Quando comprare il BTP diventa una necessità

Scritto il alle 11:20 da Danilo DT

Abbiamo assistito in queste settimane ad un sontuoso rally dei mercati finanziari. E quando parliamo di rally, il pensiero va subito al rally borsa, ovvero all’azionario. In realtà non ci sono solo le azioni. Guardate ad esempio le obbligazioni, in particolare quelle considerate “bene rifugio”. Ma non solo quelle. L’eccesso di liquidità ha creato un mercato ormai in bolla speculativa, che ha pochissimi margini di crescita e soprattutto il famoso rapporto “rischio rendimento” inizia a fare un po’ acqua da tutte le parti.
Detto in modo più semplice, oggi per avere un tasso più decente, occorre caricarsi di rischi diminuendo la qualità del sottostante ed allungando la duration.

E se il problema se lo pone il piccolo risparmiatore, altrettanto deve fare chi, per forza di cose, può solo investire in certe obbligazioni e cercare di ottenere quegli utili per potersi ripagare le spese di gestione, gli stipendi ai dipendenti e magari anche un po’ di ritorno per i clienti. Un esempio su tutti? Le società assicurative.

Come ben sapete, le polizze finanziarie sono fondamentalmente caratterizzate da investimenti in titoli governativi. Solo che oggi, questi titoli governativi, che devono essere “sicuri” vista la natura dell’investimento, non rendono più un piffero, e quindi non si riescono ad ottenere quei ritorni necessari per poter “sopravvivere”. Ovviamente il discorso diventa ancora più valido se queste imprese assicurative sono del Nord Europa (Olanda e Germania per fare due nomi). Comprare oggi Bund significa garantirsi dei ritorni pari a zero, soprattutto per la clientela.
Quindi che fare? Ecco che succede il fattaccio…

Il nuovo BTp quindicennale, emesso a gennaio dal ministero del Tesoro, è ormai così introvabile tra i market maker che i pronti-contro-termine su questo titolo hanno tassi abbondantemente negativi: attualmente tra il -1,5% e il -2%. Insomma: la liquidità data a una banca in cambio dei nuovi BTp quindicennali viene remunerata sotto zero. Questo significa che il BTp quindicennale è quasi tutto in mano ad investitori stabili come le assicurazioni: è dunque l’effetto scarsità sul mercato a schiacciare così i tassi dei pronti/termine. (Source)

Quindi la fame di rendimento colpisce anche le prudenti imprese assicurative che si ritrovano nella necessità di dover comprare BTp e Bonos per poter guadagnare qualcosina e per poter lavorare attivamente. Ecco perché quando il Tesoro ha emesso il BTp quindicennale sopra citato, gli acquisti sono arrivati per il 69% dall’estero, anche perché il BTp quindicennale rende il 5,25%. Il Bund di uguale scadenza appena l’1,9%.
Potenzialmente per le compagnie assicurative tedesche, una bella differenza e margini ben diversi! E siccome le polizze hanno scadenza lunga, ben vengano bond lunghi con rendimenti generosi. E poco importa la volatilità. L’importante che rimborsino a scadenza.

Grafico: confronto rendimenti bond governativi 10yr di Italia, Francia, Germania, Olanda

Ma questo cosa significa? Significa una cosa molto importante. Se i tedeschi comprano a piene mani titoli obbligazionari italiani, significa che aumentano il rischio Italia (e Spagna) nei loro portafogli. Morale: mal comune mezzo gaudio. Una buona presenza di nostri bond in queste società tedesche rappresenta la migliore assicurazione per il risparmiatore italiano sulla solvibilità del nostro debito. Non dimentichiamo infatti che fintanto che avremo il sostegno INTERESSATO della Germania (perché gli conviene), allora potremo stare tranquilli, e tutte le ipotesi anche su un haircut alias ristrutturazione del debito, restano semplici esercizi didattici.

STAY TUNED!

DT

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18 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 6 marzo 2013 at 11:54

vale lo stesso discorso sull’andamento degli indici di borsa. Per ora sale, per ora i BTP li comprano, per ora va tutto bene… 68essimo piano, 67essimo piano, 66esimo piano…

la legge delle conseguenza inattese produce mostri. Allagando di liquidità i loro paesi le banche centrali hanno solo comprato tempo, non hanno alcuna politica di lungo termine, vivono alla giornata esattamente come me e te. Poi eserciti di pazzi fanno l’analisi semantica delle dichiarazioni di Bernanke e Draghi. Quello che questi soloni dicono vale una settimana, massimo due. Non hanno la più pallida idea di quello che accadrà tra 1 anno, figurati tra 5. Tutto molto incoraggiante. Dalla (forzata) stabilità nasce instabilità e non è Minsky ma termodinamica.

