DOLLARO USA: vero protagonista. E le previsioni sul tasso FED cambiano

Scritto il alle 10:20 da Danilo DT

EuroDollaro.jpgDi parole se ne stanno facendo anche troppe anche perché, come vi ho spiegato nel post precedente, i “punti fermi” del mercato hanno perso quell’autorità che hanno manifestato nel corso degli anni, assumendo quasi un ruolo “passivo”.

In ambito intermarket è evidente una rinnovata unidirezionalità, con borse in gran spolvero grazie ad una nuova iniezione di energia e speranza delle banche centrali, un trend accompagnato anche dal rally dei bonds che, come detto in QUESTO POST; hanno raggiunto quotazioni non giustificabili in un mondo logico, ma che acquistano una logica in un quadro iperespansivo con una BCE tendenzialmente ancora più proattiva, tanto da addirittura far decollare il junk bond per antonomasia a livello Euro-governativo: la Grecia.

Ma chi è il vero ed evidente vincitore in questo primo round, quello che effettivamente ne esce matematicamente rafforzato?
Secondo il mio punto di vista solo uno merita di “brillare di luce propria” ed è il Dollaro USA.
I presupposti e le forward guidance di FED e BCE hanno fatto si che il Dollaro USA si riprenda la fascia di valuta Regina e tendenzialmente torni a ritestare i massimi contro Euro visti a marzo.

Grafico Cross EUR USD

cross-eur-usd-qe-europeo-draghiIl differenziale di rendimento e le divergenti politiche monetarie non potranno che alimentare questa tendenza.
Domanda: ma in una fase di “currency war” come è quella attuale, siamo così certi che la FED accetti di buon grado questo quadro della situazione? E se non lo accetta, quali armi potrà utilizzare? Di certo non si può mettere a fare un QE4, e tantomeno inventarsi un ribasso dei tassi per diminuire il differenziale di rendimento con la curva dei tassi Euro.

L’unica cosa che potenzialmente può fare la FED è prendere tempo e rimandare ancora il primo rialzo dei tassi.
Ma come vi ho detto ieri sera, sembra proprio, invece, che la FED si stia decidendo a muoversi già a dicembre. E difatti guardate stamattina cosa scontano i Future Fed.

Future FED Funds: rialzo a dicembre?

future-fed-funds-tassi-probabilità-rialzoOra il mercato si spacca al 50% a livello previsionale. Gli effetti sul cross EUR USD non possono che essere, quindi, evidenti.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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7 commenti Commenta
alesh
Scritto il 29 Ottobre 2015 at 13:09

Ciao!

Secondo te, in caso di rialzo dei tassi da parte della Fed, sarà più significativa la svalutazione del dollaro o un rallentamento dell’azionario USA?

paolo41
Scritto il 29 Ottobre 2015 at 14:11

provo a presentare l’equazione con una lettura leggermente più articolata: come è stato detto più volte l’economia reale non riesce più a esprimere le sue valenze sui mercati finanziari. Oggi non viene valutato il valore aggiunto delle attività di produzione e di vendita come base sostanziale dei valori di mercato, salvo l’esame di casi sporadici, in un insieme che risponde comunque a regole diverse che sono quelle di fare soldi agendo sui soldi stessi. Il centro di tali attività è facilmente identificabile in Wall Street con le sue diramazioni su altre due o tre “succursali”, Londra e Singapore in primis.
In questa situazione il $ la fa da padrone, come giustamente hai evidenziato, perché tutte le transazioni finanziarie, per qualsiasi asset o valuta tu voglia esaminare e trattare, sono espresse in $ che diventa automaticamente il fulcro di questa cappa finanziaria che copre i miseri tentativi di intervento di pura economia.

Scritto il 29 Ottobre 2015 at 14:17

[ONCE UPON A TIME… ]

The U.S. manufacturing Industries are becoming increasingly sensitive to changes in the International value of the Dollar.

A look at recent studies – [see to the _§_, at the end of this summary] – of exchange rate effects on Industry performance suggests that rise in the Dollar may significantly reduce U.S. Producers’ profits and compel Firms to scale back their investment in new plants and equipment.

°l°

The increased sensitivity of manufacturing Firms to movements in the U.S. Dollar exchange rate is largely attributable to the growing reliance of this sector on International trade.

To establish that U.S. manufacturing is now more vulnerable to a Dollar rise, the Authors – in the view of the paper – use a new measure called “net external orientation”.

This measure gauges the extent to which an Industry is exposed to exchange rate shifts through its reliance on export Markets and its use of foreign parts and equipment.

Using the “net external orientation” measure, the Authors determine that the exchange rate sensitivity of U.S. manufacturing more than doubled – (between 1984 and 1995).

They also find that

1. tobacco products,

2. industrial machinery,

3. electronic equipment,

4. measuring and recording instruments,

are the Industries most likely to be hurt by a stronger Dollar.

l- – – – –

_§_ L. S. Goldberg, K. Crockett [Research and Market Analysis Group, Federal Reserve Bank of New York (FRBNY), the], “The Dollar and U.S. manufacturing” – Current Issues in Economics and Finance: Vol. 4, Nr. 12 – December 4, 1998

http://www.newyorkfed.org/research/current_issues/ci4-12.pdf

– – – – -l

^… Latinis “verum” et “factum” reciprocantur, seu, ut scholarum vulgus loquitur, convertuntur. …^

[J. B. a Vico, “De antiquissima italorum sapientia – ex linguae latinae originibus eruenda. Libri tres” – Neapolitani Regii Eloquentiae Professoris, Neapoli, Mosca: 1710 / – / 1713]

i.e,

“the criterion and rule of truth consists in having made that”.

