Dalla Germania voci di tassi negativi sui depositi. Sarebbe però inutile e controproducente.

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

A cosa serve una manovra sui tassi di interesse ormai ai minimi? Ed è efficace avere i depositi a “costo”?

Oggi è atteso l’ennesimo discorso di Weidmann e tutti, chi più chi meno, parla di cosa potrebbe fare la banca centrale nel fatidico Meeting BCE del 5 giugno, in ambito di politica monetaria dell’Unione Europea. E quando ci sono conì tante attese, poi il rischio di ritrovarsi con delle cocenti delusioni non è da escludere.
Tutto questo, come diceva una famosa canzone “lo scopriremo solo vivendo”.  Intanto, come ben sapete, delle armi a disposizione di Draghi ho già copiosamente parlato (cliccate QUI).

Sarò sicuramente interessante, oggi, vedere se il buon Weidmann confermerà le voci che ieri il Der Spiegel, giornale tedesco generalmente ben informato dalle fonti in Bundesbank, ha pubblicato sul suo sito. Sapete tutti benissimo che  la banca centrale tedesca ha ancora un certo peso politico al’interno dell’Unione Europea, e quindi potrebbe fare eco ai consigli di Peter Praet, il quale ha proposto al buon Mario Draghi di tagliare il tasso di rifinanziamento (tasso REPO, o se preferite il tasso BCE) dallo 0,25% al nuovo minimo pari allo 0,15%. Ma non solo, visto che si propone l’introduzione, per la prima volta nella sua storia, di un tasso sui depositi negativo.

(Reuters) – European Central Bank (ECB) Executive Board member Peter Praet will recommend that the bank cut its main refinancing rate to a record low of 0.15 percent from 0.25 percent at its next policy meeting on June 5, according to German magazine Der Spiegel.

The bank also wants to introduce a negative rate on bank deposits for the first time of -0.1 percent as recommended by Praet, Der Spiegel reported on Sunday, without citing a source.

Praet holds the economics portfolio on the ECB’s executive board and routinely makes a presentation and policy recommendation at the beginning of Governing Council meetings which then forms the basis for discussion.

Taglio tassi e depositi in negativo? Utilità Zero, anzi…

Ora, voglio essere sincero con voi. Fatico enormemente a capire quale potrebbe essere la funzione di un tasso sui depositi negativo. Per carità, un ulteriore taglio del tasso REPO potrebbe avere una funzione di tipo “psicologico”, e probabilmente il passaggio in negativo dei tassi sui depositi delle banche presso la BCE, dovrebbe disincentivare a detenere i capitali in deposito presso la banca centrale.
Per carità , la cifra dei depositi delle banche presso l’Eurosistema è importante. Si aggira sui 350 miliardi di Euro. E qualcuno potrebbe pensare che applicare un tasso negativo vada ad incentivare le banche a prestare più denaro alle imprese.
Ma questo è un palese errore.

Tassi chiave BCE: tasso REPO e tasso sui depositi

 

Infatto molto spesso le banche lasciano del denaro in BCE non perché NON vuole prestarlo alle aziende ma perché sono soldi che servono proprio per la normale gestione della banca. E’ infatti impensabile che una banca abbia sempre tutta la liquidità investita. Certo, parte di questi fondi possono anche essere fondi “inoperosi”, ma di certo non tutti.

Inoltre, chi possiede dei fondi inoperosi che rischiano di essere tassati, secondo voi, che fine fanno? Semplice. Le banche compreranno altri titoli di stato, magari con rendimenti bassissimi e di alta qualità, ma almeno non costano nulla. Il riferimento a bond dell’Eurozona a scadenza breve è chiarissimo.

Infine: le banche che effettivamente devono lasciare in deposito BCE del denaro e che non vogliono comprare ad esempio Bund, potrebbero anche accettare di pagare una nuova tassa. Ma non temete, il costo verrebbe subito girato ai vari clienti e diventerebbe praticamente un intervento scaricato sulla collettività.
Ricordate? Già vi ho accennato che nel nord Europa (Danimarca) si era tentato l’esperimento. Che palesemente fallì.

PS: comunque è veramente curioso come tutti dispensino grandi consigli a Mario Draghi. Che il nostro Super Mario non sappia badare a se stesso e alla BCE?

STAY TUNED!

