Banche: aumentano i rischi ma il sistema se ne infischia

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Se pensavate che con spread Bund BTP alle stelle, sofferenze in aumento e credit crunch in arrivo le banche mollassero il tiro sui derivati, vi sbagliate di grosso. E l’EBA nel frattempo…

Moody’s non più tardi di qualche giorno fa ha definito molto difficili le condizioni degli istituti di credito ed ha ammesso che la situazione per le banche italiane è decisamente preoccupante, soprattutto dopo aver visto cosa ha combinato Unicredit, protagonista di un “piano di pulizia dei conti” decisamente oneroso.

(Source) Le maxi svalutazioni sugli avviamenti per 10,2 miliardi di euro effettuate la scorsa settimana da Unicredit sollevano i dubbi sulla redditività della rete domestica delle banche italiane. E’ quanto scrive Moody’s nella sua analisi settimanale, ricordando la perdita monstre di Unicredit nel terzo trimestre (10,6 miliardi di euro), dovuta soprattutto alle svalutazioni sugli avviamenti delle passate acquisizioni. Inoltre, piazza Cordusio ha riportato nel periodo luglio-settembre un utile operativo di 1,85 miliardi di euro, in calo rispetto ai 2,5 miliardi del precedente trimestre. In scia a questi risultati, Moody’s ha posto sotto osservazione per un eventuale downgrade il rating di Unicredit e delle sue principali controllate. (…) Inoltre, Moody’s ricorda le altre banche italiane che hanno attuato una politica di espansione prima dello scoppio della crisi finanziaria: Monte dei Paschi e Banco Popolare. “Con uno scenario macro italiano destinato a rimanere difficile per molto tempo – ricorda Moody’s – ottenere sinergie significative dalle acquisizioni domestiche potrebbe rappresentare una sfida impegnativa, soprattutto nel caso in cui le banche acquistate erano deboli come Capitalia, Antonveneta (Mps) e Banca Popolare Italiana (Banco Popolare)”. Di conseguenza, concludono gli esperti di Moody’s, le passate acquisizioni potrebbero aumentare la pressione sulla redditività degli istituti acquirenti.

SPREAD BUND BTP: chiusura del 22/11/11 a 490 bp

Quindi sembra più che chiaro il fatto che il sistema bancario italico patisca moltissimo il momento di difficoltà, anche a causa degli Spread (in primis lo spread Bund BTP) che comportano crescenti svalutazioni di portafoglio. A questi dati sicuramente non molto incoraggianti, occorre poi aggiungere quanto già detto su questo blog.

Le sofferenze bancarie per le banche italiane sono lievitate in modo drammatico. 100 miliardi su base annua. Alias +40%. Possiamo negare l’evidenza? Possiamo non ammettere che è un elemento negativo per le banche italiane? Direi che è chiaro: scenario da credit crunch, aumento delle sofferenze, svalutazioni di portafoglio. E poi…cari amici guardiamoci attorno. Il credit crunch ha scatenato letteralmente una concorrenza assassina tra i vari istituti di credito, che fanno a gara per strapparsi i clienti con tassi attivi impensabili mesi fa, tassi attivi che mettono in gara non solo banca contro banca ma anche il sistema bancario contro il debito pubblico, mai così redditizio. E questo è un ulteriore onere per il settore bancario.

In questo scenario difficilissimo per le banche italiane, e altrettanto difficile per le banche estere, balza agli occhi l’ennesimo schiaffo morale. Preferisco definirlo in questo modo. Siete pronti? Tenetevi forte…

Attività di mercato dei derivati OTC nella prima metà del 2011

Principali sviluppi nel primo semestre del 2011: Dopo un aumento di solo il 3% nella seconda metà del 2010, il totale importi nozionali over-the-counter (OTC) è aumentato del 18% nella seconda metà del 2011, raggiungendo i 708,000 miliardi di dollari a fine di giugno 2011. (Source: BIS)

Cioè, tanto per intenderci, contro la crisi, il sistema bancario internazionale ha reagito…aumentando l’esposizione sui derivati. Ora, ditemi voi se questo è o non è pazzesco. E’ come se un ubriaco, visto che ha i riflessi allentati dall’alcool, preferisce, per andare con la propria auto nella città adiacente alla propria, prendere la strada di montagna piena di curve e strapiombi anziché la comoda statale rettilinea. Questo signori è il vero cancro del mercato. Non è possibile che la reazione del sistema finanziario alla crisi sia quella di…aumentare i derivati. Ma TUTTO è permesso e la finanza speculativa è un taboo a cui non si vuole e/o non si riesce a normare in modo efficace.

