SALVIAMO IL SOLDATO EUROZONA (o decidiamo che fare!)

Scritto il alle 17:49 da Danilo DT

Dopo la sentenza della Corte di Karlsruhe vengono messi paletti giuridici e politici che rischiano di pesare nel futuro dell’Unione Europea. Si necessita di Piano B che già esiste e deve essere condiviso.

In questo contesto di mercato, malgrado la positività che ancora si percepisce sui mercati, c’è secondo me poco da stare allegri.
Tra le tante questioni che sono discusse in questo periodo c’è ovviamente la tematica BCE e il debito italiano. Due tematiche molto correlate soprattutto se andiamo ad analizzare la decisione della Corte Costituzionale tedesca.
Partiamo da una premessa.
Il Covid-19 comunemente chiamato CoronaVirus (in modo non corretto) porta a livello di finanza pubblica tre evidenti criticità:

– Crollo del PIL
– Esplosione del debito pubblico PIL
– Super deficit pubblico

Si combatte il punto uno con il punto due e tre, al fine di evitare una depressione senza precedenti.

Intanto la Commissione europea ha presentato le Previsioni economiche di primavera: nel 2020 la crescita dell’Eurozona crollerà del 7,7% mentre quella dell’Ue nel suo insieme del 7,4%. Il crollo del Pil dell’Italia è stimato per quest’anno del 9,5%, della Francia dell’8,2%, della Germania del 6,5%. Nel 2021 tutti riprenderanno a correre: il Pil dell’Eurozona +6,3%, dell’Ue +6,1%, dell’Italia +6,5%, della Francia +7,4%, della Germania +5,9%. (source

Queste le stime proprio in ambito PIL e DEBITO UE.

Risulta chiaro che chi ne uscirà più indebolito, chi sarà mai? Ebbene sempre loro, i paesi periferici, i famosi PIIGS (chi guarda la serie TV “Diavoli” si starà rinfrescando la memoria) che quindi si troveranno di certo ad annaspare quando la situazione tenderà a stabilizzarsi.
Quindi tutto torna chiaro, compresi i timori dei paesi nordici sulla solvibilità dei periferici anche perché, dalla slide sopra esposta, l’Italia vola a circa 159% di debito PIL. Oltre 2.5 volte l’obsoleto parametro di Maastricht.

La decisione della Corte di Karlsruhe

E fu cosi che… dopo lunghe analisi e ragionamenti, la Corte costituzionale tedesca ha dato tre mesi alla Banca centrale europea per dimostrare che il programma di acquisto di obbligazioni non abbia effetti economici e fiscali sproporzionati.
E se non arrivano risposte convincenti, la Corte costituzionale tedesca ha detto in modo inequivocabile che può interrompere i programmi della Bce e questo, se mai dovesse capitare, probabilmente sarebbe l’inizio della fine dell’EURO, visto che si andrebbe a minare in modo inequivocabile la fiducia dei mercati nell’Eurotower e nell’Unione Europea in generale.
Sarebbe la fine della possibilità di fare QE per la Bce, di gestire le emergenze con un po’ di flessibilità, di poter intervenire in modo urgente in caso di bisogno. Il sistema ne uscirebbe indebolito nell’immagine e nella sostanza, in preda alla speculazione con forte rischio di abbandono a favore del buon vecchio sicuro USD.

(…) La Corte costituzionale federale della Germania ha stabilito in una sentenza oggi che il programma di acquisti dei titoli di Stato (Pspp) della Bce relativo al QE1 e QE2 non finanzia gli Stati e quindi rispetta il divieto del Trattato contro la monetizzazione dei debiti pubblici nazionali. Al tempo stesso però la Corte accoglie il ricorso di alcuni accademici ed economisti tedeschi sulla possibilità che il QE negli acquisti dei titoli di Stato abbia violato il mandato della Bce con un mancato rispetto del principio di proporzionalità nel Trattato o ultra vires (non rispetto della ripartizione delle competenze tra l’Unione europea e gli Stati membri). Proporzionalità intesa come analisi controfattuale che soppesa vantaggi e svantaggi della decisione.
Sulla proporzionalità, la Corte ha chiesto al Consiglio direttivo di adottare una decisione che dimostri «in una maniera comprensibile e con argomentazioni» che gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dal PSPP non abbiano effetti economici e fiscali non proporzionati. In particolar modo viene chiesta una particolare verifica al reinvestimento del capitale dei titoli di Stato rimborsati e giunti a scadenza dal gennaio 2019 e relativi al QE1 iniziato il 9 marzo 2015 e terminato il dicembre 2018, e il QE2 iniziato nel novembre 2019. (…) [Source

