SOFFERENZE: nuovo record a 198 miliardi. E scusate se è poco.

Scritto il alle 09:10 da Danilo DT

banche-italiane-in-crisi-sofferenzeCi sta sicuramente il fatto che, grazie ad una situazione congiunturale favorevole, l’Italia sia riuscita ad alzare la testa ed a migliorare la sua situazione. Le riforme partite con Governo Renzi hanno sicuramente contribuito a migliorare molti dati e diverse statistiche, ma da qui a dire che siamo in ripresa ce ne vuole.
E chiedo scusa anche al Matteo “Nazionale” che sicuramente mi battezzerà come GUFO. In realtà io sarei il primo ad essere felice per una reale ripresa italiana. Ma deve essere strutturale e non momentanea.
Il dato che esce da Unimpresa (secondo la fotografia scattata dal Centro studi di Unimpresa, basato su dati della Banca d’Italia). deve quantomeno far meditare il premier.
Negli ultimi 12 mesi infatti le sofferenze bancarie sono arrivate a quota 198 miliardi – la rilevazione parte da agosto 2014 e arriva agosto 2015 – segnando un incremento pari al 15%.

Quasi 26 miliardi di euro in più nell’arco di un anno. La fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito è quella delle imprese (142 miliardi), mentre le “rate non pagate” dalle famiglie (a partire dalla grossa fetta dei mutui per la casa problematici o inesigibili) valgono più di 36 miliardi, così come quelle delle imprese familiari sono vicine a 16 miliardi. Superano invece il tetto dei 4 miliardi le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie. (Source)

Facciamo la somma delle parti e scopriamo che le sofferenze corrispondono al 12% dei prestiti bancari. Se poi dobbiamo dirla tutta, allora sappiate che nel 2010 le stesse valevano circa 78 miliardi ed in 5 anni sono raddoppiate.

prestiti sofferenze unimprese banche italiaQuindi, come potete vedere, non si tratta di essere gufi, ma semplicemente realisti. O forse sarebbe meglio darci tutti insieme una bella pacca sulla spalla, illudendoci che tutto sta migliorando e che a breve ripartirà un nuovo miracolo economico italiano?
Molto meglio ragionare sui problemi e possibilmente risolverli.

E’ quindi chiaro che il sistema bancario è ancora decisamente malato. Il 12% di NPL è molto elevato. Una soluzione potrebbe essere quella di “dividere” i crediti buoni da quelli cattivi, il tutto con la costituzione della famosa “bad bank”. Questa nuova realtà alleggerirebbe i bilanci delle banche e libererebbe nuove energie che potrebbero essere utilizzate a favore dell’economia reale. Anche perché la BCE, con il suo QE, non sta certo riuscendo nell’intento di “ossigenare” l’economia. Ha sicuramente contribuito ad abbattere i tassi, e questo va benissimo (soprattutto per le imprese già sane che oggi possono avere denaro dalle banche a tassi quasi promozionali), però non solo non ha contribuito a far circolare il denaro (ne è la prova un’inflazione molto bassa) ma anche non ha contribuito in modo determinante al “salto di qualità “ del credito.
Ne ha beneficiato la finanza, quello si. Ma è un’altra storia.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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11 commenti Commenta
kry
Scritto il 13 ottobre 2015 at 09:30

” Negli ultimi 12 mesi infatti le sofferenze bancarie sono arrivate a quota 198 miliardi – la rilevazione parte da agosto 2014 e arriva agosto 2015 – segnando un incremento pari al 15%. ”

Ciao Danilo , per caso c’è un link dove si trova illustrato tale dato per singolo paese dell ‘ €uropa ?

Purtroppo sono un malato del ” mal comune 1/2 gaudio ” e non rallegrandomi dell’essere nella merda fino al collo … almeno mi posso consolare di non essere il peggiore.
Grazie. Ciao.

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Scritto il 13 ottobre 2015 at 11:23

Uh, non ce l’ho, se lo trovo te lo inoltro

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john_ludd
Scritto il 13 ottobre 2015 at 11:30

è curiosa questa storia della bank bank. Tutti la invocano senza poi specificare CHI PAGA. Già perchè o si trova il segreto di trasformare il piombo in oro oppure un credito insegibile resta inesigibile. O la banca si accolla le perdite oppure la bad bank cioè lo stato ovvero i cittadini. Con la prossima crisi le sofferenze saliranno al 30% e la prossima bad bank la si farà su Marte. E la nave dei folli va…

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kry
Scritto il 13 ottobre 2015 at 11:31

Da­ni­lo DT:
Uh, non ce l’ho, se lo trovo te lo inol­tro

” Te lo inoltro ” troppo buono , immagino volessi dire che in caso integri il post.
Di nuovo grazie e buona giornata. Ciao.

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john_ludd
Scritto il 13 ottobre 2015 at 11:36

kry@​finanza,

cioè sei uno di quelli che mentre precipita da un grattacielo contemplando il marciapiedi di cemento che si avvicina alza la testa e vede uno con un maglione rosso che sta precipitando dal grattacielo di fronte e scoppia a ridere urlando “ah guarda quello sfigato che si va a schiantare !!!”

affascinante osservare i contorcimenti della mente umana, l’incapacità di concentrare le proprie residue energie in qualcosa di diverso e più proficuo del redarre una classifica della sfiga.

