Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Scritto il alle 14:41 da lampo

GUEST POST: Stiamo attraversando un particolare momento storico, in cui la fiducia verso le istituzioni finanziarie non è sicuramente ai massimi livelli.

Per questo motivo molti risparmiatori si stanno chiedendo cosa può succedere ai loro risparmi depositati sul conto corrente, in caso di fallimento della banca (visto che spesso sono il frutto di una intera vita di lavoro e sacrifici).

Per chiarire tale dubbio è necessario comprendere come funziona il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD).

In questo post proverò a riassumere, spero in maniera semplice e comprensibile anche a chi non si intende di economia, cosa prevede la normativa a riguardo

Nota: all’interno del testo ho inserito dei riferimenti a delle note in calce all’articolo, dove troverete ulteriori considerazioni, spiegazioni, approfondimenti e riferimenti legislativi (validi ovviamente alla data di stesura dell’articolo).

Partiamo dalla domanda più importante: quanti soldi sono garantiti?

Risposta: 100.000 euro tondi tondi ([1]).

Tale garanzia vale per depositante ([1]) e per banca ([2a]).

Vediamo con dei casi reali cosa vuol dire.

Il signor Rossi, benestante, ha depositato i soldi della sua famiglia in due conti correnti bancari ([3]):

1. PolliceBanca: € 50.000;

2. MedioBanca: € 130.000 di cui 50.000 euro vincolati in un conto di deposito (visto che si è lasciato attrarre dall’eccezionale tasso di interesse offerto dalla pubblicità).

Caso 1. In caso di fallimento ([4]) di PolliceBanca il Sig. Rossi non perde i suoi € 50.000 perché vengono garantiti interamente dal Fondo di Tutela (visto che l’importo è inferiore a € 100.000).

Se invece fallisce MedioBanca il Sig. Rossi perde € 30.000, cioè l’ammontare che oltrepassa la soglia di garanzia.

Notare che i € 50.000 vincolati in un conto di deposito vengono garantiti ugualmente ([2b]).

Caso 2. Falliscono entrambe le banche.

“Che sfiga” dirà qualcuno!

Cosa succede?

Siccome la garanzia vale “per depositante” non cambia niente rispetto al caso precedente (Caso 1).

Infatti il signor Rossi è depositante di due conti correnti: gode quindi di € 100.000 di garanzia per ciascuno.

Caso 3. Supponiamo adesso che il Sig. Rossi, da buon padre di famiglia, abbia deciso di cointestare entrambi i conti con la moglie, la sig.ra Bianca.

Il Sig. Rossi gode di € 100.000 di garanzia e la sig. Bianca di altri € 100.000 ([2c]): quindi in entrambi i Casi 1 e 2 la famiglia non perde una lira… pardon… un euro!

Questo perché la tutela, essendo per depositante, raddoppia la soglia di garanzia per ciascun conto (che diventa quindi € 200.000).

Caso 4. Il Sig. Rossi, ha già firmato un preliminare di compravendita e pagato un acconto per la casa nuova. L’indomani deve andare dal notaio a fare il rogito, l’atto conclusivo della vendita, e pagare il saldo al venditore.

Per questo, si reca presso la MedioBanca a chiedere l’emissione di un assegno circolare di € 50.000 intestato al venditore.

Il giorno dopo si reca dal notaio. E’ contento: procede a passo spedito, con le mani in tasca, fischiettando. Pensa: “Finalmente avrò casa tutta mia!”

Firma tutte le carte (quante firme!) e consegna, davanti al notaio, l’assegno circolare al venditore.

Il venditore esclama:

Ho letto oggi sul giornale che questa banca è fallita!

No! Io questo assegno non lo accetto!

Lascio a voi immaginare l’espressione che compare sul volto del Sig. Rossi.

Tutti i sogni andati in frantumi. E poi… che figuraccia!

Cosa succede adesso all’assegno circolare? E’ diventato carta straccia?

No!

Anche gli assegni circolari godono della garanzia del Fondo di Tutela ([2b] e [6]).

Caso 5. Il Sig. Rossi si reca in MedioBanca per pagare la bolletta. L’operatore di sportello, visto il saldo di cui dispone sul conto corrente, gli propone di sottoscrivere dei Pronti contro termine della durata di 3 mesi. Il Sig. Rossi, ingolosito dal tasso di interesse offerto, riflette:

“meglio lasciare € 30.000 disponibili sul conto, visto che ho già impegnati altri € 50.000 nel conto di deposito”.

Per cui decide di sottoscrivere i Pronti contro termine solo per la somma di € 50.000.

Il giorno dopo il Sig. Rossi, aprendo il giornale, legge in prima pagina, a caratteri cubitali, “MedioBanca fallita”.

Cosa succede ai suoi € 50.000 investiti in Pronti contro termine?

Puff!

