Mercati che registrano nuovi RECORD: sotto tutti i punti di vista

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

 

Provate a mettere insieme Dow Jones, Food Stamps e Debito federale USA. Scoprirete che questa ricetta tipicamente americana ha qualche piccola lacuna.

Wall Street vola dove nemmeno le aquile della speculazione del 2000 hanno osato volare. Il Dow Jones ci regala nuovi massimi! Evviva! Il Toro continua a scalpitare. Ma sappiamo tutti benissimo quanto è drogato questo toro. Ed è un toro che oramai dura da tempo e non smette di correre,e che continua a macinare record anche sotto altri aspetti.

Dow Jones: new record!

Ma da cosa è alimentato questo Dow Jones? Ma lo sappiamo benissimo, dalla premiata Tipografia Bernanke che all’interno della FED stampa a raffica dollaroni, che sono poi la conseguenza di un vertiginoso aumento di debito pubblico.

Debito Federale USA: new record!

E se avete dubbi, allora per capire come stanno nella realtà le cose, basta porsi questa domanda.

Se la borsa sale, e il debito sale, avremo almeno una crescita economica sufficientemente forte che potrà un bel giorno permettere quella che si chiama la “exit strategy”.

Quindi prima cosa da vedere è la disoccupazione! Bene, sta migliorando… ma attenzione… come mai i food stamps, ovvero le sovvenzioni governative, hanno anche loro raggiunto il massimo storico?

Food Stamps: new record!

Scusate ma i conti non mi tornano. Qualcosa non quadra. O meglio…può la FED continuare ad alimentare una crescita economica artificiosa stampando denaro, facendo lievitare il debito pubblico e…continuando a pagare i sussidi di disoccupazione SENZA però creare una crescita economia reale, per un periodo di tempo ILLIMITATO? Perché è questo il punto. Fintanto che il giocattolo funziona così, tutti felici e contenti. Ma…può durare all’infinito?

Beh, intanto risulta che NESSUNO è così generoso coi food stamps sul globo terrestre. Vuol proprio dire che negli USA sono molto gentili  e magnanimi… Mah…

STAY TUNED!

DT

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17 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 6 Marzo 2013 at 10:54

Negli ultimi 3,5 anni le economie asiatiche hanno aggiunto attività economica (volgarmente il PIL) pari a una nuova Germania, una nuova Italia ogni due anni. Il PIL dell’Asia continua a crescere esponenzialmente, il debito complessivo al netto delle riserve è IN CALO, la ricchezza è mal distribuita ma in crescita forsennata. Le riserve (in dollari e in euro) crescono molto meno perchè ormai buona parte del commercio è all’interno di questa enorme area (Asia + i loro fornitori australiani, africani e brasiliani) e avviene sempre più utilizzando monete locali attraverso accordi bilaterali. A tutto questo in America si risponde con la dottrina Greenspan cioè che la crescita delle borsa genere ricchezza vera. Il governo americano, terrorizzato da quello che succederà, ha già introdotto e attivato leggi draconiane per il controllo dell’ordine pubblico e fortemente limitato il trasferimento di valuta all’estero. Nessuna banca in Singapore e Hong Kong apre conti a cittadini americani non residenti A tutto questo in Italia si risponde con la dottrina Grillo, ovvero la decrescita con uscita dall’euro o quella di Silvio B o quella di Fassina. In Francia il confuso Hollande smentisce se stesso ogni martedì e giovedì. Purtroppo gli occidentali sono in piena crisi esistenziale, terrorizzati dall’idea di perdere il loro ruolo di padroni (ovvero di sfruttatori del lavoro e delle risorse degli altri). Bene si rassegnino al fatto ineluttabile che semplicemente la parentesi iniziata a inizio 1800 è finita, e la potenza economica torna laddove è naturale che sia: dove c’è maggiore popolazione, molto più giovane e disposta a sacrifici massimi per lavorare e crescere. Se invece continuano a illudersi alla Bernanke o alla Grillo i figli di questa generazione malediranno i loro padri e i ricchi cinesi, indiani, brasiliani e indonesiani verranno tra 10 anni a comprare anche il Colosseo.

andrea.mensa
Scritto il 6 Marzo 2013 at 11:02

io, come ormai è quasi una ossessione, continuo a indicare nel fatto di considerare la popolazione di uno stato come un’amalgama uniforme.
non è così e questo induce grossolani errori.
io e berlusconi, pur essendo due italiani, abbiamo caratteristiche economico/finanziario estremamente diverse per cui è chiarissimo che possono coesistere all’interno dello stesso paese aumenti di ricchezza ( per alcuni) contemporaneamente ad aumenti di povertà ( per altri).
è questa media del pollo, che conviene ai primi, per spostare l’attenzione dal grosso problema della distribuzione sociale delle risorse.
domanda: “si deve proprio aspettare una rivolta violenta dei secondi, per rendersene conto e cominciare a correggere questa enorme disegualianza ?”

