ALLARME BANCHE: interviene il Governo, bisogna fare qualcosa per i NPL

Scritto il alle 11:29 da Danilo DT

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Poteva essere solo speculazione, ed invece ora ci sono dei seri motivi per preoccuparsi. Parliamo di nuovo di banche e delle relative sofferenze bancarie (crediti deteriorati), argomento già ampiamente discusso nelle ultime settimane.

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Negli ultimi giorni però è successa una cosa che ha mosso e non di poco il mercato del credito. Apollo fa un’offerta per comprare Banca Carige, dando un prezzo ai crediti deteriorati.

L’offerta di Apollo si compone, nei dettagli, di una proposta da 695 milioni per rilevare un portafoglio di Npl. (…) Apollo, però, potrebbe essere “la capofila” dell’arrivo sul mercato italiano di fondi esteri che puntano a ottenere dei buoni margini dalla cessione delle sofferenze e in più in generale dalle manovre sul settore. (…) Non è quindi escluso che altre proposte possano arrivare nelle prossime settimane. Certo i prezzi delle sofferenze, visto che un mercato non è ancora partito, li fa in buona parte il compratore allineandosi a quel 17-18% fissato per i deteriorati delle 4 banche. E anche sulla cessione delle 4 ‘good’ bank’ le proposte potrebbero essere ben al di sotto del 1,8 miliardi del valore attribuito dal Fondo di Risoluzione visti i multipli con i quali vengono valorizzate le banche italiane. (Rep) 

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Fonte: Il Secolo XIX

Ecco il fattaccio. Apollo valorizza il portafoglio dei crediti deteriorari per un controvalore pari a circa il 18-20% del nominale. (qui a fianco una scheda sulle sofferenze bancarie di Banca Carige). Molto meno di quanto previsto e “contabilizzato” dalle varie banche e anche dagli analisti che quindi rivedono i target price dei titoli (ecco spiegata la violenta correzione delle banche italiane).

Allarme allarme! La situazione è peggiore del previsto, e non si escludono non solo nuove perdite sugli stessi NPL ma anche grosse operazioni di ricapitalizzazione, proprio come ha voluto la BCE quando due popolari (Banco Popolare e BPM). Addirittura Palazzo Chigi si preoccupa. E questo non fa che peggiorare il sentiment degli operatori.

(Reuters)  – Il vertice straordinario sulle banche di questa mattina (ieri, ndr) a Palazzo Chigi, introdotto dal premier Matteo Renzi, mira a creare un veicolo privato che potrà servire ad affrontare collettivamente le problematiche di alcuni istituti italiani, vuoi per garantirne eventuali aumenti o per gestirne la cessione delle sofferenze.
E’ quanto hanno riferito a Reuters, in assenza di commenti ufficiali, diverse fonti vicine all’incontro, definito “un primo passo”. Oggi non si è arrivati a un accordo e per questo il veicolo potrebbe non arrivare in tempo per l’aumento fino a 1,75 miliardi della Popolare di Vicenza, garantito dalla sola Unicredit e che deve andare in porto entro aprile.

Eggià! Ricordate? Ci sono due operazioni di aumento di capitale su B. Pop. Vicenza e Veneto banca, di cui ho già parlato e su cui ho già espresso dubbi e rischiosità.

(…) “Non si è parlato solo delle due banche venete ma su come affrontare la questione per tutte e quattro”, riferendosi anche a Banca Mps e Carige che hanno molti Npl da smaltire, oltre che alla Popolare di Vicenza e a Veneto Banca, che pure deve fare un aumento di capitale garantito da un consorzio guidato da Intesa. (…)

Proprio così, non è una questione legate alle banche sopra citate, ma è un fatto sistemico per il sistema finanziario italiano. Che ricorderete quanto ci hanno sbandierato come solidissimo.

(…) “Sul tavolo c’è l’ipotesi di un veicolo con dentro Cdp, Fondazioni, fondi, investitori privati, fondi pensione”, dice una delle fonti. Un’altra parla di uno “strumento collettivo di risk sharing”. Il veicolo sarebbe tassativamente di natura privatistica. “Cdp avrebbe al massimo il 49% per evitare di incappare nelle norme contro gli aiuti pubblici”, aggiunge una delle fonti. (…)

Quindi capirete che si sta cercando di trovare una soluzione il più possibile difendibile, al fine di mettere in sicurezza il sistema bancario italiano. c’ chiaro, il nuovo “contenitore” dovrebe intervenire non solo a sostegno del mondo NPL, ma anche per andare a coprire quelle quote degli aumenti di capitale che il mercato non riuscirà a “digerire”.
Però il problema è sia nel capire CHI investirà in questi asset, e poi QUANTO gli NPL  saranno valorizzati all’attod’acquisto. Non sono discorsi semplici, anche perchè come si è detto, il prezzo fatto da Apollo rischia di diventare un “benchmark” che potrebbe mettere una barriera tra le banche stesse ed i potenziali strumenti discussi oggi dal Governo.
E state pur certi che questa incertezza non aiuterà le nostre banche le quali, guarda caso, hanno raggiunto nuovamente i loro minimi.

