STRESS TEST: l’ora della verità. I dubbi sulle Landesbanks.

Scritto il alle 15:39 da Danilo DT

stress-test-bancheFinalmente domenica ci toglieremo il dente degli AQR (Asset Quality Review) e degli stress test che hanno letteralmente “stressato” il mercato, soprattutto a causa delle tante indiscrezioni (di cui buona parte incontrollate e false) che sono girate in questi giorni.
Saranno 128 gli istituti presi in esame e di cui si pubblicherà l’esito dell’esame. In questi giorni le borse sono state fortemente condizionate da questi stress test, ed in particolar modo le nostre banche hanno visto “alti e bassi” a volte quasi nevrastenici. E ancora oggi la volatilità non manca. Guardate MPS.
Ormai il mercato la dà per spacciata (ovvero per bocciata) ma le ultime indiscrezioni (che lasciano il tempo che trovano, ma noi facciamo finta di fidarci) porterebbero ad un deficit di capitale pari a solo 500 milioni, il che non comporterebbe l’obbligo di un nuovo aumento di capitale. Ovviamente MPS in borsa, oggi, sale all’impazzata.

Anche l’altra martoriata della settimana, Carige, reagisce bene, come anche Banco Popolare e BPM. Ma è meglio fermarsi qui, anche perché poi si passa alla “fanta finanza”.
Vi lascio una slide sulle principali banche potenzialmente a rischio, prese dal stio del Corriere.

STRESS TEST EUROZONA banche principali
Ma attenzione, non sottovalutiamo potenziali sorprese. E io queste sorprese me le aspetto (guarda caso) non dall’Italia, dove forse avremo un paio di banche implicate, ma dalla Germania.
Chi fa paura sono, a mio parere, le famose “casse di risparmio tedesche”, ovvero le Landesbanks, oggetti misteriosi protetti dalla Germania, dalla Merkel e dalla Bundesbank, tanto che da tempo si fantastica sugli “scheletri negli armadi” all’interno di questi istituti.
Barclays vede gli stress test con questo esito.

Toto Stresstest 2014

stresstest barclays 2014BNL (che poi sarebbe BNP) denunciava in un report tempo fa il fatto che degli 11 gruppi bancari che nel 2009 erano al vertice del sistema bancario tedesco (tutti gruppi con attivi oltre i 175 miliardi di euro) ben 7 hanno dovuto chiedere un intervento statale. E malgrado l’aiuto di stato, due di queste banche, WestLB e Hypo Real Estate, sono state messe in liquidazione.

stress test 2014 eurozoneIl quotidiano Handelsblatt scrive che quattro banche tedesche rischiano grosso. Si tratta di HSH Nordbank, IKB e MunchenerHyp più una quarta non citata. Restano poi, ovviamente le più importanti, ovvero Deutsche Bank e Commerzbank.
Forti dubbi sulla seconda, qualche dubbio sulla prima. Ma resta il fatto che continua il nostro solito sentore che qualcosa, in Germania, nel settore bancario, non giri poi così bene e che il sistema politico tedesco stia da tempo difendendo con la massima omertà le problematiche delle banche teutoniche. Scopriremo qualcosa di più domenica prossima. Sempre che questi stress test abbiamo poi un valore a livello di efficacia.

Chiudo con una nota che forse in pochi ricordano. Ai tempi del PRIMO stress test, le banche irlandesi passarono tutte l’esame a pieni voti. Ricordate come andò poi a finire?

UPDATE: 25 banche non passeranno gli stress test

Twenty-five lenders in the European Central Bank’s euro-area bank health check are set to fail the regulator’s Comprehensive Assessment, according to a draft communique of the final results, seen by Bloomberg News. (…) 

STAY TUNED!

Danilo DT

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8 commenti Commenta
kry
Scritto il 24 ottobre 2014 at 16:32

Corpbank ( bulgaria ) risulterà essere la migliore.

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lampo
Scritto il 24 ottobre 2014 at 17:32

Tutta questa commedia teatrale attorno agli stress test a volte mi fa sorridere, specialmente dopo la notizia dei nuovi stress test che si terranno in USA:
http://www.marketwatch.com/story/fed-stress-tests-to-put-banks-through-60-stock-slide-110-oil-2014-10-23
Scusate il paragone, ma pare la gara a chi ce l’ha più lungo… ovviamente intendevo il naso di Pinocchio (!).

Eppure dimentichiamoli un attimo, svuotiamo la nostra mente da tutto, e poniamoci una domanda: dareste in prestito i vostri soldi ad una banca che ha solo il 10% di riserve quasi disponibili (Core Tier 1). Il “quasi” è perché parte di quel 10% è impegnato:

Aggiungiamo che il rapporto sofferenze lorde / impieghi lordi ad agosto 2014 è del 9,2%, come riportato nell’ultimo report ABI:
http://www.abi.it/DOC_Info/Comunicati-stampa/Rapporto_mensile_ottobre2014.pdf

Eppure in Italia abbiamo banche (piccole radicate sul territorio) che hanno un Core Tier 1 molto più alto di quel valore (13,76… e senza titoli subordinati, per chi comprende) ed un rapporto sofferenze lorde / impieghi lordi molto più basso di tale media.

