INTESA SAN PAOLO: operazione “ti piace vincere facile”?

Scritto il alle 08:30 da Danilo DT

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Copione noto, e situazione “all’italiana” che potrebbe andare a risolvere la questione delle due banche venete.

Dopo il rischio del bail in, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza trovano finalmente una possibilità di sopravvivenza. Arriva il cavaliere, non proprio bianco, che nella fattispecie è Intesa San Paolo. Forse l’unica realtà che poteva permettersi un’operazione di questo tipo.

l cda di Intesa ha deliberato all’unanimità la disponibilità a rilevare certe attività e passività facenti capo alla Banca Popolare di Vicenza e a Veneto Banca. Lo si legge in una nota in cui si precisa che sono esclusi dal perimetro dell’eventuale acquisizione i crediti deteriorati, quelli in bonis ad alto rischio, le obbligazioni subordinate, nonché partecipazioni e rapporti giuridici considerati non funzionali. Intesa esclude aumenti di capitale e prevede il pagamento “di un corrispettivo simbolico”. (Source

Dal flash ANSA già si capisce molto dell’operazione “ti piace vincere facile”. Anche perché il management di Intesa era stato chiaro: tutto poteva essere considerato MA non si doveva intaccare il potenziale del titolo in borsa, compresi i dividendi.

Quindi cosa succede nell’effettivo? Acquisizione che prevede la continuità aziendale delle ex popolari, ma si limita all’attività commerciale dei due istituti e alla rete.
Tutto il resto sono cavolacci degli altri. Quindi i crediti deteriorati, circa 10 miliardi di euro, finiranno (se tutto va in porto) in una bad bank che farà capo ai possessori dei bond subordinati e… a Pantalone, ovvero lo Stato che ovviamente dovrà entrare massicciamente, visto che i bond subordinati ammontano a soli 1,2 miliardi.
Quindi ISP prende solo il “buono” e per quale prezzo? Ovvio, il solito prezzo simbolico che abbiamo imparato a conoscere come 1 euro ed ISP non dovrà fare un aumento di capitale dedicato. Si, questa condizione è fondamentale perché, se sarà necessario, significherà l’abbandono di Ca de Sass.

Quindi, tanto per intenderci, trattasi di liquidazione coatta amministrativa. che comporta quindi alla cessione delle due banche venete a Intesa Sanpaolo, ma con la condizione dello spin-off dei crediti deteriorati nella veicolo di una bad bank. Per coloro che hanno dei prestiti, nulla cambierà. Idem per i correntisti. Mentre per gli obbligazionisti subordinati (ma non quelli di titoli senior, cosa molto importante) saranno dolori. Ma fino a quanto? Fino a perdere TUTTO l’investimento? Non è escluso che per questi risparmiatori, ove ci sia una certificazione di vendita “fraudolenta“, ci sia un aiutino pubblico. Quindi anche qui paga Pantalone.

Anche perchè i soldi non li vuol mettere di sicuro Intesa Sanpaolo, visto che “la politica di distribuzione dei dividendi prevista non dovrà essere intaccata”.
Quindi priorità assoluta agli azionisti che devono essere tutelati in tutto e per tutto. Ecco quindi il perché del rally di borsa di ieri sera. Intesa compra tutto il buono ed i vecchi azionisti non ne pagano le conseguenze. Il marcio, come previsto, sarà a carico dei possessori dei bond subordinati oltre che (e sopratutto) dello Stato, e il mercato si toglie questa carogna che ormai puzzava e stava creando timori e malcontento.

STAY TUNED!

Danilo DT

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9 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 22 giugno 2017 at 11:12

L’impressione, personale, è che la “palma” di carogna puzzolente stia passando allo Stato Italiano….coi suoi 2270 MLD di debito pubblico, Deficit “scontato” dalla EU a l doppio della Crescita stimata (2,4% deficit, 1,2% crescita).
Continuando ad appioppare a “pantalone” i super-puffi di MPS e ora delle Venete dove si andrà in vista dell’inevitabile rimodulazione/fine del QE?
Ahi ahi ahi signora Longari…

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Scritto il 22 giugno 2017 at 11:14

Ho cercato di non dirlo chiaramente ma… in realtà ISP si è messa il costume di cavaliere bianco ma in realtà questo è un salvataggio vecchio stile con lo stato che si prende il marcio.