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kry
Scritto il 6 marzo 2013 at 11:56

Morale: mal comune mezzo gaudio. Una buona presenza di nostri bond in queste società tedesche rappresenta la migliore assicurazione per il risparmiatore italiano sulla solvibilità del nostro debito. Non dimentichiamo infatti che fintanto che avremo il sostegno INTERESSATO della Germania (perché gli conviene), allora potremo stare tranquilli, e tutte le ipotesi anche su un haircut alias ristrutturazione del debito, restano semplici esercizi didattici.—–IL TUTTO PUO’ ARRIVARE A ROMA NELLA TESTA DI GRILLO E BERSANI.

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john_ludd
Scritto il 6 marzo 2013 at 12:23

kry@finanza,

nessun debito pubblico di nessuno dei principali paesi è solvibile. Si tratta di un termine male utilizzato, una farsa. Il debito pubblico è denaro speso dallo stato per fare qualcosa. Se ha speso bene ha creato ricchezza sotto forme diverse, altrimenti ha solo trasferito ricchezza da una maggioranza a una minoranza. Quando gli istituti pubblici e privati di previdenza di questo e altri paesi necessiteranno di liquidare parte dell proprie posizioni per ottemperare alle richieste di una popolazione che invecchia, quel debito verrà monetizzato perché NON ESISTE ALTRA SOLUZIONE. Poi nel frattempo ci si può masturbare mentalmente davanti al computer come stiamo facendo ora perché non abbiamo niente di meglio da fare.

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pecunia
Scritto il 6 marzo 2013 at 12:38

… Miseria! Accidenti!

ho sempre letto e ascoltato con interesse i commenti di Jonh_Ludd, ma questa volta dissento:

se la pensi in tal modo, visto che comunque è certo che dobbiamo morire, perchè stare ad aspettare? buttiamoci subito dal ponte.:|

non si può essere così disfattisti. (parere personale!)

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john_ludd
Scritto il 6 marzo 2013 at 12:53

pecunia@finanza,

disfattista su cosa ? il sistema finanziario è uno schema Ponzi, non credo sia disfattismo, i paradigmi economici sui quali continuiamo sterilmente a dibattere sono nati in epoche dove la natura dei vincoli era così differente dal renderli inadatti a descrivere il mondo di oggi. Chi ha detto che se monetizzi il debito sale l’inflazione ? Dipende dal contesto, da chi lo fa e come. Dove sta il disfattismo ? Per il resto la vita è estremamente interessante (almeno la mia) piena di eventi inaspettati e di incontri piacevoli (gente vera, non virtuale). Ho visto gente venire fuori da situazioni nelle quali io sarei stato spazzato via, c’è forza là fuori, anche (soprattutto) con pochi dollari e i BTP. Perché disfattista, perchè non credo alla possibilità di mantenere lo status quo ? E quando mai è stato mantenuto a lungo ?

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Gigi
Scritto il 6 marzo 2013 at 13:30

Ottimo post DT !!

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aaaa47
Scritto il 6 marzo 2013 at 13:55

le banche tedesche e francesci erano piene di titoli greci
sappiamo poi com’e’ andata a finire…

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paolo41
Scritto il 6 marzo 2013 at 14:02

è un post che mi riconcilia con le mie idee; un conto è discutere sulla visione (probabilmente utopica) che vorremmo realizzata e, al riguardo, non sto a ribadire il mio pensiero, avendolo espresso mille volte. Dall’altra parte occorre riscontrare la realtà del breve e assecondarla se non vogliamo fare come Don Chisciotte e rimanere attaccati alla pala di un mulino…

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andrea.mensa
Scritto il 6 marzo 2013 at 16:15

piccola domanda, quasi scema, ma che dimostra quanto poco conosciate il “sistema”.
dato che un default o haircut sovrano, son proprio le banche intenzionate ad evitarli, perchè i titoli del debito hanno un “rischio” ? e se il rischio non esiste, perchè devono avere interessi diversi ?

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andrea.mensa
Scritto il 6 marzo 2013 at 16:20

ps. è la domanda che ogni tipo di “assicurazione” dovrebbe rendere evidente la risposta proprio per giustificare quanto inglobato nel prezzzo sottola voce “rischio”.
Ma se il rischio non esiste, perchè qualche entità ha il potere di annullarlo, allora tutto il premio diventa guadagno improprio, anzi un furto, da parte dell’assicuratore.
per chiarire con un esempio.
chi ha l’auto paga l’RC. se per legge, come in molti periodi accade, vietassero la circolazione, che rischio ci sarebbe ? perchè allora si dovrebbe pagare un premio per assicurarsi contro un evento che non può accadere ?

