Il contagio Europeo sulla Finanza

Scritto il alle 09:24 da Danilo DT

Vi presento questa bellissima infografica.

Protagonista ancora lei, l’Eurozona, con la sua esposizione al debito, con il suo effetto domino, con i suoi incroci finanziari. Questi “incroci” hanno ovviamente molto a che fare anche con i reali legami economici tra i vari paesi. Questo per forza di cose può procurare l’effetto domino, ovvero danni legati all’esposizione ad un paese a rischio insolvenza.

In questa infografica troverete quindi, sia la classica esposizione attraverso i canali finanziari, che già vi ho proposto e che avrete già visto. Ma oltre a tutto questo, troverete anche l’esposizione di natura puramente “commerciale”. E incrociando i due grafici vedrete che è inevitabile e assolutamente collegato il mondo bancario con quello commerciale. La finanza che quindi si incrocia e si relaziona fortemente all’economia reale.

Credo che non occorra fare altro che cliccare qui e provarla. Da vedere.

Stay Tuned!

DT

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36 commenti Commenta
Scritto il 7 dicembre 2011 at 09:35

ATTENZIONE!
Ultimo giorno per votare! Non si vince niente ma almeno ci potremo fare un’idea più chiara.

VOTATE VOTATE VOTATE!!!

http://intermarketandmore.finanza.com/la-mia-verita-sul-futuro-dell-eurozona-e-dell-italia-37708.html

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nyarlathotep
Scritto il 7 dicembre 2011 at 09:51

ma com’è che a nessuno conviene la fine dell’euro o il default di uno dei suoi paesi eppure tutti continuano a fare di tutto perchè si verifichino?
Buona giornata a tutti

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bergasim
Scritto il 7 dicembre 2011 at 10:11

Leggere e attaccare al frigohttp://icebergfinanza.finanza.com/2011/12/07/manovra-monti-il-politicamente-impossibile-e-diventato-inevitabilmente-equo/#comment-477

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barcellona
Scritto il 7 dicembre 2011 at 10:39

“L’Islanda non ha pagato il Debito, mandando a quel paese Fmi e arrestando i banchieri

Islanda, dove i banchieri della crisi vengono arrestati.

REYKJAVIK – La scorsa settimana in Islanda sono state arrestate nove persone considerate responsabili del crack finanziario che ha coinvolto lo stato islandese nel 2008, portandolo sull’orlo della bancarotta. La rivoluzione pacifica che sta avvenendo in Islanda, e di cui nessuno parla, nasce proprio nel 2008, quando il governo allora in carica decide di nazionalizzare le tre maggiori banche del paese, i cui creditori erano per la maggior parte britannici e nord americani.

E quando, per rifondere il debito contratto in questo modo dallo stato che se ne era fatto carico, intervenne il Fondo Monetario Internazionale, chiedendo come al solito tassi d’interesse altissimi e scaricando tutto il peso del debito sulla popolazione, che avrebbe dovuto pagare in 15 anni 3.500 milioni di euro al 5,5% d’interesse, lo stesso popolo islandese si espresse sulla questione con un referendum per cui si verificò una schiacciante vittoria (il 93%) di coloro che ritenevano di non dover pagare il debito. Come anche in Grecia oggi si dice, anche gli islandesi sostenevano che quel debito fosse “detestabile”, e dunque non esigibile. Per chiarire, un debito detestabile è un debito contratto dallo stato con le banche o altri istituti, che pero` non porta benefici alla popolazione, ma anzi la danneggia. Un debito simile non si può pretendere che venga pagato dallo stesso popolo che ne ha gia` subito le conseguenze in termini d’interessi sul debito pubblico. Dopo il referendum e` stata istituita nel 2010 una Commissione incaricata di stabilire le responsabilità legali della fatale crisi economica, che ha portato già all’arresto di parecchi banchieri e alti dirigenti strettamente collegati alle operazioni arrischiate. Intanto l’Islanda sta anche scrivendo una nuova costituzione, imparando dalle lezioni della storia recente, nella quale sarà inserito un regime di protezione inattaccabile per la libertà d’informazione e di espressione. Una costituzione, quella islandese, discussa dalla popolazione attraverso i forum in internet e i social network. Finalmente sembra che la gente possa decidere liberamente del proprio futuro, e che i banchieri e gli squali finanziari, per una volta, debbano restare alla finestra a guardare, se non sono già scappati.”