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STAY TUNED!

Danilo DT

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18 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 6 aprile 2016 at 15:12

Come quasi sempre la spiegazione più semplice è la migliore. Le banche sono sistemiche, alcune di esse sono talmente insolventi da non essere difendibili in alcun modo ma non possono essere lasciate fallire. Il bail-in come tutte le regole europee può essere fatta valere con paesetti come Cipro o la Grecia ma non per l’Italia o la Spagna. QUINDI, quelle banche verranno vendute, i loro NPL valutati per quel che sono, lo stato fornirà qualche forma nota e meno nota di garanzia ai compratori (ci sono vari modi attraverso i quali uno stato può assicurare un bad-will) e si passerà a qualche altro problema, tanto non mancano. Un’altro pezzo di sistema bancario non sarà non più italiano, un’esercito di blogger e commentatori si sgoleranno contro lo straniero kattivo (raro che si scrivano parole per chi ha gestito queste banche conducendole a questa situazione e verso governi e banca d’italia che sino a ieri si sgolavano nel dire che il sistema è solido come una roccia mentre gli altri lo ricapitalizzavano con soldi di stato perché ALLORA le regole lo permettevano e ORA non più) e finisce lì, come le altre volte. Il fallimento viene da lontano e ha tanti padri e tante madri, è sostanzialmente un figlio di troia.

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Scritto il 6 aprile 2016 at 15:52

QUello che tu dici è abbastanza pessimistico ma, secondo me, non si discosterà molto dalla realtà, anche perchè ci sono problematiche che oggi sottovalutano ma che torneranno di moda tra qualche ano (vedi ad es la necessità di accantonamenti per i Titoli di Stati italiani detenuti dalle banche),. Ma ovviamente tutto questo non ce lo dirà mai nessuno, visto che è TABU’ e destabilizzante…

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john_ludd
Scritto il 6 aprile 2016 at 17:54

Da­ni­lo DT,

quello che accade in Italia è per sua natura all’italiana ovvero da cialtroni con un governo e una banca nazionale che per anni hanno illuso il popolino sulla solidità del proprio sistema bancario sapendo che 1) era fragile 2) non facendo nulla per ricapitalizzarlo in quanto i capitalisti nostrani sono senza soldi e per non richiedere qualche forma di aiuto esterno. Ora, la natura del cialtrone è quella credere di poter ingannare la realtà che prontamente bussa alla porta con una mazza ferrata. Veniamo agli stati esteri che contano: il loro sistema bancario è fragile quanto il nostro, lo sapevano e lo sanno benissimo ma hanno operato per quanto possibile per ricapitalizzarlo con aiuti di stato perché 1) le regole allora lo permettevano (muoversi per tempo è tipico di chi è sveglio, non lo è per il cialtrone) 2) nel caso della Germania buona parte del sistema bancario ERA ed è tuttora a maggioranza pubblica ergo l’azionista di maggioranza “stato tedesco” ha ricapitalizzato le proprie banche. Poi orde di blogger e commentatori nostrani se lo menano ululando al tedesco cattivo senza volere capire che nel mondo VERO cioè QUESTO non ci sono buoni e cattivi ma solo bastoni nodosi, gente che li sa usare e cialtroni. Chiaro il concetto ?

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lorepi
Scritto il 6 aprile 2016 at 20:54

Poi non dite che non sono buono!
Ecco allegato il grafico settimanale del cambio eur usd. Che dire: se questa non è accumulazione. Date un’ occhiata all’ RSI da Gennaio 2015. Potrei sbagliarmi (nel caso qualcuno non lo avesse capito lo faccio di rado!) ma ho l’ impressione che tra poco vedremo sprofondare il dollaro nei confronti dell’ euro….e magari una mano potrebbe darcela la bearish engulfing su sp500 di cui tanto vi parlo. Occhio perchè gli Usa li vedo davvero maluccio….figuriamoci che fine farebbe il nostro indice.

