Quando lo SPLIT azionario diventa un business unico

Scritto il alle 23:42 da Danilo DT

Guardate cosa è successo a Apple e Tesla. E immaginate chi potrebbe essere il prossimo. Senza dimenticare che quando la borsa “tira” le società cercano di sfruttare a loro convenienza, nel miglior modo possibile, il trend di mercato.

Visto che il momento è abbastanza statico, volevo raccontarvi una storiella che alla fine diventa molto realistica.
Immaginate di avere in tasca una banconota da 50 Euro. Ad un certo punto decidete di cambiarla con 5 biglietti da 10 Euro.
Oppure potremmo fare lo stesso discorso con 20 Euro. Immaginate di cambiare la banconota con 4 biglietti da 5 Euro.
Nel primo caso avevamo 50 Euro prima e abbiamo 50 Euro dopo. Nel secondo caso avevamo 20 Euro prima e altrettanto abbiamo adesso.
Ecco, avete visto in modo abbastanza banale e pratico quanto è successo a Tesla (primo caso) e a Apple (secondo caso).
Non è cambiato nulla se non un taglio più piccolo che potrebbe favorire il retail e operatori come RobinHood. Ma per la società…cosa cambia?

SPLIT TESLA e APPLE

Invece come vedete per i due titoli in oggetto, quantomeno per la capitalizzazione cambia non di poco. E se per Apple lo split porta un “ingiustificabile” 35%, per Tesla addirittura la cifra decolla ad un 85%. MA attenzione, proprio per Tesla il tutto coincide con alcuni momenti particolarmente critici per la società. Innanzitutto è noto che Tesla tratta a multipli impressionanti e sono giustificabili solo con un trend di crescita veramente importante. Peccato che proprio in questi giorni sono usciti dati non troppo incoraggianti, proprio perché il mercato delle auto elettriche ormai si inizia a spalmare anche su altre società costruttrici. Inoltre, con tempismo perfetto, Tesla annuncia un’operazione che si chiama “equity distribution agreement”, un’operazione dove si dà un ordine di vendita, in questo caso pari a 5 miliardi di USD, di un blocco di titoli dal controvalore predeterminato. La magia del mercato ed il rally che ha portato lo split, ha fatto si che questi 5 miliardi di USD si autogenerassero. Non vi sembra una situazione quantomeno “curiosa”? Ebbbene, oggi il mercato è anche questo. Prendere o lasciare.

PS: visto che cosa è successo, occhio ad altri titoli particolarmente “cari”, tipo Amazon, Alphabet, Booking, Nvidia… chissà se anche loro (o altri) decideranno per la stessa operazione.

STAY TUNED!

Danilo DT

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1 commento Commenta
pistarr
Scritto il 3 settembre 2020 at 10:52

Danilo,
L ‘ ” Assurdita’ ” del caso Tesla è confermata pure dal comunicato pre-split che giustificava l’operazione : “renderà la proprietà dell’azione più accessibile ai dipendenti e agli investitori”.
Un po’ come se al casinò annunciassero che la puntata minima diventa 1/5 di quella che è stata finora……

copio e incollo sotto un mio commento del 30 Luglio u.s. perché contiene una mia personale constatazione circa i dati di bilancio Tesla relativi al periodo 2015/2019 perché ritengo sia pertinente nel sostenere l’assurdità della situazione……. ma soprattutto per complimentarmi con gli analisti di Morgan Stanley perché hanno azzeccato in pieno il “balzo a 2.500$ (pre-split…….. L’ Assurdo qui sta che mentre pubblicavano il target ” 2.500 ” (da 1.500 che era) lo accompagnavano con il giudizio UNDERWEIGHT… Come si saranno comportati nella realtà???

…………..Secondo me, visto che , Tesla nel bilancio 2015 ha fatturato poco più di 4 Billions di $ perdendo 889 Millions…….e nel bilancio 2019 ha fatturato oltre 24 Billions $ perdendo 862 Millions ( cioe pur QUADRUPLICANDO il Fatturato ha evidenziato lo strsso livello di perdite) la domanda da porsi è:

Ma quanto deve ancora crescere il fatturato affinchè l’utile (non la perdita) salga ad un livello tale da portare il PE da 250 a 50 ???? (livello già questo tirato ???)
Capisco che tutte le start-up all’inizio lavorino in perdita ma penso che qui stiamo esagerando

Poi vedo certe notizie come questa apparsa ieri sul sito FINANZA.COM ( che copio e incollo) e allora resto senza parole : ” Attenzione anche a Tesla, dopo che gli analisti di Morgan Stanley hanno rivisto al rialzo il target price sul titolo per la seconda volta, questo mese. Lo scenario bullish prevede ora un balzo fino $2.500, a fronte di un rating che tuttavia è stato confermato a “underweight”. Il titolo sale dell’1,6% circa a $1.500……

Capito? viene prevista una puntata a 2500$ ma il giudizio è UNDERWEIGHT….

Senza parole!!!!

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