PETROLIO al capolinea: il mercato si prepara all’inversione

Scritto il alle 14:30 da Danilo DT

petrolio-pozzi-estrazione-quotazioniAnalizzando la curva forward del Brent, notiamo una configurazione che passa da backwardation a contango. Possibile un rimbalzo? Dipende da tanti fattori, però sembra chiaro che il mercato inizi a credere quantomeno ad una stabilizzazione dei prezzi.

Prepariamoci per un rimbalzo o per una vera ripartenza. A dirlo non sono certo io ma il mercato stesso. Analisi tecnica? Certo, ci sono anche degli interessanti spunti che possiamo ottenere dai grafici. In questo caso però il ragionamento ha basi differenti. E’ il mercato stesso che ce lo suggerisce.
Guardate la curva forward del brent OGGI e quella di un anno fa.

petrolio-brent-contango-backwardation-2015Come potete vedere il brent a termine oggi (in blu) genera una curva in contango, con quotazioni che crescono con l’aumentare della scadenza. E quell’aumento è una sorta di “premio” che va a ripagare sia il fattore tempo e sia le aspettative su un’eventuale crescita dei prezzi.

Guardate invece la curva forward UN ANNO FA: potete vedere che i prezzi a termine erano in discesa (curca in backwardation). Ovvero non solo non si pagava il “fattore tempo” ma era palese una previsione di forti ribassi del Brent stesso.

Oggi come vedere il quadro di fondo è diverso. Che il mercato si stia prendendo una cantonata? Tutto è possibile, però su questi mercati operano non solo gli speculatori ma anche chi il petrolio lo conosce molto bene e quindi i “Commercials”.

E intanto, il petrolio, ritocca i nuovi minimi, soprattutto a causa dei rischi sulla ripresa globale. Questo è il grande nodo da sciogliere, senza ripresa il petrolio non potrà certo fare grossi rimbalzi. Intanto però è palese la mano dell’OPEC sulle quotazioni attuali, ma il mercato inizia a crederci. La corsa al ribasso ormai si avvicina al capolinea. Curva forward dixit.

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Danilo DT

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11 commenti Commenta
andrea4891
Scritto il 5 gennaio 2015 at 16:14

c’è anche chi prospetta una seconda correttiva poco sopra i 30$/b

:roll:

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andrea4891
Scritto il 5 gennaio 2015 at 16:19

perplessa@finanza,

se l’ha capito perfino Prodi che l’Europa ha fatto una cavolata ipermegagalattico con le sanzioni alla Russia ………………………………….

:evil:

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ob1KnoB
Scritto il 5 gennaio 2015 at 16:31

Ai ‘vecchietti’ come me non sarà sfuggito quanta somiglianza ci sia tra il wti/brent e l’oro di fine anni ’90. La curva si invertì molto ma molto prima del rimbalzo del prezzo. All’epoca il dramma delle mining termino’ solo con la chiusura delle miniere inefficienti, che comunque per anni rimasero aperte in perdita in attesa di un recupero delle quotazioni. Questo perchè per riattivare una miniera chiusa occorrono anni. Grosso modo funziona così anche per l’oil. Non è che basta chiudere un rubinetto o riaprirlo a convenienza. E qui i fattori sono anche politici ed incidentali. Che i sauditi vadano a bombardare una nave tank greca, che carica petrolio di sfroso in Libia, dovrebbe far riflettere….
Sta di fatto che tutti quelli che avevano comprato a leva lo spot, storandolo e saturando tutte le petroliere e i bulk del globo sperando in un rapido recupero, lo stanno prendendo in quel posto…e sono, penso, prevalentemente loro a causarsi dei danni.
ancora non scorre sangue,,,anzi petrolio!
Ps : le lobbies sono da mesi al lavoro per far eliminare il divieto di export di oil in US….

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ob1KnoB
Scritto il 5 gennaio 2015 at 16:36

PPs: l’orso russo non è così stupido.

