FTSEMIB e Grecia: braccio di ferro ormai vicino ad una svolta

Scritto il alle 11:14 da Danilo DT

eu_greece_imfIl FMI sbatte la porta ed abbandona le trattative, l’UE prende le distanze, la Bundesbank parla di default Grecia, la Merkel addirittura di Grexit. Ed in questo quadro, il grafico FTSEMIB resta in attesa degli eventi.

In un quadro politico (soprattutto) dove la tragicommedia greca inizia ad avvicinarsi all’epilogo finale, il nostro listino FTSEMIB continua ad essere pizzicato in un trading range ben definito, rispecchiando in modo evidente il quadro di incertezza di fondo.
Nell’ultima puntata della telenovela ecco che il FMI, parte molto interessata in quanto creditrice di denari che dovrebbero essere restituiti nei prossimi giorni, abbandona il tavolo delle trattative. Che si siano sentiti presi in giro?

La Grecia è sempre più sola: il Fondo monetario internazionale abbandona il tavolo delle trattative di Bruxelles e torna a Washington, convinto che un accordo sia molto lontano e frustrato dalla assoluta mancanza di progressi nel negoziato. I nodi, dalle pensioni al surplus, restano ancora intatti e il nuovo confronto tra il premier Alexis Tsipras e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker non serve a sbloccare la situazione.

Alla presa di posizione del FMI ecco che risponde il presidente dell’UE (praticamente sconosciuto ai più), ovvero Tusk che si accoda all’indegno el FMI, stufo di questa estenuante partita a BlackJack.

Anche l’Europa è stanca, e il presidente dell’Ue, Donald Tusk, mette nuova pressione sul Governo ellenico invitandolo a farla finita con il “gioco d’azzardo” e ad essere “più realista”, perché qualcuno potrebbe presto chiamare il “game over”. “La gente sta diventando impaziente. Io sono solo un essere umano e condivido la loro impazienza”, aveva detto Juncker prima di incontrare Tsipras. (source) 

Ed ecco che a FMI ed UE fa eco anche un’altra grande istituzione, niente poco di meno che la Bundesbank, la quale mette serenamente in conto l’ipotesi default.

(…) E siccome siamo “ben lontani da un accordo”, crescono i timori che sia già troppo tardi. “Il rischio di un fallimento della Grecia cresce di giorno in giorno”, ha detto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. “Il prossimo Eurogruppo è cruciale, di certo non abbiamo più tempo”, ha precisato Tusk, riferendosi alla riunione di giovedì prossimo a Lussemburgo.

Wow, la cosa si complica sul serio, e il buon Tsipras si ritrova al tavolo da gioco completamente solo. Con chi potrà giocare la sua partita? Come potrà continuare a fare minacce velate per poi subito ritrattarle? Ah ma la Merkel aveva detto di essere convinta che l’intesa era ad un passo. Falso. Ecco che Angela proprio stamattina sul Bild dice ben il contrario. E addirittura si prepara al GREXIT.

Berlin/Brüssel – Sie hat monatelang um Griechenland gekämpft. Doch seit vorletzter Nacht weiß Angela Merkel (60, CDU): Es war vielleicht umsonst …
Gut zwei Stunden verhandelte die Kanzlerin in Brüssel mit Frankreichs Staatspräsident François Hollande (60) und Griechen-Premier Alexis Tsipras (40).
Als das Trio gestern um 0.20 Uhr auseinanderging, war klar, was die deutsche Regierungschefin bisher nie wahrhaben wollte: Die Staatspleite Griechenlands ist womöglich nicht mehr aufzuhalten!
Darüber wird in vertraulicher Runde in Berlin jetzt offen gesprochen.
Aus, vorbei, GREXIT …! (Source) 

Se fino a qualche giorno fa Tsipras aveva lui il coltello dalla parte del manico (si fa per dire) oggi la situazione si complica non poco. E se non si giungesse a nessun accordo entro l’inizio della prossima settimana, l’Europa potrebbe non avere abbastanza tempo per approvare l’accesso ai fondi di salvataggio prima della scadenza dei termini per il pagamento del debito al Fmi (1,5 miliardi di euro entro il 30 giugno) e ai possessori di bond (3,5 miliardi entro il 20 luglio).

Quindi tutto da vedere anche se proprio stamattina Tsipras sembra voler ritrovare un accordo:

ATENE (Reuters)  – La Grecia spera di arrivare ad un accordo con i creditori internazionali in occasione della prossima riunione dei ministri delle Finanze della zona euro giovedì 18 giugno.
Lo ha detto il ministro Alekos Flabouraris.
“Spero che si arrivi presto ad un accordo, il 18 giugno, quando ci sarà l’Eurogruppo”, ha detto Flabourais alla tv statale Ert.
La delegazione del Fondo monetario internazionale ha lasciato ieri i negoziati a Bruxelles per grosse divergenze con Atene.