Infatti la normativa non tutela i Pronti contro termine ([2d] e [6]), perché sono considerati un investimento (e non un deposito da tutelare).

Caso 6. Idem come il Caso 5, solo che l’operatore stavolta gli propone dei Certificati di Deposito nominativi, cioè intestati a lui.

In questo caso non perde niente, visto che sono garantiti dalla tutela. Nel caso si fosse trattato di “Certificati di Deposito al portatore” invece no, stessa fine dei Pronti contro termine ([2e] e [6]).

Caso 7. Idem come il Caso 5, solo che questa volta l’operatore gli propone di aprire un Conto Titoli per acquistare dei BOT e delle azioni della società, quotata in borsa, “Sicurezza” per un totale di € 50.000. Il Signor Rossi, contento di risanare le casse dello Stato, visto anche gli alti rendimento offerti accetta. Poi, come si fa a rifiutare un’azione che si chiama “Sicurezza”?

Cosa succede ai BOT e alle azioni?

Si tratta di investimenti non sono garantiti dalla tutela, che però non vengono requisiti in caso di fallimento della banca, perché sono di proprietà del depositante ([2f]).

Per cui il Sig. Rossi si troverà il Conto Titoli bloccato per un certo periodo di tempo, ma i BOT e le azioni “Sicurezza” rimangono di sua proprietà (speriamo che nel frattempo non perdano di valore)

Se si fosse trattato di obbligazioni o azioni emesse dalla stessa banca (azioni e obbligazioni MedioBanca per intenderci), ciò non vale, siccome non sono tutelate ([5]).

Caso 8. Il Sig. Rossi decide di suddividere i soldi che ha in MedioBanca in due conti separati, tenuti sempre presso la stessa banca.

Cambia qualcosa in caso di fallimento?

No. Infatti ricordo che la tutela vale per depositante e per banca. In questo caso il depositante è sempre uno e la banca è sempre la stessa ([2g] e [6]).

Bene, credo di aver esemplificato la maggioranza delle casistiche.

Adesso sicuramente vorrete sapere, in caso di fallimento, in quanto tempo avrò i miei soldi (coperti dalla tutela del FITD)?

Entro 20 giorni.

La Banca d’Italia, in casi eccezionali, può prorogare tale termine di altri 10 giorni al massimo [7].

Preciso che il FITD è un Consorzio di diritto privato ([8]) che ha lo scopo di garantire i depositi delle banche che vi aderiscono (consorziate).

Sul sito della FITD è presente un elenco aggiornato delle banche che vi aderiscono, così potete controllare il nome della vostra banca (vi ricordo che non troverete le Banche di credito cooperativo perché hanno un altro fondo di tutela analogo).

Ma quanti soldi ci sono nel Fondo di Tutela a garanzia dei nostri risparmi?

La risposta è fra lo 0,4% e 0,8% del totale dei soldi protetti (Fondi Rimborsabili), ammontare stabilito annualmente durante una riunione dell’Assemblea ([9]).

Si tratta però di soldi “virtuali”, nel senso che il fondo richiede effettivamente tali risorse agli istituti aderenti, solo quando deve intervenire nei confronti di una banca consorziata in stato di crisi ([10]).

Per i più curiosi risulta che al 30 giugno del 2010 l’ammontare dei soldi dei depositanti protetti dal FITD sono pari a circa 470,3 miliardi di euro, con una percentuali dello 0,4% di garanzia pari a poco meno di 1,9 miliardi di euro ([11]).

Adesso, avete le idee più chiare?

Vi sentite sicuri?

