TIME for CHANGE? (Forse è giunto il momento del riscatto)

Scritto il alle 23:08 da Danilo DT

Dopo un periodo idilliaco, la borsa USA inizia ad accusare il colpo dei dati macro negativi. E forse è arrivato il momento di ricordarci delle borse europee nei portafogli.

BOOM. E alla fine il dato negativo “tosto” è arrivato. E non è un dato di poco conto perché parliamo del’ISM manifatturiero. Un dato fortemente negativo visto che si è passato ad un 47.8 dal precedente 49.1 e atteso a 50. Ennesima conferma della frenata economica con un brutto record. E’ il minimo da giugno 2009. Altri dati in uscita (new orders, export orders con pericolosi minimi) confermano il quadro di attuale debolezza e della prosecuzione della stessa.

Piccola nota: bisognerebbe non essere troppo terroristici visto che l’indice ISM manifatturiero resta importante ma è rappresentativo solo più per il 10% dell’economia. E molti altri dati PREVISIONALI non sono così pesanti. Quindi la lettura deve essere meno negativa di quanto invece lo sia. Ovviamente tutto questo lo sapevate già e quindi andiamo a raccontare qualcosa di diverso e (spero) più interessante.

Tanto per cominciare questa straordinaria sintesi previsionale per la borsa USA. Utili previsti a -6,2% per il secondo trimestre. Il mercato lo sta scontando?

CESI: USA vs EUROZONA

Il CESI (Citigroup Economic Surprise Index), che già conoscete, di USA e Eurozona resta veramente un grafico interessante soprattutto per quella che è la divergenza dei due indici.
Da questo grafico potete notare che in realtà il CESI USA condiziona in modo violento il CESI globale mentre la povera Eurozona risulta persino decorrelata.
Anzi, oggi USA ed Eurozona sono proprio agli antipodi. E se la statistica non è un’opinione (…) è lecito attendersi un riavvicinamento dei due grafici. E questi due grafici possono essere anche un importante tassello che mette in correlazione il CESI con gli indici di borsa. A due anni la performance dei due mercati non si può certo dire molto simile.

Anzi, vi dirò di più, a livello storico la sottoperformance dell’Eurozona è diventata abbastanza imbarazzante.

Già in passato vi ho parlato dell’indice delle banche europee, a livelli veramente incredibile, anche se con una politica monetaria così espansiva (e tassi così bassi) è difficile cambiare i connotati della redditività delle banche europee.
Però…non potrebbe essere il momento per sovrappesare, nell’area Equity, il Vecchio Continente?

STAY TUNED!

Danilo DT

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11 commenti Commenta
alplet
Scritto il 2 ottobre 2019 at 11:12

Comprare azioni europee? Non è roba per me: ho troppa paura di ribassi.

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alplet
Scritto il 2 ottobre 2019 at 11:23

Essendoci un calo degli ordini, del fatturato, degli utili, se vanno in malora molte imprese USA che hanno ricevuto denaro con l’enorme liquidità attraverso junk bond, mi sa che si può innescare una reazione a catena.

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john_ludd
Scritto il 2 ottobre 2019 at 17:24

ma se tutto va così in malora perché il Baltic Dry Index è quadruplicato da febbraio a oggi ?
tutti ma proprio tutti (nel senso di tutti) sono sullo stesso lato della barca, che vantaggio c’è oggi a stare sulla medesima posizione del 99,999% del mercato che è poi questa: commodities abbondanti e con prezzo in calo, petrolio abbondante e candidato ad andare a zero perché le armate di Greta … inflazione zero, tassi zero o sotto zero, dollaro alle stelle, paesi non OCSE (cioè il 90% della popolazione mondiale) che si accontenta di cibarsi di ghiande e bacche per i prossimi 3000 anni, banche al fallimento etc … Io non vedo un vantaggio che è uno, al di là di raccattare qualche centesimo che è roba da pezzenti, mentre se il mercato si sbaglia (cioè tutto il mercato) ciao e grazie per tutto il pesce.

Davvero non mi ricordo periodo storico in cui essere contrarian sia stato così poco rischioso … e di conseguenza così rischioso essere non contrarian.

Divertitevi con i vostri balocchi, io sono antico, preferisco i miei.

