Salta l’Euro? Ecco le conseguenze. Effetto contagio garantito

Scritto il alle 14:30 da Danilo DT

Quante parole fatte da politici, economisti, giornali. Ma alla fine è chiaro a tutti che, se salta l’Euro sarà anche la capricciosa ed indisponente Germania a pagare.
Questa analisi che ho preso NON da Topolino ma da un signor giornale tedesco, tale Der Spiegel, spiega in modo evidente le conseguenze a cui andrebbero incontro i paesi dell’Eurozona in caso di Euro break up.

Siamo d’accordo che riuscire a fare tale calcoli non è per certo facile. Ma almeno anche i media tedeschi si stanno rendendo conto che non è nell’interesse di nessuno, Germania compresa, che il progetto Euro sia destinato a morire. Perché questo esito non converrebbe a nessuno.

E che fine farebbe l’Italia?

Vorrei però portare alla vostra attenzione i dati dell’Italia.
Secondo il giornale tedesco, se si tornasse alla Lira, l’Italia si troverebbe con una disoccupazione in aumento (12.3%), un crollo dell’Economia che già di per sé mi sembra abbastanza in fase critica, in particolare nei primi due anni, ed un vistoso e pericoloso aumento dell’inflazione che finirebbe fuori controllo (galoppante).
Tenetelo bene a mente questo grafico e fatelo vedere ai nostalgici della Lira. Secondo il mio punto di vista, resta ancora decisamente prudenziale. Il rischio di ritrovarsi con dati ben peggiori è assolutamente realistico. Pensate all’effetto contagio, al crollo del valore degli asset, e alla speculazione.
Non dico che si tornerebbe al baratto ma…l’Italia sarebbe la Grecia di oggi.

Preferisco l’Euro. I’m sorry.

STAY TUNED!

DT

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36 commenti Commenta
bergasim
Scritto il 27 giugno 2012 at 15:10

Scusa Dream ma i dati vanno dati corretti e non inventati come quelli del quotidiano, l’inflazione aumenterebbe e chi lo dice, nel 1992 quando uscimmo dallo sme l”italia dovette svalutare la propia moneta ma l’inflazione al contraio scese e con il tempo il fabbisogno italiano verso l’estero diminui.
Quindi ti pregherei di non scrivere inesattezze

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bergasim
Scritto il 27 giugno 2012 at 15:21

Tratto da un pezzo di bagani in merito alla svalutazione del 92

La svalutazione rende ciechi.

È un film già visto. Ricordate lo Sme “credibile”? Dal 1987 al 1991 i cambi europei rimasero fissi. In Italia l’inflazione salì dal 4.7% al 6.2%, con il prezzo del petrolio in calo (ma i cambi fissi non domavano l’inflazione?). La Germania viaggiava su una media del 2%. La competitività italiana diminuiva, l’indebitamento estero aumentava, e dopo la recessione Usa del 1991 l’Italia dovette svalutare. Svalutazione! Provate a dire questa parola a un intellettuale di sinistra. Arrossirà di sdegnato pudore virginale. Non è colpa sua. Da decenni lo bombardano con il messaggio che la svalutazione è una di quelle cosacce che provocano uno sterile sollievo temporaneo e orrendi danni di lungo periodo. Non è strano che un sistema a guida tedesca sia retto dal principio di Goebbels: basta ripetere abbastanza una bugia perché diventi una verità. Ma cosa accadde dopo il 1992? L’inflazione scese di mezzo punto nel ’93 e di un altro mezzo nel ’94. Il rapporto debito estero/Pil si dimezzò in cinque anni (da -12 a -6 punti di Pil). La bolletta energetica migliorò (da -1.1 a -1.0 punti). Dopo uno shock iniziale, l’Italia crebbe a una media del 2% dal 1994 al 2001. La lezioncina sui danni della svalutazione (genera inflazione, procura un sollievo solo temporaneo, non ce la possiamo permettere perché importiamo il petrolio) è falsa.

