Banche in crisi: occorre un TARP europeo

Scritto il alle 13:13 da Danilo DT

European banks

Morgan Stanley, Euro TED SPREAD e salvataggi bancari. FT: occorre ricapitalizzare le banchee non solo per il “too big to fail”.

Banche banche banche.
Chi è testimone delle vicessitudini di questo blog, sa benissimo che stiamo martellando sul problema BANCHE da mesi se non da anni. Banche troppo grandi per fallire ma ahimè troppo potenti per poter essere considerate “schiave” degli stati. Tanto che alla fine sono loro che comandano il sistema (il tutto detto in modo molto semplicistico, ovvio).
E, guarda caso, il faro del mercato resta tutt’ora puntato sulle banche. Infatti il fallimento di Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia diventa quasi un problema secondario. Innanzitutto occorre salvare le banche. Perchè se fallisce per esempio l’Italia, il sistema bancario europeo va rapidamente al collasso, TUTTO. E chi salva le banche tedesche, ad esempio? Lo stato teutonico? No, perchè sono Too big to fail. E allora? Meglio agire alla radice e non lasciare fallire gli Stati. Questo è quanto penso io possa accadere.

Resta però il fatto che tuttora il mercato segue con timore le vicessitudini politiche (infatti il problema è oggi fondamentalmente politico, non dimentichiamolo) ed economiche dell’Eurozona, più tutti i rumors che martellano iil mercato.
Ovviamente poi, quando si legge che una banca come Morgan Stanley ha un’esposizione sui titoli delle banche francesi per un’esposizione superiore al 60% della sua capitalizzazione di mercato, beh… che dire… Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Le lezioni di Lehman Brothers sono servite a nulla e le banche hanno continuato ad investire a leva cercando con la architettura finanziaria di fare super utili. Ma accollandosi anche super rischi che forse sono stati ponderati poco correttamente. La fonte è ZeroHedge.

Esposizione Morgan Stanley sulle banche francesi

Valore di libro di Morgan Stanley

Questa serie di timori hanno contribuito ad alzare la tensione anche sul mercato interbancario.
Infatti il TED Spread Europeo è tornato a salire sensibilmente.
Il TED Spread, per chi non lo sapesse, è il differenziale di rendimento tra il tasso Euribor a 3 mesi (tasso interbancario) e il tasso di mercato swap a 3 mesi.

Grafico Euro TED Spread

E anche per le banche non Euro la situazione non può certo dirsi brillante… Guardate qui il LIBOR suddiviso per banche

Libor by Banks

Quindi, come dare torto, in uno scenario così complesso e di scarsa liquidità, a chi crede che ci sarà la necessità di un intervento comunitario per salvare il sistema bancario europeo?

Infatti, secondo il Financial Times, sono già 16 le banche che necessitano di ricapitalizzazione: Espirito Santo e Banco Portugues (Portogallo), Piraeus Bank e Hellenic Postbank (Grecia), Banco Popular Espanol, Bankinter, Caixa Galicia, BFA-Bankia, Banco Cívica , Caixa Ontinyent e Banco De Sabadell (Spagna), Nova Ljubljanska Banka (Slovenia), Marfin Popular Bank (Cipro) e Norddeutsche Landesbank (Germania).

Quindi anche la nostra Banco Popolare. E sempre secondo il FT sarà l’Unione Europea a dover intervenire. Ed ecco spiegato quanto da me detto nel post precedente. Aspettiamoci un EFSF che diventi operativo come il TARP negli USA, un fondo salva tutto. Stati, banche, finanziarie, assicurazioni.

Perché saremo costretti ad arrivare a questi livelli. Perché, alcuni iniziano a capirlo finalmente, questa crisi entrerà nella storia. Perché è la madre di tutte le crisi che ci porterà nella famosa contrazione. Ma di questo ho già parlato troppe volte…
Ma per fortuna…abbiamo il G-20!!!
Non fatemi commentare….

