TIME OUT: USA e CINA decidono la tregua

Scritto il alle 07:58 da Danilo DT

Al G20 di Buenos Aires, Donald Trump e Xi si accordano per una pausa di 90 giorni in ambito di dazi doganali. I mercati possono secondo me tirare un sospiro di sollievo. Era il massimo che potevano pretendere?

E così il G20 è andato.
Lasciamo perdere i convenevoli ed andiamo a vedere il punto clou dell’agenda. Ve ne ho parlato in QUESTO POST. Andatevelo a rivedere per capire meglio cosa dovevamo aspettarci.
E alla fine un contatto USA-Cina c’è stato. Nulla di rivoluzionario, siamo d’accordo. Ma la domanda che dobbiamo farci è la seguente. Cosa potevamo pretendere da questo incontro? Capisco che in molti si sarebbero aspettati magari un accordo con tanto di documento firmato. Ma era utopia pura perché le posizioni erano estremamente distanti.

E quindi, dal mio punto di vista, il risultato del G20 è stato positivo, perchè quanto si è deciso è un primo passo che potrebbe portare a qualcosa di ben più concreto. Ma attenzione, non è casuale la fase attendista anche perché lo stesso Trump vuole poter gestire politicamente, in questi 90 giorni, la situazione nel modo che più gli fa comodo. E sempre nel frattempo avremo modo di capire come si muove il rallentamento globale, e con esso il comportamento delle banche centrali.
Ricordate? Un orologio che si muove con tanti ingranaggi che devono funzionare e girare allo stesso modo, sennò l’orologio si inceppa. E Trump lo ha detto chiaramente.
Vuole raggiungere un qualcosa che continui a garantire la crescita globale.

Diplomazia pura? Mah, dire che sia diplomatico è un eufemismo. Diciamo che spesso sottovalutiamo il fatto che dietro di lui ci sono ex banchieri (Goldman Sachs) che la sanno molto lunga e che di certo lo consiglieranno.
Intanto ecco cosa recita l’accordo raggiunto tra USA e Cina.

(…) Washington ha accontentato Pechino decidendo che dal primo gennaio, i dazi adottati a settembre su importazioni cinesi aventi un valore di 200 miliardi di dollari non verranno alzati al 25% dal 10% come era invece previsto. Saliranno se, tra 90 giorni, le due parti non avranno siglato un accordo che risolva le preoccupazioni maggiori di Washington: trasferimenti forzati di tecnologia, furti di proprietà intellettuale, intrusioni informatiche. (…) Con l’aiuto di un traduttore, Xi aveva dichiarato che “solo attraverso la cooperazione tra di noi possiamo servire gli interessi della pace globale e della prosperità ed è per questo che non vedo l’ora di avere questo incontro”. (…) [Source

Quindi tanto per cominciare i tanto temuti dazi doganali aggiuntivi del 25% non verranno imposti dagli USA. E poi si vedrà. Una presa di posizione che, sinceramente parlando, rappresentava una delle ipotesi che consideravo come “di successo”. E dello stesso parere sembra essere Trump che direttamente dall’Air Force One tuona con un roboante…

“E’ un accordo incredibile, il più grande mai fatto, da presidente a presidente”.

Ok, mi sembra un po’ esagerato, ma questo comportamento è in linea con il modus operandi di Trump, il quale per certi versi ha sempre il coltello dalla parte del manico. Infatti, secondo quanto previsto dagli accordi, Trump si riserva di usare l’arma dei dazi qualora Xi non mantenga la parola.

Proviamo a mettere ordine? Cerchiamo di capire cosa significa questo accordo e dove ci può portare.

1) MERCATI: Innanzitutto il messaggio di tregua, per i mercati, è interessante. Una tregua e un entusiasmo di Trump che non possono che tradursi in positività. Il mercato può “rilassarsi” un pochino e tirare il fiato, la grande guerra commerciale è quantomeno rinviata.

2) 90 GIORNI BASTANO? Però possiamo fidarci di Trump? E tra 90 giorni cosa capiterà? E soprattutto secondo me dobbiamo affrontare un problema. Come farà Trump in questi 90 giorni a capire che la Cina ha veramente cambiato atteggiamento nei confronti degli USA? Come potrà certificare che la Cina cambierà atteggiamento a livello di metodo?

3) EFFETTI COLLATERALI. Inoltre non dimentichiamo che qui continuiamo a parlare di USA vs Cina. Ma il resto del mondo? E visto che l’obiettivo anche della Cina deve essere quello di diminuire il disavanzo commerciale con gli USA, è ovvio che qualcuno ci rimette. Se infatti la Cina comprerà più beni USA, significherà che comprerà meno beni in altri continenti. E la già debole Europa è la prima della lista.

4) ACCORDI NECESSARI. Quanto ha pesato il clima di rallentamento globale in questo accordo quadro? Secondo me molto. La pressione degli economisti, il rischio rallentamento che poi si sarebbe ripercosso anche sugli USA, la pressione delle stesse aziende USA che hanno visto in borsa dei tracolli non proprio risibili per colpa delle tensioni internazionali, hanno portato il governo USA ad usare per una volta il fioretto. Quindi situazione dettata dalla necessità e non dalla vera convinzione di Trump.

5) MORALE: secondo me Trump sta facendo come sempre il suo bel teatrino che potrebbe sfociare in un “nulla di fatto” se la cosa sarà voluta per convenienza da Trump, mentre sfocerà in qualcosa di concreto se la situazione internazionale si complicherà. Mi auguro che si arrivi ad un accordo definitivo, anche se non è certo facile cambiare uno status quo cinese che ormai dura da circa 20 anni. Intanto però, come ho detto prima, quanto raggiunto rappresenta, al momento, il massimo che si poteva pretendere. E poi si sa, se sono fiori, fioriranno e se sono cachi…

STAY TUNED!

Danilo DT

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