OPEC: NO al taglio della produzione. E il petrolio crolla.

Scritto il alle 09:17 da Danilo DT

petrolio-quotazione-ribasso-opecGià mercoledì pomeriggio si era letto sulle intenzione dell’Arabia Saudita e delle cosiddette Monarchie del Golfo. La lobby del Medio Oriente ha avuto la meglio e quindi passa la linea “dura” che non va verso ad un taglio della produzione (per difendere il prezzo) e lascia che il mercato scenda, anche in preda alla speculazione. Quindi viene confermata la nuova politica dell’OPEC che non si basa più sul taglio alla produzione ma sulla libera fluttuazione del prezzo, al fine di limitare molti nuovi concorrenti (vedasi lo shale oil).
Il risultato è stato quasi ovvio anche se non si pensava nella velocità di discesa così elevata. Un clamoroso -6.50% ed una quotazione del petrolio che si avvicina ai minimi del 2010, scendendo addirittura sotto quota 70$.
Curiosa la frase con cui il Segretario Generale dell’OPEC ha commentato la decisione di non tagliare il prezzo del petrolio:

“Non cediamo al panico. Vediamo anzitutto come reagiranno i mercati. La flessione dei prezzi del petrolio non riflette alcun cambiamento strutturale”.

Certo, la speculazione avrà avuto un ruolo determinante nel brevissimo. Certo è che la pressione che si sta generando sui mercati potrebbe mettere in forte crisi, come già spiegato in passato, molti paesi produttori. A questo punto si resta in balia dei mercati e delle decisioni dell’OPEC, con uno spettro che aleggia sull’oro nero: la paura di un nuovo 2009, quando le quotazioni toccarono i 32 Dollari al barile. La cosa problematica è che il prossimo Meeting dell’OPEC è atteso a giugno 2015. Che fine faranno i paesi come Irak, Venezuela e Russia che avevano in budget un petrolio quotato in area 100 Dollari?

Grafico PETROLIO: WTI settimanale

wti-petrolio-nuovi-minimi-grafico-settimanale
Intanto in ambito intermarket, il crollo del petrolio non poteva che trascinarsi dietro il CAD (per li shale oil) e la NOK (paese produttore), oltre che il RUB. Per la cronaca, si trattadi Dollaro Canadese, Corona Norvegere e Rublo russo.  due valute fortemente vendute a seguito dell’OPEC. E a festeggiare dovrebbero essere i paesi consumatori. Come l’Italia tra le altre cose. Ma con le accise che ci ritroviamo, riusciremo ad accorgercene?

Petrolio vs CAD, RUB, NOK

petrolio-cad-nok-rubE l’Euro? ciome spiegato qualche giorno fa, ha seguito il movimento con un ulteriore indebolimento. Oramai tutti tendono a ritrovarsi con un WTI a 60$/bar, un tonfo che riporterebbe le quotazioni al 2009. Nulla è impossibile.

STAY TUNED!

Danilo DT

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19 commenti Commenta
kry
Scritto il 28 novembre 2014 at 09:46

Concordo Danilo. Lo stato mai come in questo momento si trova nella posizione ultraprivilegiata di pagare il debito al 2% e incassare quel che rimane dei consumi petroliferi ulteriori accise mantenendo fermo il prezzo e non andare in deflazione. Come al solito le comuni persone saranno ancor più svantaggite non ricavandone nulla e continuando ad avere gli stessi scarsi servizi. Spero che John_Ludd torni a commentare per spiegarci i futuri scenari a cui andremo incontro per poter meglio prepararci ( PS Ricordo che in tempi non sospetti disse: volete uno short sicuro … fatelo sulle compagnie petrolifere anche se a me del profitto non interessa nulla. )

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Scritto il 28 novembre 2014 at 09:48

Eh si, il nuovo OPEC style avrebbe portato forti utili con lo short su petrolio e tutto quanto ruota attorno ad esso

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kry
Scritto il 28 novembre 2014 at 10:14

Danilo DT,

Voglio/mi permetto farti notare che questo ribasso LO PAGHEREMO MOLTO CARO e ancor più caro quanto lungo sarà il periodo di ribasso.