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john_ludd
Scritto il 2 ottobre 2019 at 17:38

ah pure questa, è divertente, me la raccontava un tale che lo fa di mestiere. Sai che siete strani là dove stati tu, mi diceva, ci vedete ? Toglietevi i ray-ban. Man mano che parte del mondo de-dollarizza e regola i propri scambi commerciali bilaterali con le proprie valute, quei flussi sembrano scomparire perchè lo SWIFT non li traccia, la BIS non li traccia, però ci sono. Tutti con sta fissa della moneta di riserva, non la vuole nessuno la moneta di riserva, oggi neanche un bel pezzo di America che conta la vuole basta leggersi gli ultimo post di Pettis che mica parla a caso, insider grande e grosso quale è. Cina e Iran siglano un contratto da 400 miliardi (quattrocento miliardi e con quali clausole !!!) e giornali e blog ? Nulla. Ma allora di cazzo parlano dalla mattina alla sera ? Tutti con lo sguardo fisso allo specchio retrovisore.

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john_ludd
Scritto il 2 ottobre 2019 at 17:43

People are crazy and times are strange
I’m locked in tight, I’m out of range
I used to care, but things have changed

TRAD

La gente è pazza e questi tempi sono strani
ed io ho le mani legate, sono un po’ disconnesso
una volta mi preoccupavo molto, ma qualcosa è cambiato

Bob Dylan – Things have changed

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alplet
Scritto il 2 ottobre 2019 at 22:17

Una recessione arriverà: e c’è a chi interessa. Tutto è relativo.

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john_ludd
Scritto il 2 ottobre 2019 at 23:23

French debt rose to record €2.36tn in Q1, only slightly behind Italy, which has accumulated €2.4tn. This yr, French debt has risen by €110bn, largest increase since 2010.

Maledetti galletti, dopo aver vinto il mondiale di calcio anche qui vogliono essere primi. Incontentabili mangiatori di lumache !

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ropami
Scritto il 3 ottobre 2019 at 08:59

john_ludd@finanza,

Devo ammettere che i vostri commenti sono anche interessanti, certo potreste essere più precisi ed adattare il vostro linguaggio anche a chi li legge. Per esempio, chi sarebbe “Pettis” (cercando su internet esce solo un combattente).
Per il resto le altre considerazioni si possono condividere o meno, che il mercato non possa andare su per sempre questo è chiaro, il bello sarebbe capire quando davvero non sarà così. Alla fine in questi anni si è creata una situazione da cui non sarà così facile ed indolore uscire, a mio avviso.
Buona giornata a tutti

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john_ludd
Scritto il 3 ottobre 2019 at 11:06

ropami@finanza,

Michael Pettis
Washington Should Tax Capital Inflows

E’ del tutto normale proiettare nel futuro quanto avvenuto nel più recente passato, gli ultimi 5, 10 o 15 anni non sono stati come i precedenti e non saranno come i successivi. Il mondo che gli economisti e gli analisti finanziari osservano è non stazionario e non ergodico ma dato che gli strumenti per prevedere un mondo siffatto non esistono e non esisteranno mai (*) lo si riconduce a uno trattabile dove la mente umana trova la pace in una serie di assunzioni empiricamente tutte false che possono tuttavia essere corrette se il periodo di osservazione è breve. Quanto scrive Pettis non è una novità, durante gli anni 50 e 60 i flussi di capitale tra nazioni era limitato e spesso tassato. Durante episodi estremi come la crisi stagflazionaria degli anni 70 le autorità svizzere imposero una tassa del 40% sull’acquisto di franchi svizzeri da parte di stranieri. Dopo la seconda guerra mondiale, tutti i governi occidentali imposero un tetto ai rendimenti dei titoli pubblici e lasciarono correre l’inflazione, il tasso reale misurato come differenza tra il rendimento del decennale e l’inflazione fu negativo per oltre un decennio, anche oltre il -10% in Australia e in Gran Bretagna etc etc … dovrebbe essere storia nota ma non lo è.

E’ del tutto normale proiettare nel futuro quanto avvenuto nel più recente passato ma è anche del tutto suicida.