Stay Tuned!

DT

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8 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 23 settembre 2011 at 13:54

Dream,
apprezzo la tua ironia sul G20….tanto ottimismo sulle premesse e sull’ordine del giorno…solite bla-bla nelle conclusioni….

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bergasim
Scritto il 23 settembre 2011 at 14:06

LE BANCHE SONO FALLITE MANCANO I SOLDI E NESSUNO LI HA

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Scritto il 23 settembre 2011 at 14:38

Vero, verissimo, tecnicamente TUTTO il mondo della finanza è fallito. Ma visto che non finiranno per far fallire tutto, resta solo la possibilità della CARTA: carta straccia, carta da parati, carta igienica, carta pesta…. Chiamala come vuoi, e tu hai capito cosa intendo no?
;-)

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bergasim
Scritto il 23 settembre 2011 at 15:00

Dream Theater,
Non credo ci possa essere abbasatnza carta, le soluzione quelle vere sarannom molto più pesanti di quanto si possa neanche lontamente immaginare, semplicemnte l’unica solizione è il delevraggio sia degli stati che dei privati, la nazioalizzazione del sistema finanzairio e una grandissima tosata agli obbligazionisti, per gli azionisti sonlo pane nero.
Il sistema di cui io faccio parte continua a sperare e rimandare l’anno del giudizio globale, sperando che la carta e quindi nuovi debiti, ma non sarà così, sarà tutto inutile, forse dopo questo gran reset col tempo nasceranno nuovi mercati, ma questi temoi ono ancora lontani, l’anno del giudizio fiannziario molto vicino.
Spero di sbagliarmi di grosso veramente

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    Scritto il 23 settembre 2011 at 15:26

    @ bergasim:

    non ti sbagli, assolutamente. Sono stato da sempre sostenitori di un’austerity senza precedenti soprattutto qui in Italia. E voi ne siete testimoni. Però anche un super piano di austerity non sarà sufficiente. Bisognerà per forza intervenire come hanno fatto negli USA. Non vedo alternative, anche se so che tutto ha un evidente rovescio della megaglia…
    Deleveraging? Certo, ma non solo…

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bergasim
Scritto il 23 settembre 2011 at 15:01

Scusate ho scritto a 1000 all’ora, spero che il concetto sia chiaro

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paolo41
Scritto il 23 settembre 2011 at 16:35

Dream Theater,

bergasim,

d’accordo che ci saranno tempi duri e drastiche misure;
d’accordo che vedremo nazionalizzazioni dei sistemi bancari e perdite significative per obbligazionisti e azionisti, ma……. non sarà sufficiente fino a che non si interverrà per riequilibrare le economie reali.
Saranno inutili sacrifici se non riportiamo i posti di lavoro da dove sono stati estirpati: senza lavoro è inutile pensare che ci possa essere una ripresa dei sistemi economici… occorre, con le buone o con le cattive, riportare un equilibrio nel trading commerciale.
Non possiamo più permetterci che, a parita di tecnologia, paesi che esercitano il dumping e schiavizzano il mondo del lavoro, tolgano la pagnotta a chi ha costruito il proprio sistema industriale con centinaia di anni di sacrifici.
La finanza e le politiche monetarie possono dare un contributo, anche se minimo, il resto lo deve fare il mondo politico, cessando di essere continuamente colluso con le multinazionali e con quei paesi che coprono i vari debiti sovrani.
Ben venga, quindi, la “rivoluzione del debito” di cui parlate, ma non può non essere accompagnata da un’altrettanta “rivoluzione” nell’economia reale.

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captaing
Scritto il 23 settembre 2011 at 19:25

Resto d’accordo con voi su tutto il ragionamento…unica cosa che mi fa pensare che il fallimento di tutto sia per il momento rimandato é la rottura a ribasso suL giornaliero e sul settimanale dell’oro, sarà complice la forza del dollare, ma mi puzza di bruciato…che ne dite?

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