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warrenbuffett
Scritto il 6 aprile 2016 at 20:59

Su questo rimango dell’idea che il dollaro continui a rafforzarsi sull’euro… Indipendentemente dai mercati…
Vedo 1,08… Poi 1,05…
Poi….parità

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aorlansky60
Scritto il 7 aprile 2016 at 10:53

2) “nel caso della Germania buona parte del sistema bancario ERA ed è tuttora a maggioranza pubblica ergo l’azionista di maggioranza “stato tedesco” ha ricapitalizzato le proprie banche.”

questo è un particolare significativo cui non tutti danno il giusto peso quando affrontano il tema.

Altro particolare doverosamente da citare : la Germania dispone di UN ALTO PESO politico/decisionale quando decide di muoversi[in ambito UE], MAGGIORE rispetto a qualsiasi altro paese membro UE; con questo voglio dire che ciò che secondo le regole stabilite in UE è vietato per alcuni , per la Germania è consentito… chiaro ?
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1) le regole allora lo permettevano (muoversi per tempo è tipico di chi è sveglio, non lo è per il cialtrone)

nella nazionalizzazione di molte banche estere avvenuta negli anni passati, occorre dire che alcuni Stati Europei se lo sono potuti permettere grazie ai propri conti pubbl :

nel 2008 l’UK era al 51% , FR al 68% , DE al 65%, NL 55% di rapp deb/pil – fonte dati Eurostat;
l’italia si ritrovava [nello stesso periodo considerato] con un rapp deb/pil 102% che non glielo consentiva, o per meglio dire
che l’UE non gli avrebbe mai permesso di attuare , attenti a questo particolare che ho evidenziato…

siccome la UE [e la sua sussidiaria BCE] dipendono in rapporto alle quote di rappresentanza di ogni Stato membro, siccome la Germania è il membro con quota di partecipazione più elevata rispetto a qualsiasi altro stato membro in UE, alla fine come decide di muoversi qualsiasi paese al proprio interno in ambito economico (e in questo rientra anche la nazionalizzazione delle banche) rientra direttamente sotto la supervisione di ciò che acconsente [o meno] la Germania… chiaro ?

altro particolare ufficioso ma assai importante di cui nessuno parla quando affronta il tema geopolitico :

LA SCALA DI RAPPORTI DI FORZA nel panorama occidentale;

La Germania è l’interlocutore primo verso il quale si interpongono gli USA quando questi necessitano di notizie in EU,
voglio dire che quando lo zio Sam necessita di curare ed osservare i suoi interessi in Europa, lo fa chiamando la Germania(e la Merkel), e non Cipro, non l’Estonia, non l’Irlanda e nemmeno l’Italia… chiaro ?

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john_ludd
Scritto il 7 aprile 2016 at 11:13

aor­lan­sky60,

Quello che dici è certamente vero, altri governi avevano più spazio di manovra ma anche il nostro ne aveva, ma questo andava contro l’interesse degli azioniste delle banche che erano notoriamente in crisi da anni. Credi sia possibile per una banca come Etruria lanciarsi in finanziamenti demenziali verso società decotte detenute da amici (massoni) con azionisti di diversa natura ? Certo l’euro è stato un colossale errore ma continuare a sottovalutare la cialtronaggine delle classi abbienti italiane è follia autolesionista.

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aorlansky60
Scritto il 7 aprile 2016 at 11:41

@ John

“Credi sia possibile per una banca come Etruria lanciarsi in finanziamenti demenziali verso società decotte detenute da amici (massoni) con azionisti di diversa natura ?”

beh, il caso Etruria è proprio lì a dimostrare che in un paese [ad alto tasso cialtronaggine della propria classe politico/dirigenziale] come l’Italia,
tutto (MA PROPRIO TUTTO) è possibile, no ???… anche di far sparire oltre 100 milioni di € dal bilancio spartendoselo come prestiti [mai restituiti] tra i membri del proprio Cda, come le carte in mano alla procura competente del caso stanno dicendo con tutta evidenza…

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kry
Scritto il 7 aprile 2016 at 16:38

aor­lan­sky60,

In italia chi sbaglia non paga e chi sbaglia volutamente o ruba la fa franca.
Andrebbe riscritto così l’art. 1 della costituzione.