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Scritto il 5 gennaio 2015 at 16:42

ob1KnoB@finanzaonline,

Me lo ricordo benissimo quel periodo. Bisogna però tener conto, come dici giustamente tu, delle dinamiche non solo economiche ma sopratutto politiche che sono tuttora in atto. Senza poi dimenticare il ruolo della speculazione che, rispetto agli anni ’90, pesa molto di più.
Quindi considerare “facile” centraerr l’inversione, quello no.
Il vero obiettivo di questo post era cercare di capire se la pressione ribassista era in fase di rallentamento. La curva future dice di si e forse ci souggerisce una cosa: quanto vediamo oggi potrebbe essere comandato per il 90% dalla speculazione.
Ma sono opinioni personalissime di dubbia validità.
Ma cosa è certo, oggi?
Ah si, sempre solo una cosa, la morte… Prima o poi…

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7voice
Scritto il 5 gennaio 2015 at 17:24

credo che non ci si fermi al prezzo dei 50 dollaroni ! MA STA PORCHERIA CHE HA ROVINATO IL MONDO FINISCE MOLTO PRESTO A 29 DOLLARI AL BARILE ! IO VE LO SCRISSI ANNI FA’ CHE SI FINIVA CON TANTA GENTE PER PEZZE VECCHIE ! SIMAO ARRIVATI AI TEMPI DETTI ! bisogna ripuòire il sistema da tutta questa carta di monnezza ! ANDASSERO A SCHIATTARE .

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idleproc
Scritto il 5 gennaio 2015 at 18:05

perplessa@finanza,

E’ una mossa politica dei Russi in linea con la precedente politica e strategia del gruppo dirigente collegato a Putin, è anche l’unica razionale e che ha un senso socioeconomico e strategico per tutti gli interessati, Cinesi compresi.
I Russi si erano messi in riserva un bel po’ di euro in questa prospettiva.
Il problema è che avevano sottovalutato la “dipendenza” e ricattabilità delle classi dirigenti europee come avevano sottovalutato la volontà e la determinazione dell’espansione della NATO verso Est fatta con destabilizzazioni teleguidate successive.
E’ il rimprovero che a casa sua viene fatto a Putin, aver sottovalutato la “dipendenza” europea.
Per quando riguarda l’espansione ad est, la risposta dei neocon US è che i russi sono stati “fessi” a crederci che non si sarebbero fermati.
Oggi iRussu hanno cambiato strategia politica, economica e militare per autotutela, allo stato attuale non hanno alternative ma sanno che il gruppo neocoloniale europeo degli USUK+ gli israeliani, a livello sociale vuole amicizia a Est, non scontro.
E’ semplicemente una porta aperta che con tutta probabilità non verrà varcata con questa “politica” al comando.

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kry
Scritto il 5 gennaio 2015 at 18:50

ob1KnoB&#64
Ps : le lobbies sono da mesi al lavoro per far eliminare il divieto di export di oil in US….

Che senso ha il tutto se a loro mancano ancora 7 milioni di barili per l’autosufficenza ?

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idleproc
Scritto il 5 gennaio 2015 at 21:19

Qualche link.

http://www.theoildrum.com/node/7878

http://cassandralegacy.blogspot.it/2014/09/the-limits-to-growth-described-in.html

http://cassandralegacy.blogspot.it/2014/09/the-greatest-peak-oil-novel-ever-written.html

Concordo con Bardi che per farsi comprendere è necessaria la “narrazione” e la componente “emotiva”, i “numeri” tendenzialmente sono solo per chi è abituato ad usarli, ci vuole una storia.

Sulle “teorie” però è sempre bene tener presente che la tendenza di noi “umani” è quella di assolutizzarle in quanto siamo alla continua ricerca (positiva) di una teoria che spieghi tutto l’ambaradan in qualsiasi settore o nel complesso del conoscere il mondo reale.
Vale anche per la fisica e per la matematica ove, come è noto, stiamo usando delle matematiche con contraddizioni logiche su “fondamenti”.
Anche in fisica ove esistono contraddizioni tra dato empirico e costruzione teorica, contraddizioni che potrebbero tranquillamente mettere in dscussione il baraccone teorico.
Dato che però nel complesso funzionano, continuiamo ad usarle.
A queste teorie mi ero avvicinato agli inizi degli anni ’70 in quanto “razionali” ed empiriche ma mi sono anche accorto che erano parziali pur avendo un contenuto fondamentale di verità teorica ed empirica.

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candlestick
Scritto il 6 gennaio 2015 at 23:46

siete dei gran golosi di minimi!!
kmq a modo mio penso che in questa fase sapere fin dove si può spingere il WTI non è facile, però, iniziate a contare avvenimenti geopolitici+qeBCE+Grecia+eccecc.. collocate li in un periodo più o meno ampio e vedrete che non sbaglierete piu di tanto il “minimo”. Di sicuro il mese di Gennaio sarà un mese importante e mi fermo qua. Considerate anche che le borse scontano già i prezzi di giugno/settembre 2015..
a voi il resto!

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