Morale: banche ancora più rischiose e quindi…

Risulta dunque evidente il fatto che il sistema bancario è diventato una paurosa polveriera. In Italia (causa sovraccarico ovvio di titoli di stato italiani) ma anche all’estero (vedaasi derivati e esposizioni varie). Quindi…sistema bancario ancora più rischioso.
Resterebbe logico pensare quindi che l’EBA ne prenda atto e, per i vari criteri di rischiosità e per i conti in merito a liquidità e core tier 1, vengano fatti dei calcoli più severi. Ed invece…

Ricapitalizzazioni, l’ Eba prende tempo

Era solo una voce, ma almeno 30 grandi banche europee erano in grande (e inquieta) attesa: ieri, si diceva, l’ Eba (European Banking Authority, organismo guidato da Andrea Enria) avrebbe comunicato i dati sul loro fabbisogno definitivo di capitale aggiuntivo, cioè i parametri per calcolare le esigenze di ricapitalizzazione anticrisi. Non è stato così: ora si è saputo che i dati verranno comunicati a fine mese, e più precisamente il 30 novembre, in occasione della riunione Ecofin dei ministri finanziari della Ue. (…) Si era stabilito allora che tutte le banche dovessero portare al 9% del proprio capitale il «core tier 1», cioè la parte dello stesso capitale formato da risorse proprie, non «inquinate» da titoli svalutati. E sulla base dei dati di giugno, si era stimato che per far questo fossero necessari almeno 106 miliardi di ricapitalizzazioni, per una settantina di istituti: soldi da cercare prima fra le mura della stessa banca o sul mercato, e solo alla fine nei forzieri pubblici del governo o del fondo salva Stati europeo. Ma come valutare per esempio i titoli «deboli» avuti in dote dalla Grecia? Oggi vengono decapitati, svalutati, e la banca che ne è proprietaria in grandi quantità viene penalizzata molto più della consorella che ha invece titoli tedeschi o francesi. Le banche italiane appartengono presumibilmente più alla prima fascia, che alla seconda: e da qui il timore, giustificato o no che sia, di un trattamento «punitivo». (Source)

Per farla breve, sta affiorando da parte dell’EBA un atteggiamento già visto in passato che reputo semplicemente vergognoso. Ovvero i signori hanno capito che i conteggi fatti portavano le banche a dover ricapitalizzare troppo. E allora, per non scomodare troppo il sistema, anche stavolta, rivedranno al ribasso le stime e porteranno i livelli di rischio su margini più “politici” rendendo nuovamente inutile questa ennesima analisi.
Per la serie: tanto alla fine le banche, hanno sempre ragione loro… O meglio, chi deve mettere delle regole non solo non regola, ma addirittura appoggia. Sono senza parole…

Intanto riprendetevi questo splendido e validissimo giochino e capirete perchè l’EBA sta creando l’ennesimo bluff finanziario… CLICCATE QUI

ULTIM’ORA: la FED tenta un SUPER stress test su 6 banche USA

(Reuters) – The U.S. Federal Reserve plans to stress test six large U.S. banks against a hypothetical market shock, including a deterioration of the European debt crisis, as part of an annual review of bank health.

The Fed said it will publish next year the results of the tests for six banks that have large trading operations: Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Morgan Stanley and Wells Fargo.

Si tratterebbe di uno stress test che tiene conto di condizioni di mercato veramente drammatiche. E verrebbe fatto dalla FED sulle 6 super banche USA, proprio per tutelare il mercato e tutelarsi da future crisi. Sarà un esercizio teorico oppure un qualcosa di veramente efficeinte. Intanto però secondo alcune indiscrezioni, si andrebbero a prendere in considerazioni condizioni da ARMAGEDDON.

