ATTACCO all’ITALIA: ma il rischio paese resta al palo

Scritto il alle 14:11 da Danilo DT

Sui giornali di questi giorni è tuonata in ogni dove la notizia in cui saltava fuori il fatto che si sta speculando pesantemente contro il debito pubblico italiano.
Dai dati raccolti da S&P Global Market Intelligence, risulterebbe infatti che, nel solo mese di agosto, gli hedge funds avrebbero preso in prestito titoli di stato italici per la bellezza di 39 miliardi di Euro.

Si tratterebbe della più grande posizione ribassista mai presa contro il nostro Paese dal gennaio 2008, quindi una posizione che scommette ad un peggioramento della situazione del nostro debito pubblico. Ci tengo a precisare che non si tratta, però percentualmente, della posizione ribassista più grande mai presa in quanto, nel 2008, l’ammontare del debito pubblico italiano era decisamente inferiore a quello attuale.

Le motivazioni per cui hanno preso di mira il debito italiano sono abbastanza evidenti. L’instabilità politica è il primo dei motivi, i ridicoli programmi elettorali esplicati dalle varie forze politiche, e poi anche le problematiche energetiche. Non dimentichiamo infatti che dipendiamo quasi totalmente da Gazprom. In uno scenario di debolezza economica, e con un debito pubblico a livelli impressionanti con tassi di interesse in salita e quindi rischi di ulteriore pressione sulle imprese (quindi NPL e tensioni sul settore bancario).

Già solo tutto questo è sufficiente per aprire posizioni short. Ma non basta. Infatti che in area BCE ci siano già diversi soggetti che vedano l’Italia come il Paese maggiormente a rischio di un’eventuale decisione di bloccare programmi di schermatura gratuita dello spread.

Cioè uno scenario dove la BCE, spinta dai falchi della Bundesbank, spinga per fare in modo che lo scudo anti spread vada a farsi benedire. Il risultato potrebbe essere un commissariamento che quindi possiamo sintetizzare con una parola: TROIKA, proprio quella Troika che ora è disoccupata dopo che se n’è appena andata dalla Grecia.
Tutto quindi spinge verso uno scenario abbastanza drammatico per l’Italia e, lasciatemelo dire, per gli italiani. E se guardo la nostra classe politica, qualche brividino lungo la schiena inizia a correre. Ma il mercato come la sta vivendo nell’effettivo?

Andiamo a vedere il nostro vecchio grafico, quello che mette a confronto spread BTP Bund e CDS Italia.

Il confronto non è solo il classico spread BTP Bund, ma ho preso in considerazione anche il differenziale tra il CDS Italia e il CDS Germania.

Cosa potete notare? Se stiamo prendendo il considerazione il rischio di sostenibilità del debito pubblico italiano, compresa l’ipotesi di una rinegoziazione, potete vedere ch la lina arancione è rimasta stabile se non addirittura un po’ ha corretto dai livelli di inizio anno, per poi risalire leggermente. Quindi nell’effettivo, oggi il mercato non sta scontando un vero rischio default per il nostro paese, ma l’aumento dello spread BTP Bund possiamo considerarlo come un ragionevole aumento del premio al rischio conseguente all’aumento dei tassi di interesse.

STAY TUNED!

Danilo DT

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