USA: arriva il downgrading di S&P a AA+

Scritto il alle 09:59 da Danilo DT

Forza Obama, non essere triste...

Alla fine è arrivato il downgrading. L’agenzia di rating Standard & Poor’s è uscita con il suo bel report dove giustifica l’arretramento della classe di merito. Da tripla A (AAA) a AA+. Un passaggio ormai atteso, con un outlook negativo che suona come un avvertimento: o la politica USA si mette in riga e ridà certezze e solidità alla finanza USA, altrimenti un possibile nuovo arretramento è possibile in futuro. A dire il vero, già ieri sera notavo su diversi siti USA una certa attesa addirittura per un passaggio direttamente in classe AA. S&P ha deciso di usare il fioretto e al momento ha fatto scendere solo di un gradino il rating del’economia più importante al mondo.

(Reuters) – The United States lost its top-tier AAA credit rating from Standard & Poor’s on Friday in an unprecedented blow to the world’s largest economy in the wake of a political battle that took the country to the brink of default.

Il downgrading è frutto delle incertezze politico-economiche americane. Ma tutto il mondo è paese e tutta l’economia si ritrova globalmente in una situazione di palese difficoltà. Cosa cambierà ora? Beh, nell’immediato la notiza (peraltro già abbastanza prevista) potrebbe dare un po’ di scossoni. Ma, passata un po’ di buriana, non credo di ritrovarmi con grandi scossoni sul mercato dei bonds. È vero, non c’è più la tripla A, ma…cosa cambia? E soprattutto, la storia insegna che un rating non è sempre la strada giusta per poter valutare la bontà e l’affidabilità di un emnittente. E soprattutto, sapete darmi delle alternativa, a livello valutario e volumetrico, ai Treasury bond made in USA?

La saga continua. Questa è solo una puntata di una telenovela che ci terrà compagnia per molto tempo.

Ecco l’articolo dell’Ansa.

NEW YORK – Gli Stati Uniti perdono per la prima volta nella loro storia il rating di tripla A: a non considerare piu’ i titoli di stato americani fra i piu’ sicuri investimenti al mondo e’ Standard & Poor’s con una mossa senza precedenti arrivata dopo ore di braccio di ferro con il Tesoro.

Il Dipartimento guidato da Timothy Geithner ha ricevuto la bozza della decisione dell’agenzia di rating venerdi’ alle 13.30, ore 19.30 italiane. E l’esame, che si protratto per ore con la risposta che e’ stata inviata alle 16.00 (ore 22.00 italiane), si e’ tradotto in un’accusa: S&P ha commesso un errore da 2.000 miliardi di dollari. L’agenzia ha ritardato la diffusione del comunicato che poi e’ stato reso pubblico dopo le 20.00, ore 2.00 italiane.

Il ”downgrade riflette la nostra opinione” sul piano di risanamento che non e’ adeguato a quanto ”sarebbe necessario per stabilizzare nel medio-termine il debito” afferma Standard & Poor’s, sottolineando che ”l’efficacia, la stabilita’ e la prevedibilita’ della politica americana si e’ indebolita in un momento” in cui le sfide fiscali ed economiche aumentano. Il tetto del debito – evidenza il presidente del comitato di valutazione di S&P, John Chambers – doveva essere alzato prima per evitare il downgrade. La decisione di Standard & Poor’s potrebbe avere – secondo gli osservatori – un effetto piu’ psicologico che pratico. Moody’s e Fitch hanno mantenuto il rating di tripla A per gli Stati Uniti e il downgrade di una sola agenzia e’ piu’ gestibile.

I titoli del Tesoro sono rimasti stabili negli ultimi giorni e considerati dagli investitori un investimento sicuro anche in seguito alla crisi del debito europea. Ma il taglio del rating delle ripercussioni potrebbe averle aumentando la mancanza di fiducia nel sistema politico e causando il downgrade di aziende e stati, per i quali i costi di finanziamento potrebbero salire. La maggiore preoccupazione e’ verificare se la decisione avra’ un impatto sull’appetito degli investitori esteri per il debito americano. Nel 1945 i creditori esteri detenevano solo l’1% del debito americano, ora ne controllano il 46%.