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fabrizio01
Scritto il 27 giugno 2012 at 15:27

Onestamente non credo che l’euo fallirà, ma certamente dobbiamo ancora passare molte tempeste nei prossimi 12/18 mesi.
La creazione di una moneta unica, senza prima modellare un’europa vera, è stato come creare un golem. La leggenda del golem, in sintesi, ci narra di un essere creato dall’uomo affinchè assolva a tutti i suoi desideri e che lo protegga. L’uomo diede al golem grandi poteri, talmente grandi che il golem stesso, una volta ribellatosi al suo creatore (l’uomo) decise di volerlo eliminare. Ecco la nostra moneta, doveva servire per proteggerci da speculazioni, doveva fare crescere l’europa, ma l’arroganza dell’uomo ha creato un mostro che ora (come avesse un’anima) si sta ribellando e ha deciso la distruzione dell’uomo finanziario attraverso la speculazione. L’eurogolem, tramite la speculazione, ci sta uccidendo finanziariamente.
Possiamo anche utilizzare il mito di re mida, che voleva in oro tutto ciò che toccava. Morì di fame perchè gli stessi alimenti si tramutavano in oro al suo tocco.
La leggenda del golem ci dice che poi l’uomo trionfò, ma dovette subire gravi disastri. L’euro trionferà, ma abbiamo ancora gravi disastri davanti.
Spendo una parola a favore della merkel: fermo restando che io stesso penso che senza eurobond non si riuscirà ad innescare un processo favorevole, io penso che la negazione della immediata mutualizzazione del debito sia giustamente osteggiato dai tedeschi. Una immediata mutualizzazione dei debiti, sono certom porterebbe i piigs a non procedere nelle riforme e a continuare sulla brutta strada percorsa fino ad ora. Ed allora è bene che siano i piigs ha dare un forte segnale di cambiamento se vogliamo che la merkel ceda sugli eurobond, altrimenti saremo noi colpevoli del disastro e non i tedeschi. Non dimentichiamoci mai che il nostro debito è frutto di colpe nostre, non certo di colpe dei tedeschi. Certamente la germania sta approfitando di questa crisi sovvenzionandosi gratuitamente, ma non facciamo i candidi perchè anche noi, al posto loro faremmo la stessa cosa. Se vogliamo che finisca questo approfittamneto dei tedeschi diamo a loro un segnale di discontinuità nel nostro quarantennale comportamento dissolutorio.
Comunque sia, gli eurobond non sono tecnicamente fattibili.
Io penso che non uscirà nulla di eclatante da questo incontro, probabile che ne seguiranno altri e tutti decisivi, sono due anni che fanno incontri decisivi. Non a caso i leader europei si stanno incontrando in questi giorni, proprio perchè non riescono a trovare una soluzione adeguata.
Chiudo dicendo che le metastasi greche stanno di nuovo attaccando il malato europa, i ricoveri in ospedale sono ricoveri tattici, ne sono certo. La spagna è ormai al collasso e credo che non mancheròà molto ad una sua richiesta fortissima, una probabile ristrutturazione del debito.

Cordiali saluti

Fabrizio

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fabrizio01
Scritto il 27 giugno 2012 at 15:34

fabrizio01@finanza:
Onestamente non credo che l’euo fallirà, ma certamente dobbiamo ancora passare molte tempeste nei prossimi 12/18 mesi.
La creazione di una moneta unica, senza prima modellare un’europa vera, è stato come creare un golem. La leggenda del golem, in sintesi, ci narra di un essere creato dall’uomo affinchè assolva a tutti i suoi desideri e che lo protegga. L’uomo diede al golem grandi poteri, talmente grandi che il golem stesso, una volta ribellatosi al suo creatore (l’uomo) decise di volerlo eliminare. Ecco la nostra moneta, doveva servire per proteggerci da speculazioni, doveva fare crescere l’europa, ma l’arroganza dell’uomo ha creato un mostro che ora (come avesse un’anima) si sta ribellando e ha deciso la distruzione dell’uomo finanziario attraverso la speculazione. L’eurogolem, tramite la speculazione, ci sta uccidendo finanziariamente.
Possiamo anche utilizzare il mito di re mida, che voleva in oro tutto ciò che toccava. Morì di fame perchè gli stessi alimenti si tramutavano in oro al suo tocco.
La leggenda del golem ci dice che poi l’uomo trionfò, ma dovette subire gravi disastri. L’euro trionferà, ma abbiamo ancora gravi disastri davanti.
Spendo una parola a favore della merkel: fermo restando che io stesso penso che senza eurobond non si riuscirà ad innescare un processo favorevole, io penso che la negazione della immediata mutualizzazione del debito sia giustamente osteggiato dai tedeschi. Una immediata mutualizzazione dei debiti, sono certom porterebbe i piigs a non procedere nelle riforme e a continuare sulla brutta strada percorsa fino ad ora. Ed allora è bene che siano i piigs ha dare un forte segnale di cambiamento se vogliamo che la merkel ceda sugli eurobond, altrimenti saremo noi colpevoli del disastro e non i tedeschi. Non dimentichiamoci mai che il nostro debito è frutto di colpe nostre, non certo di colpe dei tedeschi. Certamente la germania sta approfitando di questa crisi sovvenzionandosi gratuitamente, ma non facciamo i candidi perchè anche noi, al posto loro faremmo la stessa cosa. Se vogliamo che finisca questo approfittamneto dei tedeschi diamo a loro un segnale di discontinuità nel nostro quarantennale comportamento dissolutorio.
Comunque sia, gli eurobond non sono tecnicamente fattibili.
Io penso che non uscirà nulla di eclatante da questo incontro, probabile che ne seguiranno altri e tutti decisivi, sono due anni che fanno incontri decisivi. Non a caso i leader europei si stanno incontrando in questi giorni, proprio perchè non riescono a trovare una soluzione adeguata.
Chiudo dicendo che le metastasi greche stanno di nuovo attaccando il malato europa, i ricoveri in ospedale sono ricoveri tattici, ne sono certo. La spagna è ormai al collasso e credo che non mancheròà molto ad una sua richiesta fortissima, una probabile ristrutturazione del debito.

