BANCHE: il dilemma delle sofferenze e della liquidità

Scritto il alle 14:00 da Danilo DT

debt-nplDomani avremo ragguagli più precisi sulle future mosse di Mario Draghi. Il quantitative easing europeo dovrebbe partire la settimana prossima e avrà un impatto di certo non indifferente.

Se tutto va bene la BCE investirà circa 1.100 miliardi complessivi, pari a 60 miliardi al mese. Ma non si escludono anche estensioni che possano portare il totale da importi ben peggiori, se l’inflazione non si avvicinerà al famoso target del 2%.

In molti si chiedono che senso ha mettersi a comprare bond o ancor peggio Bund che navigano a tassi negativi. Per abbassare ulteriormente i tassi di mercato? Ma sono già sotto zero! Per fornire ulteriore liquidità al sistema bancario che potrà quindi “girare” all’economia reale? Ma a dire il vero la liquidità è già presente… E soprattutto diventa difficile poter pensare che le banche si mettano a concedere prestiti ”come se piovesse” con questo bel quadretto che vado ad illustrarvi.

I non performing loans dominano nei periferici

I paesi dove ci sarebbe bisogno della maggior collaborazione del settore bancario non sono certo quelli dove la crescita economica ha continuato ad essere forte in tutti questi anni, tanto per fare un nome in Germania.
Il QE nasce soprattutto per aiutare e sostenere i paesi più in difficoltà, dove la crisi di liquidità si fa sentire e dove le banche concedono minori prestiti.
Peccato però che questi paesi hanno ancora una debolezze strutturale notevole. Basta appunto guardare i “non performing loans”, vale a dire le sofferenze bancarie.

npl-non-performing-loans-sofferenze-bancarie-eurozona

Sono a livelli sempre molto elevati. Prendiamo il caso dell’Irlanda. Se una banca concede un prestito, sa che solo in 3 casi su 4 rivedrà i suoi soldi. Nel rimanente caso ci saranno grossi problemi nel recuperare i soldi.
Qual è quindi il rischio? Che le banche ovviamente prendano il denaro e NON lo investono nell’economia reale ma, guarda caso, nella finanza, contribuendo in modo determinante a gonfiare ulteriormente la bolla.

Consapevolezza, ragazzi, sotto tutti i punti di vista (lati positivi, di breve, della cosa e lati negativi).

STAY TUNED!

Danilo DT

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17 commenti Commenta
draziz
Scritto il 4 marzo 2015 at 14:58

Champagne e musica sul “Titanic” o eutanasia ad un malato terminale…?

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ob1KnoB
Scritto il 4 marzo 2015 at 15:23

…inchia uno non fa in tempo a memorizzare un dato…..

Nicastro today: Crediti deteriorati attesi a fine 2015 a 350Mld

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ob1KnoB
Scritto il 4 marzo 2015 at 15:25

Fonte: audizione alla commissione finanza del Senato

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Scritto il 4 marzo 2015 at 15:44

NNAMO BBENE

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lukeof
Scritto il 4 marzo 2015 at 16:14

Ah beh quello che mi aspetto è che queste sofferenze saranno cartolarizzate tipo subprime e inviate a Bankitalia a “garanzia” della liquidità di Draghi.

Ci sarà da ridere.

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    Scritto il 4 marzo 2015 at 16:39

    da qualche parte il bubbone dovrà scoppiare… ma lo ripeto da un po’…non subito, c’è ancora tempo ragazzi…

    enjoy…..

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lukeof
Scritto il 4 marzo 2015 at 16:59

Danilo DT,

Questo è indubbio, il tappo non salta prima di una decina d’anni, al riguardo io sto programmando con cura l’espatrio, e non scherzo mica.

