Macroeconomia e oro: le compagnie aurifere in movimento. Implicazioni sul lato dell’Offerta.

Scritto il alle 10:19 da Roy Reale

GUEST POST: analisi di quotazione oro e il comportamento delle banche centrali. Il solito barometro settimanale dell’oro e gli avvenimenti più importanti della settimana e il ruolo dell’oro nei portafogli di investimento e degli investitori istituzionali.

Le quotazioni dell’oro sono risultate essere al rialzo per la terza settimana di fila, sostenute dalla debolezza del biglietto verde, dall’espansione monetaria globale e dagli acquisti da parte delle Banche Centrali.

L’oro ha aperto la settimana a $1.295,00 e ha chiuso a $1.333,00. Al Comex di New York i contratti futures sull’oro per consegna a settembre sono quotati a $1.329,80. Prima resistenza posta a $1.340,00 – seconda a $1.349,00 e terza a $1.369,00. Primo supporto a $1.320,00 – secondo a $1.309,00 e terzo a $1.302,00.

Newcrest Mining, la terza piu’ importante Compagnia Mineraria a livello mondiale, in un recente report non ha previsto alcuna diminuzione delle proprie attivita’ estrattive ma sta pianificando una drastica riduzione dei costi interni.  La Compagnia Mineraria Canadese Agnico Eagles Mines Ltd ha riportato una perdita netta nel secondo trimestre di quest’anno. Nel report emesso per gli analisti, Agnico intende “rivedere tutti gli aspetti della propria attivita’”, alla luce dei recenti cali del prezzo dell’oro. Cio’ sta a significare una radicale riduzione dell’attivita’ estrattiva al fine di contenere le perdite. Tutto il settore delle Compagnie attive nel campo dei metalli preziosi stanno attuando tagli all’attivita’ produttiva per contenere le perdite. Cio’ incidera’ sul lato dell’offerta nel lungo periodo, sostenendo le quotazioni dell’oro.

Nel mese di giugno, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, le Banche Centrali di Russia, Grecia, Ucraina, Kazakhstan, Bielorussia e Azerbaijian, hanno aumentato le proprie riserve auree. Secondo l’ultimo aggiornamento di Bloomberg, nel mese di maggio anche le Banche Centrali di Mozambico, Serbia e Tagikistan hanno incrementato le proprie riserve in oro.

La Russia ha provveduto ad accrescere le proprie riserve di 9.000 once, attestando un totale di 32 milioni di once complessive. La Russia risulta essere il settimo detentore di oro a livello mondiale (sotto forma di riserve).  Solo nei primi sei mesi di quest’anno la Russia ha incrementato le proprie riserve del 10% rispetto al 2012.  A Giugno, la Banca Centrale del Kazakhstan ha aumentato le riserve d’oro acquistando piu’ di 45 mila once e arrivando ad un totale di once possedute in riserve di 4,2 milioni.  Russia e Kazakhstan hanno aumentato le loro riserve per il nono mese consecutivo.  La Grecia ha aggiunto 1.000 once alle sue riserve, portandole a 3.6 milioni, mentre il Kirghizistan e la Bielorussia ne hanno aggiunto una modesta quantita’.  L’Ucraina nel mese di giugno (per il secondo mese consecutivo), ha acquistato 80 mila once aggiungendole alle riserve ufficiali, che ora si attestano a quasi 1,3 milioni di once.

L’Azerbaijian ne ha acquistate 65 mila, portando le sue riserve a 250 mila. E’ il sesto mese consecutivo di acquisti di oro da parte dell’Azerbaijian. A dicembre del 2012 la Banca Centrale Azerbaijiana possedeva una ridottissima quantita’ di oro a titolo di riserva.  A giugno le Banche Centrali continuano a rimanere acquirenti nette di oro fisico in forma di lingotti.  La Cina continua ad accumulare oro (da parte della sua Banca Centrale) ma non dichiara ufficialmente al FMI le entita’ delle sue riserve. Almeno per adesso. Secondo l’Agenzia Reuters, che cita dati forniti dal World Gold Council, la Cina potrebbe arrivare ad acquistare 1.000 tonnellate di oro entro la fine di quest’anno.

Yuan cinese destinato a divenire valuta di riserva globale?

Recenti articoli apparsi sulla stampa internazionale in merito gli straordinari ritmi di accumulo di quantitativi d’oro da parte della Cina, che il Paese del Dragone stia seriamente prendendo in considerazione di fare evolvere il ruolo della propria moneta (lo yuan) verso il ruolo di valuta globale.

Anche in questo caso DeshGold aveva anticipato questo trend circa un anno fa, nell’articolo scritto il 4 Aprile del 2012 (Chi possiede l’Oro detta le regole) quando la stampa internazionale ancora non dava risalto a questa possibilita’. E’ un dato di fatto che l’approccio di politica internazionale della Cina sia orientato all’indebolimento (giocato sui tempi lunghi) dell’influenza globale degli USA.

Questo approccio potrebbe avere serie conseguenze sul mercato dei cambi, dall’elevato grado di volatilita’ degli stessi, all’indebolimento del dollaro e, in ultima analisi, a una crisi monetaria internazionale di grave portata. Analisti del calibro di John Butler (autore del libro “The Golden Revolution”) e Jim Rickards (autore del libro “Currency Wars”) hanno entrambi ipotizzato, portando alle loro tesi molti dati di fatto, che Cina e Russia siano orientate a sostenere le quotazioni e i valori delle loro valute tramite l’aumento delle proprie riserve auree.

Se l’ipotesi di Butler e Rickards fosse confermata, Stati Uniti ed Europa al fine di mantenere i propri rispettivi status di potenze globali non potranno fare a meno di accrescere le rispettive riserve auree allo scopo di mantenere la supremazia globale delle loro valute (arrivando infine a determinare una nuova era dominata da un moderno Gold Standard)?

La Banca Popolare della Cina si sta muovendo da tempo per rafforzare la collocazione dello yuan nello scacchiere monetario internazionale. La mossa della Banca di Pechino e’ strategica: ampliare le riserve auree per combattere le tendenze inflazionistiche, estendere il ruolo nel commercio internazionale dello Yuan, creare fiducia globale nella propria valuta e proporla come moneta di riserva mondiale.

Le tattiche della Banca Centrale e del Governo Cinese hanno forte impatto e valore geopolitico, oltreche’ strettamente finanziario: essi intendono, con queste mosse geostrategiche finanziarie, dimostrare agli Stati Uniti e al mondo intero che sono in grado di assumersi tutti i rischi connessi al ruolo di superpotenza economica (e quindi assumendosi l’onere – e l’onore – di possedere una valuta di riserva globale). I cinesi, per tradizione storica millenaria, tendono a pianificare a lungo termine piuttosto che concentrarsi sul rumore di fondo trimestrale.

Recentemente, anche la Bundesbank ha ammesso che lo yuan cinese diverra’ una valuta di riserva globale. E’ solo una questione di tempo ma in futuro assisteremo anche allo scambio di petrolio contro yuan; il “petro-yuan” tendera’ a contrastare e rivaleggiare con i “petrodollari”, per la supremazia globale della valuta di riserva mondiale.

Riccardo G. – Deshgold

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