DOLLARO E PETROLIO: STAGFLAZIONE IN ARRIVO?

Scritto il alle 12:18 da Danilo DT

Alla fine ciò di cui spesso si è parlato, alla fine si è avverato. Il Petrolio, in versione WTI ha rotto la fatidica soglia dei 100 $/bar. E nel contempo, quasi magicamente (anche se noi sappiamo BENISSIMO che non è così magico…) anche il dollaro rompe quota 1.50 andando verso una nuova debolezza. Prima lezine da imparare: la correlazione inversa tra il petrolio e il Dollar Index continua ad essere valida. E la giornata di ieri ne è stata la piena conferma, indiscutibile ed insindacabile. La speculazione continua a rimanere costante e forte sul petrolio il quale, sostenuto comunque da una buona domanda, continua per la sua strada. A dare una mano è stato poi il discorso fatto dall’OPEC il quale, temendo un calo della domanda a causa della recessione/rallentamento (chiamatelo come volete…) ha pensato bene di dire al mercato che sarebbe disposto non ad aumentare le quote, come tutti chiedono, bensì… a tagliarle…
Beh, è lapalissiano cosa si può dedurre. Gli arabi fanno il possibile per difendere le loro posizioni.
Vi risparmio il grafico sovrapposto di WTI e EUR/USD, sarebbe la fotocopia di quello che ho già postato 1000 volte. Vedreste i 2 grafici perfettamente allineati. Però è interessante vedere altre cose.


WTI: che fine farà?

PETROLIO WTI GRAFICOIl grafico è chiaro. Area 100 $ è sempre stata molto importante, soprattutto per una valenza psicologica. IL trend è chiaramente sempre rialzista e non si mette in discussione, almeno per il momento. L’RSI ho rotto la divergenza al rialzo e quindi non era una divergenza ribassista bensì uno “scarico” degli indicatori. Lo scenario è quindi tutto a favore del petrolio che, se regge in pianta stabile i 100 $/bar è destinato a quota 106.86$. Come dicevo prima, la buona domanda, il freddo glaciale in USA e Canada, hanno poi contribuito al rally.

E il cross EUR/USD segue a ruota

dollaro euro cross eur usd grafico chartIl grafico del cambio Euro vs Dollaro U$A non è certo di difficile lettura.
Basta guardare la tendenza e vedrete che è la fotocopia del WTI. La rottura del 150% di Fibonacci, coincidente con area 1.50, psicologicamente importante come 100 $ per il WTI, porterà il cross a quota 1.52 (161.8%) dove ragioneremo con calma sul da farsi.
Questo in estrema sintesi. Poi ovviamente bisogna vedere se i segnali di ieri saranno confermati oggi e domani (i fatidici 3 giorni) e quindi occorrerà valutare che non si verifichi il cosiddetto “trappolone”.
Lo scopriremo solo vivendo. Parere personale: confermo quanto detto in passato. Lo scenario non è favore del $ e il petrolio, fino a quando non si staccherà dalla correlazione dell’USD, è destinato purtroppo a salire.
Ma allora, miei cari lettori, se il petrolio continua a salire, e l’inflazione quindi non si abbassa di certo. E se poi i cereali vanno alle stelle. Qualcuno mi pspiega come può tenersi bassa l’inflazione? Con un crollo della domanda? Ma a quel punto addio crescita economica…
Mi spiace, i conti non tornano, abbassare i tassi non è la scelta giusta. Anzi, potrebbe riversarsi sul mercato con effetto “boomerang” devastante.
Vi ricordo sempre la mia teoria sul “Guidatore Ubriaco” scritta in tempi non sospetti. Se non l’avete letta, buttateci l’occhio.

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