MEETING BCE: intervento salva banche alle porte?

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

Rischio Debt Deflation e in molti scommettono in un taglio tassi BCE, ma in realtà potrebbe invece arrivare solo una promessa futura, mentre nel breve in arrivo nuovo LTRO? Banche Spagnole nuovamente in difficoltà.

Eccoci giunti al momento topico della settimana. Il Meeting BCE  dove praticamente verrà deciso Se intervenire sul mercato monetario oppure no.
Per certi versi ero abbastanza dubbioso su un intervento della BCE, vista anche la buona fase di crescita economica che stava per rivedersi in Europa. E poi… E poi gli ultimi dati Non possono non preoccupare Mario Draghi e il suo staff.

I prezzi al consumo nell’area Ocse frenano all’1,5% tendenziale a settembre. Il rallentamento, giunto dopo il +1,7% registrato ad agosto, è legato principalmente ai prezzi dell’energia, rimasti invariati, e a quelli del cibo, passati dal 2,1% all’1,9%. Per quanto riguarda i singoli Paesi, l’inflazione è salita in Giappone (dallo 0,9% all’1,1%) mentre è calata negli Stati Uniti dall’1,5% all’1,2% di settembre.

In Italia l’inflazione è invece scesa allo 0,9% annuale dall’1,2% di agosto e nell’area euro ha rallentato all’1,1% dall’1,3% di agosto. La pubblicazione del dato arriva in un momento in cui gli economisti temono il rallentamento dell’inflazione nella zona euro anche in seguito alle previsioni d’autunno, pubblicate ieri dalla Commissione europea, secondo le quali l’indice dei prezzi al consumo si attesterà all’1,5% quest’anno e il prossimo per poi calare dello 0,1% nel 2015. (Source)

Morale: rischio deflazione e relativo rallentamento dei consumi. Si, sempre lei, debt deflation, descritta dall’economista Irving Fisher ( in tempi recenti dal duo Reinhart-Rogoff) a seguito del Wall Street Crash del 1929, quello scenario causato dal troppo debito che porta contrazione economica e riduzione dell’inflazione.

Inoltre per la BCE un’inflazione in rallentamento rende più che giustificabile una manovra espansiva, visto che Francoforte ha come primo obiettivo, ricordiamolo, il monitoraggio appunto dell’inflazione in Eurozona. Possiamo quindi aspettarci un taglio dei tassi? Io non ne sono poi così sicuro. O per meglio dire, considero poco utile un taglio tassi ai livelli attuali. Sarebbe una mossa di facciata, un segnale per il mercato ma senza grandi effetti pratici. Molto meglio sarebbe generare liquidità (sempre sterilizzata, perché la BCE non può stampare direttamente denaro) con un nuovo LTRO. Inoltre, proprio in ottica Basilea III, il mercato si aspetta comunicazioni sui criteri degli stress test relativamente agli AQR (asset quality review)  oltre che qualche nuova comunicazione sullo stato dei lavori del progetto di Unione Bancaria.

Anche perché si avvicina lo stress test e molte banche in Eurozona sono nuovamente in difficoltà. Indovinate un po’ chi? Proprio quel paese che fino a qualche giorno fa parlava di ripartenza e risanamento. La Spagna.

(Reuters)  – The Bank of Spain said on Wednesday that the country’s banks would have to make an extra 5 billion euros ($6.7 billion) in provisions against losses on bad debts due to changes in the way refinanced loans are treated. (…) The Bank of Spain, which said banks would be able to absorb the hit, added that the amount of non-performing refinanced loans had grown about 20 billion euros after the changes, to 92.2 billion euros. ($1 = 0.7421 euros)

Sento puzza di LTRO…E per il taglio tassi, magari se ne parla a fine anno. Queste sono ahimè le armi di cui dispone Draghi.

Immagine anteprima YouTube

Si può dare di più?