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ob1KnoB
Scritto il 4 marzo 2015 at 17:54

Non ti illudere il FMI subito clonato da Renzi ha gia’ allo studio il:
‘Thinkiappetto everywhere act’

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vito_t
Scritto il 4 marzo 2015 at 19:06

DT scusami ma il grafico riporta dati del 2013 …. quando ieri è già passato remoto ….. Probabilmente i dati attuali saranno anche peggiori certamente. ….e poi il criterio per definire gli npl, correggimi se dico una stupidaggine .. credo che non sia omogeneo per tutti gli stati; quello che è npl per l’Italia mi sembra che non lo sia per un paese a caso la Germania e quindi il grafico sopra rappresenta una situazione che forse nella realtà è diversa.
Poi .. in troppi a celebrare il funerale del pianeta … da troppo tempo , sono anni ! … intanto le previsioni del corteo funebre vengono spostate in là …. Ma tutti ad escludere che da questa situazione si possa uscire diciamo “onorevolmente” cioè senza una resa incondizionata … ovvero e se qualcuno dovesse metter in atto una redistribuzione della ricchezza siamo così sicuri che crollerà tutto ?

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idleproc
Scritto il 4 marzo 2015 at 19:27

Pessimisti.
Cmq. è un fatto verificabile perché “carta canta”, DT&Amici avevano identificato correttamente il problemazzo dagli inizi e prospettato anche soluzioni praticabili all’epoca e per la cosiddetta europa, praticabili. Vedi caso Grecia.

Segnale (da ZH) :

Presidents should get the power to declare economic emergencies along the lines to declare war, said former Federal Reserve Chairman Ben Bernanke on Monday.
It might make sense to give “the president some ability to declare emergencies or take extraordinary actions and not put that all on the Fed,” Bernanke said at a conference. “The constitution gives the president significant flexibility to respond to military situations,” in part because they are chaotic, he noted.
“I am sure it is not politically possible, but it would be worth thinking about,” the former Fed chairman said.

http://www.marketwatch.com/story/president-should-be-able-to-declare-economic-emergencies-bernanke-2015-03-02

“Economia di guerra” in vista? Con o senza guerra?

Ad alcune delle nostre “menti” politico-chiacchierone era sfuggito agli inizi della crisi, facile che riportassero quanto girava in “alto” e come sempre senza sapere cosa era nello specifico.

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Taxus
Scritto il 4 marzo 2015 at 21:01

lukeof@finanza,

“Questo è indubbio, il tappo non salta prima di una decina d’anni, al riguardo io sto programmando con cura l’espatrio, e non scherzo mica.”
Come sei ottimista addirittura 10 anni !! …O volevi dire mesi !?!?!?
Codardi non si nasce ma si diventa…e questo e’ il problema di troppi Italiani ! Svegliamoci !!Siamo in tanti facciamo sentire finalmente la NOSTRA FORZA verso i corrotti del nostro paese e del mondo intero !

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idleproc
Scritto il 4 marzo 2015 at 21:26

Taxus,

Gli italiani non sono codardi, sono attendisti, guardano come butta, poi quando c’è da muoversi si muovono.
E’ semplice buon senso di cui non difettavano i nostri Antenati.
Sono mediamente anche molto intelligenti, il modello cerebrale wallmart ha qualche difficoltà di penetrazione da noartri.

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snapjibe
Scritto il 5 marzo 2015 at 07:53

Articolo e discussione interessanti.

Secondo me anche se i soldi raggiungessero gli imprenditori sorge il problema di scegliere cosa produrre.

Finchè sarà permesso di importare ogni tipo di prodotto fabbricato in condizioni disumane in oriente non ci sarà spazio per nessuna ripresa perchè non si potrà mandare avanti nessuna industria.

Il gioco:
1. produco in Cina
2. giro i profitti ad Aruba tramite l’affitto del marchio a società paravento

ha distrutto l’economia perchè elimina i posti di lavoro in Europa ed in USA e quindi non da potere d’acquisto alle persone che ormai non potranno nemmeno più ricorrere al credito al consumo.

Riguardo l’inflazione ho paura che con questi QE possa scoppiare tutta in un colpo solo direttamente al 20% e allora si che sono dolori.

Pensare di salvarsi accumulando immobili ed oro a prezzi di saldo (soprattutto gli immobili) credo possa rivelarsi un grosso abbaglio in caso di ulteriore recessione con ulteriore impoverimento delle popolazioni abituate a standard di vita abbastanza comodi rispetto a quelli cinesi o filippini.

