ATTACCO alla CINA!

Scritto il alle 10:56 da Danilo DT

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La Cina, come ben sapete, rappresenta spesso e volentieri un mistero. E’ difficile poter verificare in modo soddisfacente i dati in arrivo da Pechino. Ma alcuni elementi invece sono più certi in quanto non sono comunicati dalla PboC o dal governo cinese.
Un esempio è il dato sugli Outflow. E’ chiarissimo a tutti che negli ultimi mesi, moltissimi capitali sono usciti dalla Cina. Un’ondata di vendite che hanno costretto la banca centrale ad intervenire in DIFESA dello yuan cinese (mentre secondo molti, era la PboC stessa che stava svalutando. La poca trasparenza delle autorità cinesi, comunque, non aiutano.)
Ma non si tratta solo di outflow. Ci sono anche importanti speculazioni in corso. Ebbene si, proprio come fece Soros nel 1992 contro la Lira. Solo che stavolta chi è presa di mira è proprio lo Yuan.
Leggete che ci racconta il WSJ di ieri:

Some of the biggest names in the hedge-fund industry are piling up bets against China’s currency, setting up a showdown between Wall Street and the leaders of the world’s second-largest economy.
Kyle Bass’s Hayman Capital Management has sold off the bulk of its investments in stocks, commodities and bonds so it can focus on shorting Asian currencies, including the yuan and the Hong Kong dollar.
It is the biggest concentrated wager that the Dallas-based firm has made since its profitable bet years ago against the U.S. housing market. About 85% of Hayman Capital’s portfolio is now invested in trades that are expected to pay off if the yuan and Hong Kong dollar depreciate over the next three years—a bet with billions of dollars on the line, including borrowed money. (Source) 

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In parole povere, c’è qualcuno che sta speculando in modo massiccio contro Yuan cinese e Dollaro di Hong Kong. Pensateci un attimo: quello che sta accadendo è una “moderna “guerra valutaria. Ma non c’è solo l’hedge fund Hayman Capital Management. Stesso tipo di strategia la stanno attuando anche, sempre secondo il WSJ, il trader miliardario Stanley Druckenmiller, il manager di Hedge fund David Tepper e Greenlight Capital.
Insomma, un attacco frontale Made in USA contro lo yuan cinese. Ma in cosa consiste la scommessa? Semplice, si punta ad una violenta speculazione CONTRO lo yuan cinese, puntando ad una svalutazione pari almeno al 40%. A facilitare il trade, dovrebbero contribuire il rallentamento dell’economia cinese, l’indebitamento del sistema privato e delle banche cinesi e il particolare momento di transizione dell’economia di Pechino.
Altro che Soros (contro il quale addirittura l’agenzia Xinhua aveva fatto delle minacce nemmeno troppo velate), qui l’attacco è addirittura più massiccio!
Tutto questo dovrebbe magari preoccupare in particolar modo i cinesi. Ma forse non solo loro. Infatti provate a domandarvi cosa potrebbe comportare a livello globale un indebolimento così massiccio dello yuan cinese. Si tratterebbe di un qualcosa di decisamente destabilizzante.
Se questo crollo dovesse avvenire, gli stessi autori della speculazione si aspettano sul mercato effetti ben peggiori di quelli visti con la crisi subprime.

Quello che ora dobbiamo capire è quanto sia massiccia la spinta speculativa dell’operazione sopra descritta e se avrà conseguenze veramente così devastanti. Inoltre la sfida è stata lanciata alle istituzioni centrali. Ricordate il detto? Don’t fight the FED: questa volta invece la guerra è contro la PboC. Siamo sicuri che a patirne le conseguenze sarà veramente il buon vecchio Celeste Impero?

 

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Danilo DT

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5 commenti Commenta
Scritto il 1 febbraio 2016 at 13:23

Articolo veramente interessante. La mia domanda da uomo della strada è: a che pro? È la solita vecchia scommessa x fare soldi? Se dovesse esserci una nuova crisi suprime non sarebbe destabilizzante per tutti?

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snapjibe
Scritto il 1 febbraio 2016 at 13:54

Può essere tutto o il contrario di tutto.
Lo fanno per soldi oppure è l’inizio della de-industrializzazione della Cina che si è allargata un po’ troppo ed è tempo di reindustrializzare gli USA e l’Europa.
Ciao

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gainhunter
Scritto il 1 febbraio 2016 at 13:58

pig_org@finanza,

Appunto, ancora più opportunità di fare soldi, e anche in fretta: i ribassi sono più veloci dei rialzi. E con un rischio minore perchè dopo tutta la strada fatta in su, lo spazio in su è limitato. Tanto loro non campano mica di economia reale…

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paolo41
Scritto il 1 febbraio 2016 at 14:31

mi riesce difficile pensare che la Cina, appena entrata con la sua moneta nel paniere delle monete importanti, non si difenda con le unghie e con i denti. Non dimentichiamoci inoltre che continua ad avere una bilancia dei pagamenti oltremodo positiva …….

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draziz
Scritto il 1 febbraio 2016 at 17:57

E non potrebbe essere questo il progetto?
Reindustrializzare l’Europa e gli USA, dopo aver abbassato il costo del lavoro, dopo aver tagliato il costo delle materie prime.
Una Cina troppo forte, una Russia troppo potente, hanno mostrato che gli USA finirebbero per avere un’orizzonte sempre più ristretto e “domestico”.
L’alto debito di gran parte dei suoi cittadini, la ridicola creazione di nuovi posti di lavoro (quando quelli mantenuti non sono stati trasformati in part-time) ed il calo vertiginoso dei consumi devono aver fatto pensare chi muove i fili…
Importare tecnologia prodotta in Oriente è anche pericoloso. C’è sempre la possibilità che al momento buono un microchip di qualche missile o satellite non funzioni. Chi crea programmi sa cosa sono le backdoor e come inserirle.
Il mercato interno dei consumi di Russia e soprattutto Cina non è poi questo gran volano di crescita, correggetemi se sbaglio. E’ il calo dei consumi occidentali ad aver creato i problemi in Cina, non quello dei loro, insieme ad una bolla immobiliare da manuale.

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