Perchè anche l’Italia non ha potuto fare questo invece di massacrarci con tasse e minori servizi per coprire i debiti delle banche?

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bergasim
Scritto il 7 dicembre 2011 at 10:42

Io sono per una ristrutturazione dei debiti globali, pazienza se torneremo alla LIRA, ma è ora di finirla con questa farsa e presa per i fondelli, il sistema è fallito, prendiamo atto e ricomciamo da capo, ma tutti questi porci che stanno affamando il pianeta, be è ora che comincino a pagare caro per le scelte errate che hanno fatto, è ora di finirla di fare ricadere a pioggia i loro errori sulle spalle dei più deboli, devono pagare caro e di tasca propia per i loro errori, anche se questo comportasse il falliemento di stati e istituzioni, così non si può andare avanti ancora per lungo tempo, il dado è tratto e la misura è colma.

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bergasim
Scritto il 7 dicembre 2011 at 10:44

barcellona@finanzaonline,

Quoto al 1000% è ora di svegliarsi

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mattia06
Scritto il 7 dicembre 2011 at 10:51

bergasim,

barcellona@finanzaonline,

perfettamente d’accordo con voi! è ora di dare una svolta epocale anche se ciò comporterà dei sacrifici, ma sicuramente non saranno sprecati come quelli che ci chiedono adesso!

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Scritto il 7 dicembre 2011 at 10:55

mattia06: bergasim, [email protected], perfettamente d’accordo con voi! è ora di dare una svolta epocale anche se ciò comporterà dei sacrifici, ma sicuramente non saranno sprecati come quelli che ci chiedono adesso!

Ok, concordo, a condizione che non si generino nel tessuto sociale degli shock di dimensioni epiche. E’ solo questa la mia paura. Poi, fosse possibite, PIGIARE il tasto RESET e buonanotte ai suonatori…

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gonzalo
Scritto il 7 dicembre 2011 at 10:55

barcellona@finanzaonline,

Ciao Barcellona, sono pienamente d’accordo con te, evidentemente il Default nuoce gravemente alla salute delle banche per questo non se ne parla. Si vogliono gli Eurobond, invece che arrestare gli artefici della crisi e nazionalizzare le banche che hanno lisciato.

Fa inoltre benissimo la Merkel a rifiutarsi di stampare cartaccia, evidentemente al suo paese (così come al mio) si lavora e si suda per guadagnare soldi e non basta premere il bottone di una rotativa.

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john_ludd
Scritto il 7 dicembre 2011 at 10:58

barcellona@finanzaonline,

Quello che dici è condivisibile ma colgo l’occasione per un diverso punto di vista. Come mai che un popolo civile e coltissimo con un grado di partecipazione civile e una coesione sociale x noi inimmaginabile si è comunque ridotto anche esso a giocare con la finanza ? Perché gli islandesi lo hanno fatto non sono arrivati gli UFO. Perché un popolo delizioso come gli irlandesi appena usciti dalla miseria si sono messi tutti a comprare case più grandi di quelle che gli servivano ? Perché in pochi anni hanno buttato a mare tutto quello che gli era stato insegnato dai loro padri e lo hanno fatto a debito ? Perché a inizio anni 90 il popolo campione della civiltà moderna, gli svedesi, si erano avventurati in una bolla immobiliare (senza questa volta i capitale stranieri) tale da portare al fallimento il loro sistema bancario ? La Svezia ha poi nazionalizzato il loro sistema bancario ma la disoccupazione che era al 3% è oggi oltre il doppio e la ripresa è avvenuta SOLO grazie alla conversione in una economia tutta orientata all’export che in anni e anni di avanzi commerciali ha risanato la situazione finanziaria. Oggi la Svezia è prospera ma se una nazione è in avanzo, altre sono in disavanzo perché la somma è zero. Io la risposta temo di conoscerla ma non credo che la vogliate ascoltare.

