LAVORO e OCCUPAZIONE: ITALIA e la ripartenza complicata

Scritto il alle 11:43 da Danilo DT

 

In molti stanno facendo i conti sugli effetti della pandemia. La cosa grave è che questi conti sono al momento non definitivi perché purtroppo, non siamo ancora fuori dal rischio di una nuova ricaduta.

La variante Delta sta crescendo in modo considerevole, e in Italia non aiutano certo i cortei calcistici e gli abbassamenti dei livelli di guardia che vedo nella gente comune.
il percorso vaccinale resta l’arma più concreta ed importante in questo momento.

A parte questi discorsi da bar, è chiaro che siamo in una fase di ripartenza. Non ripresa ma ripartenza, visto che lo stop ha avuto un impatto economico molto più massivo ed immediato rispetto a quanto visto in passato in una banale recessione. E difatti il FMI ce lo dimostra con questo grafico. Praticamente una recessione globale per tutti i paesi. Immaginate un conflitto bellico mondiale, e quindi possiamo considerare il COVID19, a tutti gli effetti, la famosa WWIII.

Si sta quindi cercando di ripartire con le attività economiche ma il focus va ovviamente sul lavoro che ha subìto negli ultimi mesi uno stop forzato che ha costretto i governi a onerosi sostegni che non possono durare all’infinito.
A questo proposito, ho buttato un occhio al report dell’OCSE proprio sul mercato del lavoro dei paesi membri. Il report lo potete vedere cliccando QUI. 

(…) As vaccination campaigns continue and some countries begin to loosen COVID restrictions, economic growth is expected to accelerate. The unprecedented levels of assistance that countries have provided through job retention schemes and income support have saved up to 21 million jobs and helped many households make it through the pandemic. In many ways, there is light at the end of the tunnel.
But this light burns more brightly for some than others. We know that the COVID-19 pandemic has deepened already existing social and economic divides, between those with high skills and high incomes and those without, between generations, between men and women, between those with good jobs and those with precarious jobs or no jobs at all. Unemployment is high and jobs are not expected to make a rapid recovery. Reaching pre-pandemic employment rates may take several years. (…) [OECD]

In massima sintesi: tra i 37 paesi membri si sono persi 22 milioni di posti di lavoro.
La disoccupazione media resta al 6,3% con + 114 milioni di disoccupati. Certo, si sta recuperando ma il percorso non è uguale per tutti. Bene la Nuova Zelanda, l’Australia, il Giappone, la Polonia, la Germania, la Grecia e la Corea del Sud.

E per l’Italia? Il grafico sopra esposto illustra che siamo in ritardo ma c’è chi sta peggio di noi, vedi ad esempio gli USA dove però sia ben chiaro, avevamo raggiunto il livello di “piena occupazione” e quindi il paragone non fa testo.
C’è però un problema.

Chi ha più patito o subito la botta della disoccupazione sono sicuramente i giovani. IL cosiddetto tasso di persone senza lavoro, istruzione o formazione (Neet) è aumentato dall’inizio della pandemia in modo considerevole ovunque, soprattutto in Italia.

Già, l’Italia, il paese che già prima della pandemia aveva problemi con l’occupazione e che di certo oggi li ha peggiorati. La stessa OSCE dichiara che l’Italia ha subito un calo del tasso di occupazione inferiore a quello registrato a livello Ocse anche a causa di un massiccio uso della cassa integrazione che ha raggiunto un picco del 30% nel mese di aprile 2020 (media OCSE del 20%).

Il problema è ovviamente legato anche al costo del lavoro ed al carico fiscale. Ed ecco quindi l’ennesimo grafico e l’ennesimo appello a governo Draghi. Se vogliamo ripartire, ripeto per l’ennesima volta, è necessario intervenire con una defiscalizzazione del costo del lavoro. Insomma, quanto costa ad un’impresa un lavoratore? E rispetto al lordo, quanto finisce netto in busta paga?

Questo grafico è un po’ datato ma sempre ad effetto perché illustra il problema. E soprattutto ci fa capire dove bisogna assolutamente intervenire, per far ripartire l’occupazione e successivamente i consumi. Insomma, per permettere alla ruota economica di tornare a girare in un vero clima di “ripartenza”.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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5 commenti Commenta
draziz
Scritto il 8 Luglio 2021 at 17:26

Caro DT,
il punto è proprio questo: la pressione fiscale e contributiva si è fatta insostenibile ed è per questo che domanda ed offerta del lavoro non si incontrano più.
Anzi, non se ne generano proprio.
Si preferisce campare di sussidi, se hai la fortuna di agganciarli e magari ti inventi qualcosa per averli a tutti i costi.

E’ probabile che, nella miglior tradizione da paese centrafricano, qualcuno abbia pensato che vincendo una serie di partite di pallone il domani sarà più roseo.
Magari si partirà con la narrativa dell’impegno profuso nel calcio per agganciarlo alla “manna” dei miliardi elargiti a strozzo dalle UE, sviolinando su quanto saremo bravi ed omettendo quanto saremo ancor di più indebitati ed agganciati senza possibilità di ripensamento a quella operazione finanziaria di diseguaglianza sociale che hanno dimostrato di essere la UE e l’Euro fin qui.