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Scritto il 13 ottobre 2015 at 12:58

john_ludd@finanza:
è curiosa questa storia della bank bank. Tutti la invocano senza poi specificare CHI PAGA. Già perchè o si trova il segreto di trasformare il piombo in oro oppure un credito insegibile resta inesigibile. O la banca si accolla le perdite oppure la bad bank cioè lo stato ovvero i cittadini. Con la prossima crisi le sofferenze saliranno al 30% e la prossima bad bank la si farà su Marte. E la nave dei folli va…

Sono perfettamente d’accordo con te. A volte mi fa sorridere quando personaggi più o meno noti, parlano di “bad bank” come se fosse la vaporella che con un passaggio toglie lo sporco. Ma forse la vaporella è quello che tanti hanno nel cervello. i NPL sono lì, e anche con una bad bank porteranno delle conseguenze negative a qualcuno. A meno che dal pianeta Urano ci sia la volontà di comprarli ad un valore pari al 90% accollando la perdita sugli Uraniani (si chiameranno così? Mah…)

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draziz
Scritto il 13 ottobre 2015 at 13:09

I soldi non tornano indietro alle banche perchè il sistema è malato ed in fase di collasso dato l’eccesso di imposte e contributi che vengono chiesti alle imprese ed ai continui oneri addossati ai cittadini sotto qualsiasi forma (IVA, bolli, tariffe e via dicendo…).
Non bastano tre anni di contributi “a ufo”/gratis per chi assume a tempo indeterminato.
C’è un pregresso fatto da un sistema che non rende più.
Ci siamo esaltati per un “mirabolante” +0.6% del PIL?
Ma scusate: di quanto eravamo andati indietro con perdita di PIL e potere d’acquisto?
10 anni o di più?
Il sistema è pure marcio al suo interno, corrotto, nepotista, in necrosi da autoconsumo eccessivo (è da quando sono nato che scandali di magna magna nella Pubblica Amministrazione, nella distribuzione ed utilizzo di Fondi Europei – che restano inutilizzati guarda caso quando non riescono ad azzannare la fetta di torta senza lasciare traccia? – e notiziole del genere vengono di continuo alla ribalta. Per inciso: ho passato i 50…) e non circolando la liquidità come dovrebbe, cioè per produrre beni e consumi, il “mercatino di Portobello” sta collassando.
Piccola personale notizia, suffragata da altre testimonianze di imprenditori della “operosa capitale del Nord”: è già da 3 mesi che alcuni Istituti bancari hanno imposto il rientro per i fidi concessi: in generale si parla del 40-50 fino all’80%. Anche in presenza (ma queste non mancano mai) di garanzie personali (la casa, il box, gli anelli della nonna, la tazza del cesso di marca…).
Pare che interessi soprattutto le Popolari, grazie all’intervento normativo del “Caro Leader” ed al prossimo passaggio del controllo nelle mani degli azionisti (non il “parco buoi”, quelli che comprano le azioncine in Borsa, ma gli altri Azionisti…)
Pieno successo per Mario Draghi allora! La liquidità immessa nel sistema, M1, è proprio finita nelle mani dei destinatari giusti…
Dottor Draghi, per favore, Mariettoooo… scendi un momentino dalla cadrega, là in BCE, e fatti un giro per strada a vedere come stanno davvero le cose…
Sììì, certo, l’ennesimo richiamo all’Italia per le modifiche strutturali…
Qui se certa gente non la smette di “pappare” con vitalizi, “pensioncine” ed accaparramenti vari (trasmissioni televisive delle ultime settimane accomunano politici, sindacalisti, dirigenti pubblici…tutti tesi nello sforzo di portarsi a casa soldini alle spalle del Popolo Italiano) non se ne uscirà mai.
Il tentativo di far ripartire l’inflazione?
Speriamo che non ci riescano… Perchè, sei convinto che il nostro sistema economico reggerebbe un +2% annuo di inflazione?

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perplessa
Scritto il 13 ottobre 2015 at 22:31

quando ho venduto un appartamento nel 2007 e in fase di rogito, presenti tutte le parti in causa, ho appreso quanto aveva avuto il mio acquirente di mutuo sono rimasta gelata, il dubbio delle sofferenze mi è rimasto latente.peccato, perchè se avessi avuto il coraggio di investire nelle ns banche in borsa, dopo la crisi dei mutui subprime avrei fatto un sacco di soldi. avevo anche udito persone ai tempi della bolla che volevano acquistare casa per pagare altri debiti con mutui sovradimensionati..prima o poi i nodi vengono al pettine?

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kry
Scritto il 14 ottobre 2015 at 09:35

john_­ludd@fi­nan­za,

Ehh dai John …

avevo premesso ” purtroppo sono un malato ”

( ulteriori ) CONTORCIMENTI MENTALI

1) lo sfigato del maglione rosso se la ride perchè davanti a lui c’è qualcuno che si schianta prima.

2) quello sotto se la ride perchè tanto ha il paracadute

3) entrambi se la ridono … perchè tanto alla fine saremo tutti morti.

Personalmente penso che mi troverei ad assistere alla disgrazia , indipendentemente se da sopra o sotto il grattacielo , e mi domanderei cosa potevo fare o potevamo fare per far in modo che simili disgrazie non avvengano.

La mia voleva essere una ” provocazione ” con altri risultati.

Me lo faresti un regalo ?
Quando vai in Nepal mandi una foto come spunto di riflessione sul valore della vita.

Grazie. Ciao.

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john_ludd
Scritto il 14 ottobre 2015 at 09:51

lasciami la tua email … tiposso mandare qualcosa anche subito … là è come casa mia, ci ho trascorso non continuativamente 1 anno della mi avita, il migliore, e il tempo non si conta, si pesa.

kry@​finanza,

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kry
Scritto il 14 ottobre 2015 at 10:11

john_­ludd@fi­nan­za:
la­scia­mi la tua email … ti­pos­so man­da­re qual­co­sa anche su­bi­to … là è come casa mia, ci ho tra­scor­so non con­ti­nua­ti­va­men­te 1 anno della mi avita, il mi­glio­re, e il tempo non si conta, si pesa.

[email protected]​fi­nan­za,

[email protected]

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