Tasso inflazione EUROZONA: torna in positivo, ma si va verso nuova deflazione

Scritto il alle 14:43 da Danilo DT

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Evviva evviva! Possiamo gioire! Finalmente si vedono gli effetti della politica monetaria espansiva e il tasso inflazione in Eurozona torna a salire! Infatti a giugno, secondo le indicazioni preliminari diffuse oggi dall’Eurostat, e come ricordato dal sito di news di questo network Finanza.com  è tornato il segno più davanti alla variazione tendenziale dell’indice sui prezzi al consumo con un +0,1% dal -0,1% del mese precedente. Il consensus era per una variazione nulla. E dobbiamo ringraziare i servizi, area col maggior tasso di crescita inflattiva. E poi? Il merito alla BCE? Se guardiamo i componenti con cui viene costruito il tasso “All Items” (ricordiamo che non parliamo di inflazione core, ma di quella onnicomprensiva e monitorata dalla BCE) sembrerebbe proprio di si…

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Poi però ci rendiamo conto che il petrolio è anche tornato sopra i 50 $/bar e che forse non è sempre tutto così splendente, anche perché poi, in merito all’Italia, le cose continuano ad essere peggio impostate. Si tratta ancora di presenza della deflazione.

Indicazioni in direzione opposta dall’Italia. A giugno, secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, l’inflazione registra un aumento dello 0,1% su base mensile e una diminuzione su base annua pari a -0,4% dal -0,3% fatto registrare nel mese di maggio. La lieve accentuazione della flessione su base annua dell’indice generale, sottolinea l’Istat, è principalmente da attribuire al rallentamento della crescita dei prezzi degli Altri beni (+0,4%, era +0,7% il mese precedente), che includono beni durevoli, semidurevoli e non durevoli, solo in parte compensato dal ridimensionamento della flessione di quelli dei Beni energetici non regolamentati (-8,1%, da -10,0% di maggio) e dall’accelerazione della crescita dei prezzi dei Tabacchi (+2,9%, era +2,0% il mese precedente).

Quindi la media europea potrebbe anche avere illuso ma in realtà le aspettative sono abbastanza “drammatiche”.

Euro Inflation swap forward rate 5y5y

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Eccovi il “solito” grafico delle aspettative inflazionistiche tra 5 anni per i 5 anni successivi. Un tasso ovviamente molto relativo ma che serve per capire la tendenza. Credo che se guardate il grafico, la tendenza non abbia proprio nessun dubbio. 5y5y totalmente collassato. Complice anche la Brexit, forse. Certo è che parlare di buone basi per uno stabile ritorno di un’inflazione in Eurozona mi sembra decisamente prematuro, come è prematuro provare a puntare al target 2%.
Semplicemente impossibile. Come diventa sempre più impossibile la “missione” di Mario Draghi, che ha già usato buona parte del suo arsenale, che può anche osare di più ma è anche consapevole che ormai questi strumenti non convenzionali non hanno più gli effetti sperati.

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Danilo DT

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3 commenti Commenta
perplessa
Scritto il 30 giugno 2016 at 23:20

Purtroppo non capisco come possa esservi inflazione se i salari non crescono, se non si creano posti di lavoro, specie a tempo indeterminato, se segano le pensioni, e se il governo si tiene 3 anni le liquidazioni dei dipendenti pubblici con pensione anticipata ex Fornero, e 1 anno a quelli di vecchiaia, cioè a un piede dalla fossa, mi auguro di no per loro, ma le statistiche della speranza in vita sono quelle, c’è poco da fare. siccome l’obiettivo che loro stessi si prefiggono(confindustria e compagnia bella) è la competitività, con la globalizzazione si legge convergenza con i paesi in via di sviluppo, che tradotto ulteriormente è che i salari dei paesi sviluppati devono calare. Considerata anche la questione che dice Bagnai nota a tutti, penso, quando vi potrò essere un’inversione?Mah

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vuvuzela
Scritto il 1 luglio 2016 at 09:59

perplessa@finanza,

Bisogna ragionare terra-terra per capire i meccanismi dell’economia. Se ho la vita comoda, un gruzzoletto da parte, il mio lavoretto e le mie entrate, mi siedo e vegeto, accumulo e ingrasso.
L’inflazione ti spinge a muoverti. Non sei mai sereno. Se ti fermi diventi piu’ povero.
Perchè ci inflatano? Perchè ci sono sempre piu’ persone che vivono da re senza voler lavorare. Abbiamo sempre piu’ re, noi sudditi, da mantenere. Quindi devono venire nel tuo piccolo mondo a romperti le palle e spingerti a produrre sempre più, anche per loro. Per farlo ne escogitano di tutti i tipi, il principale è la falsa creazione di bisogni che ti spingono a spendere per cianfrusaglie che un robot ti produce con 4 soldi e ad indebitarti. Alla base vi è l’incontentabilità umana, che ha fatto la storia con i suoi principali eventi. Una volta conquistavano i popoli deboli e li schiavizzavano. Adesso per fortuna non c’è bisogno di uccidere nessuno ma ti sfruttano e ti derubano legalmente con meccanismi che si inventano e si approvano tra loro. L’italia è un tassello del sistema, considerala come un singolo individuo, indebitato fino al collo ma che ha notevoli risparmi.
Tu dove andresti a parare? Ai risparmi ovviamente. Se ci fai caso tutte le scelte politiche ed economiche nei confronti dell’Italia vanno sempre a puntare sul risparmio di cui ti parlavo all’inizio. Devi mobilitare il gruzzolo se vuoi stare sereno, così si prendono anche quello e devi inziare a muoverti, a indebitarti ma stavolta sul serio, a svenderti, a diventare uno yes-man.
Bisogna mandare a casa chiunque governi con idee volte alla inflazione ed al debito pubblico. Se vogliono migliorare il Pianeta e spingere i popoli ad impegnarsi sempre piu’ senza “sedersi”, iniziassero ad inflazionare le loro vite da Re e poi le nostre. Non indebitatevi! Mandate a casa col voto chi fa debito!!!

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perplessa
Scritto il 3 luglio 2016 at 01:42

checché se ne dica non ho ricordi così terribili dell’inflazione. nel 78 l’inflazione correva al galoppo e i tassi dei mutui mi ricordo arrivarono al 27%, però c’erano i mutui agevolati, quello che conseguii era al 3%, pagavo circa 60.000 lire al mese, per circa 10/12 milioni di mutuo, e dopo un po queste 60.000 erano niente. altrettanto dicasi per le rate dell’arredamento. non risparmiavo nemmeno una lira, pensando tanto c’è la mutua e la pensione quando sarei stata vecchia, quello che rimaneva lo spendevo tutto in vacanze e divertimenti, poi all’inizio degli anni 90 quando iniziarono a mettere le mani sulle pensioni ho cambiato idea e iniziato a risparmiare prendendo atto che la musica era cambiata. e se ho cambiato casa dopo più volte l’ho fatto perché prima quando l’inflazione era al galoppo ed ero poco più che una ragazzina l’avevo già comprata (mentre quelli che ora hanno l’età che avevo allora mungono i genitori per molti anni a venire). certo non ho più fatto mutui in vita mia memore del fatto che il 27% era già esistito

vu­vu­ze­la@fi­nan­zaon­li­ne: L’in­fla­zio­ne ti spin­ge a muo­ver­ti. Non sei mai se­re­no.

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