Danilo DT

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20 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 19 maggio 2014 at 10:14

nel frattempo Weidmann ha detto che tagliare i tassi …. non serve a nulla!!!!!

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atomictonto
Scritto il 19 maggio 2014 at 10:19

Weidmann è ormai una disgrazia continentale.
E’ tutto concentrato da buon teteschino a nascondere a tutti i costi la sua “cakkinen” facilmente individuabile nel fatto che da presidente della BuBa ha lasciato che il principale controllato Deutsche Bank accumulasse un folle overhead in derivati di 53 trilioni di euro pari a 21 anni di PIL della Germania intera (ma c’è altro da nascondere come lo stato disastrato delle Sparkasse e Landensbank…).
Questo da bravo zucconen andrà avanti ad opporsi al QE Europeo anche quando saremo in deflazione!!

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paolo41
Scritto il 19 maggio 2014 at 10:55

ho letto da qualche parte, ma non ricordo dove e non sono riuscito a ritrovare la fonte, che anche il sistema pensionistico è insufficiente a coprire le future necessità per parecchi miliardi.
C’è qualcuno informato in proposito????

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ob1KnoB
Scritto il 19 maggio 2014 at 11:00

Sono il mago delle ovvieta’.
Non è ,da anni ormai, un problema di liquidita’ o di tassi. Il cavallo non beve perchè è sazio e/o perchè l’acqua che gli dai è inquinata. O ancora più semplicemente perchè non c’è business.

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kry
Scritto il 19 maggio 2014 at 11:08

paolo41,

Confermo di aver letto a suo tempo su questo problema e il lussemburgo è messo ancor peggio.

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john_ludd
Scritto il 19 maggio 2014 at 11:44

paolo41,

tutti i sistemi pensionistici sono insolventi senza crescita economica, alcuni lo sono di più, altri meno, ma cambia solo la data. Cosa chiedi alla tua pensione ? Supponiamo tu abbia 40 anni. Andresti con le regole vigenti in pensione nel 2041 quando la disponibilità di energia pro capite sarà tra 1/3 e 1/2 di quella che hai oggi. Come pensi di poter acquistare i beni e servizi su cui conti ? Il sistema pensionistico è ovviamente legato al destino dei debiti pubblici anche nei paesi dove la previdenza è privata in quanto essa conta sull’aiuto pubblico in caso di problemi, come il 2008 illustra bene. Questo documento della BIS è di qualche anno fa, ma dato che l’evoluzione è stata peggiore di quanto ipotizzato, le deprimenti conclusioni non sono negate dall’attualità ma amplificate e ravvicinate:

BIS work 300 – Cecchetti, Mohanty and Zampolli – The future of public debt

lo scarichi dal sito della BIS

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john_ludd
Scritto il 19 maggio 2014 at 11:56

ob1KnoB@finanzaonline,

Sì certo ma perché ? Allego un paio di articoli dove viene proposta l’esistenza di una stretta dipendenza tra disponibilità (e quindi consumo) di energia e crescita della popolazione, recessione e disoccupazione. L’autore suggerisce che in fondo il problema si risolverà da solo, nei prossimi decenni il crollo dei consumi energetici determinerà un conseguente calo della popolazione e il ristabilimento di un equilibrio a livelli più bassi tra risorse e popolazione. Capisco che queste tesi di tipo Malthusiano possano non piacere ma è molto ben argomentato e documentato. Le ragioni di Malthus restano valide, sono state sospese dalla scoperta dei combustibili fossili; se non si trova un alternativa troveranno conferma, che sia tra 15 anni o tra 50 anni è rilevante solo per fascia di età:

ourfiniteworld.com/2012/08/29/the-long-term-tie-between-energy-supply-population-and-the-economy/

ourfiniteworld.com/2012/09/17/the-close-tie-between-energy-consumption-employment-and-recession/

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ob1KnoB
Scritto il 19 maggio 2014 at 12:38

john_ludd@finanza,

sfondi una porta aperta. ma non di sola energia si può morire. Acqua, cibo e libero accesso all’informazione: stesse dinamiche e forse ancora più urgenti.