Lampo

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[1] Comma 5 dell’art. 96-bis del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385 sostituito dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 24 marzo 2011, n. 49, di attuazione della direttiva 2009/14/CE.
[2] Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi – Faq (anche i seguenti riferimenti legislativi: comma 3 e 4 dell’art. 96-bis del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385.)
– [2a] Seconda domanda: “Il limite di copertura si applica per ogni banca o per tutto il sistema bancario?”.
– [2b] Sesta domanda: “Cosa è garantito?”.
– [2c] Terza domanda: “Se ho un conto cointestato, qual è il livello di copertura?”
– [2d] Ottava domanda: “I Pronti contro termine sono tutelati dal FITD?”.
– [2e] Nona domanda: “I Certificati di deposito sono tutelati?”.
– [2f] Settima domanda: “Le obbligazioni, le azioni e i Titoli di Stato sono tutelati dal FITD?”.
– [2g] Quarta domanda: “Cosa succede se ho più conti nella stessa banca?”.
[3] I nomi delle banche e delle società azionarie sono puramente inventati, a partire dal nome delle dita della mano o da sostantivi di uso comune. Qualsiasi analogia con nomi di banche vere è da considerarsi puramente casuale.
[4] Ho usato in tutto il post il termine”fallimento” perché più semplice da comprendere: in realtà la normativa, lettera b) del comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 24 marzo 2011, n. 49, di attuazione della direttiva 2009/14/CEprevede il caso di “liquidazione coatta” amministrativa delle banche aderenti, così come disciplinata dalla Sezione III del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385.
[5] rientrano, nel caso di liquidazione coatta amministrativa, nella determinazione dell’attivo e passivo della banca (in pratica c’è poca probabilità di vederseli restituiti, anche in parte…). Sezione III e comma 4 dell’art. 96-bis del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385.
[6] Però il Sig. Rossi, considerando il Caso 1 e 2, scoprirà presto di aver perso € 30.000, niente nel Caso 3.
[7] Tale periodo decorre dal momento in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa (art. 80 del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385emanato dal Ministero dell’economia e delle finanze che viene pubblicato per estratto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Tali termini sono stabiliti dal comma 7 dell’art. 96-bis del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385 sostituito dalla lettera b) del comma 1 dell’art. 1, D.Lgs. 24 marzo 2011, n. 49, di attuazione della direttiva 2009/14/CE.
[8] Comma 1 dell’art. 1 dello Statuto del FITD.
[9] Art. 21 dello Statuto del FITD.
[10] In pratica tali risorse rimangono impegnate nei bilanci delle consorziate e del FITD tra i conti d’ordine. Maggiori approfondimenti su come funziona tutta la procedura di segnalazione fra le banche aderenti e il FITD le potete trovare in questo documento: “Il sistema delle segnalazioni statutarie“.
[11] FITD  – Relazione del Consiglio all’Assemblea Ordinaria 2011: pag. 28. 

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55 commenti Commenta
nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 14:48

ahahha bisogna rispondere?? :mrgreen:

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 15:05

bell’articolo Lampo thanks

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 15:15

nyarlathotep@finanza:
ahahha bisogna rispondere??

Debbo dire, per quanto mi riguarda, che ogni tanto, qualche commento sulla semplicità o difficoltà di scrittura e comprensione degli articoli che proponiamo ogni giorno (e che sono il risultato di un impegno non indifferente… anche in termini di ricerca, sintesi e semplificazione) lo ritengo bene accetto e, anzi, estremamente utile e proficuo (specie per uno scrittore “in erba”… come me :wink: )

Gioverebbe a migliorarci, a capire quali articoli sono stati scritti in maniera troppo tecnica… e quali no, ecc. … oltre ai lettori stessi. :-)

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 15:30

lampo,

un divulgatore nato, vai così! :wink: Lo scritto è molto chiaro e allo stesso tempo contiene penso tutte le risposte alle possibili domande sul FITD. :-)
Restano in sospeso gli altri argomenti che sono emersi sul blog in questi ultimi giorni: banche estere in Italia, conti esteri etc. Aspettiamo un articolo anche su questo? :-) Grazie e complimenti

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ob1KnoB
Scritto il 22 novembre 2011 at 15:31

Flash.
Aumento capitale Pop Milano
Il consorzio è già sotto del 10%. Affarone….

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apple
Scritto il 22 novembre 2011 at 15:33

Ma che fine fanno i soldi che stanno in un fondo comune o in un ETF?

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 15:34

ob1KnoB@finanzaonline: Flash.Aumento capitale Pop MilanoIl consorzio è già sotto del 10%. Affarone….

ecco il motivo delle mazzate a Mediobanca?

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 15:44

nyarlathotep@finanza,

Grazie per il feedback…:wink:

In merito agli altri argomenti proposti, così a prima vista, mi sembrano più riguardanti situazioni personali… nel senso di spiegare come portare i soldi all’estero (in maniera legale) in un momento non indifferente di difficoltà del sistema bancario, specialmente dal punto di vista della liquidità.

Cito al tal proposito l’eccellente articolo di DT
http://intermarketandmore.finanza.com/unione-europea-ad-un-passo-dal-baratro-36876.html

e questo che è apparso qualche giorno fa sul IlSole24Ore:
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-19/banche-caccia-liquidita-interbancario-104452.shtml?uuid=AaB6lqME

Poi non mi pare propizio incentivare un comportamento del genere (già diffuso a giudicare dalle cassette di sicurezza piccole andate esaurite in Svizzera… in questo caso… non credo principalmente per soldi “legali” o “dichiarati”)… anche perché chi vi assicura che effettivamente lì o in qualche altra banca di qualche altro Paese siano sicuri?

Ricordatevi che ci vuole, un attimo, per cambiare la legislazione e far diventare quello che è tuo o mio, in parte o totalmente, della Banca o dello Stato. :roll:

Pensa solo alla “socializzazione delle perdite” del settore bancario con le varie manovre in atto in diversi Paesi… dagli USA… alla Grecia e, molto probabilmente, all’Italia.

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 15:46

apple@finanza,

Sono separati… non fanno parte dell’attivo e passivo della banca, in maniera simile ai titoli di Stato: Caso 7.