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ob1KnoB
Scritto il 7 aprile 2016 at 17:22

Terra terra
Qualcuno oggi si è speso per una necessità di spesare (e a regola di ricapitalizzare con adc) per un tot di decine di miliardi di euro solo per le banche italiane. 10, 20, 30? dipende dalla stupidità del management singolo. Fossero cinquanta non ci sarebbero svariati anni di dividendi o abbastanza capitale o tier 1 che tenga…tutti per aria. Ma in realtà il problema non è li’. Provocatoriamente qualche mese fa’ avevo chiesto: da dove arriverà in futuro la redditività di una banca anche ricapitalizzata? Non c’è espansione senza rischi….non ci sarà più defiscalizzazione che tenga, finito il serbatoio dei tds, margine di intermediazione risicati dalla concorrenza come pure quelli da servizi. Tanto vale tenerseli gli npl? Rischio per rischio..tanto mi finanzia la BCE. Dal risparmio gestito? Rido. Basta una correzione del 20% e tutti i business plan del gestito vanno a puttane. Assicurazioni? Per assicurare cosa? con quali garanzie sul rischio assunto? Svizzera le banconote di grosso taglio sono introvabili e il Japan sta stampando cartamoneta a paletta. Cosa vorrà dire?

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john_ludd
Scritto il 7 aprile 2016 at 19:13

ob1­K­noB@fi­nan­zaon­li­ne,

che probabilmente nell’euro-zona rimarrà UNA SOLA BANCA con alcune grandi succursali retail nei vari paesi. La SOLA BANCA sarà la BCE che attraverso le filiali finanzierà chi vorrà finanziare nei modi, tempi e quantità che riterrà opportune. Le retail saranno le banche maggiori di ogni paese. Buona parte delle banche minori sono del tutto sacrificabili insieme ai loro dipendenti (che differenza c’è tra un ex dipendente di banca e un ex dipendente di un’acciaieria ?). Peccato per il credito cooperativo l’unico modello che funziona, ma siccome i sistemi complessi prima di implodere diventano ancora più complessi e centralizzati, non hanno un buon futuro di breve/medio periodo. Un giorno semmai esisteranno ancora le banche torneranno in auge oppure avremo sviluppato un modello superiore per la gestione delle risorse. Molto più avanti nel tempo, non fa per noi.

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kry
Scritto il 7 aprile 2016 at 21:25

john_ludd@finanza,

(che differenza c’è tra un ex dipendente di banca e un ex dipendente di un’acciaieria ?).

Nessuna nell’essere disoccupati.
Nessuna nell’adattarsi a dover scopare per terra qualora necessario.
La differenza la fa colui al quale necessita di un inserviente e la scelta ( secondo me ) non ricadrà sull’ex bancario… a differenza del ’29 quando i primi a ritrovare l’impiego furono i laureati.

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paolo41
Scritto il 7 aprile 2016 at 21:38

se ci fosse qualcuno con le balle, (purtroppo non c’è) lascerebbero andare per la loro strada le banche ridicole e peccaminose come la Pop. Vicenza e Antonveneta, così come fecero con Lehman, scartando le varie soluzioni come le garanzie di Unicredit o della Cassa Depositi e Prestiti. Mi domando se sono davvero diventati tutti matti !!!! Ma chi glielo fa fare??? Diventa uno scarica barili ma il prodotto non cambia e si rischia di mettere in difficoltà tutto il sistema. Occorre avere il coraggio di usare la mannaia e tagliare le piante morte !!!!

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paolo41
Scritto il 7 aprile 2016 at 22:11

errore: Veneto Banca anziché Antonveneta

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closing time
Scritto il 7 aprile 2016 at 22:31

tagliare le piante morte significa bail in per 6 milioni di correntisti: il sistema collassa, panico e crisi di liquidità . la tua nn mi sembra una grande soluzione

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    Scritto il 8 aprile 2016 at 00:29

    Domani approfondimento che…temo possa essere molto interessante per i lettori. Almeno spero….

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paolo41
Scritto il 8 aprile 2016 at 15:19

closing time@finanza,

sono banche marcie dove ne hanno combinate di tutti i colori e, se segui un po’ la cronaca , è semplicemente scandaloso che i nuovi responsabili non abbiano voluto iniziare azioni penali contro la gestione precedente.!!!!!! vuol dire che c’è collusione e mi meraviglio che la magistratura non intervenga direttamente in questo caso come invece interviene a sproposito in altre occasioni. Qui le ladronerie sono sotto gli occhi di tutti, documentate, e mi fa senso che una banca come Unicredit si presti al gioco o si chiami in aiuto la Banca D&P per cercare di coprire le magagne passate. Vuol dire che siamo alla “mafia” allo stato puro e, quindi, non speriamo che usciremo mai da questo pantano.
Le vogliamo salvare per evitare perdite ai risparmiatori ?’ d’accordissimo, ma togliamo di mezzo tutta quella marmaglia che ha portato le banche nella situazione attuale e siano condannati pesantemente a pagare i danni causati.

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