Probabilmente perché conoscono molto bene il territorio e sanno fare le banche, nel senso che conoscono con chi assumere rischi e chi no, proprio perché radicate nel territorio… oppure innovative come canale di vendita e/o espansione.

Un esempio: ne conosco una (che evito di menzionare per non fare pubblicità) che al 31.12.2013 ha un Core Tier 1 del 13,76% ed rapporto sofferenze lorde / impieghi lordi del 6,8%.

Quindi impariamo a leggere i bilanci delle banche… prima di aprire il conto…

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Scritto il 24 ottobre 2014 at 22:31

Lampo [Who “sees” and “evaluates” stress tests, as asset quality reviews, says (al-ways): “are used to treat other(S) data” – and are only one step. The first of many others (ways) – (like: “once upon a time” – in fairy taleS!)]

– – – – –

I recommend to read,

*Mayra Rodriguez Valladares* [(MRV Associates), American Banker] in

-1- “New liquidity rule will force big banks to shape up” – September 4, 2014

http://www.americanbanker.com/bankthink/new-liquidity-rule-will-force-big-banks-to-shape-up-1069758-1.html

-2- “Can banks’ Volcker metrics be trusted?” – October 23, 2014

http://www.americanbanker.com/bankthink/can-banks-volcker-metrics-be-trusted-1070744-1.html

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Scritto il 25 ottobre 2014 at 02:24

Gli stress test puniscono Carige e Mps

La banca genovese prepara un aumento da 200-300 milioni. Siena studia il bond ibrido, rimandata Bpm
Carige e Montepaschi sono le due banche italiane che la Bce si prepara a bocciare domani, insieme ad altri otto istituti europei che non supereranno gli stress test. Per la verità sarebbero 25 le banche del Vecchio Continente (su un totale di 130) ad avere serie difficoltà con gli esami sui bilanci. Ma tra questi almeno 15 istituti sarebbero solo «rimandati», avendo già rafforzato il proprio patrimonio quest’anno o quantomeno avendo previsto operazioni in tal senso
http://www.lastampa.it/2014/10/25/economia/gli-stress-test-puniscono-carige-e-mps-39hrgh0W0wSMX0i5yuquuK/premium.html

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Scritto il 25 ottobre 2014 at 08:35

P. Henry (Bloomberg), “25 Lenders said poised to fail ECB’s health-check” – October 25, 2014

http://www.bloomberg.com/news/2014-10-24/ecb-set-to-fail-25-lenders-in-bank-review-draft-document-shows.html

[with/inside article Alberto Gallo (Head of European macro-credit research at Royal Bank of Scotland Group Plc in London – alias, macrocredit!)]

サーファー © Surfer [Have an happy week-end]

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lampo
Scritto il 26 ottobre 2014 at 11:09

@finanza,

Effettivamente scrive in maniera molto chiara. Interessante la regola dei 30 giorni: evidentemente si aspettano che l’eventuale deprezzamento degli assets (conseguente allo shock) sia rapido. Ma entro tale termine, chi di dovere, è già intervenuto (magari ricomprando parte di tali assets a valori oramai piu bassi) per tranquillizzare i mercati. Quindi se interpreto bene abbiamo davanti a noi scenari di continua valorizzazione degli assets, intervallati da rapide svalutazioni (correzioni) periodiche.
Evidentemente si sono resi conto che qualsiasi crescita economica avrà durata breve a causa di mille fattori, tra cui la curva demografica e alcune materie prime che incominciano a scarseggiare sul pianeta.
Mi preoccupa per l’Europa la regola degli assets considerati meno rischiosi (AAA o AA): creerà non pochi problemi al rifinanziamento del debito di molti Paesi europei, tra cui il nostro.

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paolo41
Scritto il 26 ottobre 2014 at 14:23

altro stress test del c…o! nessuno va a vedere quanti Mld di euro sono stati trasferiti come aiuti di stato alle banche tedesche e quanti sono stati trasferiti dallo Stato italiano alle banche!
La grande Germania( ormai definita affossatrice dell’EU) 250 Mld, la Spagna 60, Irlanda e Olanda circa 50 e l’Italia …… 4 Mld!
Lo stress test era basato su un ipotetico default dei titoli italiani, spagnoli o portoghesi. Ma se saltano i titoli greci o finlandesi o irlandesi che succede?

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Scritto il 26 ottobre 2014 at 22:44

Lampo,

(*) forse Ti era sfuggito – credo, per via dei days-off di DT nella settimana appena trascorsa.