Ok, so già cosa state pensando e non posso che darvi ragione. Col voto di ieri abbiamo avuto la definitiva certezza che l’Unione Europea è finita, e che agli atti attuali, è comandata dalla Germania. E provate a dire il contrario?
Da ieri infatti la Bce non è controllata dalle istituzioni europee, ma dalla Germania che rivendita la sua PIENA sovranità. Alla faccia dei buoni propositi di Unione.
E se la BCE fa di testa sua e non si attiene alle regole teutoniche, i tedeschi levano le tende. Anche perché diventa difficile secondo me NON ammettere che si tratta di monetizzazione del debito. Infatti quasi in modo silenzioso, la BCE ha fatto un piccolo miracolo. Infatti, grazie al quella serie di quantitative easing il parametro debito/Pil dei Paesi in questione si riducesse dall’86% al 63%, riportandosi quindi in prossimità dei ben noti e discussi livelli previsti da Maastricht. (Source)

Fonte: IlSole24Ore

(…)«Non possiamo definirla una monetizzazione in senso tecnico, si tratta piuttosto di una collaborazione di fatto fra le politiche economiche di Banca centrale e Governi che attuano scelte distinte», ammette Delitala (Pictet, ndr), facendo però notare come in fin dei conti la totalità del nuovo debito che sarà creato a livello aggregato in Europa per far fronte a Covid finirà nei forzieri di Francoforte. (…) [Source

Quindi per certi versi la Corte di Karlsruhe non sta contestando delle cose non corrette. Ma sta politicmente decidendo la fine dell’EURO.
Però per certi versi, potrebbe anche permettere il piano B, la scappatoia, la soluzione che potrebbe mitigare la tensione che si sta generando sui mercati. Anche se poi si vanno a scatenare altri problemi. Però signori, tutto sta nella sostanza.

BISOGNA DECIDERE COSA SI VUOL FARE

Vogliamo continuare il progetto EUROZONA? E allora rifondiamo l’Eurozona.
Vogliamo tornare alle origini? Sarà un gran casino ma in qualche modo faremo. Ma in questo contesto di difficoltà bisogna fare quelle scelte che poi saranno le basi del futuro.
E quale sarebbe l’alternativa agli acquisti BCE? Io vedo solo lui, il tanto discusso ed odiato (indovinate da chi?) recovery fund, che interverrebbe al posto della BCE a sostegno di mercato e paesi.
In altri termini: il sostegno non può venire dalla politica monetaria? E allora utilizziamo strumenti alternativi condivisi.
In modo trasparente ed esplicito, quindi indiscutibile. Ma CONDIVISO in partenza.
UTOPIA? Forse si, ma trovatemi voi altre soluzioni a quanto sopra paventato.

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STAY TUNED!

Danilo DT

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7 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 6 maggio 2020 at 20:19

Caro Danilo analizziamo tre dati di fatto della sentenza di ieri:
1)la corte costituzionale tedesca ha deliberato su decisioni prese dalla BCE anni fa (2015), cioè ogni decisione e relativa a distanza di anni (annamo bene….. annamo proprio bene ).
2)ha stabilito che queste non possono essere in contrasto con il diritto Tedesco, dal punto di vista Tedesco sentenza ineccepibile.
3)la commissione europea ha risposto che le decisioni delle corti costituzionali nazionali sono soggette alla corte di giustizia europea, come sempre una risposta dove la toppa e peggio del buco in quanto si fa carta straccia di tutte le costituzioni nazionali in favore di un entità priva di costituzione, senza volontà popolare, in cui gli organi decisionali vengono eletti in modo per lo meno opaco.
Vediamo i due problemi più grossi:
1)la risposta della commissione europea è sicuramente in conflitto con la corte costituzionale tedesca che col cavolo si fa mettere i piedi in testa dalla corte di giustizia europea.
2)la BCE non può essere soggetta alla corte costituzionale tedesca perché col cavolo che i francesi si fanno mettere i piedi in testa dai tedeschi.
Ci sono tre mesi di tempo per mettersi d’accordo cosa può succedere:
1) si rinvia di altri tre mesi
2) si scannano Francia e Germania.
3) Francia e Germania si mettono d’accordo e usano l’Italia come materasso
Tutti e tre gli scenari portano alla fine dell’Unione Europea in tempi diversi.
L’unica cosa certa per me è che per gli Europeisti di casa nostra credere nell’Unione Europea con quanto visto finora sarebbe ottimistico fino alla stoltezza.
Il Recovery Fund ha gli stessi problemi del QE, al massimo può essere utile per operazioni di maquillage (emette titoli e chi li sottoscrive se non la banca centrale?).
Saluti a tutti.