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mattia06
Scritto il 7 dicembre 2011 at 11:07

Dream Theater,

sicuramente è uno dei rischi, che sarà causato da coloro che non vogliono cambiare veramente…perchè se tutti si muovessero allo stesso modo rischi non ce ne sarebbero…

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bergasim
Scritto il 7 dicembre 2011 at 11:08

john_ludd@finanza,

AVIDITA’

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kry
Scritto il 7 dicembre 2011 at 11:13

john_ludd@finanza,

La risposta anche se potrebbe impaurirmi mi piacerebbe leggerla, poi sta ad ognuno di noi praticarla.
barcellona@finanzaonline,

Mettere d’accordo 350.000 persone con un unico obbiettivo è più facile che metterne d’accordo 60 milioni,malgrado l’obbiettivo sia lo stesso,che guardano ognuno al proprio interesse.

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barcellona
Scritto il 7 dicembre 2011 at 11:16

john_ludd@finanza,

Certo ma chi ha creato tutto questo meccanismo al solo fine ultimo per far ingrassare le tasche di chi ora tira le file del potere economico-finanziario?
Un drogato non ha la percezione della realtà che gli sta attorno, così questi maghi della finanza hanno trovato la droga virtuale da dare al popolo che ignaro credeva di avere disponibilità illimitata di soldi facili e di acquistare ciò che voleva. Siamo stati volutamente drogati da chi ora detiene nelle proprie casse i debiti che ci hanno loro regalato ed ora lo rivogliono indietro alle loro condizioni, dicendoci che se non facciamo come dicono loro moriremo. Chi tira le fila sapeva dove saremmo arrivati ed ora continuiamo ad essere soggiogati. Loro fin dall’inizio hanno agito in malafede e ci hanno truffati raccontandoci le favolette. Loro sono gli spacciatori e come tali devono essere condannati!

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john_ludd
Scritto il 7 dicembre 2011 at 11:18

bergasim,

Ottimo ! Cosa è cambiato “di profondo” negli ultimi 5000 anni ? Cosa è “veramente” cambiato l’uomo da quando è stata scritta la Bibbia, o i Veda, o il Tao Te Ching ? Perchè mai Buddha aveva ragione ma oggi è diventato un puppazzetto grasso da metter su un comò ? Perchè Gesù Cristo aveva ragione ma oggi è solo un pendaglio x ciondoli ? Perchè Mammon vince sistematicamente tutte le battaglie ?

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john_ludd
Scritto il 7 dicembre 2011 at 11:26

barcellona@finanzaonline,

Con la rivoluzione francese vennero ghigliottinati come era giusto tanti bastardi sfruttatori ma poi arrivò Robespierre e quindi Napoleone che scorrazzò per l’europa e vece guerre x 20 anni. Con la rivoluzione bolscevica venne messo fine a un regime di schiavitù che durava da secoli ma poi arrivò Stalin che fece 30 milioni morti solo a casa sua… Con la seconda guerra mondiale arrivò la liberazione e i liberatori stabilirono regimi uguali a quelli che avevano abbattuto in tutto il Sud America, in Asia, in Africa… qui da noi la povertà calava, crescevano i consumi, il conto in banca e man mano si dimenticava, si smetteva di partecipare, di essere civili, meglio il cinema, una partita di calcio, ah la libertà, la libertà senza impegno che bella !

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Scritto il 7 dicembre 2011 at 11:32

Peccato che in questi giorni sono stato colpito dal bag della cagarella altrimenti, viste le interessantissime discussioni sarei piu’ presente… qualche nota:
@barcellona
verissimo pero’ l’altra faccia della medaglia e’ rappresentata dalle migliaia di risparmiatori che hanno visto i risparmi di una vita sparire in un microsecondo.. se fosse capitato a te saresti stato felice della scelta?
@bergasim
concordo con il tuo desiderio ma senza una ristrutturazione degli stati che devono adeguarsi al pil in termini di spese e non all’incontrario in pochi anni ci ritroveremo allo stesso punto , abbiamobisogno di stati “leggeri”
@ludd
concordo con il tuo pragmatismo ma nella genesi e’ spiegata molto bene la natura umana….