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Scritto il 22 novembre 2011 at 16:34

Bell’articolo divulgativo… btw, sentitevi questa intervista di Monti e quello che afferma dal minuro 4 :30…. poi ditemi che non c’e’ un piano dietro…. tutte coincidenze….

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Scritto il 22 novembre 2011 at 16:35

Forse se mando il link…

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=STEvyznA2Ew

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pecunia
Scritto il 22 novembre 2011 at 16:41

grazie Lampo! davvero un utile prospetto

fra parentesi io ignoravo l’eventualità di raddoppio con conto cointestato.

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salva73
Scritto il 22 novembre 2011 at 16:53

molto chiaro! anche per i non addetti (tra i quali mi trovo).
adesso mi resta da capire una cosa. proprio perche ‘non addetto’.
oggetto: OBBLIGAZIONARI MISTI.
ISIN: IT0003681811.
in che caso rientro?
EH mio caro lampo… questo è il prezzo da pagare per essere stato così bravo da farti comprendere anche dai non addetti che hanno quattro soldi e si trovano a dover decidere.
grazie comunque!!!

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ob1KnoB
Scritto il 22 novembre 2011 at 16:53

mariothegreat@finanza,

forse piu’ che un piano, una naturale conseguenza delle cose.
Ps Monti puo’ piacere o non piacere ma, è un dato di fatto ascoltandolo, sembra sapere di cosa sta parlando a differenza del suo predecessore.

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Scritto il 22 novembre 2011 at 16:55

ob1KnoB@finanzaonline,

Qualche volta non e’ proprio un bene….

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ob1KnoB
Scritto il 22 novembre 2011 at 17:00

mariothegreat@finanza,

:mrgreen:

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 17:14

lampo: nyarlathotep@finanza, Grazie per il feedback…:wink: In merito agli altri argomenti proposti, così a prima vista, mi sembrano più riguardanti situazioni personali… nel senso di spiegare come portare i soldi all’estero (in maniera legale) in un momento non indifferente di difficoltà del sistema bancario, specialmente dal punto di vista della liquidità.Cito al tal proposito l’eccellente articolo di DThttp://intermarketandmore.finanza.com/unione-europea-ad-un-passo-dal-baratro-36876.htmle questo che è apparso qualche giorno fa sul IlSole24Ore:http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-19/banche-caccia-liquidita-interbancario-104452.shtml?uuid=AaB6lqMEPoi non mi pare propizio incentivare un comportamento del genere (già diffuso a giudicare dalle cassette di sicurezza piccole andate esaurite in Svizzera… in questo caso… non credo principalmente per soldi “legali” o “dichiarati”)… anche perché chi vi assicura che effettivamente lì o in qualche altra banca di qualche altro Paese siano sicuri?Ricordatevi che ci vuole, un attimo, per cambiare la legislazione e far diventare quello che è tuo o mio, in parte o totalmente, della Banca o dello Stato. Pensa solo alla “socializzazione delle perdite” del settore bancario con le varie manovre in atto in diversi Paesi… dagli USA… alla Grecia e, molto probabilmente, all’Italia.

Cosa intendi per socializzazione delle perdite del settore bancario in Italia?
Guarda non posso che darti ragione sull’aspetto diciamo morale. Altra cosa è mettere al sicuro, se siamo convinti che rischio ci sia, il risparmio faticato e su cui si sono pagate le imposte. Guarda io credo che in Italia a sostenere il Paese con il lavoro, le tasse, il risparmio, l’acquisto del debito pubblico, ci siamo rimasti solo noi persone oneste. Quelli ke in Svizzera i soldi li portano per evadere tutto questo sono andati già da tempo. Quindi non credo si tratti di una ragione personale. Ad ogni modo ti ho apprezzato anche per il richiamo alla difesa del sistema vista la difficile situazione attuale. Bravo :-)

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 17:23

salva73@finanza,

Pag. 1 Lettera A punto n. 2 del prospetto: “Banca depositaria”:
http://media.fundinfo.com/pdf/2011/06/20/2280991.pdf/PR1_it_IT_IT0003681811_2011-05-30.pdf

Vi danno i prospetti… prima della sottoscrizione? :mrgreen:

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 17:34

Ad ogni modoo il punto è, come la domanda Lampo in coda all’articolo voleva sottolineare, è sufficiente questa garanzia a fronte di una crisi sistemica? Credo la risposta sia abbastanza scontata. Post Lehman anche lo Stato nel 2008 ha dovuto scapizzarsi a garantire i depositi e non penso fosse solo per avere un doppione come con le figurine. Mettiamo anche il link va

http://www.fitd.it/index.asp

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 17:39

http://www.dif.bg/links_dif.php?lang=en

e questi sono i fondi omologhi per gli altri Stati

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 17:41

mariothegreat@finanza:
Bell’articolo divulgativo… btw, sentitevi questa intervista di Monti e quello che afferma dal minuro 4 :30…. poi ditemi che non c’e’ un piano dietro…. tutte coincidenze….