andrea.mensa
Scritto il 6 Marzo 2013 at 11:08

andrea.mensa@finanza,

scusate mi è restato nella tastiera la conclusione della frase”continuo a indicare nel fatto di considerare la popolazione di uno stato come un’amalgama uniforme.” …. la ragione di questo apparente paradosso.

battista
Scritto il 6 Marzo 2013 at 11:16

john_ludd@finanza:

Bene si rassegnino al fatto ineluttabile che semplicemente la parentesi iniziata a inizio 1800 è finita, e la potenza economica torna laddove è naturale che sia: dove c’è maggiore popolazione, molto più giovane e disposta a sacrifici massimi per lavorare e crescere. Se invece continuano a illudersi alla Bernanke o alla Grillo i figli di questa generazione malediranno i loro padri e i ricchi cinesi, indiani, brasiliani e indonesiani verranno tra 10 anni a comprare anche il Colosseo.

ciao , buon giorno a tutti

sono perfettamente d’ accordo con quanto scrivi .

da anni penso , purtroppo , che sara’ proprio cosi’ ma non posso permettermi di stare a guardare e commiserarmi

da buon padre di famiglia , devo darmi una risposta e cercare una reazione e una strada per non buttare via tutto quanto di buono fatto da me e da un paio di generazioni prima di me

non penso essere l ‘ unico che si ponga queste domande e considerazioni , mi piacerebbe leggere ulteriori commenti ed eventuali , se esistono , consigli e soluzioni

ciao , grazie , un saluto

john_ludd
Scritto il 6 Marzo 2013 at 11:28

battista,

Io non ho figli, per me è molto più facile. Ne avessi, investirei tutto quello che posso nell’educazione. Non potrei pretendere che studino quello che pare a me, crescerei degli infelici, ma farei il possibile per farli interessare a materie tecniche e pretenderei che imparino perfettamente l’inglese altrimenti li butto fuori di casa. Il mondo di oggi e ancor più quello di domani ha bisogno di bravi ingegneri che progettino il sistema energetico del futuro o biologi o agronomi, giusto per fare qualche esempio. Ovvio che mi dovrei rassegnare al fatto che è possibile che un giorno i miei figli se ne vadano lontano, dopo avere preso una buona laurea in un politecnico svedese o tedesco. Qui l’istruzione è vista come un costo, nella squallida campagna elettorale appena terminata, questo tema non è MAI stato neppure sfiorato. Veniamo da 40 anni di politiche e culture suicide che hanno divorato questo paese, oggi è comodo prendere come unico bersaglio l’euro o la politica dei teutonici. Sono solo concause e sono arrivate dopo, bisognerebbe guardarsi prima bene allo specchio.

Lukas
Scritto il 6 Marzo 2013 at 12:18

john_ludd@finanza,

Beh certo, siamo Noi gli artefici principi del nostro declino……aggravato peraltro dal fatto che la cultura ancor oggi dominante…. lo nega ipocritamente……..e ciancia di complotti…..di euro……..di merkel….etc etc.

zanella51
Scritto il 6 Marzo 2013 at 12:51

scusa Lukas

siamo Noi gli artefici principi del nostro declino…dici

ma non sono stato io l’artefice del divorzio tra il tesoro e la banca d’italia che ha di fatto raddoppiato il debito pubblico, non sono stato io che ha deciso l’entrata dell’italia nell’euro, potrei portarti decine di fatti come questi.
i poteri forti e guarda che ci sono davvero, quelli hanno manovrato e condotto alla situazione attuale.
ripensare al NOSTRO sviluppo al di fuori degli schemi oggi dominanti deve essere il nostro obiettivo e per farlo bisogno decidere velocemente.
USCITA IMMEDIATA DALL’EURO.
ORMAI TUTTI GLI ECONOMISTI NON PREZZOLATI DAL REGIME LO DICONO SENZA SE E SENZA MA

perrymassone
Scritto il 6 Marzo 2013 at 12:53

Lukas,

Errato è negare le proprie responsabilità, così come lo è non capire che non siamo gli unici artecifi del nostro destino.
E se non ci capisce questo, a pagare saremo sempre e solo noi.

perrymassone
Scritto il 6 Marzo 2013 at 13:00

zanella51@finanza,

I poteri forti hanno un nome e cognome. L’ora di parlare di queste cose è trapassata. Oramai è troppo tardi.

Parlare genericamente di lobby finanziaria o di poteri forti non porta a nulla.

Andiamo invece a vedere chi sta dentro il Gruppo Bilderberg, chi sono gli Illuminati, che cosa combinano da secoli i Rothshild e i Rockfeller. Questa gente ha un nome e un cognome e ignorare queste cose (o peggio etichettarle semplicisticamente come “complotti”) è essere complici.

Abbiamo fatto le pulci a qualsiasi politico, senza renderci conto che tutti i politici sono al guinzaglio di queste persone: veri artefici del nostro destino.