Cordiali saluti

Fabrizio

Chiedo scusa per qualche errore di battitura e per una h di troppo eh eh.

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john_ludd
Scritto il 27 giugno 2012 at 15:51

bergasim,

Questa tesi Bagnai la propone da anni documentandola al meglio che può. Dimentica però di menzionare che nel 1991 Cina, India, Corea del Sud, Brasile… erano attori inesistenti e contavano complessivamente poco o niente e non erano concorrenti sul mercato petrolifero e in tutti gli altri e l’odiato barile di olio nero costava in rapporto al PIL molto meno di oggi. Personalmente non dissento con l’analisi di Bagnai perché errata ma perché parziale; l’economista ha una tesi e mostra fatti reali e inoppugnabili a difesa della propria tesi e NON considera tutti quelli che la possono mettere in discussione. Accade lo stesso ad altri economisti anche più illustri, come Paul Krugmann che continua strenuamente a difendere le proprie tesi sul ruolo dei mercati finanziari che si sono dimostrate errate. Economisti della sponda opposta costruiscono ragionamenti analoghi: non essendo stupidi considerano solo i dati che sembrerebbero dimostrare che i loro modelli/ragionamenti sono correnti scaricando tutto il resto. Ognuno resta fermo nelle sue posizioni e non ammette neppure per un attimo di avere fatto un’analisi parziale.

E per favore Berga non ricominciare con sta storia della saccenza, del professorino etc… di dubbi ne ho tantissimi, anzi ho solo quelli.

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vichingo
Scritto il 27 giugno 2012 at 15:57

La Merkel si ostina a non varare gli eurobond, non per punto preso o perché vuole essere rieletta. Il motivo è che non si fida dei controlli che dovrebbero garantire una politica di risanamento e di abbattimento del debito. Dallo schema che hai presentato si capisce che la fine dell’euro sarebbe un disastro per tutti, Germania compresa. E allora che fare? Continuare con questa estenuante agonia? E’ possibile applicare il rigore tedesco in situazioni dove la corruzione impera e dove si stenta a prendere decisioni anche impopolari? Non riesco a dare una risposta a queste domande. Una cosa però è certa: Merkel deve valutare bene il rapporto costi-benefici riguardo a questa ostinazione a non voler “socializzare” il debito. Lo so che il ritorno alla lira impennerebbe l’inflazione, una pizza ci verrebbe a costare 50 mila lire, ecc, ma sul piano delle esportazioni sarebbe una manna per le imprese. Quello che mi dà più fastidio, comunque, è questo immobilismo che non porta da nessuna parte, mentre la speculazione fà il bello, ma soprattutto il cattivo tempo. Lo ripeto: Monti, tira fuori le palle e imponi qualche soluzione che ci faccia uscire da questo pantano……………..

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a_jackson
Scritto il 27 giugno 2012 at 16:13

“La Merkel si ostina a non varare gli Eurobond”. Mi viene (istericamente) da ridere. Giarda sta “negoziando” con il Parlamento le FERIE. E la “culona” dovrebbe cacciare (metaforicamente) il grano?

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faustino
Scritto il 27 giugno 2012 at 16:16

Io non mi permetto di giudicare, ma sono anni che leggo previsioni che poi dopo soli 2 o 3 mesi non sono più valide. La pizza potrà anche costarmi 10.000 lire o qualcosa in più, ma è una cifra da cui partire, poi vediamo se riesci a vendermela anche a 20.000 lire. Con l’Euro ci sono riusciti per cui o si ritorna a costi e valori reali o non c’è medicina che curi. Un operaio normale non può pensare di lavorare 40 anni e non potersi permettere nulla perchè non lavorerà mai. Lo farà solo per la sopravvivenza ma a volte si fà prima a rubare che lavorare quando si parla di sopravvivenza.