Io sono contrario al complottismo… mi piace basarmi solo su fatti concreti e (possibilmente) conclamati possibilmente da più fonti attendibili.

Vediamo nei fatti, in questo particolare momento storico e psicologico degli italiani (dico psicologico perché fino ad un mese fa… la crisi veniva conclamata come non riguardante gli italiani), il governo Monti cosa sarà in grado di fare … e poi giudichiamo.

Sono d’accordo che ci siano degli antefatti e delle appartenenze… che dovrebbero metterci un po’ sulle difensive (per prenderla alla larga).

Ma, scusando per l’OT, se pensiamo anche alla carriera di Mikhail Gorbaciov, che era appoggiato al KGB, oltre ad essere l’ultimo segretario generale del Partito Comunista dell’ex Unione Sovietica, quando ha avuto spazio per applicare le proprie idee, non ha esitato.
Pensa solo alla discussione sul trattato per la riduzione degli armamenti nucleari (e pensare che erano sempre gli USA che si facevano avanti… sapendo che la controparte non avrebbe mai accettato… ma come si suol dire… mai dire mai) e alla sua contribuzione per la fine della guerra fredda… di cui stiamo godendo anche noi europei a livello di pace e scambi commerciali, in questi ultimi 50 anni.

Aspettiamo i fatti e nel frattempo… facciamo i “cani da guardia” pronti ad abbaiare al momento giusto :mrgreen:

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vale77
Scritto il 22 novembre 2011 at 17:49

attenzione a commerzbank
:-(

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 17:59

eheh vuoi vedere che i fuochi d’artificio cominciano proprio in Cermania!? :mrgreen:

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 18:08

nyarlathotep@finanza,

Certamente… anche perché qualsiasi settore (non solo bancario) non reggerebbe ad un picco della domanda rispetto all’offerta.

Per semplificare, una corsa agli sportelli (il peggior scenario che le banche possano volere) innescherebbe un disastro… perché è normale che le banche non abbiano che una minima parte di liquidità a disposizione per la clientela (meno normale è l’uso della leva che fanno sui loro investimenti… ma questo è un altro argomento :? )

L’effetto sarebbe uguale a quello di una corsa ai supermercati o al distributore: in poco tempo le scorte finirebbero e gli scaffali o le cisterne sarebbero vuote, in attesa di nuovi rifornimenti.

L’unica sicurezza… è diversificare il più possibile

Questo DT, con i portafogli Compass, è in grado di farlo egregiamente :!:

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bergasim
Scritto il 22 novembre 2011 at 18:11

cash per tutti

LINEA DI CREDITO FMI CREA NUOVA FONTE DI FONDI PER I MEMBRI DELLE NAZIONI
FMI AGGIUNGE IL FINANZIAMENTO STRUMENTO emergenza per aiutare i paesi in crisi
FMI NUOVA LINEA DI CREDITO DISPONIBILE PER SEI MESI A DUE ANNI
FMI CREA LINEA DI PRECAUZIONE E LIQUIDITA ‘
FMI DICE DI ACCESSO IN 6 MESI LINEA DI LIQUIDITA ‘POTREBBE ESSERE FINO AL 500% DI QUOTA SOCI

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bergasim
Scritto il 22 novembre 2011 at 18:17

salva73@finanza,

Nom mi sembra un gran fondo

http://www.morningstar.it/it/snapshot/snapshot.aspx?lang=it-it&id=f0gbr055ek&tab=0

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idleproc
Scritto il 22 novembre 2011 at 18:20

lampo, Io sono contrario al complottismo… mi piace basarmi solo su fatti concreti e (possibilmente) conclamati possibilmente da più fonti attendibili.

…anche perché le variabili in gioco sono molte, poi vi è “il caso” che in pochi sono stati storicamente in grado di piegare alle necessità del “campo”. E’ il difetto i tutte le pianificazioni strategiche a tavolino anche quando i rapporti di forza sembrano essere estremamente favorevoli.

Post di una chiarezza esemplare.

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 18:31

bergasim: cash per tuttiLINEA DI CREDITO FMI CREA NUOVA FONTE DI FONDI PER I MEMBRI DELLE NAZIONIFMI AGGIUNGE IL FINANZIAMENTO STRUMENTO emergenza per aiutare i paesi in crisiFMI NUOVA LINEA DI CREDITO DISPONIBILE PER SEI MESI A DUE ANNIFMI CREA LINEA DI PRECAUZIONE E LIQUIDITA ‘FMI DICE DI ACCESSO IN 6 MESI LINEA DI LIQUIDITA ‘POTREBBE ESSERE FINO AL 500% DI QUOTA SOCI

è una notizia?

