INFLAZIONE: non basta la bomba di liquidità della BCE

Scritto il alle 09:11 da Danilo DT

Qualcuno aveva dei dubbi? Beh, forse si ma chi segue questo blog, ricorderà benissimo che da tempo immemore continuiamo a criticare l’utilità del QE3 per migliorare la tendenza del tasso inflazione. Infatti, come avrete già letto, l’Italia continua nella sua fase di deflazione.

Scendono ancora i prezzi del “carrello della spesa” secondo gli ultimi dati Istat, che calcola una diminuzione dello 0,3% su base annua (era -0,4% a febbraio) e dello 0,1% su base mensile. Resta negativo anche l’indice complessivo, con una diminuzione dello 0,2% annuo, mentre torna positiva l’inflazione mensile (+0,2%). A pesare sul calo tendenziale è l’ulteriore flessione dei prodotti energetici.(TGCom)

Inflazione Italia

CPI-ITALIA

Un quadro che non va poi a discostarsi moltissimo dal resto dell’Europa.

(ANSA) – BRUXELLES, 31 MAR – Eurozona sempre in deflazione a marzo, ma il tasso migliora e passa a -0,1% rispetto al -0,2% di febbraio. E’ la stima flash di Eurostat. Guardando alle componenti principali, i servizi hanno il tasso più elevato (1,3%, a febbraio 0,9%), seguono cibo, alcol e tabacco (0,7%, a febbraio 0,6%), prodotti energetici non industriali (0,5%, a febbraio 0,7%) ed energia (-8,7%, a febbraio -8,1%).

E’ chiaro, la fase deflattiva non è affatto terminata, la debt deflation continua a dominare il quadro di mercato, e l’influenza del prezzo del petrolio resta determinante per il ricalcolo degli indici. Ma, petroio a parte, è altrettanto evidente che il denaro non circola, che la ripartenza è utopia pura e che la fase di stallo continua, con tutte le problematiche che si tira dietro.

qe3-va-gdp-pil-eurozona
Innanzitutto un dato curioso. Lo sforzo della BCE per cercare di stimolare l’economia con il suo QE3 (1.74 miliardi di Euro) è mastodontico, ma pur sempre insufficiente. Tanto per farvi capire dell’impatto volumetrico, l’impegno economico di Draghi ì addirittura maggiore del PIL italiano. Una bomba di liquidità che è MAGGIORE del prodotto interno lordo della terza economia dell’UE. Se vi sembra poco… Intanto questo grafico è impietoso. Il target del 2% resta molto lontano per la maggior parte dei paesi dell’UE. Ma per molti addirittura è lontano il livello ZERO.

deflazione-inflazione-eurozona-2016Non dimentichiamo MAI che la DEFLAZIONE è  la prima nemica del debito. Ed i paesi più indebitati (guarda caso l’Italia è la prima della lista) non possono che subirne delle conseguenze negative. Ecco un altro motivo per cui si chiede maggiore elasticitàa a Bruxelles.

L’Italia non è sola nel chiedere all’Europa di rivedere alcuni dettagli tecnici che stanno alla base dei parametri comunitari che regolano le finanze pubbliche dei Paesi membri. (…) L’Italia, insieme ad altri sette Paesi europei (Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna), chiede in una lettera inviata alla Commissione Europea di rivedere il metodo di calcolo dell’output gap. Si tratta dell’indicatore sulla base del quale vengono valutate le correzioni di bilancio se i Paesi si allontanano dagli obiettivi. Secondo l’Italia e gli altri partner, sarebbe una modalità troppo penalizzante che di conseguenza richiederebbe sforzi maggiori per centrare gli obiettivi. La lettera è datata 18 marzo ed è stata diffusa dai media spagnoli. (Rep)

Altro che #lavoltabuona o #lasvoltabuona#Italiariparte o ancora #cambiaverso. A me sembra che sia tutto come sempre se non peggio.

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Danilo DT

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6 commenti Commenta
adsodimelk
Scritto il 1 aprile 2016 at 09:20

In realtà secondo me sanno benissimo ciò che fanno. Non ci sarà mai inflazione perchè siamo in trappola di liquidità. Ed è il coma farmacologico che tiene in vita stati e aziende.

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Scritto il 1 aprile 2016 at 09:24

adsodimelk@finanzaonline,

Draghi sa quello che fa, e ci mancherebbe. Ma la questione è capire se è una sua scelta oppure una necessita “sistemica” per tenere in piedi la baracca.
Ovviam la seconda. Ma è una storia già vissuta con la FED

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john_ludd
Scritto il 1 aprile 2016 at 10:41

il collasso sistemico cui stiamo andando andando incontro è sempre per sua natura deflazionario. Il sistema attuale è troppo complesso, troppo interconesso e consuma troppa energia. Di questa energia, una parte sempre maggiore viene spesa per la sola manutenzione delle infrastrutture che lo sostengono. Il collasso sistemico è un modo sintetico per esprimere la rapida semplificazione della complessità, non programmata e disordinata, forzata dunque a seguire il cammino indicato dalla legge di produzione della massima entropia (MEP) come definita da Rod Swenson nel 1989.

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kry
Scritto il 1 aprile 2016 at 11:08

Fase deflattiva ?
Cosi giusto per curiosità.
Come abbassare il PIL da casa con un click
http://www.amazon.it/Barilla-Penne-rigate-1-kg/dp/B0140EYJ3A?ie=UTF8&psc=1&redirect=true&ref_=od_aui_detailpages00
anche se qualcuno potrebbe giustamente obiettare che ieri era a 0,60€ per 1Kg.

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Scritto il 1 aprile 2016 at 16:01

Mah, io resto d’accordo con John.- Debt deflation che ci terrà compagnia ancora per un bel po’…

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perplessa
Scritto il 2 aprile 2016 at 06:26

beh, Draghi può stampare quello che vuole, non ammetteranno mai che occorre aumentare gli stipendi alla gente, e non fargli pagare le medicine, quindi proseguono con queste scelte utopistiche, chi non è alla frutta, approffitti di questa fase di prezzi bassu e spenda e si goda la vita in proporzione alle proprie risorse economiche

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