Ritornando al tema, le previsioni di economisti e studiosi sono solo stime e non hanno nulla di certo, se salta l’Euro salta per tutti per cui non vedrei queste grandi problemi di cui tutti parlano, ma ne rimane uno sicuramente serio, gli asset delle banche saltano tutti i parametri di contenimento e dovranno essere nazionalizzate. A quel punto cosa si fà?
Nazionalizzare è un bene se il processo è democraticamente ben gestito, una trappola mortale se finisce in mano ai soliti noti. Pensare al trio ABC che possa controllare le banche mi mette i brividi.

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manonegra82
Scritto il 27 giugno 2012 at 17:06

faustino@finanza, Esatto, tra l’altro la politica è già dentro le banche ben intrallazzata, vedi bpm o mps e le varie fondazioni. Semmai il problema è proprio quello fuori i partiti dalle banche! Semmai nazionalizzare e poi metterle sul mercato e renderle public company, leggi severe sul management, conflitti d’interesse e cariche multiple nei cda, tutela dei piccoli azionisti…. I problemi sono questi e si fa finta di non vederli, ma non parliamo di nazionalizzare e basta, perché di Mattei in giro non ce ne sono più…… o almeno non ne vedo.

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bergasim
Scritto il 27 giugno 2012 at 17:10

john_ludd@finanza,

Il tuo problema e che lui supporta le sue teorie con numeri e dati oggettivi, tu al contrario supporti le tue tesi con le parole, a mio avviso vi è una sottilissima differenza, però il prof americano che lavora in cina,su di lui non esprimi pareri megativi ,quando afferma che la cina crescerà nei prossimi anni solamente del 3% e non supererà gli usa nel 2030 o giù di lì come sostenuto fal financial time, ma molto più tardi.
Quando vuoi fare degli appunti fornisci dati non opinioni.

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john_ludd
Scritto il 27 giugno 2012 at 17:34

bergasim,

Questo è un blog e neppure il mio. Scrivo commenti e fornisco i link ai documenti che tu non leggi perchè non te ne importa nulla di confrontarti con chi ha opinioni diverse dalle tue. Come te ce ne sono milioni, negativi su tutto, apocalittici, tutto è marcio, tutto è morto, siamo condannati all’apocalisse. Di volta in volta sposi una tesi senza mai confutarla, diventa la verità assoluta e questo dipende dalla tua visione religioso oscurantista che hai del mondo. Non è possibile intavolare alcun scambio di opinioni con te e infatti non lo fa nessuno perché te esci con giudizi assoluti e totali. L’apocalisse appunto. Se altri lettori pensano che io scriva delle boiate pazzesche lo scriveranno, lo documenteranno e allora vedremo di intavolare una discussione anche animata sui vari meriti. Con te è impossibile. Addio.

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lacan2
Scritto il 27 giugno 2012 at 17:48

Io aggiungerei che nel decennio degli anni 90 il mondo occidentale beneficiò degli effetti della delocalizzazione iniziata dagli anni ’80 delle produzioni a più alta intensità di capitale, nonché dall’aumento di produttività che l’implementazione della tecnologia informatica aveva beneficiato al sistema produttivo mondiale. A parte il peso del petrolio, occorrerebbe anche verificare il movimento del dollaro.
Il ventennio novanta/duemila ha sperimentato una bassa inflazione, ciò è stato anche dovuto alla possibilità di produrre a più bassi costi rispetto al passato, sia perché la manodopera è costata meno (paesi in via di sviluppo) sia perché la tecnologia ha permesso guadagni di produttività inimmaginabili.
Riguardo al caso attuale, a parte il pericolo inflazionistico che potrebbe essere probabile, occorrerebbe valutare l’accesso dell’Italia ai mercati dei capitali, il suo probabile default, le tensioni sociali e politiche che ne potrebbero derivare in un contesto già molto teso, il ritorno alla lira significherebbe anche la continuazione del malaffare politico che non si troverebbe più alle strette con esigenze di efficienza, risanamento forzato, pulizia perché a quel punto basterebbe svalutare come si è sempre fatto. Una considerazione così a pelle: pensate a cosa succederebbe al mercato immobiliare, alle banche indebitate in euro, al conseguente prosciugamento di credito all’economia … insomma ragioniamoci bene.
Terza considerazione spesso poco pesata, è di tipo politico: l’europa non è o non dovrebbe essere soltanto una cozzaglia di paesi che si uniscono economicamente, ma anche un progetto politico di più ambio respiro, progetto che è necessario in un mondo così globalizzato e dove gli attori politici sono molto più forti e potenti rispetto al passato proponendo modelli sociali e valori di civiltà inferiore rispetto a ciò che è stato costruito in Europa. La disfatta del progetto europeo rischierebbe di creare tensioni crescenti tra i paesi europei, i politici scaricherebbero la colpa di una situazione difficile sugli altri paesi (vedi Grecia, Italia , ecc) .. insomma le considerazioni di tipo sociale e politico non sono di poco conto, perché l’economia, nonostante abbia la presunzione di elevarsi a scienza esatta, in realtà deriva da comportamenti umani alquanto irrazionali come la storia continuamente dimostra.