Quindi vi starete chiedendo: in tutto questo discorso, dove sta la novità? Certo, tutto è come prima ma stavolta è chiaro che il tempo inizia a mancare, ci avviciniamo alla fine di questo set (ma non della partita) e qualche decisione la si dovrà prendere.

Grafico FTSEMIB

ftsemib-index-chart

Come detto il quadro è laterale.
Interessante però vedere quanto è importante la linea di demarcazione posta in area 22500. Dall’altra parte si fa intensa il punto d’incontro delle medie mobili a 21 e 55 giorni. Ma questa lateralità difficilmente durerà in eterno.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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12 commenti Commenta
lampo
Scritto il 12 giugno 2015 at 11:46

Che Tsipras ieri abbia avuto una bella “strigliatina” è evidente da questo video post riunione… in cui aveva un appuntamento.
E’ evidente che sia visibilmente contrariato… oltre al fatto che passa indisturbato fra i presenti (come se quasi non venisse considerato):
https://www.youtube.com/watch?v=pZX4i3UAPdo

In merito alla partita greca il braccio di ferro tra FMI e Grecia è sulle pensioni. In sintesi il FMI sostiene che pensioni e salari costituiscono circa l’80% della spesa primaria della Grecia. Quindi ritengono assurdo che il Paese riesca a risanare le sue finanze (raggiungere i target fiscali nel medio periodo) senza intaccare tale spesa (in particolare le pensioni, in quanto ritengono l’attuale sistema pensionistico insostenibile).

Dall’altra parte abbiamo un ritorno sui suoi passi del governo greco, in quanto ieri il ministro delle finanze ha affermato in parlamento che il governo non ha assolutamente accettato di raggiungere un surplus primario dell’1% per quest’anno (come richiesto dai creditori), sostenendo che non firmerà nessun accordo del genere.

Oggi per complicare le cose escono in Germania due sondaggi che mettono in difficoltà la Merkel:
41% dei tedeschi vuole la Grecia nell’euro, 51% fuori (sondaggio ZDF)
70% dei tedeschi si oppongono a maggiori concessioni alla Grecia (sondaggio ZDF)
Quindi probabilmente la apparente rottura fra la Merkel (più disposta ad aiutare la Grecia) ed il ministro delle finanze è destinata a rientrare nelle prossime ore.

continua…

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lampo
Scritto il 12 giugno 2015 at 11:58


Dall’altra parte abbiamo anche difficoltà tecniche di approvazione dell’eventuale accordo.
L’ultima data utile è il prossimo 18 giugno (eurogruppo): se si va oltre c’è il rischio che i singoli parlamenti che devono approvare il nuovo accordo non riescano in tempo utile per il pagamento della rata all’FMI il 30 giugno (già accorpata per evitare un default tecnico).

E teniamo conto che la proroga dell’attuale programma in essere è più breve dal punto di vista di approvazione rispetto ad un nuovo accordo (che richiederebbe ulteriori discussione nei parlamenti con il rischio di dilungarsi molto oltre), come vorrebbe la Grecia.

Per cui abbiamo il primo e vero stallo, visto che anche stamattina il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ,in un’intervista all’emittente radiofonica francese France Culture, ha affermato che “Le trattative con la Grecia ricominceranno in primo luogo a livello tecnico, i negoziati politici verranno dopo”
Ovvero siamo tornati indietro… visto che sono ancora a decidere i dettagli tecnici… senza FMI (i negoziatori sono tornati in USA).
Ma l’aspetto più eclatante è che ha sottolineato che il governo greco deve scontrarsi con la sua maggioranza parlamentare: le promesse di Syriza ai cittadini greci “non è un mio problema” , poichè chiunque le ha fatte è il solo responsabile per tali promesse.

A questo punto l’unica possibilità è data dall’utilizzo dei soldi accantonati a garanzia delle banche greche per pagare l’FMI e andare avanti fino a luglio-agosto. Per fare ciò basta la ratifica europea… non serve l’FMI.

Motivo per cui probabilmente i mercati sembrano indifferenti o quasi.

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lampo
Scritto il 12 giugno 2015 at 12:08

Infine lo stesso Tsipras è in difficoltà visto che un sondaggio di questa settimana (Marc/@ALPHA_TV) evidenzia che i greci:
77,4% vogliono restare nell EUrozona – 16% vogliono in ritorno alla dracma
50,2% vogliono un accordo con i creditori 37,4% sono per una rottura.

Della serie… il miglior alleato della Troika… è il popolo greco.

Speriamo che non avvenga il colpo di scena: la caduta del governo greco!

