PAROLE, PAROLE, PAROLE…

Scritto il alle 09:17 da Danilo DT

meeting g7Come pensavo, il week end appena trascorso passerà alla storia.

O almeno questo è quanto spero, anche perché, se così non fosse, si sarebbe perso ulteriore tempo prezioso.

G7 + G20: due summit che all’apparenza promettono e garantiscono a parole la solidità dei mercati.Partiamo dal G7. Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna promettono sostegno con mega iniezioni di liquidità: queste voci sembrano confermate. Le cifre sono da capogiro.

Gli interventi di USA, UK e Germania. Oltre 2.000 mld di $

Ci sono gli arcinoti 700 miliardi di dollari per il settore finanziario USA decisi dal Governo a stelle e strisce, da cui attingerà molto probabilmente quella banca che da giorni stiamo monitorando sul blog coi CDS, i quali ci indicavano una situazione di crisi nera, anche se la società non lo ammetteva. La banca ovviamente è Morgan Stanley, che versa in una fase di crisi tremenda di liquidità (a causa di uno sconsiderato uso della leva finanziaria).

Poi ci troviamo con i 550 miliardi di dollari promessi dalla Merkel per il sistema finanziario della Germania.

A ruota la Gran Bretagna: il sistema inglese è da sempre considerato dal sottoscritto come il più a rischio, e difatti la cifra qui sfiora l’intervento americano: circa 700 miliardi di dollari, che potrebbero arrivare anche a 900 miliardi di dollari con l’aggiunta di riacquisto titoli e prestiti a breve per le banche.

Non ci vuole certo un genio della matematica per poter dire che andiamo ben oltre ai 2000 miliardi di dollari.E pensare che c’era chi sorrideva quando su questo blog ipotizzavamo i 1000 miliardi necessari per tamponare la crisi. La verità è che il mercato illiquido di alcuni asset ha creato una crisi di liquidità per le banche che ha mandato in tilt il sistema.

Una presa di posizione globale

Tra le tante parole fatte, mi sembra abbastanza evidente un elemento positivo. Ormai tutti i leader hanno capito che il problema è GLOBALE ed è necessario un intervento congiunto scaccia crisi. La singola iniziativa di un paese non sarebbe sufficiente. L’intervento concertato dei paesi più potenti (in primis il G7 e poi con la partecipazione del G20) potrebbe quantomeno cambiare le cose. Forse sarebbe meglio dire che frenerebbe la caduta dei mercati. E coi tempi che corrono è già qualcosa.

Eurogruppo di Parigi: piano in 6 punti

Anche l’incontro all’Eurogruppo di ieri è stato tutto nel segno della coordinazione: i governi dei 15 hanno trovato un accordo per una garanzia pubblica sui prestiti interbancari su titoli di debito con scadenze fino a 5 anni, più un piano coordinato in sei punti che prevede:

  1. un’adeguata liquidità alle istituzioni finanziarie

  2. adeguate garanzie sui prestiti alle banche

  3. una ricapitalizzazione efficiente delle banche in difficoltà da parte dei governi

  4. una revisione delle regole

  5. un coordinamento delle procedura tra i governi europei

  6. una più flessibile accessibilità ai prestiti per le banche.

Ovviamente scordiamoci pure l’ipotesi di un pronto e deciso recupero dei mercati finanziari e delle economie dei singoli paesi.La crisi sarà ancora lunga e ben presto vedremo come si ribalteranno i vari problemi che stiamo vivendo nel campo finanziario su industria e consumi.

Conclusione

Morale: di parole se ne sono fatte tante in questi giorno . Rassicurazioni, prese di posizioni, colloqui, incontri. E’ il momento di passare ai fatti. Anche perché noi tutti ne abbiamo le scatole piene di tutto questo gran “can can” mediatico. Si necessitano interventi concreti, globali e corposi. Nazionalizzare dove occorre, sostenere dove la situazione non è totalmente compromessa. Il segnale fornito, coeso, secondo me è forte e potrebbe dare al mercato il sostegno necessario quantomeno per un rimbalzo tecnico, un rimbalzo assolutamente straordinario guidato innanzitutto dai titoli finanziari e bancari. E se così non fosse, io inizierei a temere che nel breve il rosso sangue non scomparirà dai listini.

Certo, alcuni di voi mi potrebbero dire:” ma perché questa banda di farabutti non li facciamo fallire tutti e si riparte sul pulito?”. Sulla carta lo vorrei dire anche io (contro il mio interesse, in quanto probabilmente si ripercuoterebbe anche su il mio posto di lavoro… In tal caso mi potrei proporre come consulente indipendente… ). Però un evento simile ci catapulterebbe in una crisi inimmaginabile. Preferisco alla gran lunga una fase di “piattezza” che probabilmente durerà anni, rispetto alla fine di tutto. Si, signori, perché se fallissero tute le banche, per l’economia vorrebbe dire in due parole solo una cosa: GAME OVER.

La parola passa al prossimo G (di giovedi’, e stavolta sarà G-27….) ed ai mercati finanziari (ovviamente), domani orfani di due primarie piazze, ovvero Tokyo e New York. Ma credi che dall’Europa i segnali saranno quantomeno chiari ed evidenti sulla reazione di mercati ai vertici avuti nelle ultime ore. Allacciamo le cinture, tra poco si parte !

STAY TUNED!

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