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bergasim
Scritto il 27 giugno 2012 at 17:58

Ho letto diversi articoli del professore che tu citi anche su blog diversi, come minsh.
Il problema è un altro quello che tu posti e i link che citi li spacci per oro colato, per poi fare sempre appunti su quello che gli altri postano, senza però fornire numeri
In italia dopo il 1992 l’inflazionè è aumentata? l’indebitamento verso l’estero è sceso? abbiamo avuto u tasso di crescita reale che ora non abbiamo?
Ma tu da sommo presuntuoso quale sei ti permetti di criticare le tesi di altre in maniera sempre presuntuosa ed arrogante, quando non fai lo stesso con le tue, basta leggere i tuoi commenti presenti nel blog tutti con il tono di chi sa tutto o fuor far credere di sapere tante cose senza in realta sapere poi ben poco, lanci il sasso e poi nascondi al mano.
Io non mai criticato i link o le fonti che tu hai segnalato, ma bensì la tua personale interpretazioni delle cose, vuoi sempre avere l’ultima parola, come vedi la cosa e ben diversa, Tu al contrario non lo fai come nel caso di Bagani perchè naturalmente essendo tu un notissimo economista hai i titoli per poter contestare quello che dice.
Ti risulta poi che io abbia mai fatto qualche appunto su qualche tuo link, mai ,quando tu hai parlato di micheal pettis, io ho letto quello che ha scritto sul suo blog e mi sono fatto una mia opinione ma non ho espresso pareri contrari come fai con bagnai ( attenzione del quale io non ho sposato nessuna tesi, ma trovo interessante quel che dice perchè fornisce dati a suporto).
Poi se tu non sei credente questo non ti da il dititto

Di volta in volta sposi una tesi senza mai confutarla, diventa la verità assoluta e questo dipende dalla tua visione religioso oscurantista che hai del mondo

Di affermare queste gran cazzate.

Ora torna a farti un pisolino e poi fatti una pinta di birra

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bergasim
Scritto il 27 giugno 2012 at 18:05

john_ludd@finanza,

Non è possibile intavolare alcun scambio di opinioni con te e infatti non lo fa nessuno perché te esci con giudizi assoluti e totali. L’apocalisse appunto

Da quanto tempo segui il blog? Nom mi sembra che nessuno abbia avuto scambi con me anzi il contrario

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kry
Scritto il 27 giugno 2012 at 18:07

bergasim,

Ieri Albertom,oggi john Ludd……domani?

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bergasim
Scritto il 27 giugno 2012 at 18:11

kry@finanza,

perchè su albertom cosa avresti da dire, ha infamato lukas sprando sentenze, ecco quello che aveva scritto

Scrive:
23 maggio 2012 alle 19:24

sorry Bergasim ma questo messaggio non può trovare spazio nel ns blog, prendiamo atto che Lukas è stato infamato e offeso pubblicamente – gremlin

Quindi cosa avresti da dire? hai qualcosa da ribattere?