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bergasim
Scritto il 22 novembre 2011 at 18:38

nyarlathotep@finanza,

No è una ricetta della prova del cuoco, fondo monetario alla matriciana ingredienti:

Paesi con un debito pubblico molto elevato, un pizzico di banche fallite ( senza esagerare), un pò di governanti corrotti è rincoglioniti e qe alla americana da parte della BCE.

CHEF:

BERNANKE & DRAGHI

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 18:43

nyarlathotep@finanza,

Cosa intendi per socializzazione delle perdite del settore bancario in Italia?

Applica quello che è avvenuto ad Alitalia… al fallimento (si tratta di una supposizione) di una banca media italiana, ovvero al caso in cui i soldi dei depositanti non siano interamente liquidabili con la disponibilità del FITD. Chi paga? Ti ricorda qualcosa la celebre frase di Totò?

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 18:47

bergasim,

Avevo letto qualcosa del genere nei giorni scorsi… però rimaneva il solito problema dei soldi da tirare fuori.

In pratica per mantenere la fiducia… stanno spostando soldi da una istituzione all’altra… a seconda di quale sia più alta nella hit parade della fiducia.

Non preannuncia niente di buono… (sembra che si rendano sempre più conto che le armi a loro disposizione… si stanno arrugginendo o sparano semplice acqua)

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 18:51

Eccome no! “E io pago”! eheh
Solo che in questo momento non ne abbiamo tantissimi di soldi. Sabato leggevo che con l’attuale cassa arriviamo a Febbraio. A proposito vorrei chiedere a qualcuno più esperto di me di bilancio statale se questa è una situazione normale e sostenibile soprattutto. A me a prima vista 37 mld non sembrano tantissimi

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 18:55

Consiglierei anche due fantastiche commedie di Eduardo: “non ti pago” e “a che servono questi quattrini”. Mi sembrano particolarmente adatte al contesto :mrgreen:

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bergasim
Scritto il 22 novembre 2011 at 19:00

nyarlathotep@finanza,

Ti consiglierei le sacre scritture e qualche preghiera, per ora sono gratis

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bergasim
Scritto il 22 novembre 2011 at 19:03

Il fmi rinnova le linee di aria fritta ( ovvero gira i pantaloni al contrario, ma sempre usurati rimangono )e la borsa abbocca

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 19:06

nyarlathotep@finanza:
Solo che in questo momento non ne abbiamo tantissimi di soldi. Sabato leggevo che con l’attuale cassa arriviamo a Febbraio. A proposito vorrei chiedere a qualcuno più esperto di me di bilancio statale se questa è una situazione normale e sostenibile soprattutto. A me a prima vista 37 mld non sembrano tantissimi

Il nostro problema più grande attualmente è:
– arrivare a maggio 2012 e nel frattempo trovare finanziatori al nostro debito pubblico da collocare sul mercato. Vediti questo grafico

che avevo postato in questo articolo:http://intermarketandmore.finanza.com/to-bot-or-not-to-bot-36163.html
– trovare investitori/azionisti per gli aumenti di capitale di cui avrà bisogno il nostro sistema bancario nei prossimi mesi;
– innescare delle riforme virtuose che nel giro di poco tempo ci facciano riacquistare fiducia sui mercati internazionali e, soprattutto, ricreare una crescita economica;
– fare degli investimenti e riforme sul lungo termine, in maniera da preservare tale crescita e credibilità (scuola, crescita demografica, ecc).
Come vedi tutte cose molto semplici…

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 19:58

aggiungo questo

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 19:59

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 20:00

http://www.creditwritedowns.com/wp-content/uploads/2011/11/Germanys-Finances.jpg

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salva73
Scritto il 22 novembre 2011 at 20:03

lampo,

Grazie.

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nyarlathotep
Scritto il 22 novembre 2011 at 20:21

lampo,

Avevo già letto con interesse anche l’altro tuo articolo. L’idea che mi sono fatto io è che ormai, a meno di trovare una versione fattibile degli euro bond o di trasformare la BCE in prestatore di ultima istanza magari attraverso un ponte verso l’FMI, i titoli di italiani hanno una volatilità tale per cui vanno trattati come strumenti speculativi: non più di un 10% del portafoglio. Al 7% ci metto la firma, sono un affarone, l’Italia non fallirà mai…si ok ma chi mi assicura che intanto non arrivino al 9% e che mi incastrino per anni? Certo anche i bund ormai sono più un rischio che un investimento a rendere. Avevo postato delle tabelle di dati sulla Teteschia ma non vengono visualizzate. Sorry

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Scritto il 22 novembre 2011 at 20:23

Chiedo scusa a tutti per la mia assenza ma sono giorni di lavoro molto duro ed ho poco tempo.
Occorre dare delle priorità nella vita, ogni tanto…

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astranw
Scritto il 22 novembre 2011 at 20:23

Per chi come me ha un fondo pensione ? non legato al tfr ma semplice accantonamento , cosa succede ?