Si, certo che si può, solo che la BCE ha le mani legate. Cosa occorrerebbe? Beh, un Quantitative Easing stile USA farebbe decisamente comodo, ma fate ben attenzione, il tutto deve essere ben ponderato e non fine a se stesso. Il pericolo che non si deve correre è in pratica NON fare la fine di USA e Giappone, dove il QE ha schiavizzato l’economia di questi paesi. Ci sono le mezze misure. E con il buon senso, molto si potrebbe fare. E l’operazione più vicina al QE è proprio l‘LTRO. Ecco il motivo per cui mi aspetto entro fine anno news in merito.

STAY TUNED!

Danilo DT

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13 commenti Commenta
ilcuculo
Scritto il 7 novembre 2013 at 10:14

Ma come fare per far si che la nuova liquidità non si fermi nelle banche ?

Oggi le banche Italiane soffrono un calcolo dei NPL penalizzante rispetto a quelle degli altir paesi europei (per un 25% si stima) ma d’altra parte molte banche non stanno dichiarando molti crediti da aziende Italiane come NPL, li tengono artificialmente “in bonis” perché se chiedessero il rientro moltissime aziende (che in Italia sono normalmente sotto sotto capitalizzate) semplicemente fallirebbero subito costringendo le banche a mettere le perdite nero su bianco.

Un terzo LITRO di benzina va bene, ma che arrivi nel motore, altrimenti non serve.

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Scritto il 7 novembre 2013 at 10:47

concordo.
i primi due LTRO erano finalizzati, inutile nasconderlo, alla stabilizzazione del prezzo dei titoli di stato.
In altre parole, con LTRO I e II, la BCE ha fornito denarto alle banche che hanno conprato titoli di stato. Beneficio per le banche stesse (utile da carry trade) e per la BCE ( che nn ha dovuto sostenere i corsi dei bonds, evitando quindi una crisi sistemica.)

ORA però i prezzi sono stabilizzati e quindi…occorre far arrivare i soldi alle imprese!

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ihavenodream
Scritto il 7 novembre 2013 at 12:43

Danilo, stai lentamente cambiando rotta e avvicinandoti verso una visione molto piu’ realistica del mondo che ti circonda, e quindi anche dei mercati, che a quel che ho capito, dovrebbe essere il tuo lavoro…devi ancora completare il percorso pero’…ci sono ancora alcune imprecisioni…prima di tutto il Giappone e gli Usa non sono affatto schiavi del qe, anzi siamo noi in europa che siamo schiavi dell’austerity o meglio del pareggio di bilancio e della stretta monetaria…il discorso facendo alcune semplificazioni è questo qui: le banche servono, a parte la vulgata comune che sono un covo di banditi (che incidentalmente puo’ anche esser vero) servono maledettamente: esse fungono da volano dell’economia e consentono agli stati di esercitare meglio la sovranità monetaria…ora nel 2008 le banche mondiali sono andate in tilt…quello che bisognava fare era percio’ trovare un modo per farle rifunzionare…gli stati uniti hanno fatto così…prima han salvato le banche dalla bancarotta e poi le stanno pian piano mettendo in condizione di riprendere a funzionare…questa è una condizione essenziale affinchè l’economia riparta veramente, altrimenti il nostro sviluppo economico sarà quello del medioevo, dove le banche non esistevano…in Giappone le banche stan meglio di prima anche se non al livello Usa…il problema è europeo…qui le banche sono piu’ o meno ancora messe male come nel 2008, perchè gli stati non han fatto nulla, a parte assicurargli un po’ di profitti attraverso il carry trade che, come dici tu stesso, è servito piu’ agli stati stessi che alle banche…cioè l’ltro ha avuto in realtà la funzione di supplire alla mancanza di un eurobond, assolutamente necessaio in una unione monetaria ed economica, piuttosto che a ripulire i bilanci…per ripulire i bilanci e rimettere le banche sulle loro gambe occorre fare come gli stati uniti anzi piu’ come il giappone ormai…attenzione: il problema non è tanto quello delle banche italiane (quelle piu’ solide di tutta europa) o di quelle spagnole, per cui basterebbero 2-300 miliardi per ripulirle completamente, ma di quelle francesi e tedesche che non soltanto hanno una leva troppo alta, ma sono ancora piene zeppe di asett derivativi, quindi sono virtualmente in default…per risolvere questo problema abbiamo bisogno di un qe bello potente, diciamo 7-800 miliardi di euro all’anno per 4-5 anni…è la direzione su cui si vuole muovere Draghi secondo me, per poterlo realizzare c’è bisogno che tutti prendano consapevolezza dei veri problemi, ecco a cosa servono gli stress test…se non si fa il rischio che saltino gli istituti di credito in ordine sparso in Europa nei prossimi anni sarà sempre presente, ma soprattutto la certezza, non il rischio, sarà che il sistema economico europeo andrà avanti senza banche…perchè le banche così come stanno messe, non saranno mai in grado di tornare a svolgere le loro prerogative…cioè come far andare una wolkswagen con un solo cilindro…secondo voi andremo molto lontano?