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bergasim
Scritto il 27 giugno 2012 at 18:23

john_ludd scrive:
27 aprile 2012 alle 16:05
Dream Theater,
DT preferisco ormai dilettarmi di “parabole” come una specie di profeta da due soldi…
vedi… tu sai che sembro “ossessionato” dal voler dimostrare che l’Asia NON va… ma c’è una ragione. Gli idioti che popolano i mercati poggiano tutte le loro speranza da stupidi e ignoranti quali sono, sul mito della crescita dell’Asia. Qui la crescita è finita da un pezzo. Tutti a riempirsi la bocca dell’euro… branco di somari privi di qualsiasi senso critico, ottusi seguaci di numeri falsi. Giocate al lotto che sarete più fortunati. Ti giro l’ultima di Chauvanec, non mi era mai capitato di leggere un post di un rispettato professore generalmente equilibrato, così terribilmente inequivocabile. Ieri parlavo con un piccolo imprenditore indiano che mi dice che le cose laggiù vanno malissimo, inflazione torrida, blackout continui, clienti che non pagano, fornitori che vogliono farsi pagare cash…
Per piacere compratevi un bel elmetto di granito che quando inizierà a piovere… e lasciate perdere l’analisi tecnica che non vuole dire un ca…zo di niente. quando una bolla espolde lo fa in un secondo non manda… segnali tecnici.
Vuoi un trade ? Vai corto su tutte le materie prime industriali, titoli ciclici, minerari, quello che ti pare a prescindere di quello che ti dicono i (bah !) segnali tecnici. Sempre che ti interessi incrementare il tuo “score” su qualche database in attesa che qualche mese o anno dopo si azzeri.
E non parlo del Giappone per pietà.

Ecco una delle rare perle di chi dice di no essere saccente o arrogante o di sapere tutto, il tono del post è inequivocabile, trasuda io so tutto in ogni frase.

Naturalmente quanto scritto da chovanec andrebbe preso per oro colato, naturalmente nelle risposte a quanto sosetnuto dal caro john non ci sono state tesi contrarie o smentite come lui invece e solito fare con i post degli altri.

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bergasim
Scritto il 27 giugno 2012 at 18:25

kry@finanza,

Sei connesso? ora cosa dici

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kry
Scritto il 27 giugno 2012 at 18:28

Certo io non sono il difensore di nessuno,nemmeno di chi insulta in quel modo. Ritengo da vigliacco e da imbecille chi sostiene che albrtom pippava la coca. Una persona bandita dal blog che non può controbattere. Probabilmente l’hai visto finchè pippava e un pò d’aria te la sei respirata. Poi non è affatto vero come dici che con john ludd nessuno dialoga. Poi cosa vuol dire da quanto segui il blog. Chi prima arriva meglio sa? O può permettersi qualcosa più degli altri. Mi sembra che la crisi ti stia innervosendo particolarmente. Sembrava che fossi cristiano bel comportamento,edificante non c’è che dire.

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bergasim
Scritto il 27 giugno 2012 at 18:45

kry@finanza,

Forse mi sono espresso male, e lui che sostiene che nessun dialoga con me e non il contrario, poi se ho fatto una battuta infelice su albertom su questo ti posso dare ragione ma non mi sembra di averti mai insultato.Ti consiglio di leggere bene quello scritto da john, leggi il post delle 17.34

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ciromot
Scritto il 27 giugno 2012 at 18:58

John_ludd e’ uno dei commentatori che seguo sempre in tutto cio’ che scrive sul blog…………ed ho imparato tanto…….lo apprezzo tantissimo e colgo l’occasione per ringraziarlo e ringraziare tutti voi per cio’ che fate……. ;)

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7voice
Scritto il 27 giugno 2012 at 19:08

ah ah ah baratto, lira , pezze vecchie e compagnia cantando ! DREAM VERAMENTE COMICA LA TUA INTERPRETAZIONE ! MA LA VOGLIAMO FINIRE DI ACCODARCI A QUESTI PEZZENTI DI ECONOMISTI E VARIE VACCATE TEDESCHE! EURO è IRREVERSIBILE !OLTRE CI STA’ UNA GUERRA MONDIALE STERMINATRICE ! X CUI FINIAMOLA CON QUESTE LITANIE !

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a_jackson
Scritto il 27 giugno 2012 at 19:12

Domanda: da neofita del blog e con rispetto per tutti quanti. Ma si può sapere che cosa fa tizio o caio (non voglio entrare in polemiche) per proteggere (se possibile) le proprie 2-lire-2 dall'”Armageddon” :?:
Con rispetto, ripeto, parlando credo che sia assai più utile discutere di cose un filo concrete di quanto non lo sia l’accapigliarsi su teorie economiche che, ad ignoranti come me, risultano per lo più inutili.
Ciò premesso, vive cordialità per tutti 8)

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ferrariferrari
Scritto il 27 giugno 2012 at 19:20

NON CREDO! NEGLI ANNI NOVANTA NON AVEVAMO L’EURO, E NON AVEVAMO NE INFLAZIONE GALOPPANTE NE IL BARATTO!!
SENZA CONSIDERARE LA FONTE “DER SPIEGEL” UN GIORNALE MOLTO PARTIGIANO E POCO OBIETTIVO.

