MA COSA NE SA IL RISPARMIATORE ITALIANO?

Scritto il alle 23:08 da Danilo DT

risparmi-andati-in-fumo

VIDEO REPORT: Tra i vari convegni a cui ho partecipato ultimamente, merita sicuramente una menzione quello del 20 aprile al Palazzo Mezzanotte.
Mi riferisco al Sesto Forum Nazionale sulla Consulenza Finanziaria indetto da ASCOSIM.
L’incontro si è sviluppato su diversi argomenti. Una buona parte sulla normativa, un’altra sui prodotti finanziari, una sullo sviluppo della consulenza in rete e sui RoboAdvisor, ma il vero momento clou dell’incontro, secondo me, è stata la quarta ed ultima parte, quella che aveva come titolo “un momento magnifico: la consulenza finanziaria 4.0”.
In realtà però l’oggetto della discussione è stato diverso e, sempre secondo me, molto interessante e di “drammatica” attualità.

Condotto da Oscar Giannino e con la partecipazione di personaggi illustri che conosco da diversi anni come il Professor Carlo Alberto Carnevale Maffè, il Professor Riccardo Puglisi, o ancora (ottima scoperta) il Professor Pasquale Cirillo, più altri partecipanti, la tavola rotonda si è concentrata su un concetto molto semplice ma estremamente importate: cosa ne sa il risparmiatore di quanto accade nella realtà? Quanto sono trasparenti i giornalisti? E quanto ne sanno, realmente gli stessi? E ancora, gli organismi di vigilanza ed i poteri forti, quanto influiscono sull’informazione italiana?
Credetemi, ritagliatevi un po’ di temo e guardatevi il video che vi propongo.

E se poi volete, si può fare un bel dibattito nei commenti, anche se, purtroppo, non si può che annuire e, mestamente, dare ragione ai relatori.
Una piccola nota di orgoglio. Questo blog, DA SEMPRE, è indipendente e si rispecchia fedelmente nei principi discussi dal panel che poi sono stati affossati dal sistema. E finchè scrivo, sarà così. Lasciamo agli altri la possibilità di fare “marchette” (come dice l’amico Surfer). Se scrivo qualche sciocchezza, lo faccio in buona fede nella consapevolezza di essere il primo degli ignoranti, anche in materia finanziaria. Ma almeno, lo ribadisco, lo faccio in buona fede. In quanti giornalisti esiste ancora la buona fede?

Immagine anteprima YouTube

Forse in qualcuno la buona fede esiste ancora, come anche l’etica e la correttezza. Una giornalista che per molti resta ancora una “voci fuori dal coro” è questa: Milena Gabanelli.
Voglio portarvi ad esempio un fatto di qualche tempo fa. Visto che è un po’ troppo “di parte” secondo me, ma merita comunque un po’ di attenzione, preferisco lasciarvi il link, così potrete, se vorrete, visualizzare l’articolo e giudicare di conseguenza.

La Commissione Trilaterale,Rockefeller e Mario Monti

 

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Danilo DT

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6 commenti Commenta
PORTELLO
Scritto il 26 aprile 2016 at 14:06

Guardando il video dove si parla di Clinton…non saprei se per l’ America e il mondo intero mi fa piu’ paura un presidente alla Donald Trump…un po’ ignorante, arruffone e l’ emblema della decadenza o la Clinton, moglie di un ex presidente, che sembra una reptiliana posseduta… a sto punto meglio Bernie e sarebbe stato ancora meglio Ron Paul

ma perche’ negli stati uniti ci son presidenti fratelli, padre e figlio, e coppie…sembra quasi una dittatura…sembra….

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pecunia
Scritto il 27 aprile 2016 at 12:19

quanto sopra, aggiunge un altro tassello al quadro

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pecunia
Scritto il 27 aprile 2016 at 18:32

PORTELLO,

francamente fra una Clinton ed un Trump è ardua la scelta…… se ci si ricorda che Lei è anche la moglie di quel Bil che, nel 1999, votò l’abrogazione del GLASS- STEAGALL Act

francamente fra Clinton e

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ob1KnoB
Scritto il 28 aprile 2016 at 18:38

Ma cosa ne sa il risparmiatore italiano?
Rilancialo e approfondisci. Ma lo sanno i risparmiatori italiani che da un anno a questa parte non c’è un fondo pensione, aperto o chiuso che sia, che abbia espresso una performance positiva? Ma lo sanno i risparmiatori italiani che a parte una manciata di fondi comuni che investono in Brasile, high yeld emergenti o in materie prime, da inizio anno dove metti i soldi ci perdi? Ma lo sanno i risparmiatori italiani che quand’anche la Bce riuscisse a far salire l’inflazione sarà un disastro per i loro risparmi? Ma lo sanno i risparmiatori italiani che affidano soldi a gestori assicurativi o bancari che fanno l’80% dei loro ricavi con le commissioni di gestione e/o di performances e se la sa gira non hanno denari per pagare i fazzoletti per piangere? Ma lo sanno i risparmiatori che i problemi delle banche non sono i non performing, ma tutto quello che ancora è considerato in bonis? Ma lo sanno i risparmiatori che i prodotti sintetici hanno controvalori di emissione che sono centinaia di volte i sottostanti fisici? E soprattutto lo sanno che per stampare 2 banconote da 500 euro servono neanche 50 cents e a loro un mese di lavoro?

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Scritto il 29 aprile 2016 at 08:08

ob1KnoB@finanzaonline:
Ma cosa ne sa il risparmiatore italiano?
Rilancialo e approfondisci. Ma lo sanno i risparmiatori italiani che da un anno a questa parte non c’è un fondo pensione, aperto o chiuso che sia, che abbia espresso una performance positiva? Ma lo sanno i risparmiatori italiani che a parte una manciata di fondi comuni che investono in Brasile, high yeld emergenti o in materie prime, da inizio anno dove metti i soldi ci perdi? Ma lo sanno i risparmiatori italiani che quand’anche la Bce riuscisse a far salire l’inflazione sarà un disastro per i loro risparmi? Ma lo sanno i risparmiatori italiani che affidano soldi a gestori assicurativi o bancari che fanno l’80% dei loro ricavi con le commissioni di gestione e/o di performances e se la sa gira non hanno denari per pagare i fazzoletti per piangere? Ma lo sanno i risparmiatori che i problemi delle banche non sono i non performing, ma tutto quello che ancora è considerato in bonis? Ma lo sanno i risparmiatori che i prodotti sintetici hanno controvalori di emissione che sono centinaia di volte i sottostanti fisici? E soprattutto lo sanno che per stampare 2 banconote da 500 euro servono neanche 50 cents e a loro un mese di lavoro?

:-)
Approfondire….
ci vorrebbe un blog apposta solo per questo!!! Magari in un’altra vita…
Purtroppo quanto tu dici è in buona parte più che difendibile.
Ci siamo infilati in un “cul de sac” da cui non ne usciremo più. Schiavi di un sistema…

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