MACROECONOMIA e ORO: siamo messi peggio di quando Lehman Brothers fece default

Scritto il alle 06:30 da Roy Reale

GUEST POST: il debito pubblico continuerà a salire, la politica monetaria espansiva non si fermerà. Ma che mondo vivremo in futuro?

Giovedì, la Banca Centrale Europea (BCE) ha provveduto a tagliare i tassi d’interesse, portando il tasso di rifinanziamento principale al minimo storico (0,25%).  Mario Draghi (Presidente dell’Eurotower) non ha escluso ulteriori tagli ai tassi nel caso il quadro economico non migliorera’. La BCE continuera’ a rifornire liquidita’ a tasso fisso, con operazioni di rifinanziamento agli istituti bancari che ne faranno richiesta, in quantita’ illimitate fino a meta’ 2015.

Draghi ha motivato la sforbiciata ai tassi in quanto l’Eurozona sta andando incontro a un periodo di bassa inflazione (deflazione). La mossa della BCE ci fa comprendere che l’attuale stato dell’economia reale, in Europa, e’ prossimo a un pericoloso letargo. Ad aggravare le cose, l’Agenzia di Rating Standard & Poor ha tagliato il rating (da AA+ ad AA) al debito sovrano della Francia. Noi propendiamo nel sostenere che il taglio dei tassi della BCE sia stato effettuato per “salvaguardare” il sistema finanziario europeo dall’orlo del collasso.

La Banca dei Regolamenti Internazionali ha appena pubblicato un report trimestrale nel quale si afferma che la situazione del sistema bancario e’ addirittura peggiore rispetto al periodo pre-crisi Lehman Brothers. Le politiche ultraespansive, in prospettiva di lungo termine, non potranno che incrementare nonostante le speculazioni della stampa mainstream circa un ridimensionamento del “tapering” (assottigliamento degli acquisti di assets finanziari) da parte della FED.

A ottobre sono stati creati 204 mila posti di lavoro negli USA, sopra le aspettative degli analisti. In prospettiva storica, il dato vuol dire ben poco: il tasso di partecipazione alla forza lavoro, negli Stati Uniti, e’ il piu’ basso dal 1978, mentre aumentano i pensionamenti e il numero di americani che sopravvive grazie al programma statale “food stamps” (buoni pasto) ha ormai raggiunto i 50 milioni di unita’.

Novantun milioni di americani non sono piu’ attivi nel mondo del lavoro. La realta’ dei fatti e’ che il sistema finanziario e’ piu’ che mai sotto pressione. Il bilancio della FED e’ in “leva finanziaria” per ben 70 volte il proprio capitale. Il bilancio della FED e’ sovraccarico di titoli di stato (2.000 miliardi di dollari) e titoli finanziari garantiti da ipoteca (o meglio: spazzatura finanziaria garantita dal nulla) per oltre 1400 miliardi di dollari.

Ne’ i titoli del tesoro ne’ la spazzatura finanziaria di cui sopra potra’ un giorno essere interamente rimborsata. L’unica via d’uscita, per la FED, e’ quella di continuare a stampare per evitare il default dello Stato a stelle e strisce e del sistema finanziario americano. Dal 1981 a oggi, il debito a livello federale (degli USA) e’ salito da 1.000 miliardi di dollari ai 17.000 miliardi di dollari attuali. Il debito federale cresce di 1.000 miliardi di dollari l’anno e l’anno prossimo e’ addirittura previsto in aumento. Quindi parlare di “tapering” (assottigliamento del ritmo degli acquisti di assets finanziari da parte della FED) e’ assolutamente ridicolo. Se osserviamo il mercato dell’oro da un anno a questa parte, evidenziamo che esso e’ in discesa del 22% rispetto al dollaro, del 26% rispetto alla sterlina inglese e del 30% rispetto all’Euro.

A livello tecnico, l’oro sta consolidando le sue posizioni all’interno del range posto tra i $1.200,00 e $1.400,00 (dollari americani), £775 e £925 (sterline britanniche) e tra i 900 e 1.100 (Euro). Venerdi il lingotto ha “sofferto” i dati sull’occupazione USA in ottobre (Non Farm Payrolls) toccando un minimo a $1.281,00 prima di stabilizzarsi sopra $1.285,00. Il prezzo dell’oro si sta pericolosamente avviando al suo costo di estrazione ($1.200,00) e le grandi aziende estrattrici stanno procedendo a chiusure forzate di miniere i cui costi estrattivi siano superiori ai $1.200,00. Sul lungo periodo, quindi, l’intero pianeta assistera’ a una crisi senza precedenti nell’estrazione di metallo giallo. I fondamentali dell’oro rimangono tutti positivi.

Le politiche monetarie ultraespansive tenderanno a incrementare (sicuramente la FED con la Yellen); la crisi globale del debito (Eurozona, Gran Bretagna e Giappone) e’ all’apice e non potra’ che peggiorare, stante le attuali disastrose condizioni dell’economia reale;permangono i rischi geopolitici in tutta l’area mediorientale (segnaliamo a titolo d’esempio, la situazione libica totalmente fuori controllo);la domanda cinese e indiana di metallo giallo, sembra non conoscere soste.

Riccardo G. – Deshgold

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