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Scritto il 6 maggio 2020 at 22:38

E’ una questione di forma, ma si iniziano a vedere gli “effetti collaterali” di cui vi ho già parlato. E siamo nemmeno all’inizio…. Pluff….

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bimbogigi
Scritto il 7 maggio 2020 at 09:07

Ciao Danilo, ma perchè continuare a focalizzarsi su un recovery fund che non è attuabile sia per tempistiche che per forma? Se non si usa la BCE per monetizzare il debito, non ci sono altre vie percorribili se non la disgregazione dell’unione monetaria ed il ritorno al sovranismo “periferico”. Di alternative dal punto di vista della dottrina non ne vedo. Poi ovvio, se decideranno Francia e Germania di “usare l’Italia come materasso”, questo potrà durare ancora ma andrà comunque a finire con le prossime elezioni, quindi al massimo nel 2023

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PORTELLO
Scritto il 7 maggio 2020 at 10:51

Quindi per la liquidita’ si dovrebbe stare in USD per star tranquilli

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pdf79
Scritto il 7 maggio 2020 at 21:39

Se avete voglia di leggere oggi la Commissione Europea ha pubblicato dei documenti sul MES o ESM se avete voglia leggeteli:
https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/economic-and-fiscal-policy-coordination/eu-financial-assistance/loan-programmes/european-stability-mechanism-esm_en
soprattutto questo:
https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/economy-finance/letter_to_peg.pdf
Diciamo che l’ipotesi Italia “materasso” è prevalente.
Saluti a tutti.

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paolo41
Scritto il 8 maggio 2020 at 13:23

personalmente non ho mai visto al parlamento del nostro paese una così grossa ammucchiata di incompetenti, casinisti, arroganti e presuntuosi come in quest’ultimi anni…. e questo vale per governo e opposizione !!!! La Commissione europea e chi la controlla possono fare quel che loro pare, ma niente e nessuno impedirà che il nostro paese vada al macello !!!!! se come sembra riportano i mafiosi in carcere dovrebbero andare a fargli compagnia anche i nostri parlamentari e …. buttare via la chiave !!!!!

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pdf79
Scritto il 8 maggio 2020 at 20:46

paolo41,
Non sono incompetenti, svolgono il lavoro di chi li ha messi lì, come i giornalisti, se vuoi seguire oggi storia MES ci metti 5 minuti.
Comunicato Eurogruppo:
https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2020/05/08/eurogroup-statement-on-the-pandemic-crisis-support/
Leggi frase sibillina “The ESM will also implement its Early Warning System to ensure timely repayment of the Pandemic Crisis Support” buttata li.
Vai sul sito del ESM/MES e leggi cosa è:
https://www.esm.europa.eu/explainers/faq

The ESM has, as specified in the ESM Treaty, created an Early Warning System to detect loan repayment risks and allow for corrective actions. The EWS also applies to EFSF loans.
The objective is to determine a programme country’s ability to repay its loans. This requires an assessment of the country’s short-term liquidity, market access, and the medium- to long-term sustainability of public debt.

This work takes into account and complements the fiscal and debt sustainability analysis that the European Commission and the European Central Bank (ECB) perform during and after a programme.
The ESM prepares, on a quarterly basis, a payment overview (interest, fees, and principal repayments) for each beneficiary ESM Member, covering the next 12 months. The beneficiary country provides the ESM with a cash flow overview each quarter covering the next 12 months. This overview is sufficiently detailed for the ESM to determine if the country can meet its upcoming obligations. The ESM also considers the implications of the medium and long-term economic and financial outlook for the repayment capability of beneficiary countries.
Former programme countries will be under the ESM Early Warning System until they repay the full amount of their ESM loan. This ESM monitoring will therefore outlive the post-programme monitoring by the European Commission in the context of the EFSM, which expires when the country reimburses 75% of its financial assistance.
If the EWS detects a repayment risk, the Managing Director will inform the ESM Board of Governors and Board of Directors, and will propose possible remedies, such as the creation of provisions and corrective financial measures, if necessary.

Il diavolo è nei dettagli ma il bello è che pubblicano tutto, poi se uno non vuole leggere o non può leggere è un altro discorso.
Buon weekend.
Saluti a tutti.

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