UNIONE BANCARIA: accordo raggiunto, ma per le banche piccole la competenza è di ogni stato membro

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E’ fatta. Dopo un negoziato durato circa 10 ore, il Parlamento Europeo, la Commissione Europea e il Consiglio dell’UE hanno raggiunto un accordo sul meccanismo unico di risoluzione bancaria, conosciuto anche come Unione Bancaria, dando una svolta ad una tematica che stava tanto a cuore a Mario Draghi ed era una delle condizioni necessarie per una continuazione costruttiva di quel progetto che fa acqua da tutte le parti, chiamato “Unione Europea”. Ecco in sintesi in cosa consiste il piano “Unione Bancaria” approvato nelle ultime ore, come scritto da Milano Finanza:

I) Il piano riguarda tutte le banche vigilate dal sistema di supervisione unica sotto l’egida della Bce e sarà il comitato esecutivo (board) di risoluzione a preparare i piani di fallimento di una banca, gestendo direttamente la risoluzione delle banche vigilate dall’Eurotower e di quelle transfrontaliere.

II) Alle autorità nazionali di risoluzione, invece, spetterà il compito di preparare il piano di fallimento e agire concretamente solo per gli istituti di credito che operano entro i confini nazionali e che non sono vigilati direttamente dalla Bce

III) Il processo decisionale ruoterà attorno al board della risoluzione unica, coinvolgendo i membri permanenti: Commissione, Consiglio, Bce e autorità di risoluzione nazionali. In linea generale sarà la Bce a notificare al board, alla Commissione e alle autorità nazionali interessate che una banca sta fallendo, e il board valuterà l’esistenza di un rischio sistemico, verificando le soluzioni finanziarie che coinvolgono il settore privato secondo procedure, modalità e ordine previsti dalle regole del bail-in. Il fondo di risoluzione entrerà in gioco solo a condizione che si sia seguito questo processo.

IV) Il board adotterà, inoltre, un piano di risoluzione che include il ricorso al fondo e qui emergerà il ruolo della Commissione europea, responsabile della valutazione degli aspetti discrezionali della decisione del board. L’esecutivo Ue potrà ratificare o obiettare e la sua decisione sarà sottoposta all’approvazione o all’obiezione dell’Ecofin (procedura di approvazione tacita).

V) Il fondo di risoluzione bancaria entrerà a regime in otto anni anziché nei dieci originariamente prospettati. Anche i fondi nazionali verranno mutualizzati più rapidamente con il 40% delle quote durante il primo anno e un ulteriore 20% nel secondo anno, mentre il restante 40% sarà spalmato sugli ultimi sei anni.

VI) Resta fuori dall’intesa il cosiddetto backstop, ovvero la rete di sicurezza, di cui si era invece parlato in precedenza e che avrebbe dovuto essere operativo per far fronte a imprevisti nel corso degli otto anni di transizione, mentre è stato confermato il conferimento alla Bce di un ruolo primario nelle decisioni sulla chiusura di una banca.

VII) L’iter che porterà all’adozione formale delle nuove regole prevedrà i seguenti step: dopo l’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio Ue, si dovrà passare al voto formale e il Consiglio deciderà a maggioranza qualificata, mentre il Parlamento Ue voterà in seduta plenaria nell’ultima riunione di fine legislatura ad aprile.

Verrà quindi istituito uno fondo speciale assistenziale di circa 55 miliardi di euro, per aiutare i contribuenti a liberarsi dal carico delle banche problematiche. Questo fondo sarà formato da capitale che le stesse banche partecipanti al meccanismo avranno creato, ma non in 10 anni come previsto ma in 8. Inoltre il 40% del fondo sarà condiviso tra i paesi sin dall’inizio fino a raggiungere il 70% dopo tre anni. Quindi maggiore “mutualizzazione” del rischio bancario. Non è però previsto il backstop, il paracadute finanziario che avrebbe chiamato in causa anche il fondo salva-Stati Esm.

Inoltre si doveva paralre di un sistema di “protezione ” dei depositi bancari. Ma di questo non se n’è parlato proprio.

Resta di certo un meccanismo abbastanza complesso e problematico, caricando al sistema bancario stesso l’onere di finanziare eventuali situazioni critiche.  Le banche dovranno quindi salvare le banche e la logica, se ci pensate, ci sta, visto che sono gli stessi istituti di credito che hanno generato vari dissesti finanziari. Il sistema rappresenta però, secondo me, una buona base di inizio. Crea da subito una discreta struttura protettiva che il mercato potrà solo vedere positivamente, anche se dimensionalmente il fondo resta ovviamente discutibile, visto che troppe banche sono “too big to bail in / bail out”.

MA attenzione, viene fatta distinzione sulle dimensioni delle banche. Per quelle più grandi sarà competenza BCE, per quelle più piccole sarà competenza nazionale. Peccato che, guardando per esempio all’Italia, sono proprio gli istituti di credito di dimensioni medio –piccole che sono peggio messi, oggi. Ovviamente il board accoglie con entusiasmo l’accordo raggiunto. Io mi riservo la facoltà di analizzare meglio la situazione prima di giudicare.