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andrea.mensa
Scritto il 6 marzo 2013 at 16:22

pps. ……. o che può essere molto minore del paventato ?

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paolo41
Scritto il 6 marzo 2013 at 20:00

andrea.mensa@finanza,

…ma questi tedeschi sono proprio “crucchi”!!!! vanno a comprare bund con rendimenti negativi quando esistono Btp e Bonos con rendimenti dal 4% al 6% e oltre…..
Occorre soltanto di non farsi prendere dal panico e aspettare la scadenza.
E’ la cosa più semplice di questo mondo….Grillo permettendo!!!

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pecunia
Scritto il 6 marzo 2013 at 21:27

john_ludd@finanza,

Nel suddetto utile post DT ci dice che i BTP sono in pancia agli istituti assicurativi d’oltralpe . Bene. Quando li rimetteranno sul mercato non è dato sapere. Io vivo nel presente e può essere che per “quella data” sia già passata a miglior vita. Morale : bisogna comunque operare delle scelte, magari non facili, ma un minimo di positività bisogna averlo nell’affrontare le scelte, altrimenti si finisce a non vivere più. Rischio calcolato per i nostri BTP, e come tali vanno acquistati . D’altro canto non ci sono pasti gratis. L’importante è differenziare e non puntare solo sui BTP.

Sono felice che la tua vita sia estremamente interessante, e sono certa che tu sia una persona fuori dal comune. Nel mio piccolo, autodidatta in “economia”, condivido gioie ed ansie di ogni giorno da molti anni con mio marito, nonché compagno di università. Anche la mia è , so far, una vita interessante. E a questo punto vorrei prendere a prestito le belle parole di Idleproc, nel grande post di Lampo, per concludere dicendo che sì, “ uomini e donne sono due universi che si intersecano e insieme si raggiungono le stelle “.
:wink:

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angiglio
Scritto il 7 marzo 2013 at 10:34

Io i fondi, le obbligazioni e le assicurazioni le vendo e so che esiste oramai un altro problema. Se penso ad un’assicurazione , unit, fondo pensione o altro, per quanto questa sia italiana o di qualche paese del nord Europa, so che comunque ha un costo che per quanto basso questo sia certamente si mangia un paio di punti.
Quindi tutti, assicuratori tedeschi, italiani, sudafricani o americani, devono trovare qualcosa che renda almeno il costo del servizio più l’inflazione.
Ecco perchè tutti parlano di spostare portafogli sulle azioni, su obbligazioni strane (ed oramai tra le “strane” ci sono anche in nostri BTP) e così via:per pagarsi lo stipendio; e se lo si riesce a fare senza danneggiare il cliente meglio, altrimenti…

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kry
Scritto il 7 marzo 2013 at 10:41

Ciao Dream, penso che questo sia il miglior riconoscimento al tuo lavoro.http://icebergfinanza.finanza.com/2013/03/07/germania-altro-che-piu-europa-piu-italia/

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kry
Scritto il 7 marzo 2013 at 11:15

Prevvegenza o effetto DREAM.——-Spagna: collocati bond media-lunga scadenza per 5 mld, rendimento decennale sotto il 5%
Titta Ferraro
7 marzo 2013 – 11:07 MILANO (Finanza.com) Il Tesoro spagnolo ha collocato oggi titoli di Stato a media-lunga scadenza (2015, 2018 e 2023) per un ammontare complessivo di 5,03 miliardi di euro, al top del target di offerta che era tra 4 e 5 mld. Collocati bond 2015 per 569 milioni di euro con rendimento pari al 2,632% dal 2,713% della precedente asta di titoli di analoga durata tenuta a gennaio. Allocati anche bond scadenza 2018 per 2,026 mld di euro al rendimento del 3,572% dal 4,123% dell’asta su titoli di analoga durata tenuta il mese scorso. Allocati infine bond a più lunga scadenza (2023) per 2,435 miliardi di euro al rendimento medio del 4,917%, in calo dal 5,2% precedente. Il tasso di copertura dell’offerta (bid to cover ratio) per i titoli con scadenza 2015 si è attestato a 4,9 volte dal 2 precedente, per il quinquennale a 2,3 dal 2,2 precedente e per il bond 2023 a 2,3 volte dall’1,6 precedente.

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icaro72
Scritto il 10 marzo 2013 at 12:02

Dream, io, sul fatto che il mercato abbia “pochissimi margini di crescita” ho molti dubbi… vedremo

Un saluto

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gremlin
Scritto il 11 marzo 2013 at 15:03

angiglio@finanza,

quindi tu pur di sopravvivere sei disposto a danneggiare i tuoi clienti?

DIMMI CHE HO CAPITO MALE….

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