L’INIZIO DI UNA NUOVA ERA

Scritto il alle 10:51 da Danilo DT

fed federal reserveToday is The Day.

Stasera molto probabilmente si chiuderà una vicenda che da un po’ di giorni tiene banco sulle pagine dei giornali, e condiziona in modo determinante l’andamento dei mercati finanziari.

Stasera si potrebbe fare un pezzo di storia. E’ ovvio che mi sto riferendo all’incontro e alla votazione del piano Paulson alla Camera dei Rappresentanti.
A seguito della bocciatura clamorosa di lunedì, con conseguente crollo della borsa, e successiva ripresa dei mercati che hanno “anticipato” invece l’approvazione al Senato, stasera Paulson ci riprova, portando alla Camera dei Rappresentanti il suo piano, opportunamente modificato nella struttura, con migliorie per la classe media e sgravi fiscali.

Molto probabilmente (ormai non mi sorprendo più di nulla!) il piano passerà e nascerà così un piano che ridarà al sistema bancario la liquidità necessaria per la sopravvivenza.


L’E.S.A. (Economic Stabilization Act)

Un piano da 850 miliardi di dollari (dai 700 iniziali), che probabilmente non basteranno nemmeno ed è quindi destinato a crescere, come detto in passato, quantomeno a 1000 miliardi. Cifre folli, cifre enormi ma necessarie per la sopravvivenza del sistema finanziario USA (e per il nostro quieto vivere).

In molti mi chiedono, nei commenti ai post, quale sarà il reale impatto dell’E.S.A. sull’inflazione. Difficile dirlo. Mentre meno difficile è fare un paio di calcoli e poter dire che, il debito pubblico USA, come ho già detto, lieviterà dal 60 al 90% del PIL, grazie alla nazionalizzazione di Fannie Mae, Freddie Mac e AIG.

Ma ragioniamo un attimo.

Finora gli USA ci hanno “costretto” a pagare (assieme a loro) i danni di questa stagione di “finanza spericolata”. Anzi, per dirla tutta, a noi devono ancora presentarci il conto.
Questo piano, però, risolve le cose solo in USA. E in Europa?

Una nuova era, un nuovo mondo finanziario

In questo post  scritto giorni fa già ho scritto cosa occorre fare, secondo me.
E’ inutile che ci nascondiamo. Il Piano Paulson risolve il problema negli USA. Ma vista la globalizzazione, che mai come in queste ultime vicende ha funzionato bene, il problema non può essere definito solo americano, ma totalmente globale. In Europa come nella lontana Cina. Quindi sarebbe buona cosa fare quanto appunto “ipotizzato” nel post sopra citato.

Signori, bisogna accettare la realtà. Il momento è epocale, e la presa di posizione deve essere di una portata congrua. Se facciamo una stima approssimativa dell’importo necessario per una “pulizia totale” dai subprime e assets il liquidi dai portafogli, si viaggia su cifre che stanno tra i 1500 – 2000 miliardi di dollari. Cifre da capogiro, certo. Ma, se prese in considerazione a livello mondiale, possono essere “digerite” diversamente.

L’ipotesi è sempre quella. Una nuova Bretton Woods, un nuovo mondo finanziario. Un nuovo grande accordo internazionale di interventismo. Si potrebbe usare il FMI (Fondo Monetario Internazionale) come “veicolo pulitore”. E nel contempo, si andrebbero a ridisegnare tutte quelle dinamiche che sono “out of control”, passando per una chiara regolamentazione del mercato dei derivati, al fine di evitare bolle come quelle recenti e speculazioni che enfatizzano i problemi a dismisura e distruggono le economie (vedi cosa è successo con il petrolio, passato da 20 $/bar a 147 $ per poi crollare rapidamente a 90 $/bar).

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Una Crisi GLOBALE

La crisi che stiamo vivendo è una crisi GLOBALE. E deve essere combattuta da un organismo globale, con una strategia globale. Altrimenti si creano strutture zoppe e insufficienti. E a rimetterci, alla fine, siamo proprio noi. Si, noi europei. Se dovremo fronteggiare al crisi senza un aiuto “dall’alto”, difficilmetne ne usciremo vittoriosi, anche perché qualcuno (gli USA) sono davantii a noi a livello di ciclo e quindi, quando noi saremo nel buio più cupo, loro magari staranno vivendo l’inizio di una nuova epoca economica, che potrebbe nuovamente dargli lo scettro di padroni del mondo, vista la debolezza economica delle altre forze. O forse, questo è proprio quello che gli USA già sanno e vogliono fortemente…

Ma tanto, miei cari lettori, la mia voce è assolutamente flebile e insignificante. Però magari, un giorno, ricordiamoci di questi concetti. Sperando che le cose vadano diversamente da come il sottoscritto teme…

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