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john_ludd
Scritto il 12 giugno 2015 at 12:20

lampo,

dedicata a te e a quelli come te … senza rancora … ma così van le cose e non da oggi !

“Non basta sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime, inducendole ad assumere una posizione di neutralità nei confronti del regime. Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga.”

Joseph Goebbels

“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.”

Ettore Petrolini 

“Si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti …quasi come un cappellaio…e per fortuna io lo sono! La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità!”

Il Cappellaio Matto

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lampo
Scritto il 12 giugno 2015 at 12:39

john_ludd@finanza,

Effettivamente… ma vale la pena citare anche la giornalista canadese (oramai bravissima anche come saggista) Naomi Klein. Faccio un link a Wikipedia (per essere neutrale):
https://it.wikipedia.org/wiki/Shock_economy

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pasolo
Scritto il 12 giugno 2015 at 14:01

john_ludd@finanza,

“Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga.”
Appunto, e se facessero uscire la Grecia “momentaneamente” dall’Euro e mostrare al popolo ellenico l’estrema necessità di restarvi? Dopo, i partiti estremi sarebbero visti come l’origine di una catastrofe finanziaria per la Grecia ( dracma= inflazione al 40-50%, merito creditizio a zero…), a quel punto vincerebbero i vecchi partiti filo euro e in cambio farebbero tutte le riforme necessarie.

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pecunia
Scritto il 12 giugno 2015 at 15:52

john_ludd@finanza,

Opto per il Cappellaio Matto, che mi piace molto come tutta la fiaba di Alice, e che trovo plausibile.

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pecunia
Scritto il 12 giugno 2015 at 16:01

Non sono “una addetta ai lavori”, ma con un po’ di buon senso credo che ai greci convenga fare la riforma delle pensioni (l’abbiamo fatta anche noi!), piuttosto che tornare alla dracma e subire una svalutazione del 45%. Mi sembra il male minore.
E forse il popolo greco già l’ha capito, vedasi il sondaggio riportato da Lampo.
Cosa risponderà fra 24 ore Syriza ?

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john_ludd
Scritto il 12 giugno 2015 at 16:48

pecunia@finanza,

non c’è nessuno sforzo da parte delle persone (come te, senza offesa) a documentarsi, costa troppa fatica e troppo tempo evidentemente (sempre senza offesa, la gente deve lavorare, ha famiglia etc…). Nessun paese ha fatto tante riforme quanto la Grecia, solo che non servono. Il mito delle riforme è appunto la narrativa vigente, una forma di illusione collettiva che offusca la mente di chi le propone insistendo a vedere risulati che non ci sono, e dei sudditi che ne subiscono le conseguenze convinti ormai che le riforme non erano abbastanza e che, essendo quelle riforme le stesse che vengono imposte a lui, devono soffrire perchè se lo meritano, perchè hanno sperperato e così via. E dunque giù le pensioni, là e qui, giù la sanità, là e qui, giù la scuola, là e qui in un affascinante giornaliero esempio della corretteza degli esperimenti di scienziati della mente come Philip Zambardo o Stanley Milgram. Lo Grecia non può rimanere nell’euro a meno che altri paghino per farcela rimanere evitando che incauti creditori siano chiamati a pagare per i loro errori. Rimarrebe per sempre nella necessità di ricevere aiuti dall’esterno. Il fatto che i suoi cittadini preferiscano l’euro alla dracma è l’ennesimo esempio della totale irrilevanza dei desideri della gente; nello specifico esso ha lo stesso valore del mio desiderio di campare 1000 anni recuperando le forze di quando ne avevo 25. E allora continueremo ad assistere a questo spettacolino dell’assurdo, cui ne seguirà un’altro e poi un’altro ancora sinchè gli abitanti della città continueranno a sognare e il giorno in cui smetteranno, il giorno in cui cambieranno sogno, la città cadrà.

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pecunia
Scritto il 12 giugno 2015 at 17:11

john_ludd@finanza,

non mi offendo, John, del resto tu poi dire quello che vuoi…. in realtà non mi conosci.
ho raggiunto un’età per cui non mi importa un fico secco di quello che pensano gli altri di me.

prendo il buono che c’è nei tuoi pezzi, li leggo con interesse, ben sapendo quanto sei spigoloso .

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paolo41
Scritto il 12 giugno 2015 at 17:43

nuova proposta greca sarà presentata domani a Bruxelles…. e i mercati hanno subito abboccato!!!!

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kry
Scritto il 12 giugno 2015 at 18:50

I Greci sono sempre stati famosi per le TRAGEDIE e le CALENDE. Questo è il periodo in cui stanno portando la loro TRAGEDIA alle CALENDE.

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