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Danilo DT

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Commenti (n° 14)Commenta

  1. pecunia scrive:

    buongiorno DT, scusa il fuori tema…… ma hanno appena battuto la notizia che hanno bloccato circuiti Visa e MasterCard con la Russia.

    è iniziato un gioco di sciabole fra Obama e Putin che chissà dove andrà a finire…..

  2. Di questo tema non ne capisco molto. Non vorrei che questa unione alla fine risulti come le quote latte ed alla fine ci si rivolti contro. Le nostre banche per malmesse che siano mi sembrano più sicure di certe banche francesi e tedesche soprattutto le casse tedesche dove nascondono degli attivi che sarebbe meglio chiamarli passivi altamente tossici.

  3. gilles27 scrive:

    ” Peccato che, guardando per esempio all’Italia, sono proprio gli istituti di credito di dimensioni medio –piccole che sono peggio messi, oggi.”

    TANTO è VERO CHE BANCA D’ITALIA STA SPINGENTO LE C.R., LE BCC E LE PICCOLE POPOLARI A FUSIONI. MA FINO A QUANDO NON SARANNO “DEL CULO COMPLETO” SCUSATE IL FRANCESISMO, CHIARAMENTE PER MOTIVI DI POLTRONE NON SI MUOVERA’ NULLA.

  4. gilles27 scrive:

    kry@finanza,

    ….puo’ essere vero che le ns. banche (banchette) siano più sicure di certe banche francesi o tedesche. MA le ns. banche se mr. Draghi non faceva i vari LTRO negli ultimi due anni non avrebbero fatto utili, ma adesso hanno piena la pancia di BTP (titoli sicuri?) e piene di attivi con si garanzia ipotecaria ma su prestiti erogati con LTV vicini al 100% su prezzi di immobili SUPEVALUTATI. …e poi il contesto in cui operano, meglio l’ITAGLIA o la Germania?
    …ai posteri(ori) l’ardua sentenza.

  5. gilles27@finanza,

    Sul ltro sono d’accordo è sul fatto che noi ci beviamo e continueremo a berci quello che ci raccontano e gli altri ci raccontano che loro sono i migliori mentre noi delle merdacce e supini ( o ovini ) sempre pronti a far godere gli altri.

  6. gilles27 scrive:

    kry@finanza,

    ….ma io non so. Mazzalai dice he i Tedeschi sono messi peggio di noi. io ho un fratello che ha vissuto la per motivi di studio un paio di anni, e regolarmente torna per corsi di aggiornamento, circa un mese all’anno. ha tanti amici la, e mi racconta una realtà diversa, ovvero molto meglio della nostra.

  7. gilles27@finanza,

    Andrea racconta quello che è nascosto nelle pieghe dei bilanci delle banche. Poi non credo che tutti i tedeschi stiano così bene come ce la raccontano …. diciamo che se ti puoi servire di qualcuno e questo in/consapevolmente ci stà staresti bene anche tu.

  8. gilles27 scrive:

    kry@finanza,

    “Se incontri uno schiavo felice della sua condizione di schivo, non perdere tempo a liberarlo, passerebbe il resto della vita alla ricerca di un altro padrone”
    Vladimir Putin. ops sbagliato Vladimir Lenin.

  9. gilles27@finanza,

    Questa non la sapevo adesso comprendo meglio la scelta di berlusconi nel voler essere amico di putin.

  10. gilles27 scrive:

    kry@finanza,

    sono frasi di Vladimir Lenin

    Per abbattere i padroni, prima bisogna eliminare i loro servi, cioè quella massa di gente senza idee e senza principi

    Vladimir Lenin

    Se incontri uno schiavo felice della sua condizione di schiavo, non perdere tempo a liberarlo! Passerebbe il resto della vita alla ricerca di un altro padrone.
    Vladimir Lenin

  11. luigiza scrive:

    kry@finanza:
    Di questo tema non ne capisco molto. Non vorrei che questa unione alla fine risulti come le quote latte ed alla fine ci si rivolti contro. Le nostre banche per malmesse che siano mi sembrano più sicure di certe banche francesi e tedesche soprattutto le casse tedesche dove nascondono degli attivi che sarebbe meglio chiamarli passivi altamente tossici.

    Se tra le Banche piccole rientrano le Landesbanken tedesche i tuoi timori credo siano fondati.

  12. luigiza@finanza,

    Intendevo quelle e trovo molto strano che ci sia solo una persona che ne abbia parlato. La verità e figlia del tempo. Grazie per la risposta. Ciao e buon fine settimana.

  13. uè DT Lo metto qua…

    “Mutualisation bank resolution funds: will come, but is missing ≃€11B; now is minimum at ≃80%”

    ►FOReCAST◄

    della serie, per capirCi proprio bene: “prima di partire taroccano già alla grande i conti sui fondi”.

    Ora Lo sapete (ALMENO VOI).

    “Mezzi avvisati, mezzi salvati” … dicitur!

    サーファー © Surfer

    • MA come sempre taroccano…
      E’ un po’ come le espressioni a scuola…bisognava farle venire… HAHAHAHA
      E noi polli qui ad aspettare gli esiti…

      CIAO!