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john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 11:25

Da­ni­lo DT,

e comunque ISP “la banca più solida d’Italia” non è solida per un cazzo, i suoi ratio patrimoniali sono tutti ai limiti e basta una recessione per scendere sotto. Il paragone con le principali banche americane, le cantonali svizzere o alcune banche asiatiche è tragico.

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john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 11:45

Parliamoci chiaro, l’Italia avrà COMUNQUE una crisi bancaria stile anni 30 a prescindere da qualsiasi decisione del governo, di ISP o di chiunque. Basta aspettare la prossima recessione che come al solito arriverà dagli USA ma che in Europa varrà doppio o triplo. Per allora zero euro in portafoglio e ….

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john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 13:50

ato­mic­ton­to@fi­nan­za,

non esista cosa più certa della ristrutturazione del debito pubblico italiano quando sarà il suo momento. Improvvisamente invece di un BTP uno si troverà con un zero coupon a 30 anni. Poi tutto il resto.

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x_maurizio
Scritto il 23 giugno 2017 at 03:02

John, tutto sta quindi ad aspettare la prossima recessione americana!
Ad oggi pare una pia illusione. Scusa se lo dico.
Ci sono troppi soldi pronti al “buy the dips” !
Solo il drenaggio della liquidità potrebbe provocare qualcosa… qualcosa di pilotato però!
Ma pure questo “atto ostile” contro il mercato deve trovare un forte consenso. Figurati se una Yellen avrebbe la forza per farlo.
Naw dagli Usa non arriverà.
La mia idea é ce sarà l’Europa e quindi la Germania il ventre molle. Quando scadrà il mandato a Draghi. Metteranno una testa di legno come Trichet…. E poi la politica europea e dei singoli Paesi europei ormai è ben oltre l’indecenza… Sarà l’Europa il buco nero. Con l’UK a tirare il grilletto quando sarà.

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john_ludd
Scritto il 23 giugno 2017 at 11:36

x_­mau­ri­zio@fi­nan­za,

in questo momento l’economia USA è in frenata mentre la FED sta aumentando i tassi e ha annunciato l’intenzione di ridurre i titoli in portafoglio, in sostanza procede in modo “data independent” e il mercato talmente convinto dell’esistenza di una FED put, va incontro a sorprese. L’economia europea è in salita, al meglio degli ultimi anni, il che non è neppure lontanamente sufficiente a nascondere l’insolvenza del suo sistema bancario. Quando gli USA presto o tardi si fermeranno del tutto salta il tappo. Per UK per me è RIP, si sono pippati il petrolio del mare del Nord quando non costava niente e ora sono in perenne sofferenza da bilancia dei pagamenti, vanno incontro a una recessione inflattiva e nel medio termine all’unificazione dell’Irlanda e all’indipendenza della Scozia, forse anche del Galles. Diventeranno un mega centro finanziario offshore di briganti stile Bahamas ma con un clima di merda e una conflittualità sociale come un qualsiasi paese centro americano (peraltro quest’ultimo aspetto sarà il leit motiv dei prossimi 30 anni ovunque).

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john_ludd
Scritto il 23 giugno 2017 at 11:56

x_­mau­ri­zio@fi­nan­za,

“E poi la politica europea e dei singoli Paesi europei ormai è ben oltre l’indecenza…”

perché quella degli altri è meglio ? In UK è bruciato un grattacielo con 100 morti perché i tories al governo avevano ridotto i regolamenti anti incendio e anti tutto per fare cassa, austerity al cubo, infatti sono riusciti a resuscitare Corbyn. Pare che l’anti euro non riesca a capire che è tutto uguale e talvolta peggio. Ieri ho fatto dei richiami vaccinali e non ho pagato nulla, come sarebbe accaduto in Francia o Germania, prova negli USA ! E questa comica della moneta sovrana quando essa è la valuta privata di un cartello bancario privato fondato nel 1913. Mah ! Se mancano le basi è come muoversi in mezzo all’oceano usando un bastoncino per indicare la rotta. Alla fine il sistema è eco insostenibile e mentre tutti sognano mille variazioni più o meno eque sullo stesso tema … ALLA FINE COME SEMPRE LA NATURA VINCE. Comunque ciao.

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john_ludd
Scritto il 23 giugno 2017 at 12:01

x_­mau­ri­zio@fi­nan­za,

Giugno più caldo mai registrato, ieri 38 con umidità da jungla della Malesia, fiumi secchi come il culo di un cammello e davanti abbiamo ancora 3 mesi di estate. Tutto normale. Ah ecco forse gli indici di borsa seguono la temperatura … miliardi di lemmings lanciati nel vuoto.

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