Lukas
Scritto il 6 Marzo 2013 at 13:07

zanella51@finanza,

perrymassone@finanzaonline,

Volete forse negare che il debito pubblico italiano……sia il frutto avvelenato……attraverso il quale per oltre 40 anni la nostra classe politica…….ha letteralmente ” acquistato “…..il consenso popolare ?

E’ bastato interrompere per un anno il giochino……e si sono già sciolti……come la neve al sole !!!

perrymassone
Scritto il 6 Marzo 2013 at 13:19

Lukas,

… si ma CHI ha interrotto il giochino? e soprattutto..PERCHE’? 🙂 Il giochino poteva continuare tranquillamente e invece non è stato così…

Non parliamo genericamente di mercati finanziari e poteri forti, usiamo i nomi e i cognomi..

Gigi
Scritto il 6 Marzo 2013 at 13:45

perrymassone@finanzaonline,

“…Abbiamo fatto le pulci a qualsiasi politico, senza renderci conto che tutti i politici sono al guinzaglio di queste persone: veri artefici del nostro destino….”
Parole sante!
Ce la prendiamo tutti i giorni con questo o quel politico. Giusto!
Ma perché non ci chiediamo pure chi li ha portati lì pagandogli la campagna elettorale, descrivendoceli sui giornali ed in tv come i salvatori della patria ecc. ecc.? Sono loro i veri responsabili!
Se anche facessimo fuori i Bersani o i Bindi, i Casini o i Fini, i Monti o chi volete voi, verrebbero subito rimpiazzati da qualcun altro proposto dai soliti poteri forti, che gli pagherebbero la campagna elettorale, li farebbero apparire come salvatori della patria e così daccapo.
Probabilmente si salverebbero solo i Berlusconi e i Grillo, il primo perché la campagna elettorale se la paga da solo, il secondo perché se la é fatta … “in economia”.
Ecco perché sono costantemente sotto attacco, il primo dai magistrati appartenenti ai poteri forti, il secondo dalla (dis)informazione appartenente agli stessi poteri forti.
Se non capiamo tutti questo passaggio chiave, possiamo solo disquisire del nulla!

john_ludd
Scritto il 6 Marzo 2013 at 19:45

Tornando all’argomento del post… SE LORO VENDONO perchè IO DOVREI COMPRARE ?

Insiders now aggressively bearish
Insider selling pace now fastest in several years

http://articles.marketwatch.com/2013-02-06/commentary/36937273_1_sell-to-buy-ratio-insider-indicator-corporate-insiders

calciatore
Scritto il 6 Marzo 2013 at 21:44

Lo ha fatto! Si, bernanke aveva promesso di gettare sildi dagli elicotteri e lo ha fatto. Non c’e problema, il DOW puo’ ancora salire, e cosi’ il nyse. In amercia non c’e problema, sono padroni della propria moneta. Il problema e’ l’europa, dove quasi piu’ nessuno e’ padrone della propria moneta, ma lo diventera’ , anzi lo ridiventera’, presto. La moneta euro ha i mesi contati, gli euroburocrati hano fallito………

lampo
Scritto il 6 Marzo 2013 at 22:09

DT il post è molto interessante, soprattutto la riflessione finale. Posso dire che continuerà a funzionare, finché adotteranno la solita strategia militare USA “shock and awe” (trad. colpisci e stupisci) anche in campo economico.
Quindi si tratta di creare nuovi tasselli di shock al momento opportuno, con successivamente l’allungo della mano per aiutare chi è stato colpito dallo shock e contemporaneamente si è adattato a vivere la nuova situazione (ad un livello più basso).

Traduco alcune parole pronunciate dal Obama qualche settimana fa:
“Annuncio che apriremo negoziati per una partnership sul commercio e l’investimento transatlantico con l’Unione europea, perché un commercio libero ed equo attraverso l’Atlantico sosterrà milioni di posti di lavoro in Usa”.

Quanti le hanno capite veramente? Si tratta di un annuncio epocale… buono per gli USA e meno buono per l’Europa. Questa a mio giudizio è la carota… il bastone (lo shock) deve arrivare prima. Prepariamoci… che siamo molto prossimi.
Ricordo infatti che la trattativa inizierà nel corso dell’estate, entro il termine della presidenza irlandese, e dovrebbe concludersi entro due anni.
Quante cose che succederanno in questi due anni in Europa! E ci sarà chi ci tenderà la mano… dall’altra parte dell’oceano.

idleproc
Scritto il 7 Marzo 2013 at 14:02

lampo,

Concordo e non credo che ne stiano discutendo “da oggi” e che sia uno degli aspetti geostrategici già vissuti anche da noi e in nord-Africa… il blocco che tentano di costruire è sovracontinentale.
Sbaglierò ma è una strada pericolosetta… Col mio paese ne vorrei stare fuori partendo da questa europa…

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