Come puoi pretendere che l’economia riparta se una delle imposte principali, l’IRAP, è un’estorsione legalizzata che preleva anche se hai generato, per qualsiasi motivo (ed in questi periodi possono essere tanti), delle perdite.
Uno Stato dedito al gioco delle 3 carte nella fiscalità non può che ricevere in ritorno quello che ha esso stesso generato, in barba ad illustri economisti e premi Nobel che, anno dopo anno, avevano avvisato del guasto che si andava creando con il solo scopo di fare cassetto a tutti i costi.

L’ennesima presa per il k…lo, la bodenzadifuogo, ha dimostrato nei mesi scorsi una volta di più di che pasta è fatta una certa dirigenza di questo Paese, non a caso privo di rappresentanza a seguito di elezioni da diverso tempo.
Probabilmente il programma era proprio quello di decimare l’imprenditoria privata medio-piccola che per decenni ha caratterizzato la nostra economia.
Il problema è che gli investimenti degli squali che ora “piovono” letteralmente sul nostro Paese non ricostituirà il tessuto economico precedentemente diffuso, ma provocherà un’omologazione estero diretta (tanto per cambiare) che tanto piace ad alcuni che magnificano gli investimenti esteri qui da noi.

Aggiungi l’indiscriminato arrivo di forza lavoro (tra alcuni anni, dopo costosa e macchinosa riorganizzazione del “parco immigrati illegali”) in grado di accettare ogni tipo di mansione a retribuzioni molto ridimensionate rispetto a quelle a cui siamo abituati e…voilà…il gioco sarà fatto!

I consumi?
Guarda quelli in crescita e guarda da cosa sono costituiti e da chi sono gestiti, con l’utilizzo di soldi degli Italiani, e quante rimesse vengono fatte verso l’estero, alla faccia dell’integrazione.
Voglia di qualcosa di buono?
Ambrogio preparati a masticare farina di insetti e pseudovino annacquato…

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kociss01
Scritto il 8 Luglio 2021 at 17:40

ma quale occupazione, quale lavoro attendo oggigiono i ns giovani ???
ci sono richieste di laureati o tecnici iperspecializzati in telematica, big data, comunicazioni, ingegneria aerospaziale, manotencologie, tutti lavori “RARI” xche’ anche chi esce dalle ns universita’ non e’ che sia proprio cosi’ ferrato in queste materie (almeno non completamente)
Inoltre sono “spariti” o perlomeno la richiesta si e’ notevolmente ridotta èer i lavori tradizionali tipo meccanici, elettricisti , contabili, rappresentanti ecc ecc.
Ci sarebbe nuova richiesta x lavoratopri nei servizi turistici tipo camerielri, cuochi, lavanderie commerciali, serv alberghieri vari ,ma qui c’e LA CONCORRENZA SFRENATA DEL R.D.C.

E IN AGRICOLTURA E ALLEVAMENTI ?? tanti giovani volonterosi si improvvisano imprenditori in questo campo , anche come gestori di agriturismi, speriamo qui secondo me
potrebbe esserci molta richiesta, ma aimhe quanti sono oggi quelli che hanno volgia di “lasciare la penna per prendere in mano una zappa”??

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draziz
Scritto il 8 Luglio 2021 at 17:46

kociss01@finanza,

Anche in Agricoltura ed Allevamenti non si mette bene…

La prima verrà trasformata in enormi siti a coltura idroponica ed utilizzo controllato di acqua

I secondi sono già a rischio con la…”bistecca di laboratorio”.
Già si parla di 5.000 (cinquemila) hamburger al giorno prodotti da un impianto di ultima generazione.
Perciò addio stalliere, mungitore e tutta la filiera anche mangimistica.
Basterà imporre una tassa sulla CO2 prodotta da ogni allevamento (oltre al metano…) ed il giochetto sarà fatto…

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Scritto il 9 Luglio 2021 at 08:55

defiscalizzazione delle buste paghe tanto per cominciare… ma sembra utopia…

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draziz
Scritto il 9 Luglio 2021 at 10:03

Danilo DT,
L’idea circola da tempo.
E’ la contemporaneità che stenta a trovare pratica.
Cioè: se sfoltisco il numero di imprese con le quali facevo cassetto, perchè bisogna aderire ad una “vision” più improntata allo stile delle multinazionali e con capitali eterodiretti, come faccio a mantenere quella quantità di introiti necessari se mi taglio anche quelli delle busta paga?

In condizioni normali uno Stato libero stampa carta moneta, o emette debito, giusto?
Oggi la mirabolante scoperta è stata quella di assumere debito a tassi superiori a quelli di mercato, destinare i fondi raccolti a molti progetti con business plans virtuali e sostenere consumi per beni primari.

Non è un caso se molti hanno preferito fermare i soldi (risparmi, capitale di rischio, etc.) sui conti correnti.
Con una programmazione economica così solo i venture capital ci si possono tuffare ed il ritorno potrebbe non essere così elevato…

Per stimolare la ripresa (non quella per il kiulo, come si fa spesso nello stivale…) occorre un ritorno economico per tutti gli attori: imprese e lavoratori.
Non puoi temere di fare ore di straordinario perchè rischi di avere in busta paga meno di quanto ricevi con orario normale.
Non puoi temere di dover pagare delle tasse perchè hai investito ed al netto degli ammortamenti hai un risultato economico negativo e devi comunque pagare delle imposte.

Puoi frustare e massacrare di calci nel ventre il tuo cavallo e magari fargli vincere la corsa, però poi ti muore.
Se lo curi e lo tratti bene ti vincerà più di una corsa, o no…?

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