STANDARD & POOR’S: Il downgrade e’ stato deciso in seguito ai rischi politici negli Stati Uniti e riflette ”la nostra opinione che il piano di risanamento non sia adeguato a quello che sarebbe necessario per stabilizzare il debito. Il downgrade riflette come l’efficacia, la stabilita’ e la prevedibilita’ della politica americana si sia indebolita in momento in cui e’ necessario affrontare sfide fiscali ed economiche. Il rating potrebbe essere tagliato ad AA nei prossimi due anni se i tagli alle spese saranno inferiori a quello che ci si e’ accordato o emergano nuove pressioni di bilancio che possano far salire il debito”.

– MOODY’S: Il 3 agosto l’agenzia ha abbassato le prospettive americane da ‘stabili’ a ‘negative’. L’accordo sull’aumento del tetto del debito ”elimina i rischi di un default”ha detto Moodys’ confermando il rating AAA. Gli Stati Uniti rischiano un taglio ”se le prospettive deterioreranno significativamente” e ”se i costi di finanziamento saliranno apprezzabilmente”.

– FITCH: Il 2 agosto l’agenzia ha detto che l’accordo sull’aumento del tetto del debito e’ ”commisurato a un rating” AAA ed ”e’ un primo passo importante ma non la fine di un processo per mettere in atto un piano credibile per ridurre il deficit a un livello che assicura il rating AAA per gli Stati Uniti nel medio termine”. ”Il debito americano raggiungera’ il 100% del pil nel 2012 e continuera’ a salire nel medio termine in modo non in linea con il mantenimento del AAA- dice Fitch – Gli Stati Uniti hanno ancora scelte difficili con cui confrontarsi”. Fitch chiudera’ la revisione del rating americano alla fine di agosto.

– DAGONG: Dagong, la sfida cinese alle agenzie di rating occidentali, ha abbassato il giudizio sugli Usa di un gradino, da A+ ad A, ai livelli di Russia, Polonia (e uno in piu’ dell’Italia), ma con l’aggravante dell’ outlook ‘negativo’, come la Spagna.(Source: ANSA)

STAY TUNED!

DT

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8 commenti Commenta
Scritto il 6 agosto 2011 at 10:26

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DT

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filipposense1
Scritto il 6 agosto 2011 at 10:53

Ma davvero qualcuno nel settore crede che gli Stati Uniti si siano “distrattamente” fatti sfuggire la tripla A dal rating?? DT, più che una telenovela, a me sembra una favola per far addormentare i bambini. I personaggi sono Cappuccetto rotto (USA), la nonna (OBAMA), il lupo con gli occhi a mandorla (ti puoi immaginare), il cacciatore (S&P).
Credo che Gli stati uniti arriveranno ad un punto in cui “quasi” tutti penseranno che il default è alle porte. Tutto lo farà pensare.
Ricordiamoci chi ha inventato la finanza, tutti gli altri sono dilettanti.

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ottofranz
Scritto il 6 agosto 2011 at 10:55

STANDARD & POOR’S: Il downgrade e’ stato deciso in seguito ai rischi politici negli Stati Uniti

RISCHI POLITICI?

Ahhh, ma allora si fa politica ! La fantafinanza non centra niente…

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lucianom
Scritto il 6 agosto 2011 at 12:31

Quale sarà la conseguenza lunedì sui mercati finanziari? Domani, per quel che vale, avremo un’anteprima con il TASE:

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lucianom
Scritto il 6 agosto 2011 at 12:39

Forse qualcuno sapeva in anticipo, per questo i mercati sono crollati.Che schifo. E adesso…

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calciatore
Scritto il 6 agosto 2011 at 15:09

Prossima fermata l’italietta, non crederete mica che si diano la zappa sui piedi …………..

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lampo
Scritto il 6 agosto 2011 at 19:17

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Standard&Poors-declassa-rating-Usa-a-AA+_312325305035.html

…l’agenzia ufficiale di Pechino, Xinhua:
– “I giorni in cui uno Zio Sam carico di debiti poteva tranquillamente sperperare prestiti illimitati ottenuti all’estero sembrano essere finiti”
– “La Cina, il più grande creditore dell’unica superpotenza del mondo, ora ha tutto il diritto di chiedere agli Stati Uniti di risolvere i suoi problemi strutturali di debito e garantire la sicurezza degli asset cinesi in dollari”
ed infine:
– “per curare la sua dipendenza dal debito”, gli Usa ”devono ristabilire il principio di buon senso per cui si dovrebbe vivere all’altezza dei propri mezzi”(!)

Quante volte ce lo siamo detto fra di noi su questo blog?

Penso che però gli USA abbiano ancora molte cartucce…

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Scritto il 6 agosto 2011 at 19:26

lampo,

Siamo troppo avanti Lampo!!! :mrgreen:

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