FOMC: potrebbe essere il Meeting della svolta

Scritto il alle 11:55 da Danilo DT

fed revolution timingParte oggi ufficialmente il meeting FOMC in programma per la fine del mese di Luglio. Oggi la prima parte e domani, a seguito dell’ultimo incontro, la comunicazione al mercato.
Questo meeting FOMC è particolarmente atteso in quanto potrebbe anche portare delle sorprese.
Il piano di tapering ormai va verso la sua conclusione. Attesa l’ennesima comunicazione con l’ulteriore riduzione di 10 miliardi di dollari negli acquisti (quantitative easing) lasciando solo più 25 miliardi al mese. Un ciclo che dovrebbe terminare naturalmente ad ottobre.
Ma per la FED, ottobre è dietro l’angolo e se ha intenzioni bellicose, la Yellen dovrà iniziare ad anticiparlo al mercato. E cosa potrebbe annunciare?

I dati sul lavoro sono stati recentemente migliori delle aspettative, anche se i successivi dati sull’immobiliare non sono stati altrettanto buoni.
Essendo però estremamente precisa, e quindi ripescando direttamente le sue parole, ecco cosa ha dello Janet Yellen recentemente:

“Se il mercato del lavoro continua a migliorare più rapidamente del previsto (…) aumenta la probabilità che il primo aumento dei FED Funds venga effettuato prima del previsto” .

Tasso effettivo FED

fed fund effective rate

La comunità internazionale non sta scontando questa frase. L’attesa della media degli analisti è per un primo rialzo nella seconda metà se non addirittura alla fine del 2015. Non si può però escludere il colpo di scena (come già anticipato in questo post) con un rialzo possibile addirittura nel primo trimestre del 2015.

Previsioni aumento tasso FED secondo membri del FOMC

FED guidance fomc rate 2014

Previsioni macroeconomiche della FED nell’ultimo Meeting

outlook FED economic 2014

Previsioni tasso FED del mercato

previsioni tasso fed percentualiQuesto è lo stato dell’arte attuale. Il mercato potrebbe non digerire bene un eventuale cambiamento di tono, che verrà comunque spiegato nei più piccoli particolari, proprio per cercare di mantenere al massimo la situazione sotto controllo ed evitare shock destabilizzanti.

STAY TUNED!

Danilo DT

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8 commenti Commenta
Scritto il 29 luglio 2014 at 22:20

Questo post ovviamente è “buono” per domani sera, h 20.00.

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gainhunter
Scritto il 29 luglio 2014 at 22:47

Buono a sapersi. Quali potrebbero essere le implicazioni di un aumento dei tassi, a parte l’equity?
Treasury giù -> dollaro su -> bund giù ?

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Scritto il 29 luglio 2014 at 23:33

Quello che più mi preme monitorare sono gli indici di volatilità.
poi ovviamente le dinamiche intermarket potrebbero essere quelle da te descritte PERO’ occhio che ogni singola parola può essere ponderata in modo diverso.
Attendiamo e capiremo anche perchè, in concomitanza col FOMC verranno comunicati i dati su lPIL USA: morale, secondo me l’uno giustificherà l’altro. Non so se mi spiego…

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gainhunter
Scritto il 30 luglio 2014 at 00:48

Thx!

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reragno
Scritto il 30 luglio 2014 at 08:30

La Yellen , a mio parere dirà tutto per non dire nulla. Uscirà qualche bel dato taroccato ad hoc ( ovvero il pil ) ovviamente più alto delle attese. Poi come al solito verrà rivisto al ribasso in seconda battuta più avanti.
Io ribadisco: a che pro mercati finanziari così floridi e economia reale così stagnante?
La risposta: per arricchire i poteri forti.
Parliamo di liberismo negli Usa, il paese che ha praticamente nazionalizzato il sistema bancario di cui ora è schiavo. Nulla da eccepire.
Per cui ancora non ha capito chi tira le fila nel mondo.

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pinco14
Scritto il 30 luglio 2014 at 10:17

reragno@finanzaonline,

In realtà la Yellen stavolta non dirà proprio niente, perchè questo meeting del FOMC è senza conferenza stampa (particolare da non trascurare)
Quindi statement con le decisioni e via….io credo che sarà un nulla di fatto, proprio per non creare turbolenze vista l’assenza di conferenza stampa

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Scritto il 2 agosto 2014 at 16:10

❝Nel 1990, l’Industria manifatturiera Yankee era il principale datore di lavoro nella maggior parte degli Stati Federali, seguita – a ruota – da quella del settore del/nel commercio al dettaglio.

