Disoccupazione: il grafico e la flessibilità del lavoro

Scritto il alle 12:00 da Danilo DT

Spagna con tasso disoccupazione al 25%. Grecia ormai agli stessi livelli. Ma si può sussistere ad una disoccupazione cronica a questi livelli?

Perché continuo a martellare con la disoccupazione? Perché la disoccupazione è uno degli elementi “chiave” per poter valutare la sostenibilità di un debito, le potenzialità di ripresa economica, insomma per tastare concretamente lo stato di salute di un’economia.
Anche se al momento non se ne parla più tanto, la Spagna continua a restare una delle problematiche di maggior peso per l’Unione Europea.
I dati parlano chiaro. Oltre uno spagnolo su quattro è disoccupato. E guarda caso la Grecia si trova nelle stesse drammatiche condizioni.
Complice sicuramente una politica economica sbagliata anche dal punto di vista occupazionale. Infatti la Spagna ha puntato moltissimo nel corso degli ultimi anni sul lavoro temporaneo. Nel 2007 il 32% dei dipendenti era a “tempo determinato”. Da quando parte l’impennata della disoccupazione spagnola? Guardate il grafico e capirete…

Tasso Disoccupazione: Eurozona e paesi a confronto

Questo è stato il frutto del lavoro flessibile. Le imprese, appena è stato possibile, hanno fatto “pulizia” lasciando a casa migliaia e migliaia di lavoratori. Ma la colpa è proprio e solo del lavoro flessibile? In realtà no. Basta guardare al paese che per primo ha fatto della flessibilità del lavoro un marchi di fabbrica: gli USA.
Quindi il dito deve essere puntato su una cattiva gestione economica e su u n sistema bancario disastrato. Resta però un fatto. Spagna e Grecia sono sull’orlo del precipizio. E credetemi, con un tasso di disoccupazione cosi elevato NON transitorio, non si sopravvive a lungo.

Italia: disoccupazione ai massimI!

Un ultimo accenno all’Italia è d’obbligo e deve suonare come un monito importante. Sono dati di qualche ora fa. I disoccupati, dagli ultimi dati ISTAT sono al recordo storico dal 1992 e toccano la cifra di 2.87 milioni, in aumento del 3,3% rispetto a settembre (+93 mila unità). Siamo all’11.1%. La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Su base annua si registra una crescita del 28,9%. 

Il tasso di disoccupazione giovanile, ovvero nella fascia di età 15-24enni,  è pari al 36,5%, in aumento di 0,6 % . C’è poco da stare allegri anche a livello prospettivo. Ed è qui che devono essere concentrate TUTTE le forze di chi ci governa. il debito si può gestire, non dimentichiamolo mai. La disoccupazione e la produttività deve essere curata. SUBITO. 

STAY TUNED!

DT

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8 commenti Commenta
candlestick
Scritto il 30 novembre 2012 at 15:35

perchè gli usa vanno meglio dell’europa.. perchè sono più svegli di noi!
http://www.wallstreetitalia.com/article/1466111/crisi-sistemica/il-bailout-invisibile-ecco-perche-gli-stati-uniti-crescono-e-l-europa-no.aspx

D – E – L – E – V – E – R – A – G – I – N – G

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ciromot
Scritto il 30 novembre 2012 at 16:29

Grande Dream….. io cmq sono a favore della flessibilita’ accompagnata da regole opportune e rigide che impegnino il datore……cosa che manca assolutamente.La grandezza di un paese a mio avviso sta nel sistema di leggi che lo regola( che dev’essere semplice e flessibile)e nella capacita’ di farle rispettare.Sarebbe bello vedere lo stesso grafico nn con gli indici occupazionali ma con il grado d’impunita’ del rispettivo paese.Dove ci sono i furbi difficilmente c’è crescita.Bella analisi cmq ;)

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paolo41
Scritto il 30 novembre 2012 at 16:59