In the Fed’s hypothetical stress scenario, unemployment would spike as high as 13 percent while U.S. gross domestic product would fall by as much as 8 percent. (Source)

Forse sarebbe meglio prendere esempio dalla FED, che tanto abbiamo criticato ma che oggi sta vincendo ai punti la partita virtuale contro la BCE…

Stay Tuned!

DT

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35 commenti Commenta
nyarlathotep
Scritto il 23 novembre 2011 at 11:25

Dream forse a spingere l’EBA a prendere te mpo è la consapevolezza che difficilmente il mercato potrebbe assorbire aumenti di capitale per gli importi di cui le banche realmente avrebbero bisogno? Se le banche sono a corto di liquidità spesso lo sono anche gli azionisti delle banche stesse. Prendi per esempio il caso delle banche italiane e delle fondazioni bancarie che al momento non riuscirebbero a coprire per intero il reale bisogno di nuova liquidità. E le prime che mi vengono in mente in questo caso sono MPS e Unicredit. Cosa succederebbe se si obbligasse le banche a ricapitalizzare “seriamente” e l’aumento non vandasse in porto? Beh credo che davvero in quel caso conosceremmo l’Armageddon. Non a caso oggi le banche cercano sostegno di nuovi improbabili soci dai fondi cinesi ai libici e via dicendo, prima di procedere alle ricapitalizzazioni.

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Scritto il 23 novembre 2011 at 11:36

nyarlathotep@finanza,

Certo, mancano i soldi, ma ce l’ho col fatto che vogliono dinuovo allentare i cordoni del rischio. Tutto torna ad essere un mero esercizio di inutile bailout finanziario….

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bergasim
Scritto il 23 novembre 2011 at 11:40

Ciao dream mi potresti gentilmente dire quanto è la resa del decennale svedese

codice bloomberg GTSEK10

Grazie

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kry
Scritto il 23 novembre 2011 at 11:40

Le banche si stanno comportando come l’ubriaco che prima di partire, e prendere la strada di montagna,si ferma al bar a bere ancora perchè tanto passando da lì chi lo fermerà. La FED l’abbiamo tanto criticata e sta vincendo ai punti ma è vero che la BCE non ha lo stesso potere e comunque il disastro purtroppo non credo sarà virtuale.

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Scritto il 23 novembre 2011 at 11:42

bergasim,

Lordo Bid/ask 1.67-1.648 circa

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bergasim
Scritto il 23 novembre 2011 at 11:43

Dream Theater,

Bund 2,02 aumenta il differenziale tra i due non è un bel segnale

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ob1KnoB
Scritto il 23 novembre 2011 at 11:46

ennesimo segnale
Asta Bund da schifo. Sempre più problematico muovere le tre carte.

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ob1KnoB
Scritto il 23 novembre 2011 at 11:49

Dream Theater:
bergasim,

Lordo Bid/ask 1.67-1.648 circa

C’è maniera di shortare?

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kry
Scritto il 23 novembre 2011 at 11:59

ob1KnoB@finanzaonline,

Scusa,non capisco,perchè da schifo in che senso.Grazie.

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kry
Scritto il 23 novembre 2011 at 12:29

BNP detiene più del 3% di ENEL, è iniziata la colonizzazione?

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silver999
Scritto il 23 novembre 2011 at 12:44

UN BEL PORTAFOGLIO OGGI PREVEDE 33 % DEL TOTALE DIVISO IN:

LYXOR ETF DAILY DOUBLE SHORT BUND
LYXOR ETF MSCI GREECE
ETFS LEVERAGED NATURAL GAS

UN ALTRO 33% IN CASH

E UN ALTRO 33 % DIVISO IN:

ORO FISICO
ARGENTO FISICO

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hironibiki
Scritto il 23 novembre 2011 at 12:48

Armageddon, parola molto gettonata ultimamente..
Beh i tempi indicano proprio che siamo vicini (per chi crede).
Da wallstreet “Balzo improvviso dei rendimenti dei bond tedeschi: peggiore domanda di sempre. il Tesoro ha venduto solo il 65% dei bund.”