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 20:48

astranw@finanza,

In linea di principio, vista l’enormità di tipologie di tali strumenti (e di ciò che fanno passare come fondo pensione… per esempio le assicurazioni), dovrebbero avere una gestione separata, stile fondo comune d’investimento.
Leggiti il prospetto e soprattutto il Regolamento del fondo a cui aderisci. Lì trovi tutte le indicazioni.

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gainhunter
Scritto il 22 novembre 2011 at 21:38

Feedback: chiarissimo e leggibilissimo! Ottima anche la scelta di mettere le note con i link per approfondire.
Comunque io trovo molto chiari tutti gli articoli, anche quelli più tecnici, perchè vengono sempre integrati con spiegazioni per i principianti.

lampo: Leggiti il prospetto e soprattutto il Regolamento del fondo a cui aderisci. Lì trovi tutte le indicazioni.

Anni fa sono venuti da me un paio di assicuratori per propormi la loro pensione/assicurazione; ho chiesto loro il prospetto informativo. Beh, quasi non sapevano neanche cosa fosse e hanno dovuto ripassare un’altra volta perchè al momento non lo avevano… :mrgreen:
(e l’assicurazione era una delle più note…)

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ottofranz
Scritto il 22 novembre 2011 at 22:25

urka , ma siete in 46 con degli attivi sul CC ?

Lampo , e se fallisce la mia Banca dove sono in profondo rosso…mi danno qualcoooosa ? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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lampo
Scritto il 22 novembre 2011 at 22:29

ottofranz,

Certo! Un bel premio: un aumento del tasso di interesse passivo… visto che ti sei comportato da bravo cliente.

Sono gli altri che hanno fatto i cattivoni :mrgreen:

P.S.

Ragazzi… siete stupendi, soprattutto per l’ironia… che è l’unica cosa che ci rimane in questi frangenti e che non riusciranno mai a toglierci :!:

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salva73
Scritto il 22 novembre 2011 at 22:30

bergasim: salva73@finanza, Nom mi sembra un gran fondohttp://www.morningstar.it/it/snapshot/snapshot.aspx?lang=it-it&id=f0gbr055ek&tab=0

Eh no, non è un gran fondo, ma me lo trovo in eredità…devo deciere che farne.
comunque grazie!
I’ll stay tuned.

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idleproc
Scritto il 22 novembre 2011 at 22:49

ottofranz,

Se scappi puoi diventare un credito inesigibile. Se ci hanno fatto un’assicurazione sopra con una banca US e questa a sua volta ha fatto un giro assicurativo inpacchettando il tutto con altri, speculandoci sopra e che porta di nuovo alla tua banca, dopo fallimenti vari non paga “Nessuno”. Nessuno, compreso te, è il nostro nuovo nome di battesimo.

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paolo41
Scritto il 22 novembre 2011 at 23:12

NOTIZIA SU INTERVENTO FMI
sono d’accordo con Bergasim che la “ricetta” deve essere stata proposta da Draghi-Bernie, avendo ormai perso le speranze che salti fuori qualche soluzione a livello europeo (tedesco).
Per completare la notizia, la leva sui prestiti a 2 anni raggiungerebbe il 1000% della quota con la quale il singolo paese contribuisce al Fmi.
Speriamo che non sia solo una notizia per “soffiare” sui mercati.
Comunque se ne potrebbe dedurre che ci stiamo avvicinando a grandi passi allo sfascio dell’EU e, forse, anche dell’euro.
Il duo Merkozy ha fatto un enorme casino nella gestione del bailout greco, peraltro mettendo in crisi il mondo dei Cds quando hanno forzato la partecipazione “spintanea” delle banche all’haircut del 50%.
Quello è stato il principio della fine, perchè le istituzioni finanziarie, non sentendosi più coperte dai cds, hanno cominciato a liberarsi di tutti i titoli più rischiosi e il vortice, ora, si sta allargando ogni giorno che passa.
Credo che a questo punto la Merkel & C. (bundesbank e ministri dell’economia), avendo perso il controllo della situazione, abbiano l’obiettivo di uscire dall’euro; l’alternativa sarebbe di avere un progressivo default dei paesi periferici, a partire naturalmente dalla Grecia.
Non è un’ipotesi da scartare visto l’andamento in borsa delle banche europee più esposte al debito Piigs, ma questa volta non ci sarebbero soluzioni “spintanee” e i cds ( emessi essenzialmente dalle banche americane farebbero scattare i pagamenti).
Sarebbe una vera catastrofe…peggio di Lehman…

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Scritto il 22 novembre 2011 at 23:26

lampo,

D’accordo…. comunque ho gia visto questo film…

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lampo
Scritto il 23 novembre 2011 at 00:26

mariothegreat@finanza,

Sotto sotto, in linea di principio sono d’accordo con la tua linea (che non lo sappia nessuno però…), ma stavolta, possono esserci delle sorprese e soprattutto delle sollecitazioni esterne… che non hanno considerato nel progetto iniziale (diciamo che gli articoli di Gaolin… ti dovrebbero già dire molto). Chi vivrà vedrà. :roll:

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maena
Scritto il 25 novembre 2011 at 12:34

Ciao a tutti e complimenti a Lampo per il post che ho trovato molto chiaro anche se vorrei poter aggiungere qualche dettaglio in merito.

