Aumento aliquota fiscale sulle rendite finanziarie: ormai sembra già decisa

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Ma attenzione: la patrimoniale non è assolutamente da escludere. Anche perché la coperta non è corta, è cortissima.

La tecnica ormai la conosciamo. Certe cose vengono annunciate al mercato in modo “progressivo”, tastando prima il terreno e poi colpendo i cittadini con decisione.
Il nuovo Governo Renzi ha subito esordito promettendo un inasprimento delle imposte per i risparmiatori.
In questo momento ci sono soprattutto due correnti di pensiero. Chi parla di una nuova imposta patrimoniale “una tantum” e chi invece vede possibile un aumento dell’aliquota fiscale sulle rendite finanziarie.

A dire il vero, la patrimoniale è una cosa voluta soprattutto dall’estero. Infatti il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, ha invitato i governi dei paesi periferici a prendere in considerazione proprio una “patrimoniale una tantum” per abbattere o quantomeno diminuire l’esposizione al debito sovrano. Il “modello Cipro” ha fatto scuola e c’è chi tifa per far si che venga preso ad esempio, in futuro, in caso di difficoltà di stati e ancor più di banche.

Sui nuovi canali politici italici, invece, l’ipotesi “patrimoniale una tantum” sembra non totalmente realistica, per il momento. Poi è ovvio,  se la faranno non ce lo dicono il giorno prima. Ma a dire il vero, sembra sempre più possibile tanto per cominciare un aumento della ritenuta fiscale sulle rendite finanziarie, allineandoci agli altri paesi europei, che mediamente viaggiano sul 25%.

Ma attenzione, non facciamoci grosse illusioni.
Nel caso in cui l’aliquota dovesse passare dal 20% al 25%, significherebbe per il nostro bilancio un aumento di entrate pari a circa 2.25 miliardi di Euro. Troppo poco per pensare di limitare il debito, pur qualcosa per i conti pubblici, senza però dimenticare che, a testa, significherebbe avere spazio di operatività sul cuneo fiscale per portare aumenti netti ai lavoratori pari a circa 100 € all’anno. Non di certo una rivoluzione copernicana.
La cosa che incuriosisce non poco è capire se la discriminazione dei Titoli di Stato continuerà oppure se ci sarà un allineamento.

Secondo alcune voci, si ipotizza il passaggio delle aliquote dal 12.5% al 20% (titoli di Stato) e dal 20% al 25% (altri proventi finanziari), il che renderebbe “equa” la legge ed avvinicerebbe un po’ i privilegiati BTP al resto del mondo degli investimenti.
Però alla fine, mi sembra di capire che qualunque cosa si faccia, sia sempre troppo poco per le necessità di questo stato.

Morale: direi molto probabile un aumento dell’aliquota delle rendite finanziarie, e probabilmente nel modo sopra esposto. Ma poi non si può certo escludere anche dell’altro.

Anche perché è palese. La coperta è corta, e lo si sa molto bene, ma nello stesso tempo occorre intervenire in fretta. Prima di riuscire a tagliare le spese si agirà dove è più facile fare rapidamente cash. E quindi un aumento delle tasse. Ma stavolta non sulla busta paga ma sui risparmi, una delle poche grandi risorse che hanno ancora in mano gli italiani (pensateci però: alti risparmi = alto debito pubblico. Non è un caso).
Ma non basterà. Aspettiamoci di più anche perché la superstar Padoan (inteso come pluristellato) è sensibile al tema patrimoniale forse sugli immobili e potrebbe includerlo nel sul programma economico. In questo modo la “mazzata” sarebbe su entrambi i lati del patrimonio. Ma, come detto, ce lo verrà comunicato sempre e solo a posteriori.

ROMA — Un fantasma offusca l’orizzonte del nuovo Governo di Matteo Renzi: è quello della patrimoniale, spesso sostenuta da gente che ha i propri beni all’estero e magari anche la residenza fiscale in Svizzera. Il partito della patrimoniale, chesembrava tenuto a bada dallo stesso Matteo Renzi, è uscito allo scoperto durante le consultazioni per il Governo a causa di una incauta telefonata fra Fabrizio Barca e un finto Nichi Vendola; rischia ora di trovare un punto di sostegno nel nuovo ministro della Economia Carlo Padoan, già capo economista dell’Ocse, che della tassazione degli immobili è un convinto sostenitore. Secondo Carlo Padoan “bisogna detassare il lavoro e le imprese coprendo gli ammanchi con minori spese e maggiori imposte sui fattori meno produttivi: le rendite da capitale e la tassazione degli immobili. Spesso in questi mesi l’Ocse ha espresso i suoi dubbi sulla strategia del Governo Letta volta a eliminare l’Imu sulla prima casa”. Tradotto: patrimoniale sulla casa. (Source) 

Ma non temete, tanto poi ci toccherà fare I conti con l’Europa. Infatti oltre alle nostre belle magagne, ricordatevi sempre che ci ritroveremo a che fare con il fiscal compact, che ha un costo ANNUO di circa 50 miliardi, visto che dobbiamo arrivare al 60% di rapporto debito /PIL in 20 anni.
Come sempre si fanno i conti senza l’oste. E l’oste è Unione Europea.