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7voice
Scritto il 27 giugno 2012 at 19:50

adesso non penserei alla moneta !ma penserei di fianziare seriamente LA LERN ! SE SUCCEDE CIò SAI QUANTO ME NE FOTTE DELLE MONTE E AFFINI ! MEDITATE GENTE MEDITATE ! IL MONDO GIRA TUTTO IN TORNO ALL’ENERGIA ,NON SULLE MONETE ! PETROLIO TORNA NEL POSTO CHE MERITI ……….IL CESSO !

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7voice
Scritto il 27 giugno 2012 at 19:56

ma vuoi vedere che le posizioni al ribasso sull’euro le tiene aperte la bce ? io non mi meraviglio di ciò! ma quì si parla di baratto , mano morte e arcore show ! a bush lo presero a scarpate in iraq! A QUESTO CHE PARLA DI FARE IL MINISTRO DELL ‘ECONOMIA NESSUNO LO SPUTA IN UN OCCHIO ?MA COME AVETE FATTO A TENERLO PER 15 ANNI AL COMANDO ???? MISTERI DI QUESTO POPOLO DI POMPECELLA !CHIAGNE E FOTTONO CONTEMPORANEAMENTE ! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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dr. procton
Scritto il 27 giugno 2012 at 20:30

Ciao Dream, apprezzo molto quello che scrivi però riguardo all’inflazione nel caso l’Italia esca dall’Euro ti invito a leggere cosa dice questo economista poi sappimi dire.
http://goofynomics.blogspot.it/2012/06/istruzioni-per-luso.html
è un bignami del blog, almeno ha condensato in quest’articolo gran parte delle sue teorie.
Un saluto e continua ad informarci senza credere ai giornali possedurti dalle elites finanziarie che fanno terrorismo economco.

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apprendista
Scritto il 27 giugno 2012 at 20:37

Piccolo contributo: io sono apprendista come da nickname e quindi seguo questo e quasi tutti gli altri blog “importanti di finanza”e poiche’ anche la mia enorme (scusate l’ardire) memoria ha dei limiti tengo anche una specie di diario sunto sulle opinioni di chi ho ritenuto meritevole in base agli eventi in seguito accaduti, cio’ continua dall’ottobre 2008, risultato: DA SBELLICARSI DELLA RISATE volendo sintetizzare TUTTO ED IL CONTARIO DI TUTTO DA PARTE DI TUTTI E SOTTOLINEO TUTTI,sono quindi concorde con John (che benche’ ammiri tantissimo non ha scherzato nemmeno lui) quando dice che l’informazione sul web tende ad autoinficiarsi producendo come risultato il nulla,probabilmente e’ dovuto alla mia pochezza ma ritengo che se a partire dal crollo lehman avessi continuato a vivere nel mondo del tg5 avrei forse commesso qualche errore finanziario in piu’ ma starei emotivamente molto meglio ma oramai indietro non si torna.
Spero nessuno si offenda ma questa e’ la mia opinione.
Grazie comunque a tutti per quanto innegabilmente mi avete insegnato.

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a_jackson
Scritto il 27 giugno 2012 at 20:45

apprendista@finanza,

:mrgreen:

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muec65
Scritto il 27 giugno 2012 at 22:56

Come si esce dall’euro.
Buona visione a tutti.
http://www.youtube.com/watch?v=fhzwE1oNA30
Ad majora

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kry
Scritto il 27 giugno 2012 at 22:58

bergasim,

Non è la prima volta che ci scontriamo e spero che sia l’ultima. La tua ostinazione mi sta invitando a mettere i puntini sulle i e in questo non sono perdente e ti accontento. Innanzi tutto sarà un mio problema soggettivo io non consiglio mai nessuno,tuttalpiù chiedo o invito (vedi tua replica ore 18,45 ultima riga). I consigli vanno dati solo quando sono richiesti. Mi spiace che ti senta offeso perchè a questo non ero intenzionato e non mi sembra di averti insultato mi sono solo permesso di dire come la penso di fronte a certi atteggiamenti,non mi sento il custode della verità. Riguardo il tuo consiglio di rileggere il commento delle 17,34 andando a ritroso alle 18,07 prima del ? c’erano tre possibilità di risposta,si poteva scegliere domani e dire vedrò di non prendermela con il mondo. Non sono stato io a scegliere di parlare di albertom. Poi alle 18,25 altro commento prova a rileggerlo lo si può interpretare come una sfida. Dalle 18,07 alle 18,25 sono 18 minuti il tempo che impiego a scrivere una decina di righe,sono lento( prova a contare quelle che stai leggendo e capisci quanto tempo sto spendendo)e generalmente prima di schiacciare i tasti sulla tastiera penso a quello che sto per scrivere anche se molte volte i miei commenti possono sembrare banali. Ultimamente nel blog si sente dire nulla si crea e nulla si distrugge e in finanza si aggiunge si trasferisce,personalmente preferisco una legge della fisica quella ad ogni azione corrisponde una reazione uguale o contraria se non peggiore. Una volta vivevo per aver per ultimo la battuta finale ora non più sono cambiato. Ciao,buonanotte.