In realtà la direttiva europea (n.94/19 CE) che assicura stabilità al sistema bancario, prevedendo questa garanzia a favore dei risparmiatori, stabilisce un livello di rimborso minimo pari a 20.000 euro.

Quasi tutti i Paesi hanno recepito tale normativa elevando tale cifra. Con il D. Lgs. n. 659/96 (pubblicato sulla G.U. del 27 dicembre 1996 ed in vigore dall’11 gennaio 1997) è stata recepita in Italia la Direttiva n. 94/19 CE, relativa ai sistemi di garanzia dei depositanti. Il sistema di garanzia italiano è finanziato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi e dal Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo.

Ai sensi dell’art. 27 dello Statuto del Fondo, sono escluse dalla protezione alcune fattispecie come:
 i depositi e gli altri fondi rimborsabili al portatore;
 le obbligazioni e i crediti derivanti da accettazioni, pagherò cambiari e operazioni in titoli;
 il capitale sociale, le riserve e gli altri elementi patrimoniali della banca;
 i depositi riconducibili ad operazioni per le quali sia intervenuta una condanna per i reati previsti negli artt. 648-bis e 648-ter del codice penale (reati di riciclaggio e di impiego di denaro di provenienza illecita);
 i depositi delle amministrazioni dello Stato, degli enti regionali, provinciali, comunali e degli altri enti pubblici territoriali;
 i depositi effettuati dalle banche in nome e per conto proprio, nonché i crediti delle stesse;
 i depositi delle società finanziarie indicate nell’art. 59, comma 1 lettera b) del D.Lgs. 1° settembre 1993 n. 385, delle compagnie di assicurazione, degli organismi di investimento collettivo del risparmio; di altre società dello stesso gruppo bancario;
 i depositi, anche effettuati per interposta persona, dei componenti gli organi sociali e dell’alta direzione della banca o della capogruppo del gruppo bancario;
 i depositi, anche effettuati per interposta persona, dei soci che detengano almeno il 5% del capitale sociale della consorziata;
 i depositi per i quali il depositante ha ottenuto dalla consorziata, a titolo individuale, tassi e condizioni che hanno concorso a deteriorare la situazione finanziaria della consorziata stessa, in base a quanto accertato dai commissari liquidatori.

In caso di crac di una banca, gli altri istituti di credito si impegnano a fornire i soldi da restituire ai risparmiatori. I primi 20.000 euro (previsti dalla normativa europea) devono essere rimborsati entro 3 mesi dal fallimento della banca, MA per la parte residua si seguiranno le modalità deliberate dagli organo di governo del Fondo.

Ovvero,,, Un esempio è il caso dell’argentina qualche anno fa: era insolvente, non riusciva cioè a pagare i suoi debiti. Il Tesoro non poté più pagare gli interessi (la cedola periodica ai creditori) e al momento della scadenza del titolo non si poté più tornare in possesso dell’investimento iniziale…. Si dispose una ristrutturazione del debito, lo Stato propose un differimento della restituzione: una parte oggi, una parte domani (chiaramente un evento del genere portò al crollo del valore del titolo, con possibilità pressoché nulle di rivenderlo).
L’insolvenza dello Stato si estese quasi automaticamente alle banche. Se i titoli di Stato diventano carta straccia, sono loro le prime a risentirne perché, non ricevendo più gli interessi sul portafoglio, si trovano inevitabilmente a corto di liquidità e rischiano di fallire a loro volta.
Se si diffonde il panico tra la gente, che il giorno dopo fa la fila agli sportelli per prelevare i propri risparmi; le banche per non fallire si trovarono nell’obbligo di porre dei limiti, tipo massimo 100 euro al giorno o massimo 3000 al mese (sono banali esempi per rendere l’idea).

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lampo
Scritto il 25 novembre 2011 at 15:23

maena@finanza,

Attenzione che la direttiva UE che hai citato è stata superata dalla direttiva 2009/14/CE recepita in Italia con il D.Lgs. 24 marzo 2011, n. 49: trovi i link alle leggi vigenti nella nota n. 1 in fondo al post.
Tale direttiva ha eliminato la distinzione fra i 20.000 e i 103.000 portando tutto a 100.000 euro con rimborso integrale anticipato rispetto alla precedente direttiva.

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