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bergasim
Scritto il 7 dicembre 2011 at 11:32

john_ludd@finanza,

L’uomo è destinato a fallire, perchè e dalla notte dei tempi che continua a privilegiare la strada più breve per raggiungere i propi obiettivi, chiediti quanti secondo te sono oggi quelli che credono veramente in gesù cristo? quanti oggi relamente cercano di applicare i suoi giusti principi, se parli di queste cose con la gente sei considerato un alieno.
Oggi la società è sempre più individualista e materialista, senza valori, la famiglia viene emarginata, i giovani annientati, tutto fa parte di un progetto, che poi comprendono, perchè pochi sono quelli che realmente credono, e troppi sono gli illuminati che vedono nella scienza l’unico faro in grado di guidare l’umanità, tutto deve avere una spiegazione razionale.
Peccato che tutti questi illuminati non abbiano ancora capito, dall’alto dei loro scranni che il conto alla rovescia è cominciato da tempo e la scienza sarà impotente di fronte ad essa, così come lo è nei confronti della natura, quella stessa natura che l’uomo sta cercando di annientare, in nome del profitto e per la gioia del caro mammon.

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john_ludd
Scritto il 7 dicembre 2011 at 11:50

bergasim,

Parlare di fallimento è errato. L’uomo è un esperimento della natura, come il calabrone o l’orso polare. Si è adattato mirabilmente per sopravvivere in un ambiente che è terminato da molti secoli. Mi appare inadatto a sopravvivere in ambiente che lui stesso ha creato ma che non comprende perché il concetto di rischio (e di premio) è lo stesso innato di 5000 anni fa. Francamente del sistema finanziario che implode oggi o tra 5 anni mi interessa relativamente e solo perché riesco a osservarlo. Si vive anche senza le banche. Mi sento più allarmato da catastrofi come Fukushima, come lo spill over nel Golfo del Messico e ancora di più da quello che avviene silenziosamente come l’utilizzo massiccio di antibiotici negli allevamenti ma anche sugli umani che rendono sempre più forti batteri una volta innocui e che un giorno potrebbero trovare nelle mega metropoli connesse per via aerea e dove è concentrata gran parte della popolazione, una facile arena. Questo continuo tentativo di nascondere la complessità, di cancellare l’aleatorietà, il rifiuto di accettare i propri limiti è da un lato grandioso, ma vano. Alla fine se rifletti il ruolo dei derivati quella bomba atomica che grava sul sistema finanziario altro non è che un folle e arrogante tentativo di dominare l’incertezza. Ma continuiamo a concentrarci sulla finanza che è più divertente e meno angosciante.

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bergasim
Scritto il 7 dicembre 2011 at 12:01

john_ludd@finanza,

Hai risposto solo in parte ,ed in maniera razionale, senza svelare se tu sei credente o meno, per il resto quello che tu dici è sacrosanto, ma non fa altro che confermare che tutto ciò faccia parte di un progetto che non riusciamo neanche minimimamente a immginare e comprendere.

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gremlin
Scritto il 7 dicembre 2011 at 12:36