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Scritto il 28 novembre 2014 at 10:26

Se ben ricordi, lo dico da un bel po’. Vero che ci sono dei risvolti positivi, ma si sottovalutano gli effetti destabilizzanti della questione

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mariom
Scritto il 28 novembre 2014 at 11:09

Forse una mossa dettata contro l Iran?

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idleproc
Scritto il 28 novembre 2014 at 12:09

Le questioni strategiche sono sempre dominanti sulle valutazioni economiche a breve se esiste una gestione più o meno unitaria del problema.
Non esiste solo l’Iran ma anche il Venezuela, il Brasile, la Nigeria… e una dinamica oggettiva che porta alcuni Stati fuori dalla dominanza finora data per scontata.
La Russia, tutto sommato dovrebbe essere quella che ha meno problemi visto il livello del debito.
Gli altri sì e la cosa potrebbe diventare critica anche sul piano sociale interno, situazione ideale per piazzare governi amici.
Alcuni hedge, leggevo tempo fa, erano già in uscita dagli investimenti sullo shale che può essere “sacrificato” per un periodo di tempo fino a quando tornerà ad essere di nuovo sul “mercato” anche per i settori coi più alti costi di estrazione.
La “gestione strategica” è però solo un ipotesi, potrebbe benissimo esserci la volontà di alcuni stati dell’OPEC di far fuori un po’ di concorrenza e dato che hanno riserve finanziarie per qulache anno possono sopportare margini più ristretti.

Resta però il problema di fondo, l’aumento dei costi di estrazione legati all’EROI, per ridurli non basta comprimere i salari e affamare il lavoro… il vincolo è fisico.
Le compagnie petrolifere hanno la necessità di finanziamenti sempre più elevati per ricerca, installazione e gestione dei nuovi pozzi etc.
Sono scommesse sul capitale accumulato e a debito sul futuro, non parrebbe che il sistema economico globale possa reggere o permettesi costi energetici e quindi economico-finanziari sufficienti a mantenere una crescita esponenziale a garanzia del debito accumulato cioè delle scommesse già fatte per il futuro.
Anche quando stampo carta faccio una scommessa, non creo nessun valore, mi aspetto solo che venga creato.
In sostanza, dal mio punto di vista, non è semplicemente una “crisi di sovrapproduzione” settoriale
o di “consumo” in qualsivoglia modo la si voglia chiamare e che potrebbe essere tranquillamente (all’incirca) superata.
In linea teorica, se il petrolio e derivati il sistema economico non se li può più permettere, i prezzi scenderebbero prossimi ai costi di produzione che non possono essere fisicamente abbassati ma comunque sopra quanto sarebbero accettabili dal mercato e il settore si deindustrializzerebbe.
Se fosse così bisognerebbe trovare in prospettiva trovare soluzioni.
Se fosse, una crisi del debito con varie modalità sarebbe abbastanza scontata.
Ovviamente spero che non sia così e che il calabrone che per le leggi dell’aeredinamica non potrebbe volare, continui a volare.

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Scritto il 28 novembre 2014 at 12:36

Chi c’è dietro la Saudi Arabia?

Come mai la Francia ha “abbandonato” il Qatar? – per riabbracciare la Saudi Arabia?

サーファー © Surfer [Ottengono diversi vantaggi senza ferire gli “Amici” a cui non vogliono fare del male]

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idleproc
Scritto il 28 novembre 2014 at 12:48

Ps. In sostanza staremo in piedi e ci sarà espansione solo fino a quando saremo in grado di fornire al sistema economico un delta energetico sufficientemente ampio per tenerlo in piedi, più si restringe più andremo male e non basterà “risparmiare”.
Specialmente se il “risparmio” che come oggi viene interpretato, non tiene conto di tutta la filiera produttiva, compresi anche gli elementi rari della tavola periodica ove il cosiddetto “recupero” che necessta di ulteriore fornitura di energia, non arriva allo 1%.
Dato che mi deprimono, eviterò in futuro di toccare questi argomenti.

