CRISI DI LIQUIDITA’ E NON SOLO

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

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Ci risiamo. Tornano i venti di crisi di liquidità. E a testimoniarlo è proprio la presa di posizione della Fed. Nuovamente una forte iniezione di liquidità in un mercato che, tutto si può dire, fuorché ricco di denaro a disposizione. E l’iniezione di liquidità è stata assolutamente importante: 200 miliardi di $.
Bernanke è in una situazione veramente scomoda, e questa mossa è probabilmente una delle ultime carte che poteva giocare.


Mark to market e spread

Il mercato del credito è fortemente in tensione. Il costo del credito è sempre maggiore, sia per chi è solido dal punto di vista finanziario, e ancor di più per chi “fatica” con un rating di media classifica (lasciamo poi perdere per chi non è investment grade).
Tanto per cominciare torna alla grande il problema della liquidità degli assets. Il cosiddetto “mark to market” (differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di mercato) torna ad essere devastante, proprio a causa dell’illiquidità di alcuni assets, ovvero prodotti che fino a qualche mese fa riscontravano i favori del mercato, ma che oggi nessuno vuole più. E i book sono tutti vuoti. E non è una questione di rating. Difatti Ambac, per esempio, emittente tripla A, ha difficoltà a trovare “sponsor” per ricapitalizzare.
Altri segnali li vediamo, come dicevo la settimana scorsa, con lo spreads e l’ITRAXX. Entrambi continuano a salire. E specialmente l’ITRAXX è un affidabile termometro che va a misurare la percezione del rischio finanziario da parte del mercato.
Molti emittenti, vista la crisi di liquidità e l’allargamento sconsiderato degli spreads, rinuncia ad emettere delle obbligazioni programmate da tempo. E’ il caso della Grecia, della Russia o della (teoricamente) solidissima Kfw.
Per farla breve: gli investitori non si fidano più di nessuno. E’ una vera e propria crisi di fiducia, che comporta inevitabilmente una fuga dal rischio. E in questa situazione parlare di azionario, risulta quanto mai difficile, con un VIX che di certo non sembra voler mollare la tensione.

Un circolo vizioso che porterà ulteriore negatività

Cresce la tensione anche sui bonds municipali, sono in cattive acque le agenzie Fannie Mae e Freddie Mac. E poi ci sono le vicende di Abac, Mbia, Carlyle…
Ora fatevi un esame di coscienza e ditemi: cosa è successo in queste ultime settimane che ci abbia dato la percezione di un miglioramento, anche minimo, della situazione? Ribadisco quanto già detto: crisi di sistema, non solo recessione.
Personalmente non vedo perché fare i “bastian contrari” e testardamente voler rischiare in un mercato così difficile. Ci sarà il tempo e il modo di tornare sui settori più rischiosi. Anche perché , giorno dopo giorno, si avvicina sempre di più quella maledetta crisi che spero tanto di non dover vedere: la crisi del sistema finanziario.

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