Nel 2003, il settore del commercio al dettaglio è divenuto il principale datore di lavoro nella maggior parte degli Stati Federali.

Dal 2013, il settore dell’assistenza sanitaria e sociale è divenuto quello dominante in 34 Stati Federali.

L’occupazione nel settore manifatturiero è diminuita costantemente nel periodo 1990-2013.

La sanità e l’assistenza sociale sono diventate le più grandi Industrie nello Stato di New York già nel 1992, e dopo in quello del North Dakota nel 1995.❞

Premere PLAY per vedere il film completo

❖ Bureau of Labor Statistics (BLS, TED), “Largest industries by state, 1990–2013” – July 28, 2014

http://www.bls.gov/opub/ted/2014/ted_20140728.htm◄

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❝Tutte le “economie avanzate” per i quali sono disponibili – e confrontabili, soprattutto (ossia, il confronto internazionale del lavoro di produzione è un pò diverso se ​​visto in termini di ore lavorate, piuttosto che per il numero di lavoratori) – i dati, hanno sperimentato dei cali nel lungo termine dell’occupazione manifatturiera.

L’occupazione nella manifattura negli Stati Uniti, secondo le misure tratte dalle indagini – questionari – sui lavoratori (anziché quelle sui stabilimenti di produzione), è diminuita del buon 15% dal 2002 al 2012.

Canada, Francia, e Regno Unito hanno visto i maggiori cali in quel periodo, mentre i cali occupazionali in Italia e in Giappone sono stati pressoché simili a quelli fatti registrare dagli Stati Uniti.

Durante 22 anni a partire dal 1990, l’occupazione manifatturiera è scesa di una percentuale molto più bassa negli Stati Uniti che in Francia, Giappone e Regno Unito.

Notevole si rivela l’importanza dei servizi acquistati dai produttori – finali – provenienti dalle ditte estere, questo perché i produttori YankeeS sono più integrati verticalmente rispetto a quelli di altri Paesi.

Un’altra spiegazione è che un sistema di trasporto relativamente efficiente richiede agli esportatori YankeeS di spendere molto meno per l’acquisto di mezzi di trasporto rispetto ai Loro concorrenti di altri Paesi: il costo del trasporto e dei servizi di comunicazione era pari a solo il 3.5% del valore delle esportazioni degli Stati Uniti prodotte nel 2009, rispetto al 5.4% in Germania e al 6.9% in Giappone.

All’estremo opposto, l’Italia, che ha visto un “relativo” piccolo calo dell’occupazione manifatturiera, ha vissuto di gran lunga il più piccolo aumento della produzione per ora lavorata rispetto a qualsiasi altro dei “Paesi ricchi” per i quali sono disponibili i dati, con un calo netto del valore aggiunto manifatturiero.

In combinazione, questi dati suggeriscono che la ristrutturazione delle operazioni di bassa produttività è stata una sfida – perdente – per i produttori italiani.❞

Il malloppo – molto interessante – Lo trovate

❖ M. Levinson (Congressional Research Service), “US manufacturing in international perspective” – CRS report: R42135, February 20, 2014

http://fas.org/sgp/crs/misc/R42135.pdf◄

Infine, a margine – ma non troppo -, considerando i “panieri” delle Società quotate a Wall Street e a Milano (per amor di Patria Mi soffermo ai “ghirlandai meneghini”) è facile capire cosa Ci aspetta nei prossimi mesi ed anni – con/senza l’aumento dei tassi e SENZA PIU’ considerare le serenate del politico di turno e della Sua corte di menestrelli e sciacquette.

サーファー © Surfer [Saluti ☀]

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Scritto il 2 agosto 2014 at 16:18

▲ ▲
SORRY
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➊ ❖ Bureau of Labor Statistics (BLS, TED), “Largest industries by state, 1990–2013” – July 28, 2014

http://www.bls.gov/opub/ted/2014/ted_20140728.htm

➋ ❖ M. Levinson (Congressional Research Service), “US manufacturing in international perspective” – CRS report: R42135, February 20, 2014

http://fas.org/sgp/crs/misc/R42135.pdf

サーファー © Surfer [RI-Saluti ☀]

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