Un segnale chiaro per il futuro dell’Unione Europea. E per la BCE.

Scritto il alle 09:54 da Danilo DT

#EP2014: come influiranno sulla politica monetaria della BCE e sul futuro dell’Unione Europea? Ora non si può più ignorare il malcontento. Le cose devono cambiare.

I risultati elettorali sono stati sicuramente soprendenti. In Italia la forte vittoria di Matteo Renzi (e non del PD, secondo il mio parere) ha comunque lasciato un segnale chiaro ai mercati: l’Italia vuole cambiare e si è data fiducia ad un progetto innovativo, giusto o sbagliato che sia.
Se poi a questo aggiungiamo tutti i voti di “protesta” in arrivo dal resto dell’Europa, la domanda che occorre fare è la seguente: ma queste elezioni europee, influiranno sulla politica monetaria BCE? Inutile nascondersi, la chiave è tutta lì: 5 giugno. E la risposta non deve solo essere economica ma politica.
I risultati sono chiari. il successo degli euroscettici obbliga i partiti europeisti a rivitalizzare le politiche economiche della Ue con nuove iniziative orientate alla crescita, mettendo nell’angolo i propositi troppo conservatori dei tedeschi e del Nord Europa.

Si, io ci credo e spero che questo voto sia l’inizio del cambiamento. Questa Europa NON ha senso e deve essere rifatta. I segnali arrivati dalle elezioni sono chiari, non si possono più ignorare.
E lo stesso Draghi ha quindi un alleato in più, ovvero l’Euro protesta. Quindi ha potenzialmente più potere nell’essere intraprendente per combattere deflazione ed economia stagnante. Il mercato subito reagisce, crede in una BCE più intraprendete e il BTP, tartassato negli ultimi giorni, riprende rapidamente quota, scendendo sotto il 3% con il decennale.

BTP 10 yr

No, il mercato non si aspetta solo il taglio dei tassi o i depositi con interessi negativi. Si aspetta di più. Ed è per questo che i titoli di stato periferici sono tornati tutti alla grande negli interessi degli operatori. Ma…troppa fiducia sarà ripagata? Oppure quando Draghi darà le sue dritte il giorno 5 giugno il mercato si sgonfierà come un palloncino (buy on rumors, sell on news)?
Lo scopriremo solo vivendo. Intanto la liquidità in eccesso nel sistema continua ad essere inferiore alle logiche BCE, e lo spazio di azione è potenzialmente elevato. Ma resta la curiosità di cosa potrebbe inventarsi Draghi. Gira voce che possa inventarsi cose che il mercato non si aspetta. Cioè soluzioni diverse rispetto alle tanto discusse soluzioni di LTRO e QE. E ieri a Sintra, Draghi lo ha detto: non lancerà un piano d’acquisito di titoli di Stato. Quindi cautela sui BTP.
Intanto, come detto, meglio andare cauti con le aspettative. Non tutti la vedono con toni così entusiastici…

Mario Draghi’s plans for credit easing may not turn out to be all that easy. In seeking to unblock the supply of loans to the economy by reviving the European market for asset-backed securities, the European Central Bank president risks an unprecedented reach into the functioning of the financial system that could backfire, according to academics including former Bank of England Deputy Governor Paul Tucker.
Just over a week before the ECB’s next policy meeting, where it is predicted to cut interest rates to stoke inflation, central-bank officials and researchers are meeting in Sintra, Portugal, to discuss current monetary thinking. Draghi, who has shown support for measures from negative rates to liquidity injections and large-scale asset purchases, said yesterday that buying packaged loans could reduce the “drag” on the economy. “I would like to see an example, somewhere in the world, of someone who has successfully securitized small and medium enterprise bonds,” said Stephen Cecchetti, professor of international economics at Brandeis International Business School in Waltham, Massachusetts, and a former adviser to the Bank for International Settlements. “I don’t think this is an easy thing to do.” (Bloomberg)

STAY TUNED!

Danilo DT

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1 commento Commenta
john_ludd
Scritto il 27 Maggio 2014 at 10:30

quanto suggerito da Stephen Cecchetti è l’unica operazione potenzialmente utile ma non è mai stata fatta prima perchè 1) presenta difficoltà operative e gestionali enormi e richiede tempi lunghi 2) mina alla base il ruolo delle banche commerciali. La cartolarizzazione di crediti d’impresa medio/piccole da parte della BCE sottrae mercato alle banche private, è come tornare (senza dirlo) ai tempi delle banche pubbliche che non avevano necessità di cartolarizzare alcunchè, emettevano il prestito e basta. Mhhh mica semplice.

per il resto con la Cina alle prese con la mission impossible di sgonfiare la monster bubble senza troppo dolore, il Giappone che … tutti sapete … è dura immaginare uno scenario non deflattivo o meglio non debolmente stagflattivo dato che le materie prime energetiche hanno problemi dal lato dell’offerta e non della domanda.

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