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ihavenodream
Scritto il 19 maggio 2014 at 12:58

ob1KnoB@finanzaonline,

Il cavallo non beve perché è azzoppato e non arriva alla fonte…i bilanci delle banche non consentono la normale attivita’ creditizia, solo in Usa hanno risolto questo problema…che si può risolvere in tempi brevi solo mediante un Qe stile Fed appunto…oppure si può risolvere svalutando l’euro di brutto e aspettando che le banche europee siano comprate da quelle Usa…

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john_ludd
Scritto il 19 maggio 2014 at 13:08

ob1KnoB@finanzaonline,

il tema dell’accesso all’informazione è interessante. Comunemente si divide il mondo in due regioni: dove l’accesso è forzosamente limitato (Cina per esempio) e dove non lo è (USA, Italia… per esempio). Eppure il secondo blocco è come il primo solo un pelo più furbo. L’accesso non è forzoso ma culturale. Le informazioni ci sono, sono pubbliche e di facile accesso ma solo il 10% della popolazione ha i mezzi culturali per accedervi ma solo il 10% lo fa. Con il 99% che non sa, solo un insurrezione è temibile. I romani lo sapevano e per questo distribuivano grano gratis e spettacoli circensi a prezzi accessibili alla plebe. Cosa c’è di diverso se non il livello tecnologico ? E alla fine che fine ha fatto il grande impero romano ?

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john_ludd
Scritto il 19 maggio 2014 at 13:31

A volte un fatto locale, modesto nelle conseguenze, è indicazione esemplare di un fenomeno imponente, massivo, secolare. Il post di Seminerio di oggi è illuminate sul perché siamo e resteremo (non da soli naturalmente) in deflazione, anche se la gente continuerà a sperare in Draghi o nonna Yellen seppure vengano da lustri di fallimenti a catena:

http://phastidio.net/2014/05/19/deflazione-creatrice/

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ob1KnoB
Scritto il 19 maggio 2014 at 14:49

john_ludd@finanza:
A volte un fatto locale, modesto nelle conseguenze, è indicazione esemplare di un fenomeno imponente,massivo, secolare. Il post di Seminerio di oggi è illuminate sul perché siamo e resteremo (non da soli naturalmente) in deflazione, anche se la gente continuerà a sperare in Draghi o nonna Yellen seppure vengano da lustri di fallimenti a catena:

http://phastidio.net/2014/05/19/deflazione-creatrice/

hi.hi. risfondi porte aperte……
bla bla car…uber…hanno tutte una matrice.
semplicemente si prende uno stipendio di 2000 euro (ad esempio…..) e si valuta dove, in un mese, se ne vanno questi soldi. Potremmo , ad esempio, scoprire che in realta’ un capofamiglia dovrebbe rendersi conto che NON PUO’ permettersi un’auto se correttamente valutasse il costo d’acquisto, il carburante, la manutenzione obbligatoria, l’assicurazione, il bollo auto, l’igiene dell’auto, revisioni, costo del rimessaggio (box?), costo dei parcheggi, multe, tassa patente etc etc. Ed in virtu’ di queste dinamiche (alla faccia dell’incremento della produttivita’) che voci come l’auto, ma anche la casa, lo studio e tanto altro non generano più utilit marginali tali da essere giustificate.
divagando…ma poi neanche così tanto:
http://www.zerohedge.com/news/2014-05-19/small-business-threat-status-quo

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john_ludd
Scritto il 19 maggio 2014 at 16:13

ob1KnoB@finanzaonline,

ESATTO !

è un concetto fondamentale che una volta compreso permette di avere una visione assai migliore della fase storica che viviamo: almeno in occidente siamo in nuova era dove l’utilità marginale di prodotti/asset/investimenti storicamente considerati come il centro di gravità dell’economia sono decrescenti. L’effetto è una perdurante pressione deflattiva; solo la politica delle banche centrali è riuscita sinora a tenere elevati i valori contabili degli asset finanziari al fine di mantenere l’illusione di ricchezza. Ma si tratta di un valore contabile che solo una esigua minoranza potrà liquidare e trasformare in calorie e kw/h. Dato che i vari asset sono poi il perno degli investimenti dei fondi pensionistici viene facile immaginare che lo scenario di medio periodo più probabile sia un vero macello. Poichè lo status quo viene difeso con i denti sia da chi effettivamente ha tutto da perdere sia da chi invece avrebbe da guadagnarci, cambiarlo in modo relativamente non traumatico appare oggi del tutto irrealistico. Ne conseguirebbe che solo un collasso che si fermi tuttavia al solo sistema finanziario e politico ad esso collegato e preservi quello civile/tecnologico/conoscitivo consentirebbe di avviare il necessario e obbligatorio cambiamento di modello economico, da intensivo a estensivo, da quantitativo a qualitativo, da estrattivo a basato sul riciclo.