Ciao

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idleproc
Scritto il 5 marzo 2015 at 09:07

snapjibe@finanzaonline,

E’ la tecnica dello “scambio ineguale”, poi i profitti te li giochi dove vuoi, risale ai primordi del capitalismo e ha preso nuove forme e impulso nella nostra epoca del capitalismo oligomonopolstico finanziario globale.
Questo per i “grandi”, per i piccoli, funziona nel vecchio modo.
E’ per gestire queste situazioni da un punto di vista socioeconomico che servono gli stati nazionali in quanto non è “vera” imprenditoria, fai sovraprofitti estorcendoli dalle due parti o dalla parte da dove ti permettono di farlo.
La Cina ha uno stato nazionale e una politica economica di lungo termine per cui ha avuto vantaggi netti da un punto di vista di importanzioni di capitali orientandoli verso l’acquisizione di tecnologie e di sistemi di produzione avanzati e potenzialmente potevano e possono mettere fuori gioco quelli che facevano e fanno il giochetto.
I quali, come è successo in Italia per i nostri eroi globalizzati, poi restano in mutande e vengono a batter cassa.

Concordo sull’inflazione, la deflazione è la spennatura, l’iperinflazione sarà la ceretta.

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idleproc
Scritto il 5 marzo 2015 at 09:17

Ps. In fondo è abbastanza banale, produco, faccio produrre o rimarchio in Cina o in India scarpe che mi costano 3, vendo da un’altra parte a 100 ove i costi complessivi socioeconomici sono 100 o 110, il “mercato” non ha ancora “percepito” i costi di produzione reali cinesi e favorisco la cosa con l’etichettatura… il gioco dura finché dura.

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snapjibe
Scritto il 5 marzo 2015 at 12:12

idleproc

Sono d’accordo con te.

Riguardo l’etichettatura secondo me le persone se ne stanno accorgendo vedi la serie di negozi di abbigliamento e oggetti che hanno chiuso.

A volte mi domando se chi comanda si accorga di cosa stia succedendo o fa finta di non accorgersene.

Questa di voler aumentare l’inflazione mi sembra come i trucchi di certi impiegati per avere qualche linea di febbre da mostrare al medico fiscale.

Ma la febbre è un sintomo non è una causa.

Oppure sanno benissimo che non è l’inflazione l’obiettivo ma colmare i megabuchi pubblici e privati stampando soldi.

Il bello è che molti di loro hanno fatto carriera raccontando la storia dei tiranni poco saggi che annacquavano con il ferro le monete d’oro per fronteggiare le enormi spese delle loro corti ed eserciti. Oppure dei terribili politici degli anni 70 che facevano acquistare alla Banca d’Italia e TdS invenduti del Tesoro.

Il debito pubblico ha iniziato ad andare fuori controllo più o meno quando c’è stata la separazione tra Tesoro e Banca d’Italia (primi anni 80).

Forse il problema era che non riuscivamo più a produrre e a VENDERE nemmeno un bullone a prezzi accettabili o un computer decente ?

Ciao

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lukeof
Scritto il 5 marzo 2015 at 13:48

Taxus,

Caro Taxus, io sarei sveglio da parecchio, e ti diro’ che ho perfino individuato l’unica strada realmente praticabile per uscire da questo casino.
E’ tutto scritto qui:
http://lukell.altervista.org/UnasoluzioneallacrisiEsiste.pdf

La cosa abbastanza buffa è che il doc in questione, inviato a Grillo, nemmeno letto.
Inviato a Casaleggio, forse letto ma ignorato.
Inviato a economisti di prim’ordine – ignorato.
Eppure è semplice e perfino efficacissimo.
Il problema è che per fare quello che c’è scritto li’ ci vuole letteralmente uno con due palle al titanio al “posto di comando” politico in Italia o nel Sud Europa.
Dovrei dichiarare io personalmente guerra al mondo intero e cercare di convincere tutti ergo il sottoscritto contro forse l’intero establishment mondiale?
Mi pare un po’ complicato.
Quindi io lo lascio a chi lo vorrà leggere (e magari capire) e nel frattempo cerco di salvarmi il sedere. Tutto qui.

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