(*) Le società umane sono i sistemi più complessi a noi noti e come tali esibiscono tutte le caratteristiche sei sistemi complessi. Non linearità, anelli multipli di retroazione (feedback), possibilità di singolarità, impossibilità di prevederne l’evoluzione anche se si conoscesse alla perfezione il funzionamento di ogni singolo elemento dello stesso. La complessità nasce dall’interazione di elementi più semplici che nel caso umano sono a loro volta sistemi complessi. Considera la storia di Luigi, quarantenne, sportivo, alimentazione da manuale nutrizionista; da un mese ha un pò di tosse, una lieve febbre, va dal medico, fa gli esami. Lo specialista li studia … mi dispiace signor Luigi, vede queste macchie qui e anche qui, lei è stato sfortunato, faremo il possibile. Perché, vorrai probabilmente chiedermi, non proporre l’esempio opposto, Luigi vince 10 milioni alla lotteria. Semplice, perché è estremamente meno probabile, la gente non ci vuole pensare ma così è.

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ropami
Scritto il 5 ottobre 2019 at 09:31

Grazie mille per la risposta e l’ indicazione dell’ articolo.
Complimenti per il bagaglio culturale che si evince dalla risposta che hai dato.
La gente, spesso, crede ciò che fa “meno male” penso sia una sorta di auto-difesa, ragionare in maniera troppo logica e razionale penso porterebbe a situazioni ben peggiori.
Grazie ancora e buon fine settimana!

john_ludd@finanza:
[email protected],

Michael Pettis
Washington Should Tax Capital Inflows

E’ del tutto normale proiettare nel futuro quanto avvenuto nel più recente passato, gli ultimi 5, 10 o 15 anni non sono stati come i precedenti e non saranno come i successivi. Il mondo che gli economisti e gli analisti finanziari osservano è non stazionario e non ergodico ma dato che gli strumenti per prevedere un mondo siffatto non esistono e non esisteranno mai (*) lo si riconduce a uno trattabile dove la mente umana trova la pace in una serie di assunzioni empiricamente tutte false che possono tuttavia essere corrette se il periodo di osservazione è breve. Quanto scrive Pettis non è una novità, durante gli anni 50 e 60 i flussi di capitale tra nazioni era limitato e spesso tassato. Durante episodi estremi come la crisi stagflazionaria degli anni 70 le autorità svizzere imposero una tassa del 40% sull’acquisto di franchi svizzeri da parte di stranieri. Dopo la seconda guerra mondiale, tutti i governi occidentali imposero un tetto ai rendimenti dei titoli pubblici e lasciarono correre l’inflazione, il tasso reale misurato come differenza tra il rendimento del decennale e l’inflazione fu negativo per oltre un decennio, anche oltre il -10% in Australia e in Gran Bretagna etc etc … dovrebbe essere storia nota ma non lo è.

E’ del tutto normale proiettare nel futuro quanto avvenuto nel più recente passato ma è anche del tutto suicida.

(*) Le società umane sono i sistemi più complessi a noi noti e come tali esibiscono tutte le caratteristiche sei sistemi complessi. Non linearità, anelli multipli di retroazione (feedback), possibilità di singolarità, impossibilità di prevederne l’evoluzione anche se si conoscesse alla perfezione il funzionamento di ogni singolo elemento dello stesso. La complessità nasce dall’interazione di elementi più semplici che nel caso umano sono a loro volta sistemi complessi. Considera la storia di Luigi, quarantenne, sportivo, alimentazione da manuale nutrizionista; da un mese ha un pò di tosse, una lieve febbre, va dal medico, fa gli esami. Lo specialista li studia … mi dispiace signor Luigi, vede queste macchie qui e anche qui, lei è stato sfortunato, faremo il possibile. Perché, vorrai probabilmente chiedermi, non proporre l’esempio opposto, Luigi vince 10 milioni alla lotteria. Semplice, perché è estremamente meno probabile, la gente non ci vuole pensare ma così è.

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Scritto il 7 ottobre 2019 at 21:05

Dubito che chi esce dall’azionario usa possa entrare in quello Europeo.
Se negli Usa l’economia è quasi sempre ciclica ed esiste un ciclo economico. In Europa non si cresce. Non vedo perché chi lavora sul mercato usa debba entrare in quello Europeo

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