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idleproc
Scritto il 19 maggio 2014 at 18:06

Stanno tutti incartati.
Il problema ad es. dei fondi pensione US, è un problema vitale di stabilità politica interna, come i prestiti agli studenti difficilmente rimborsabili dopo la crisi del sistema produttivo US.
Stanno seduti su una bomba, per cui via libera al finanziamendo del trading speculativo globale anche contro stati “alleati” aiutandolo anche con l’azione “politica”.
Sulla questione “trasporti” vi immaginate il risparmio energetico e l’aumento di competitività sistemica che avremmo avuto nel rifare un sistema integrato mare, ferrovia, strada. Altro che expopò.

Presterei attenzione agli shock esogeni, ce ne è una sfilza e quasi tutti innescati con lo stesso metodo…
Anche i cugini ci stanno quasi sempre dentro come tirapiedi.

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john_ludd
Scritto il 19 maggio 2014 at 18:31

idleproc@finanza,

a tutti quelli che dopo averne brevemente discusso danno segno di avere compreso e mi chiedono cosa fare, dove investire e bla bla bla, rispondo sempre la stessa cosa “se hai dei soldi, spendili ora, se non lo fai te ne pentirai”. E se uno insiste e mi chiede perché si legga Seneca, Lettere a Lucilio, no. 91

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Scritto il 20 maggio 2014 at 02:33

Paolo41,

in Germania il tema/[problema*] è assai dibattuto da anni – una decina circa e sotto tutti i punti di vista – con sorprese anche riguardo al profilo “politico” (idee cangianti all’interno dello stesso raggruppamento/partito politico – alias, una specie di “italianizzazione-balcanica” per capire; della serie: “ogni mondo è paese”).

La compressione dei/sui ritorni economici – finanziari e non solo a règime – da parte dei Fondi – pensioni integrative, su tutte – e/o delle Compagnie – assicurative, in tutti i rami, praticamente – ormai è al limite. Filo-pelo.

Rammento che in Germania – ed in parte anche in Francia – la “raccolta” maggiore si ha proprio in quei settori.

Le lamentele-“GRIDA” son giunte ben “DISTINTE” anche ai piani alti_ALTI_alti della BUBA! Già ora. Pensa/Te con dei tassi negativi.

Li vanno a prendere – Loro, i Tedeschi, e non Noi, in generale – con i forconi. SUBITO!

Ti/Vi segnalo:

:arrow: P. Antolin, S. Schich, J. Yermo (OECD Directorate for Financial and Enterprise Affairs), “The economic impact of protracted low interest rates on pension funds and insurance companies” – OECD JOURNAL: Financial Market Trends – N°15, Vol. 2011, ISSUE 1, Pp. 237-256

http://www.oecd.org/finance/financial-markets/48537395.pdf (ancora SUPER, nonostante l’annata)

-ET-

:arrow: D. Bräuninger (Deutsche Bank, Research), “German pension policy ignores demographics” – January 31, 2014

http://www.dbresearch.com/PROD/DBR_INTERNET_EN-PROD/PROD0000000000328989.pdf

サーファー © Surfer [*金画]

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ilcuculo
Scritto il 20 maggio 2014 at 13:56

john_ludd@finanza,

La chiesa non processò Galileo per aver pubblicato i risultati delle sue osservazioni, la sua colpa fu di averle pubblicate in volgare e non in latino, rendendo l’informazione accessibile al volgo.

Troveremo un nuovo Galileo in questi tempi bui ?

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kry
Scritto il 20 maggio 2014 at 15:43

ilcuculo@finanza,

Un nuovo Galileo che farebbe la fine di Gesù Cristo!?

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pecunia
Scritto il 20 maggio 2014 at 17:32

gli si potrebbe avvicinare…. il Geuita che siede sul soglio di Pietro

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idleproc
Scritto il 21 maggio 2014 at 13:59

pecunia@finanza,

Dubito.
Il Vaticano è sotto schiaffo di quelli che stanno dall’altra parte dell’Atlantico ed esistono riscontri oggettivi nella politica estera.

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