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idleproc
Scritto il 28 novembre 2014 at 12:59

@finanza,

Credo di aver compreso perchè hai poco tempo… hai una visione molto ampia e informata delle cose…

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paolo41
Scritto il 28 novembre 2014 at 14:12

@finanza,

e perché Draghi spinge per abbassare il valore dell’euro (se non fosse per il forte ribasso, al cambio il petrolio dovrebbe costarci di più) quando sa benissimo che non c’è una correlazione stretta fra svalutazione valute e miglioramento della competitività o della bilancia dei pagamenti ?????…..

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Scritto il 28 novembre 2014 at 15:35

La Saudi Arabia è uno dei MAGGIORI Paesi nel/DEL Mondo (TOP 5) in fatto di dotazione/i di riserve in valuta estera – a cui tra l’altro non si può per nulla risalire, né ufficialmente, né ufficiosamente in modo certo, sicuro; essendo “coperti” (i dati rilasciati sono solo delle STIME).

Questo gLi permette – a differenza di altri Paesi, non solo confinanti o prossimi – di poter “allargare” il proprio bilancio e quindi di ammortizzare tranquillamente nel medio periodo – anche per 8-10 anni – il relativo deficit (nel caso fosse opportuno farLo).

E qui, la nuova domanda:

cosa avviene quando si va in deficit? – fiscalmente, in primis?

U.S. Department of the Treasury (with/by Federal Reserve Board), “Major foreign holders of U.S. treasury securities: September 2013 – September 2014” – November 18, 2014

http://www.treasury.gov/ticdata/Publish/mfh.txt .

Perché la Saudi Arabia “conta” nel contribuire a mantenere il Dollaro Statunitense come valuta di riserva del/NEL Mondo – ufficialmente dal 1974 [alcuni Amici “insiders” nel settore dell’Oil ben inseriti fin D/all’epoca, pensavano/pensano che già sotto i primi anni della Presidenza Nixon (1969-1974) Ci fosse (stato) un patto tacito (siglato)] ciò che è nell’interesse della Saudi Arabia è anche nell’interesse degli USA.

De facto, con la repentina discesa del prezzo dell’Oil – MA NON delle commissioni sulle transazioni e sulla manutenzione a monte degl’impianti (in quanto regolate da contratti pluriennali-ALI-ALI, alcuni dei quali rinnovati al “momento opportuno dell’UP”) – si sono avvantaggiati e si avvantaggeranno anche/soprattutto i Consumatori YankeES, per il considerevole taglio alle/delle imposte – non solo alla pompa.

Paolo41

Ho stima e rispetto per il Pr. Draghi Sig. Mario, sia perché è un Signore (Onesto), sia perché è un Nostro Connazionale [che tiene ALTO il Nome del Nostro Paese – ce ne sono pochissimi a quel livello od intermedio; di ONESTI (SIGNORI)], ma conta – su determinati scenari – come contava Mattiacci o come conterà Arrivabene alla Ferrari.

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pecunia
Scritto il 28 novembre 2014 at 16:07

leggere i vostri commenti, anche quelli sull’ottimo post precedente di DT (Draghi….), mi conferma che è tutto un gioco di scacchi per “pochi “…. soltanto.

Andreotti diceva anche che:il potere logora chi non ce l’ha :

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lampo
Scritto il 28 novembre 2014 at 19:12

Aggiungiamo anche altre motivazioni per la discesa del petrolio:
– l’ISIS si finanzia essenzialmente vendendo petrolio (a basso prezzo… ho letto di stime attorno a 40$) nel mercato nero.
Un link riassuntivo (in inglese) per approfondire:
http://www.foreignpolicy.com/articles/2014/10/07/has_the_us_turned_off_the_islamic_states_oil_spigot_isis_syria
– C’è in corso la disputa sul mega-giacimento scoperto nell’artico (che contiene ovviamente anche gas), però sappiamo che le sanzioni impediscono di fatto il suo sfruttamento, perché le compagnie petrolifere russe non hanno la tecnologia per sfruttarlo… e hanno bisogno di quelle estere…
– La Cina indubbiamente sta rallentando… anche perché sta diversificando le sue fonti energetiche…
– Produzione di CO2 (anidride carbonica) da ridurre… anche perché molti settori saranno sempre dipendenti dal petrolio… per cui non è possibile esaurirlo completamente, almeno finché non si trova un sostituto veramente economico (oltre alla conversione tecnologica di tutto ciò che vi dipende… specialmente questi settori). Pensate ad esempio semplicemente alle macchine agricole!