In un ecosistema naturale aperto sopravvive non il più forte ma il più adatto e sopravvive la specie ma non l’individuo. Col tempo e a seguito delle pressioni ambientali la specie si modifica e produce razze. Noi siamo ancora in questa fase, Homo sapiens è la specie al vertice della scala evolutiva, presenta ceppi razziali ben riconoscibili ma non vive più in un econosistema naturale. E forse l’evoluzione biologica non avrà più tempo per produrre una nuova specie al vertice. Possibile anche una involuzione in senso darwiniano.
I prodotti della tecnologia, della chimica e le sovrastrutture sociali quali la finanza hanno decretato la fine della supremazia naturale sulla specie.
Homo sapiens in due secoli scarsi ha modificato l’ecosistema planetario dirigendolo verso l’autodistruzione di lungo periodo (avvelenamento ed esaurimento risorse naturali) e ha dato il via ad un’evoluzione socio culturale che travalica i limiti della ‘naturalità’ sconfinando in comportamenti ancora autodistruttivi ma di breve periodo (guerre, criminalità, carestie ed esposizione a rischi di disastri naturali).
Tutto questo per dire che quando parliamo di finanza stiamo occupandoci di un passatempo, una specie di gioco solitario condiviso, senza speranza alcuna di modificare lo status quo e di regalare un futuro migliore ai nostri discendenti, in attesa del trapasso individuale, di se stessi.
Si muore biologicamente e definitivamente o si trapassa fisicamente nell’aldila’?
Non è questione di credere, il credere bene o male passa sempre attraverso un processo di elaborazione cerebrale; è una questione di fede.
La fede è un qualcosa che nasce dentro e non dico altro
Fortunato chi ce l’ha la fede in una entità “divina” buona e giusta, è un ottimo rimedio autoconsolatorio che dà anche molta forza per affrontare le angosce e disgrazie quotidiane.
Fortunato anche chi non ce l’ha, che sopravvive bene e magari con gaudio nelle sovrastrutture sociali, adottando comportamenti di massa e/o comportamenti individuali più o meno rispettosi della dignità e vita altrui, prediligendo ovviamente il pensiero razionale.
Sfortunato chi ce l’ha la fede e non sa reagire, e nemmeno sa far del bene ad altri.

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bergasim
Scritto il 7 dicembre 2011 at 12:38

Come da copione commenti nisba, ognuno pensa alla fien SOLO AL PROPIO ORTICELLO E TORNACONTO, è questa la forza della attulale società INDIVIDUALISMO ALL’ENNESIMA POTENZA, non c’è spazio per i VALORI, ma mi raccomando continuiamo a lasciarli fuori dalla nostra vita, in fin dei conti si avvicina il natale, e tutti non ci sentiamo più americani, con quella gran voglia di consumismo insita nel loro dna, poi dal 6 gennaio ci concentremo su cose più importanti.

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idleproc
Scritto il 7 dicembre 2011 at 12:41

john_ludd@finanza,

…non si può fare un CDS sulla vita umana. Non siamo usciti dalla battaglia per la sopravvivenza della specie. Ci ha fatto sopravvivere finora l’empatia di specie e tra singoli. Il problema è che stiamo selezionando psicopatici verso i luoghi in cui si gestisce il potere sociale.

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first em
Scritto il 7 dicembre 2011 at 12:41

john [email protected],
i derivati, come li conosciamo oggi, sono stati sviluppati non per dominare l’incertezza ma per guadagnare sull’incertezza, il rischio e la volatività creando artatamente mercati e compratori in nome dell’unico totem: il profitto, a ogni costo, il più alto possibile e nel minor tempo possibile, infischiandosene delle conseguenze. Se vi leggete “La grande baldoria” di S. Friedman, un trader che ha lavorato nella city londinese, vi rendete conto che la mentalità che alberga in quel mondo è quella del “prendi i soldi e scappa” o del “mors tua vita mea”, le frasi più ricorrenti nello slang degli operatori di borsa. Chiaro, no?

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nyarlathotep
Scritto il 7 dicembre 2011 at 12:49

IN linea morale sono d’accordo con Barça e voi tutti ma qualche dubbio mi resta. L’italia non è un’economia piccola come l’Islanda e comunque molto diversa da essa. Il mastodontico sistema sanitario e assistenziale nostrano può reggersi sulle nostre sole forze? SIamo un Paese capace di vivere non al di sopra delle nostre possibilità? Considerando alcune variabili fondamentali come l’esigua crescita, la scarsa produttività, la intensa evasione io non credo che riusciremmo ad andare avanti senza debito (che per molti anni in caso di default non ci verrebbe più concesso, almeno non a tassi da sistema economico sviluppatto e stabile) a meno di non accettare di diventare un paese “povero” con molti ricchi e ricchissimi evasori. Le banche. Lasciar fallire le banche è una cosa giusta, sacrosanta, etica ma non utile in quanto porterebbero via con loro inevitabilmente i nostri risparmi.