サーファー© Surfer [… historical courses and resorts – past, present and future; always!]

paolo41
Scritto il 29 Ottobre 2015 at 14:25

alesh@finanzaonline,

scusa se mi intrometto ponendoti una domanda: ieri all’annuncio della riduzione dei tassi per dicembre le borse USA sono calate o sono aumentate???? Lo S&P alle 22:00 superava i 2083!!!!! come ho accennato al precedente commento non contano più le normali regole, ormai dobbiamo abituarci a movimenti completamente speculativi non correlati alla logica strettamente intermarket.

alesh
Scritto il 29 Ottobre 2015 at 16:20

pao­lo41,

Diciamo che il dubbio mi è venuto per il fatto che SP 500 in quei minuti è sceso da 2084 a 2062 per poi risalire fino a 2090 oltre al fatto che l’aumento dei tassi dovrebbe aver un influenza negativa sui paesi emergenti. Ma forse questo secondo aspetto assieme al rafforzamento del dollaro avranno maggiori effetti non sull’immediato.

Scritto il 29 Ottobre 2015 at 20:28

The absolute effect of Dollar appreciation varies greatly at the individual-Company level, and the implicit assumption that Firms assign the same weight to cost effects as they do revenue effects does not necessarily hold in practice.

Moreover, there are a number of other factors that may be contributing to weakness in overall domestic manufacturing, including the collapse in commodity prices and general softness in Global demand.

In short, a positive figure for “net external orientation” does not necessarily suggest a particular Industry will be negatively affected by Dollar appreciation.

That said, “net external orientation” is more useful as a means of comparing exposure to changes in the value of the Dollar across Industries – [see to the 1_§_1, just below].

l- – – – –

1_§_1 T. Quinlan, S. House, E. Nelson (Economics Group, Wells Fargo Securities LLC, the), “U.S. manufacturing & USD: setting the record straight” – Economic Commentary, Special Reports: September 23, 2015

https://www08.wellsfargomedia.com/assets/pdf/commercial/insights/economics/special-reports/manufacturing-dollar-09232015.pdf

– – – – -l

U.S. Corporate profits fell about 1.4% in the fourth quarter of last year (Q4-2014) and, based on estimates from the Bureau of Economic Analysis (BEA), declined a further 5.2% in the first quarter of 2015 (Q1-2015).

In part, this weakness reflects a decline in profits of the energy sector, which have been hurt by the decline in oil prices. But the strength of the U.S. Dollar since last summer has ALSO had a sizable effect.

Dollar appreciation can lower profits of U.S. Corporations through two channels:

(1) if unhedged, profits earned by Firms’ foreign subsidiaries translate into fewer U.S. Dollars;

(2) U.S. exports become less competitive compared with goods produced in other Countries.

The Authors – [see to the 2_§_2, at the end of this summary] – assess how the Dollar’s recent strength may have affected Corporate profits of Firms with different degrees of International exposure

(a) first by looking at information from Financial Markets,

and

(b) second by looking at model-based estimates of the effect of the Dollar specifically on income earned by foreign affiliates.

Wall Street Analysts also appear more concerned about earnings prospects for Firms with high foreign exposure.

As shown in Figure 2 – [see to in the link, at the 2_§_2 – always!] – and focusing again on nonfinancial Firms outside of the oil sector, S&P 500 Firms with high foreign sales have experienced larger downward revisions to year-ahead earnings expectations in eight out of 12 months over the past year than have Firms with lower exposure.

These downward revisions were especially pronounced late last year and early this year.

Having said that, recent data suggests a similar level of revision for both high and low International exposure Groups, consistent with the relative stability in the U.S. Dollar of late.

The earnings of U.S. foreign subsidiaries account for about 25% of the overall profits of U.S. nonfinancial Corporations.

According to the BEA, U.S. direct investment receipts, a concept roughly equivalent to earnings of U.S. foreign subsidiaries, declined 2.5% in the Q4-2014 and fell a further 7.7% in the Q1-2015.

This decline contributed importantly to the weakness in U.S. Corporate profits over these two quarters.

Overall, (they) find that the recent appreciation of the U.S. Dollar has had a significant effect on U.S. Firms’ profits, especially for Firms with high foreign sales.

The Dollar’s strength likely explains roughly a third of the recent decline in profits earned from foreign subsidiaries.

But an encouraging sign from Financial Markets is that much the effect of the Dollar’s appreciation since last summer may have already shown through to U.S. Corporate profits, given the recent stability in stock prices of Internationally exposed Firms and in the Analysts’ expectations.

l- – – – –

2_§_2 C. Bertaut, N. Sinha [Economic Research & Data, Federal Reserve Board (FRB), the], “How much has Dollar appreciation affected U.S. Corporate profits?” – International Finance Discussion Papers (IFDP) Notes, Nr. 3 / 2015 – July 17, 2015

http://www.federalreserve.gov/econresdata/notes/ifdp-notes/2015/how-much-has-dollar-appreciation-affected-us-corporate-profits-20150717.html

– – – – -l

サーファー© Surfer [Saluti a Tutti – FINE]

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