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Danilo DT

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Commenti (n° 11)Commenta

  1. La patrimoniale? Ma esiste già.
    Come li chiamate i bolli? Forse chiamare “bollo” un’uscita dello 0,2% fisso annuo suona meglio rispetto a chiamarlo patrimoniale ma è la stessa cosa. Tanto scalpore fece Amato quando prelevò lo 0,6 per cento una tantum sui depositi mentre ora che prendono lo 0,2 su TUTTE le attività finanziarie (meno i c/c) non se ne parla quasi mai (tranne sui siti d’informazione indipendente).
    La situazione è come quella di un vampiro che ti succhia lentamente il sangue nelle vene. La patrimoniale (stile amato) secondo me non la metteranno a meno che le cose non precipitino drasticamente, io penso sia molto più probabile un aumento delle aliquote come hai detto tu e un “giro” in aumento dei bolli. Se li portano allo 0,3 o 0,4 pensate che ci saranno file di persone in strada a lamentarsi? Tutto sarà metabolizzato come sempre negli ultimi 30 anni….goccia dopo goccia…
    E non pensate a rivoluzioni, guardate la Grecia, stanno ben peggio di noi eppure a parte qualche protesta, qualcuno che perde le staffe non succede nulla. Quindi abbiamo ancora tanto da dare a questo nostro Stato…

  2. ma se cominciassero a prendere qualche soldo in quella cloaca degli apparati statali, regionali, etc, non sarebbe più facile !!!!!! è solo una questione di buona volontà e di etica politica (quel poco che ancora esiste…)

  3. a parte il delirio di delrio che mi pare proprio un imberbe parolaio (classico stile del PD) lascierei fare a sto governo prima di giudicare. Non che abbia troppa fiducia, ma x lo meno il Matteino o va o si brucia subito, questa è la speranza che mi fa essere leggerissimamente positivo.

  4. overshooting scrive:

    beh, a mio parere, fermo restando che la prima cosa su cui agire fortemente sarebbe la riduzione degli enormi sprechi nell’apparato pupplico, l ‘idea di fondo di una tassazione piu’ elevata sui redditi finanziari e beni non produttivi (seconde case in su) a me sembra condivisibile…non trovo logico che chi lavora sia tassato dal 23% a salire mentre il guadagno fatto senza fare nulla ed investendo sia dal 12,50 al 20…certo qlc a volte obietta che nell’investire si corrono anche dei rischi, ma credo che questo sia gia’ calcolato e remunerato ottenendo potenzialmente rendimenti piu’ elevati….altro discorso e’ la patrimoniale, questo si che’ e’ un balzello odioso, come tutte le imposte di bollo (o tase di ‘possesso’) che dir si voglia, in quanto la ‘ratio’ della tassazione cosi applicata e’ semplicemente punitiva (oltre al fatto che risparmio mi tassi anche di piu’?)….

  5. paolo41,

    gnutim@finanza,

    overshooting@finanza,

    Secondo voi una pensione a cosa dovrebbe essere equiparata? Ad una rendita ? Grazie.

  6. gainhunter scrive:

    Prima tassano i risparmi e poi vanno a cercare gli investimenti all’estero…

    @buf
    Inoltre i bolli sono ogni anno…

    @Overshooting
    Il 23% a salire dei redditi da lavoro non è corretto perchè c’è la “no tax area”: un reddito da lavoro dipendente di 15000 euro paga il 10.7% sui 15000 euro, non il 23%, e senza contare le detrazioni.

    @Kry
    Per me la pensione è rendita (da lavoro passato). I risparmi idem, solo che la rivalutazione dei risparmi dati all’inps te la fa l’inps mentre la rivalutazione dei risparmi che ti sei tenuto te la fai te. Sulla pensione (che è di fatto capital gain su risparmi di una vita) si applica l’irpef con aliquote progressive e no tax area, sul capital gain sui tuoi risparmi di una vita tenuti in banca si applica il 20% su tutto.

  7. gainhunter,

    sei male informato….la no tax area non esiste piu’ da un bel po’……abrogata dalla legge 296/ 2006….ossia dalla finanziaria per l’anno 2007.

  8. gainhunter,

    Grazie gainhunter gentile come sempre. Pure io son dell’idea che una pensione è rendita per cui pure quella dovrebbe essere eventualmente equiparata. Ho appena guardato ed ha ragione lukas ( non ne dubitavo ) http://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/articolo/52519/irpef-scaglioni-e-aliquote-2013-e-2014.html Ciao e grazie. :P

  9. gainhunter scrive:

    Lukas,

    Grazie. La fretta e la memoria…
    La no tax area sostituiva le detrazioni, poi hanno ripristinato le detrazioni e tolto la no tax area.
    Mi correggo: su 15000 (lordi) un dipendente paga al netto delle detrazioni di 1338 euro il 14%, non il 10.7 e non il 20 o il 25. Dati un po’ diversi ma il concetto non cambia.

  10. …leggo qui, su altri siti, frasi tipo
    “Senza, poi, considerare che si tratta comunque di patrimoni accumulati con flussi di reddito prodotto in età lavorativa, sui quali sono state pagate le relative pretese tributarie in età lavorativa.”
    …obbietto io, perché quando faccio il pieno alla macchina, (che su un pieno da 100 euro, circa 50 euro sono di accise, iva) cosa sto usando per pagare? risparmi che ho sul conto corrente derivante dal mio reddito da lavoro già tassato… stesso discorso per tutto quello che acquisto che è colpito da IVA AL 22%, con cosa pago? sempre con risparmi derivanti dal mio reddito da lavoro già tassato. E ALLORA???

  11. overshooting scrive:

    A mio parere concettualmente una pensione maturata dopo 40 anni di contributi e’ equiparabile a reddito da lavoro…certo se pensiamo a quelle dei politici allora altro che rendite…