Lo ri-propongo, allora

http://intermarketandmore.finanza.com/stime-utili-azionario-e-rendimenti-obbligazionario-a-confronto-this-time-is-different-69346.html/comment-page-1#comment-136088 (*)

In analisi, ora:

-1- …” deprezzamento degli assets (conseguente allo shock) sia rapido “…

In genere, dalle analisi storiche, purtroppo Lo è sempre – con (o tutte) le eventuali o potenziali coperture (non solo tecniche) pre-viste.

Negli USA, le varie “autorità” preposte e “responsabili”, stanno cercando di restringere – quanto più possibile – i “margini di manovra” (operativi e contabili); della serie: “far vedere i canini sulle spalle”.

(segue …)

-2- …” Ma entro tale termine, chi di dovere, è già intervenuto (magari ricomprando parte di tali assets a valori oramai più bassi) per tranquillizzare i mercati “…

(… domandina delle domandine)

Potrebbero le “aziende” (intese, in senso lato) che NON sono/STATE al centro della (recente – e/o di una potenziale) – crisi, quali i gestori patrimoniali, essere una fonte di rischio (soprattutto sistemico) in futuro?

L’Ufficio del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sull’analisi finanziaria (U.S. Treasury Department’s Office of Financial Research: i.e. OFR) ha recentemente osservato che ci sono stati dieci società di asset management con oltre $ 1 trilione di patrimonio gestito.

-[ OFR, “Asset management and financial stability, 2013” – September 30, 2013

http://www.treasury.gov/initiatives/ofr/research/Documents/OFR_AMFS_FINAL.pdf ]-

I critici (anche dal segue …) sostengono che la Loro dimensione non rappresenta affatto un rischio (sistemico) in quanto sono solo dei custodi di fondi dei Loro Clienti e non sono soggetti ai cd. “fallimenti disordinati”, come si è verificato – analizzando attentamente i “dati” – nella (recente) crisi.

-[ Investment Company Institute (ICI), “Letter to SEC calls for withdrawal of study by OFR; cautions FSOC against relying upon study” – November 1, 2014

http://www.ici.org/pdf/13_ici_ofr_asset_mgmt.pdf ]-

Da qui, un’altra domanda delle domandine:

il non rischio (sistemico) deriva-ebbe(ro) principalmente dalle singole “aziende” o dalle attività (i cd. assets)?

In quest’ultimo caso, sarebbe probabilmente opportuno disciplinare direttamente l’attività – sia delle “aziende” che degli “assets”, in senso stretto.

In caso contrario, il rischio (sistemico) potrebbe migrare verso “aziende” meno regolamentate – con o senza “assets opa-chi”.

-3- …” Quindi se interpreto bene abbiamo davanti a noi scenari di continua valorizzazione degli assets, intervallati da rapide svalutazioni (correzioni) periodiche. “…

Vedesi/Leggasi (*) – il testè ri-proposto.

-4- …” Evidentemente si sono resi conto che qualsiasi crescita economica avrà durata breve a causa di mille fattori, tra cui la curva demografica e alcune materie prime che incominciano a scarseggiare sul pianeta. “…

Le crescite economiche (“future”) – per come Le abbiamo “viste” e considerate e/o “studiate” – saranno totalmente diverse da quelle del passato. Totalmente diverse.

Negli USA, da almeno 5 anni (in modo capillare), hanno cambiato i “parametri” di valutazione – pur se è (stata: dalla metà degli anni ’80 del secolo scorso, precisamente) sempre forte [in specie, nella gestione di determinati fondi ed hedge funds: alcuni di questi, hanno riportato ottimi risultanti anche nel periodo “rosso” (per Tutti, oltre che per i competitors, in particolare) 2008-2011, tra l’altro!) la valutazione sul lungo termine -: mai oltre i tre anni.

Le proiezioni a breve – se non si va oltre i tre anni – e/o a lungo – se si va oltre i dieci anni -, a seconda delle due “correnti di pensiero”, non costituiscono vere e proprie previsioni: sono delle basi – di elaborazione delle/di strategie (capillari).

Strategie.

-5- …” Mi preoccupa per l’Europa la regola degli assets considerati meno rischiosi (AAA o AA): creerà non pochi problemi al rifinanziamento del debito di molti Paesi europei, tra cui il nostro “…

Le “legislazioni” in essere sulle varie “piazze” (finanziarie, anche) non sono omogenee; in primis, proprio sotto il profilo (cd. “range”) del rischio.

Ciò significa, che maggiori regole o paletti vengono (verranno) inserite/i, più problemi si avranno – considerato che esistono “piazze” che non hanno problemi ad accogliere determinata liquidità (spesso tra l’altro opaca). Gli aprono (direttamente e subito) gli Uffici e gLi mettono: “welcome to”!

Il solito dubbio amletico – fin quando non si ha/avrà una “legislazione” uniforme (tecnicamente) ed unica (temporalmente): “più o meno regole”? – (con i relativi pro e/o contra).

In-somma.

サーファー © Surfer

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