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idleproc
Scritto il 27 giugno 2012 at 23:44

Suggerirei di partire dal presupposto che quella in cui siamo dentro è un guerra vera in cui il nemico si nasconde dietro a cortine fumogene e ha notevoli capacità di mimetismo.
Vista l’integrità e moralità che prescinde dall’interesse personale di tutti quelli che commentano in questo blog presumo che siamo tutti dalla parte dell’Italia e del popolo italiano. In senso più esteso, lo siamo anche di tutti gli altri popoli soggetti al problema.
Poi bisogna concordare o meno sul fatto che effettivamente esista un nemico, quale sia, quali sono i suoi centri di comando, quali e chi i suoi alleati interni ed esterni, quali gli strumenti di propaganda.
Dopo diventerebbe decisamente più semplice discutere sull’interpretazione del “terreno” e le tattiche e strategie per vincere la partita.
Bisogna focalizzare l’obbiettivo e le litigate cesseranno di essere personali.
E’ mia opinione che la situazione si deteriorerà e che fatto salvo un miracolo di S.Gennà, il gioco diventerà sempre di più un gioco per adulti. Ovviamente spero di no ma la speranza appartiene all’irrazionale.

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lampo
Scritto il 27 giugno 2012 at 23:52

a_jackson@finanza:
Domanda: da neofita del blog e con rispetto per tutti quanti. Ma si può sapere che cosa fa tizio o caio (non voglio entrare in polemiche) per proteggere (se possibile) le proprie 2-lire-2 dall’”Armageddon” <img

Sintetizzando in due righe:
Diversifica il più possibile (come strumenti finanziari, sia a livello settoriale, sia geograficamente) e impara nuove cose… in maniera che possano tornare utili ed essere vendibili o scambiabili, nei momenti di magra.

Altre due righe sul motivo della diversificazione:
Non può crollare tutto! Quindi a seconda di quello che crolla, vendi quello che vale di più per sopravvivere… e il resto aspetti che si riprenda di valore, ovviamente se lo ha perso (visto che riesci a vivere con il resto).

L’aspetto più difficile è scegliere in cosa diversificare: ci vuole esperienza (devi aver già sbagliato molte volte e perso un po’ di quattrini), tante conoscenze economiche, geopolitiche, culturali e soprattutto tanta curiosità e tempo per documentarti.

Oppure segui qualche blog interessante…. dove la differenza di conoscenze e il confronto, ti risparmiano tale fatica. :wink:

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faster than you
Scritto il 28 giugno 2012 at 01:38

Non sono affatto d’accordo con le conclusioni dell’articolo. Non si tiene in conto i benefici sulla bilancia commerciale della svalutazione, in caso di ritorno alla lira. Sono contro questo euro, assassino di economie e di benessere.
I’m sorry.

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kry
Scritto il 28 giugno 2012 at 08:37

idleproc@finanza,

Ciao,mi permetto: la speranza appartiene alla fede,all’irrazionalità appartiene non aver fede e di conseguenza non aver speranza ( il tutto visto al di la dell’ aspetto religioso).

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a_jackson
Scritto il 28 giugno 2012 at 09:44

lampo,

Allora non sono poi così indietro :idea:
Comunque anche se la mia opinione potrà risultare meno “sexy” di molte altre (partorite da voi “anziani”) credo fermamente che l’unica cosa nella quale valga la pena di investire siano le risorse naturali (multinazionali energetiche ed affini). Fra 250 anni, e per i prossimi 250 anni, quella roba lì servirà ancora. I trades e le speculazioni di breve hanno per me poco senso, se raddoppi il tuo denaro che te ne fai se non lo spendi? Non per fare filosofia spicciola, ma ho paura che i tempi della “finanza ludica” siano morti e sepolti. In un certo senso, grazie a Dio :wink:

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