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nyarlathotep
Scritto il 23 novembre 2011 at 12:57

hironibiki@finanza: Armageddon, parola molto gettonata ultimamente..Beh i tempi indicano proprio che siamo vicini (per chi crede).Da wallstreet “Balzo improvviso dei rendimenti dei bond tedeschi: peggiore domanda di sempre. il Tesoro ha venduto solo il 65% dei bund.”

un calo del bund è piuttosto normale e non bisogna prenderlo come indicatore

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Scritto il 23 novembre 2011 at 13:14

Come ho scritto via twitter qualche ora fa…anche i tedeschi subiranno i loro bei schiaffoni…
LA CRISI E’ DELL’EUROZONA, lo vogliamo capire?
E si deve risolvere a BRUXELLES! La Germania o accetta certi compromessi o siamo tutti fotttttuti… loro compresi…

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idleproc
Scritto il 23 novembre 2011 at 13:30

Dream Theater,

Quanto hai ragione DT. Unità polico-amministrativa subito oppure ciascuno per sè e cetrioli per tutti partendo dagli US.

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maurobs
Scritto il 23 novembre 2011 at 13:50

Bisognerebbe avere il coraggio di dire alla Merkel(che sostiene che la socializzazione dei debiti non èla strada giusta) che anche per la Germania ai tempi della riunificazione parteciparono tutti i paesi e non solo la germania,anche allora venne socializzato l’enorme debito che aveva la germania est……

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nyarlathotep
Scritto il 23 novembre 2011 at 16:31

Dopo aver smentito la leggenda sul presunto virtuosismo tedesco in Germania: Virtuosismo occulto ecco che Handelsblatt, via TicinoLive ci racconta che…

“La verità” titola in copertina il giornale tedesco Handelsblatt, che smentisce la presunta parsimonia dello Stato tedesco pubblicando cifre strabilianti.

Dai dati ufficiali sul debito della Germania per il 2011 fanno stato di 2’000 miliardi, ma secondo Handelsblatt le cifre sarebbero diverse, in quanto nel calcolo non sono incluse le spese per le pensioni, la sanità e l’aiuto alle persone non autosufficienti. Il debito reale raggiungerebbe i 7’000 miliardi di euro. La Germania sarebbe dunque indebitata per il 185% cento del suo prodotto interno lordo e non per l’85% come dichiarato ufficialmente.

A titolo di confronto, il debito della Grecia raggiungerà nel 2012 il 186% del Pil, mentre quello dell’Italia arriverà al 120%.

La soglia critica oltre la quale il debito ostacola la crescita è il 90% del Pil.

“Nei (SNP: ^NEIY – notizie) sei anni passati alla guida del paese Angela Merkel ha creato più debito di tutti i cancellieri degli ultimi quarant’anni messi insieme – sottolinea il capo economista del quotidiano – Questi 7’000 miliardi di euro sono un assegno a vuoto firmato dai tedeschi, che verrà pagato dalle generazioni future.”

Da yahoo che riporta un articolo di Handelsblatt

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nyarlathotep
Scritto il 23 novembre 2011 at 16:33

e pare che dal virtuoso bilancio statale tetesco siano escluse anche le passività del KfW (più di 400 mld) che fa mutui ad enti locali e piccole e medie imprese

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maurobs
Scritto il 23 novembre 2011 at 16:44

Mi sa che queste vendite anche negli usa non fanno presagire nulla di buono per l’euro…qui sta per scoppiare qualcosa……..

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maurobs
Scritto il 23 novembre 2011 at 16:46

Per Dream…..e gli altri illustri commentatori:
abbiamo sempre considerato un’uscita dei paesi deboli dall’euro….ma se uscisse la sola germania?A cosa andremmo incontro?considerando che probabilmente anche altri virtuosi(se ci sono a questo punto)vorranno fare lo stesso…

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nyarlathotep
Scritto il 23 novembre 2011 at 16:50

se questi dati non sono fasulli sono crauti amari per l’euro :?

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nyarlathotep
Scritto il 23 novembre 2011 at 16:52

mediobanca fa quasi -7%

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ob1KnoB
Scritto il 23 novembre 2011 at 17:25

Curiosity killed the cats
Ma chi è che fa il consorzio di garanzia a…diciamone una a caso: Unicredit?

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Scritto il 23 novembre 2011 at 17:29

nyarlathotep@finanza,

Ricordate cosa ho detto su Mediobanca una settimana fa????

ob1KnoB@finanzaonline,

Credo siano Pippo, Pluto e Paperino…

maurobs@finanzaonline,

su questa ipotesi ASSAI REALISTICA ho molto da dire… Datemi solo il tempo…

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Scritto il 23 novembre 2011 at 17:30

ATTENZIONE
In arrivo un video di TRENDS “DRAMMATICAMENTE” interessante… e parlerò anche di Euro e Germania….

