1929-2009: le due crisi a confronto

Scritto il alle 11:30 da Danilo DT

wall_street_crash

La grande depressione del 1929  è ampiamente spiegata a livello giornalistico nella pagina dedicata su questo blog. Un momento della storia economica e non solo, che da sempre ha scatenato le analisi più disparate, con un solo obiettivo: evitare che un altro 1929 potesse nuovamente capitare.
Ma …guarda caso…le banche in primis hanno fatto si che una banale recessione ciclica potesse trasformarsi nella più grande crisi economica dal dopo guerra ad oggi. Una crisi assolutamente da non sottovalutare e tutt’altro che totalmente risolta (come qualcuno vuol farci credere).
Ma è giusto paragonare la grande depressione del 1929 alla grande crisi dei subprime del 2009, esattamente 80 dopo il 1929? Cerchiamo di capirlo insieme.

Come si è generata la crisi del 1929?

Fondamentalmente si tratta di due epoche molto diverse e quindi, a priori, non è possibile paragonare le due crisi.
Fondamentalmente la crisi del 1929 si è generata con uno scenario che può essere sintetizzato con una parola: squilibrio.

1) concentrazione della ricchezza in poche mani;
2) bolla di borsa (P/E oltre 30x, rialzi del 400% in cinque anni) che aveva perso ogni
legame con il mondo produttivo;
3) i salari non salivano e i lavoratori perdevano potere di acquisto;
4) eccessi di capacità produttiva;
5) speculazione, corruzione e falsi in bilancio;

E in questo scenario assolutamente farlocco, ci ha messo becco anche una mossa sbagliata della Banca Centrale Americana. Dal 1927/1928, forse consapevoli che le cose stavano per peggiorare, iniziarono improvvisamente a richiamare i prestiti fatti per la ricostruzione ai paesi europei (Germania in primis) dopo la fine della prima guerra mondiale. L’Europa fu colta impreparata; aveva utilizzato gran parte dei prestiti ottenuti per investimenti a medio-lungo termine confidando che, dato il ritmo di crescita dello sviluppo dell’economia Usa, questi soldi non sarebbero stati rapidamente ritirati. E in quale migliore mercato investire i soldi se non proprio negli Usa e nella rispettiva borsa che pareva salire all’infinito?
Quale errore di valutazione!
L’Europa va in crisi di liquidità, deve trovare i soldi e inizia a liquidare di tutto e di più. Tra cui anche, udite udite, azioni quotate a Wall Street, chiudendosi a riccio in una forte politica protezionistica. In un amen, complice anche la vendita di azioni comprate dagli Europei, Wall Street crolla. Falliscono banche, crolla il PIL, il credito bancario è congelato.

pil

Hoover contribuisce negativamente alla gestione della situazione e lascia a Roosvelt uno Stato americano a pezzi. Ma qui cambia tutto. Roosvelt inizia una politica di interventismo. E’ il New Deal, una nuova fase economica per lo Stato Americano, una nuova era. Anche se la vera ripresa ci fu solo dopo la seconda guerra mondiale.

Perché vi ho fatto questo discorso? Per farvi capire che l’interventismo degli istituti centrali è già ampiamente partito, proprio perché si sono voluti evitare gli errori fatti nel 1929.

Le analogie col 1929

Se dovessimo paragonare il 1929 alla crisi attuale, possiamo trovare in entrambe le epoche:

a) eccesso di liberismo
b) mercato sopravvalutato (ma il 1929 era ben peggio)
c) politica monetaria troppo accomodante all’origine
d) crollo delle commodity
e) crollo dell’attività industriale

Le differenze

a) sostegno al sistema bancario (nel 1929 sono fallite tantissime banche)
b) forte piano di stimolo e di sostegno all’economia, con taglio tassi, quantitative easing ecc.
c) il protezionismo al momento non è così evidente.
d) a livello globale non abbiamo assistito ad un crollo verticale del commercio. Il nuovo polmone economico del BRIC e dei paesi emergenti compensa in parte la frenata dei paesi core.
e) La borsa ha perso terreno molto più rapidamente rispetto al 1929, anche se non possiamo ancora mettere la parola fine ai ribassi

Quindi come potete vedere le differenze ci sono e non sono di poco conto. La crisi attuale è gravissima ma non paragonabile al 1929 sia perché si tratta di due epoche ben diverse e sia perché l’interventismo dei governi e delle Banche Centrali non è lontanamente paragonabile al lassismo di quel periodo. Coem detto tante volte, il rovescio della medaglia comporterà una lunga fase di stallo dell’economia, a causa proprio del deficit accumulato che frenerà la crescita economica. Ovviamente poi…ci sono i soliti dilemmi. Inflazione o deflazione?

Crescita a L, W, U?
Avremo tempo e modo di parlarne

STAY TUNED!

Fonte dei dati: Voxeu

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