hanno fatto proprio per questo, evitare che le loro banche (Francesi e Tedesche soprattutto) andassero a “gambe per aria”, spalmando il rischio in tutta europa creando uno strumento ad hoc quali l’EFSF e l’ESM per i quali la Comm UE ha gentilmente “costretto” lo Stato italiano (in virtù della sua quota detenuta in BCE del 18% ca) a versare un totale di 60 miliardi di € in 4 anni, a partire dalla primavera 2010 data in cui si innescò il problema del debito greco, fino a seconda metà 2014… (il rapportino mensile di Bankitalia è piuttosto chiaro sulla faccenda trattata…)

va là che francesi e tedeschi (senza dimenticare gli inglesi…) hanno le idee più chiare di noi… sarà anche per via del loro peso decisionale, decisamente più forte del nostro in ambito europeo, ma questi sono i rischi che uno deve pur mettere in conto, andando a far parte di una “organizzazione”, specie se non possiede le spalle larghe come quelli di certi suoi partners con cui si ritrova poi “in comune”…

(*) d’altra parte, hanno dimostrato di aver imparato bene la lezione dai propri predecessori (gli USA) che hanno pensato bene di alleviare i loro problemi di debito (generato a suo tempo dalla loro finanza creativa…) spalmandolo nel resto del mondo…

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perplessa
Scritto il 20 aprile 2015 at 16:46

sinceramente ho sempe pensato cheil caso Grecia sia stato uno strumento per imporre deregolamentezione del lavoro e riforme pensionistiche ai paesi più grossi come l’Italia e la Spagna in nome di un indirizzo ideologico neoliberista. abbiamo avuto la lettere…o no?il fatto che la Grecia si trovi adesso in una situazione di forza per i motivi esposti nell’articolo mi diverte molto. mi vendica un po sulla Fornero

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ob1KnoB
Scritto il 20 aprile 2015 at 17:41

La Grecia i soldi non li aveva prima, non li ha ora ne’ tantomeno li avra’ in futuro. Qual’è il problema? I creditori lo sapevano prima…lo sanno ora e ne avranno certezza presto. Per cui l’unica vera materia è: dobbiamo preoccuparci dei debiti o no? In generale….chiaramente. Indubbiamente no. Per cui se qualcuno vuole prestarmi qualche milione di euro non è un problema.
I soldi non li avevo prima, non li ho adesso e non li avro’ in futuro. Posso garantire con certezza.
Quindi se il problema sono le garanzie…quelle ci sono.

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Scritto il 20 aprile 2015 at 23:21

ob1KnoB@finanzaonline,

Hahahaha… siamo sicuri che con la Grecia non saremo mai al sicuro, giusto?
diciamoci la verità, il default sarebbe la conclusione più normale, logica e semplice anche se forse potrebbe non essere totalmente risolutiva.
Peccato che stavolta sia meno semplice, perchè a rischio non ci sono tanto i soldi dei risparmiatori (dei quali le istituzioni se ne fregano, se non lo avevate capito), ma i soldi delle istituzioni stesse (vedi grafico nel post).

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lampo
Scritto il 21 aprile 2015 at 00:17

Dici bene DT che la Grecia ha il coltello dalla parte del manico: ormai una semplice questione economica (che affrontata al momento opportuno sarebbe stata risolta in maniera rapida… ma come sappiamo i politici hanno “estrema capacità decisionale” ) si sta trasformando in una questione geopolitica.

Mi spiego: con la mossa del Southstream che passa per la Grecia (e Turchia), nel giro di tre anni, la Russia tira fuori il poker d’assi.
Da una parte continua a fornire il mercato europeo (soprattutto nei Paesi fortemente dipendenti dal gas russo… per mancanza di alternative a “buon mercato”) contrariamente alle aspettative USA, dall’altra conquista nuovamente la sua influenza politica sulle decisioni europee, visto che la Grecia sicuramente nelle prossime riunioni in merito alle decisioni UE sulle sanzioni alla Russia… ovviamente mostrerà il suo veto (a cui sicuramente si aggiungerà quello di altri Paesi in forte difficoltà economica per tale motivo… tra cui probabilmente la Finlandia che si sta pian piano trasformando da modello economico da seguire… alla Grecia del Nord… le ultime cifre parlano di una disoccupazione giovanile ben superiore al 20%… e parliamo di giovani molto preparati e formati!).

Ma non finisce qui visto che c’è anche la questione più importante del Fondo Monetario Internazionale che quest’anno dovrà decidere sull’ammissione tra le valute del paniere dei suoi diritti di prelievo… l’introduzione di molti Paesi emergenti (tra cui la Cina… motivo principale per cui era stato a suo tempo silurato Strauss Khan che voleva precorrere i tempi) anche per rimpinguare le sue casse e nuove modalità di azione (visto che in certi casi le attuali si sono rivelate non troppo ottimali nel loro passaggio dalla teoria alla pratica… non nomino i Paesi… ma ne abbiamo uno in Europa in cui le previsioni sono state sbagliate continuamente con continue correzioni al ribasso)

Inoltre non dimentichiamoci che la Grecia è vicinissima alla Turchia… paese fondamentale per la gestione “pacifica” del Medio Oriente energetico…

In tutta questa vicenda è sempre più evidente chi sia il vaso di coccio… anche se inizialmente, all’inizio della crisi finanziaria… non lo era assolutamente: l’Unione Europea.

E nei prossimi mesi vedremo imperversare questa crisi geopolitica con un tira e molla sui due fronti: USA e Russia (e Cina)… con sempre maggiori differenziazioni di scelte all’interno dell’Unione monetaria… specie a livello di dichiarazioni politiche.

Ma non ditelo a Draghi…

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