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ob1KnoB
Scritto il 23 novembre 2011 at 17:37

Semmai era Zio Parerone (l’unico con la liquidità).

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ob1KnoB
Scritto il 23 novembre 2011 at 18:05

Bund.a Bund.a (bunga bunga revised)
altri 20 ghelli in meno dopo la chiusura

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paolo41
Scritto il 23 novembre 2011 at 18:07

nyarlathotep@finanza,

….tutte balle…..non è la prima volta che Handelsblatt lancia notizie clamorose per aumentare la tiratura.
Come si può supporre che l’ex-Tremonti e gli altri ministri economici europei oppure le agenzie di rating non avrebbero sollevato il problema… pensiamo ai nostri problemi che sono tanti!!!!

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lucianom
Scritto il 23 novembre 2011 at 18:13

Vedo che il panico sta dilagando, questo è indice che a brevissimo ci sarà un forte rimbalzo.
Occhio 8O

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lampo
Scritto il 23 novembre 2011 at 19:14

lucianom,

Anch’io attendo una correzione, però credo che sarà breve… troppi problemi (CDS, Isda, Spread, Accordo sul debito USA, PIL negativo, ordini in calo, Iran e Siria…)… secondo me stanno tirando i remi in barca… in attesa dei futuri sviluppi

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astranw
Scritto il 23 novembre 2011 at 20:04

domandina facile facile :
ma che cosa ha permesso di lasciare sul piatto una bella fetta dei bund non venduti ?forse il bluff ormai sgamato dai mercati ? o visto che gli investitori sono alla ricerca di guadagni che sono stati persi in questi mesi, per tutti i motivi che sappiamo , quindi poca liquidità da parte dei grandi investitori? oppure qualcosa che io non ho ancora capito?

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nyarlathotep
Scritto il 23 novembre 2011 at 22:32

Dream Theater: Ricordate cosa ho detto su Mediobanca una settimana fa????

si infatti. Avevo scritto proprio pensando a quello. Ci sono novità Dream su quel rumor? SUi giornali e in rete non trovo ancora nulla però l’andamento del titolo soprattutto se confrontato con le altre principali banche è preoccupante…

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nyarlathotep
Scritto il 23 novembre 2011 at 22:36

paolo41: nyarlathotep@finanza, ….tutte balle…..non è la prima volta che Handelsblatt lancia notizie clamorose per aumentare la tiratura.Come si può supporre che l’ex-Tremonti e gli altri ministri economici europei oppure le agenzie di rating non avrebbero sollevato il problema… pensiamo ai nostri problemi che sono tanti!!!!

Guarda l’ho pensato anche io. Però poi ho visto la candela di oggi del bund son discreti volumi, il flop in asta, l’euro sotto 1,34…e ho cominciato a pensare che forse qualcosa sotto c’è…

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nyarlathotep
Scritto il 24 novembre 2011 at 10:12

Quotazioni correlate
Codice Prezzo Variazione
BMPS.MI 0.25 +0.01

^NEIY 1783.31 -6.31

Segui queste quotazioni
{ giovedì, 24 novembre 2011 – 9:33
(ASCA) – Siena, 24 nov – Nei (SNP: ^NEIY – notizie) giorni scorsi la fondazione Monte dei Paschi (Milano: BMPS.MI – notizie) di Siena ha venduto ”piccole quote” della partecipazione detenuta in Mediobanca (Xetra: 851715 – notizie) (1,92%) nell’ambito di una ”cessione progressiva” della partecipazione. La conferma arriva da fonti vicine all’ente senese. Nei mesi scorsi la partecipazione in Piazzetta Cuccia era stata spostata dall’immobilizzato all’attivo proprio in vista di una cessione. Le piccole quote cedute nei giorni scorsi, rileva la stessa fonte, non sono da mettere in relazione con i movimenti registrati ieri sul titolo di Mediobanca. Interpellato dai giornalisti a margine di un convegno a Siena il presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini, non ha rilasciato commenti.

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