Stiamo parlando di disoccupazione, ma le cause del problema sono più vecchie della crisi attuale.
Credo che il caso Ilva stia confermando tanti commenti che abbiamo svolto in questo blog.
Sintetetizzando:
-la disgraziata politica di privatizzazione portata avanti da Prodi&C (doppiamente responsabile essendo stato in precedenza presidente dell’IRI). Azienda ceduta ( dopo che la Nippon Steel l’aveva messa all’ordine del giorno) senza debiti (scaricati naturalmente sul debito dello Stato), per qualche centinaio di milioni, permettendo a quel “fi…..” di Riva di accumulare centinaia di miliardi senza fare sostanziali investimenti di ulteriori miglioramenti.
-è naturale pensare che in cessioni del genere o uno è completamente tonto o, se lo escludiamo, c’erano altre motivazioni e interessi …che ci sfuggono!!!!
-l’assoluta mancanza e incompetenza e menefreghismo, negli anni a seguire, della struttura politica, a tutti i livelli, sindacati inclusi, sia a livello centrale che regionale che comunale.
E’ inutile che la magistratura vada dietro a colpevolizzare i capi-officina, i tecnici, i carabinieri e i preti…. in casi come questi ci sarebbe da mettere in galera un’intera classe politica!!!!!!

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kry
Scritto il 30 novembre 2012 at 17:23

Non vorrei sembrare banale. Ammesso ( e lo dubito fortemente ) che ci sia un politico intelligente ( attualmente impossibile) che sappia valutare la situazione reale, con un mondo economico in contrazione che strumenti potrebbe utilizzare per curare la disoccupazione e la produttività. Non è forse il caso di cominciare tra noi a fare delle proposte per quanto inutile possa sembrare?

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Scritto il 30 novembre 2012 at 18:34

Servisse… si potrebbe fare un bel MANIFESTO.
Ma poi…chi lo seguirebbe?

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kry
Scritto il 30 novembre 2012 at 18:45

Dream Theater,

Quindi saresti sicuro di trovare chi li vada ad incollare.

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ciromot
Scritto il 30 novembre 2012 at 19:48

paolo41,

Sono di Taranto.Lasciamo perdere la disoccupazione un attimo, da un punto di vista ambientale credo di vivere nel posto piu’ inquinato al mondo(non parlo solo di ILVA) e non esagero per nulla credetemi.Qui si è raggiunto un tale livello che si rasenta la comicita’.A quello che vedo ci credo solo perchè lo vedo.Se mi raccontassero le cose che vedo , io non ci crederei.Che ci sia una realta’ simile nel 2012 e’ davvero incredibile.E’ un piccolo angolo di medioevo.La cosa che piu’ spaventa credetemi nn è l’ILVA ma la rassegnazione della gente,l’accettazione di tutto in modo passivo quasi compiacente. Passeggiare sul lungo mare o a piazza Immacolata è davvero surreale. http://www.youtube.com/watch?v=nsrjPVSW5Uc

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paolo41
Scritto il 30 novembre 2012 at 21:14

ciromot@finanza,

non posso che esprimerti la mia solidarietà, così come penso quella dei partecipanti a questo blog…. Il mio commento, l’avrai capito, è una manifestazione di rabbia dovuta all’impotenza di impedire che si verifichino casi come quelli che state vivendo.
Rabbia perchè si contrappongono cittadini che sono costretti a mettere a repentaglio la salute delle loro famiglie e lavoratori che rischiano di non portare più il pane a casa.
Credo di avere ragione quando mi scaglio, metaforicamente, contro le istituzioni, ma poi mi rendo conto che è solo uno sfogo di parole.
Nelle mie esperienze di lavoro, credo di averlo già scritto da qualche parte, ho avuto l’occasione di iniziare un’attività nuova e non nociva in una parte dello stabilimento di Manfredonia, che anni prima era stato chiuso perchè con le emissioni di diossina aveva distrutto tutta l’area circostante e causato non so quante vittime. In quel periodo ho avuto la fortuna di conoscere diverse persone che erano riuscite a superare tale disastro, ognuno con le sue perdite, materiali e spesso umane. L’ho definita fortuna di conoscerli, perchè per me è stata una importante esperienza di vita e ne ho tratto valenze che definire positive è riduttivo.
Non posso fare altro che augurarvi, a te e ai tarantini, di riuscire a risolvere questo problema il più velocemente possibile.

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