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idleproc
Scritto il 7 dicembre 2011 at 12:53

first em@finanza,

Quello a cui fai cenno è il motore socio-economico odierno che opera la selezione.
La discussione resta aperta sull’eventuale sostituzione… visto il passato, non esistono ricette peggiori del male, sarebbe un lavoro del tutto nuovo e una scommessa sul futuro…

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ob1KnoB
Scritto il 7 dicembre 2011 at 13:01

Buono per chi crede ma anche per un laico, per i frustrati e per gli spaventati, ma anche per i più efficienti ed iperattivi, per chi è corto e per chi è lungo…soprattutto buono per me.
http://poesie.wordpress.com/2008/03/26/solo-per-oggi-papa-giovanni-xxiii/

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Scritto il 7 dicembre 2011 at 13:07

john_ludd@finanza,

Hai un’email in casella di posta… -)

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john_ludd
Scritto il 7 dicembre 2011 at 14:25

idleproc@finanza,

Osservazione corretta. E’ in atto un processo di selezione avversa. Vanno al vertice i più aggressivi, chi desidera potere ancora più che ricchezza, ma raramente sono indicati a prendere decisioni lungimiranti. Questo era funzionale 5000 anni fa dove se eri svelto potevi sopravvivere altrimenti per il sistema di selezione naturale dovevi perire. Ma oggi preservazione a tutti i costi del potere e della ricchezza personale sono in contrasto non solo probabilmente con la stessa sopravvivenza della specie nel lungo periodo ma della stessa struttura sociale di cui questi “maschi dominanti” sono al vertice. Elucubrazioni del 7 dicembre ore 14.

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john_ludd
Scritto il 7 dicembre 2011 at 14:31

nyarlathotep@finanza,

Fai una ricerca su internet e vedi come gli svedesi hanno risolto il problema del fallimento delle loro banche negli anni 90. In modo equo e brillante come si può vedere dai risultati. Semplicemente non si sono fatti condizionare e hanno nazionalizzato le banche, azionisti e manager cancellati, stato padrone, banche risanate, debiti che non potevano essere rimborsati ristrutturati e dopo qualche anno le banche sono state rivendute sul mercato e il tax payer svedese ci ha pure guadagnato. In una recente intervista il ministro delle finanze svedese, un giovanotto con i capelli lunghi e gli orecchini, raccomandava agli europei di fare come loro e non seguire la sirena dei bail out. C’è persino la possibilità che se l’Europa superi i prossimi 3 o 4 mesi questa strada venga percorsa e questo provoca molti cattivi pensieri alla City e a Wall Street.

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Scritto il 7 dicembre 2011 at 14:50

john_ludd@finanza,

La vicenda delle banche svedesi suona a volte come “il mondo perfetto” della finanza, dove però non si teme di falcidiare il potere del Salotto Buono, di ripulire il sistema, di rimettere in piedi un sistema colabrodo che non può che implodere in se stesso col tempo.
Ma abbiamo il coraggio di fare altrettanto?
Abbiamo la volontà e la forza di cambiare realmetne le cose?
Non dimentichiamo mai che l’Italia è famosa per mettere un piede in due scarpe, proprio per non essere troppo rivoluzionaria ed accontentare un po’ tutti (quelli che comandano).
Sulla carta, la privatizzazione e la ripulitura delle banche, compreso un rinnovo totale (anche nelle regole) della classe politica, sarebbe una base di ripartenza certa.
Il problema però è sempre lì. Bisogna per forza intervenire radicalmente ed intaccare quei poteri ormai consolidati che sono quasi dovuti in quanto “si è sempre fatto così”.
ma ce l’avremo mai la forza per fare questo salto di qualità? :roll:

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nyarlathotep
Scritto il 7 dicembre 2011 at 15:05

john_ludd@finanza: [email protected], Fai una ricerca su internet e vedi come gli svedesi hanno risolto il problema del fallimento delle loro banche negli anni 90. In modo equo e brillante come si può vedere dai risultati. Semplicemente non si sono fatti condizionare e hanno nazionalizzato le banche, azionisti e manager cancellati, stato padrone, banche risanate, debiti che non potevano essere rimborsati ristrutturati e dopo qualche anno le banche sono state rivendute sul mercato e il tax payer svedese ci ha pure guadagnato. In una recente intervista il ministro delle finanze svedese, un giovanotto con i capelli lunghi e gli orecchini, raccomandava agli europei di fare come loro e non seguire la sirena dei bail out. C’è persino la possibilità che se l’Europa superi i prossimi 3 o 4 mesi questa strada venga percorsa e questo provoca molti cattivi pensieri alla City e a Wall Street.

