DIVIDENDI e BUYBACK: ecco cosa sta accadendo a Wall Street

Scritto il alle 13:54 da Danilo DT

Ripresa ciclica prevista su scala globale, stile value che viene ripreso in considerazione. E quindi se tornano protagonisti anche i fondamentali, occhio quindi alla tematica “dividendi”. E proprio a questo proposito ecco un interessante aggiornamento che vi propongo. Si tratta del Janus Henderson Global Dividend Index.

Tanto per cominciare…cos’è? Prendiamo la definizione che gli viene data da casa madre.

Il  è uno studio a lungo termine sulle tendenze dei dividendi globali. Misura i progressi delle società globali nella distribuzione agli investitori del reddito derivante dal capitale investito e utilizza il 2009 come anno di base, con un valore pari a 100. L’indice è calcolato in dollari ed è analizzabile per regioni, industrie e settori. Consente ai lettori una facile comparazione della performance in termini di dividendo di Paesi come gli Stati Uniti (che rappresentano un’ampia percentuale dei dividendi globali) e di Paesi meno rilevanti come i Paesi Bassi. L’obiettivo del rapporto è di aiutare i lettori a comprendere meglio gli investimenti orientati alla generazione di reddito. (Source) 

Questo studio è importante proprio per tastare il polso del sistema societario globale.
Intanto un dato di fatto. I dividendi nel 2020 sono scesi del 12.2%, fermandosi a 1.260 miliardi tre anni di record progressivi. Malgrado tutto dobbiamo notare che si tratta pur sempre di numeri inferiori rispetto a quanto visto con la crisi Lehman del 2008.
La motivazione è semplice: il sistema è intervenuto massicciamente a soccorso del tessuto economico, con iniezioni di liquidità sia a livello fiscale che monetario. Il che ha alleviato mas soprattutto ha evitato quello che poteva diventare il peggior tracollo della storia.

Le slides sono ovviamente prese dal report sopra citato (CLICK HERE)

La cosa interessante però sta nel fatto che questi dividendi non raccontano in questo caso l’intera storia. C’è un tassello che deve ancora essere spiegato. I dividendi vengono chiaramente “messi in azienda” e poi distribuiti. MA c’è un’altra voce importantissima per le borse che rappresenta un “uscita di cash” importantissima. Parlo di BUYBACK.
Questi ultimi sono scesi ai minimi dal 2012, e chi segue questo blog, sa bene quanto sono stati importanti negli ultimi anni.

(…) La percentuale del capitale che le società statunitensi e canadesi normalmente spendono per riacquistare azioni proprie, anziché per distribuire i dividendi, è più alta rispetto ad altri Paesi comparabili. Negli Stati Uniti, secondo Goldman Sachs, il totale nel 2019 era di 700 miliardi di dollari, mentre secondo Factset in Canada era di 36 miliardi di dollari USA (50 miliardi di dollari canadesi). Questo significa che i riacquisti superavano di gran lunga i dividendi negli Stati Uniti, ed erano pressoché in linea con i dividendi in Canada . Invece, nel Regno Unito, i dividendi nel 2019 ammontavano al quadruplo rispetto ai riacquisti di azioni proprie , e in buona parte d’Europa il dato era persino inferiore. (…) i riacquisti di azioni proprie, che secondo S&P nel 2° trimestre sono scesi sui minimi dal 2012, per poi recuperare in parte il terreno perduto. Alle banche canadesi è stato invece vietato il riacquisto di azioni proprie per la durata della crisi, nonostante i livelli record di capitale disponibile in bilancio. Se sommiamo i riacquisti di azioni proprie e i dividendi, anche il Nord America ha registrato un calo durante lo scorso anno, sebbene la flessione complessiva sia comunque inferiore ad altri Paesi comparabili. (…)

Qui sopra i buyback dello SP500. Diminuiti si, ma resta il fatto che sono sempre un’importante fonte di spinta rialzista per i mercati. Le aziende hanno ovviamente usato la prudenza e, notate bene, hanno approfittato di un mercato iper liquido tenendo in cascina qualche arma da usare in futuro. Letto in un altro modo, possiamo considerare questo fattore un importante salvagente da utilizzare in caso di bisogno.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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