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rulloclash
Scritto il 7 novembre 2013 at 13:50

Taglio tassi BCE 0,25

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Scritto il 7 novembre 2013 at 14:28

rulloclash@finanza:
Taglio tassi BCE 0,25

SURPRIZE!
ora vediamo che dice…

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Scritto il 7 novembre 2013 at 14:37

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ob1KnoB
Scritto il 7 novembre 2013 at 15:21

Una banale domanda per chi se la sente di rispondere:
Supponiamo che i mercati avviino una correzione pronunciata (sia equity che bond). Quali sono gli strumenti rimasti alle banche centrali?
…non è una provocazione.

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bergasim
Scritto il 7 novembre 2013 at 15:46

ob1KnoB@finanzaonline,

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ob1KnoB
Scritto il 7 novembre 2013 at 16:09

:mrgreen: qualcosa di meno drastico? Odio le armi e tendenzialmente ho anche uno sviluppato senso di autoconservazione….

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ilcuculo
Scritto il 7 novembre 2013 at 16:11

ob1KnoB@finanzaonline,

La correzione significa che chi è investito in azioni e obbligazioni comincia a vendere, panico crollo dell’azionario (S&P a 900 ? ) ma poi la liquidità dove va a finire ?

Ci sarà la correzione e servirà per tosare il gregge… come sempre.

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ob1KnoB
Scritto il 7 novembre 2013 at 16:37

Non è mai partita una correzione con tassi a zero. Nè con il mercato inondato di liquidità. Ne’ con questi livelli di leva. Ne’ con questi livelli di debito sia privato che pubblico..

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bergasim
Scritto il 7 novembre 2013 at 17:06

Tu hai cumpra?

http://www.zerohedge.com/news/2013-11-07/twitter-opens-4510-73

Allora si nu fesso!

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ihavenodream
Scritto il 8 novembre 2013 at 08:17

ob1KnoB@finanzaonline,

Il livello di debito privato è molto basso, specie se lo confrontiamo alla offerta monetaria globale, il debito pubblico è un mito ke sia vero debito…e poi è calcolato ad capokkiam…un terzo circa del suo debito il governo Usa ce l’ha con se stesso…più di un terzo il debito del Giappone ce l’ha con i suoi “enti locali”…storicamente i default non hanno grandi impatti sui mercati azionari…negli anni 90 fece default uno staterello che si chiamava Unione Sovietica, e i “mercati” non fecero nemmeno uno starnuto…per il resto hai ragione: mai c’è stata una correzione con tassi zero e grossa offerta monetaria…prova ad indovinare perché? Il futuro è sempre incerto x definizione però ho il forte sospetto che i veri fessi oggi siano quelli che investono sui titoli a reddito fisso, o sugli assett a nessun reddito, né fisso né variabile, tipo i metalli preziosi…

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