Studier. Intanto però mi chiedo: ok nazionalizziamo le banche…ma poi con quali soldi le facciamo funzionare? Quali soldi prestiamo alle imprese attraverso le banche nazionalizzate? Stampiamo e svalutiamo? Cioè ci impoveriamo? Forsse mi ripeto ma a primo impatto penso che questo modo di affrontare questa situazione sia possibile per economie più piccole ed autarchiche, magari economie che possono reggersi con le proprie risorse. Cmq studierò e ne riparleremo :-)

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ob1KnoB
Scritto il 7 dicembre 2011 at 15:06

Dream Theater,

lo fara’ inevitabilmente la ‘natura’ delle cose e l’istinto di sopravvivenza della stragrande maggioranza delle persone. Finanziariamente il dilemma è circoscrivere temporalmente la probabilita’.
Ma questo può avvenire solo se c’è una visione, nel senso profetico della cosa.
L’alternativa è buia, molto buia: avete presente il background di ‘Blade runner’?

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Vincent Vega
Scritto il 7 dicembre 2011 at 17:15

La Cftc, ossia l’autorità che vigila sui futures e derivati americani, ha deciso vietare alle 123 società registrate in America che operano sui futures, l’acquisto di titoli di Stato europei con somme e per conto dei propri clienti. Al contrario, i big dei futures potranno acquistare per i clienti soltanto titoli di Stato americani

http://it.finance.yahoo.com/notizie/Cftc-vieta-l-acquisto-titoli-trend-3802073916.html?x=0

cosa? 8O

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lampo
Scritto il 8 dicembre 2011 at 11:00

Intervengo solo oggi (causa impegni) in questa interessante discussione per aggiungere in merito all’Islanda, che sono culturalmente molto diversi da noi… per cui (purtroppo) diventa molto difficile applicare la loro scelta in un altro paese europeo.

Ricordo solo che hanno avuto il primo presidente della Repubblica al mondo DONNA (se non sbaglio intorno agli anni ’80)… mentre in molti Paesi non sapevano neanche cosa fossero ancora le Commissioni Pari Opportunità.

Poi, alla fine, chi ha portato il Paese a riprendersi dalla crisi ed a rinnovare la politica sono state proprio le donne, anche per la particolare realtà, visto che la maggioranza degli uomini è impegnata in lavori abbastanza faticosi, quali la pesca in mare e via dicendo.

Quindi nasce proprio da una cultura permettetemi di gestione familiare. Appena hanno visto e capito lo sperpero di denaro compiuto dalle banche… c’è stata un’imposizione generale… è si sono tutti domandati perché dobbiamo pagare noi, che abbiamo gestito bene la nostra economia locale?

Provate a pensare di trasporre questa mentalità, qui in Italia, dove il ruolo della donna viene enfatizzato solo per fare la velina, mostrare le curve oppure scandali (l’altro giorno mentre ero a pranzo sul TG2 facevano un servizio sulle misure del seno delle donne… ovviamente era un argomento interessante per un telegiornale nel pieno della crisi!).

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first em
Scritto il 8 dicembre 2011 at 15:28

@ John_Ludd e Idleproc
Il darwinismo sociale come la società hobbesiana dell'”homo homini lupus” sono semplici metafore o ideal-tipus; non esiste una “naturalità” di questi modelli, ma è l’uomo che sviluppa delle istituzioni e delle pratiche che possano funzionare in base alle proprie esigenze. E proprio qua sta il problema: le esigenze di chi? Della maggioranza o di una minoranza?. La società del welfare-state del secondo dopoguerra aveva come presupposto la creazione per la maggioranza delle persone di un contesto in grado di salvaguadarne qualità e dignità dell’esistenza, in modo da imbrigliare gli effetti nefasti dello strapotere della ricchezza e del mercato. E’ venuto poi il neoliberismo che ha imposto di nuovo il modello del laissez-faire e i risultati sono davanti di tutti, anche sul piano della mentalità…

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