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Scritto il 28 novembre 2014 at 20:11

Veramente ottimi some sempre Lampo e Surfer… Ma non solo!
Se tutti insieme condividiamo i nostri punti di vista credo abbiamo tutti da guadagnarci…
;-)

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idleproc
Scritto il 28 novembre 2014 at 20:16

Nell’Artico la Russia che aveva abbandonato alcune isole strategiche si è rischierata a scanso di equivoci.

http://philebersole.wordpress.com/2012/06/04/the-potential-wealth-of-a-warming-arctic/

Sono risorse che comunque hanno un costo energetico di estrazione elevato.
Uno può stare seduto su di un mare di petrolio ma se per raggiungerlo il costo energetico di tutta la filiera produttiva è solo di poco inferiore all’energia che ne ricava, quell’uno muore di fame e gli conviene lasciar stare.
Speriamo bene, il problema è che la risposta “scientifica” dovrebbe essere numerica e validata in modo attendibile sia suula raccolta dati che sulle analisi.
L’estensione e la potenzialità rimanenti anche dei giacimento dell’Arabia Saudita sono un segreto di stato, inoltre le stesse compagnie petrolifere, oltre agli stati per motivi strategici, hanno l’interesse a barare per via delle quotazioni in borsa etc.
Pertanto non esistono dati oggettivi che permettano una analisi corretta, è l’irrazionale sistemico.
Non si può nemmeno sposare come alcuni fanno come “atto di fede” con componenti mistiche una teoria o l’altra.
Quindi: “sperammo bene”.

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lampo
Scritto il 28 novembre 2014 at 21:10

idleproc@finanza,

irrazionale sistemico

Definizione da appendere al… frigo!

Comunque, per sdrammatizzare, ci rimane sempre da pedalare! Pensa ai miliardi di cinesi ed indiani che lo fanno… ogni giorno!

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lampo
Scritto il 28 novembre 2014 at 21:21

De facto, con la repentina discesa del prezzo dell’Oil – MA NON delle commissioni sulle transazioni e sulla manutenzione a monte degl’impianti (in quanto regolate da contratti pluriennali-ALI-ALI, alcuni dei quali rinnovati al “momento opportuno dell’UP” ) – si sono avvantaggiati e si avvantaggeranno anche/soprattutto i Consumatori YankeES, per il considerevole taglio alle/delle imposte – non solo alla pompa.

Sarebbe interessante una raccolta in forma di banca dati dei più importanti di tali contratti e della relativa scadenza. Poi, una volta ponderati rispetto alla loro importanza, li confrontiamo con l’andamento del prezzo del petrolio. E proviamo a vedere se, per caso, esiste una correlazione.

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Scritto il 28 novembre 2014 at 22:18

Lampo,

mica son “fessi”; sono “coperti” – impossibile vederLi (“per Tutti”) od avere accesso (se non si è “dentro” o non sei “neutro”).

.!IMPOSSIBILE!.

[Credo che] Molti/Tanti non sanno poi che i cosiddetti “compounds petroliferi” – specie in determinati posti del Globo terrestre – sono delle vere e proprie “zone franche” (con apposite leggi e regolamentazioni: anche per/di più Paesi!) ed off-limits, in tutti i sensi (presidio da SUPER Fort Knox, per intenderCi – nella vigilanza, soprattutto).

サーファー © Surfer

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pig_org
Scritto il 29 novembre 2014 at 21:01

Scusate ma io sono molto piu pratico :-)
È ancora presto x SG ETC WTI OIL COLLATERALIZED?
Per un po è ancora meglio andare sullo x-SG ETC WTI OIL COLLATERALIZED?

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