Il Bitcoin vince e ora potrà essere tenuto in banca

Scritto il alle 11:18 da Marco Dal Prà

Cambiamento epocale, negli USA l’OCC sentenzia: i Bitcoin potranno essere detenuti anche dai clienti in banca. (Guest post)

Il 22 Luglio scorso si è consumato un avvenimento di portata storia per bitcoin e le criptovalute in generale. Con una lettera inaspettata e senza precedenti, l’autorità di vigilanza del settore bancario degli Stati Uniti, l’Office of the Comptroller of the Currency (una agenzia del Ministero del Tesoro), ha deliberato le banche possono detenere criptovalute e quindi gestire portafogli per conto dei propri clienti.

Un fulmine a ciel sereno

Non è chiaro come mai l’OCC abbia scritto questa lettera, comunque di sicuro ora ci saranno mutamenti nel settore delle criptovalute. Nello scritto infatti l’agenzia riconosce che i mercati finanziari stanno diventando sempre più “tecnologici” ed i fornitori di servizi hanno la necessità di allinearsi con il mercato.

Fino a ieri la custodia e la gestione di bitcoin & C. era una attività riservata ad aziende specializzate, come Coinbase o Gemini, ma ora qualsiasi società finanziaria, o meglio bancaria, che fornisce servizi di custodia potrà entrare nel mondo cripto.

La lettera, che utilizza la parola “bitcoin” ben 48 volte, evidenzia che sia i consumatori che i consulenti in materia di investimenti potrebbero voler utilizzare depositi regolamentati per assicurarsi di non “perdere le loro chiavi private e quindi l’accesso ai loro fondi”, equiparando di fatto il deposito delle chiavi di accesso a bitcoin ad un deposito azionario o al deposito di un bene fisico in una cassetta di sicurezza.

Rivoluzione bancaria

La lettera costituisce una svolta fondamentale prima di tutto per il mondo bancario, perché mette ordine in un settore nel quale fino a ieri vi era incertezza normativa, incertezza che aveva portato le principali banche ad evitare bitcoin. Bisogna inoltre ricordare che negli Stati Uniti i grandi fondi di investimento, compresi i fondi pensione, per statuto sono obbligati ad investire, o comunque ad operare solamente con banche autorizzate a livello federale, e ciò costituiva di fatto un divieto a detenere criptovalute. Il risultato di questa lettera è che tutti questi istituti finanziari da oggi hanno il via libera ad operare in bitcoin.

Prospettive

Offrire servizi di custodia per le criptovalute può essere per le banche una attività potenzialmente redditizia, ma sarà da vedere se questa attività verrà sviluppata al proprio interno o se le banche americane preferiranno acquisire aziende che già offrono questi servizi. Un altra peculiarità che deriva dalla custodia di criptovalute riguarda la possibilità partecipare alla loro governance, un processo “democratico” che dipende dalla quantità di crypto che si possiedono, lo staking, una attività che può sembrare secondaria ma che è fondamentale per l’evoluzione di ciascuna blockchain. L’elenco dei servizi, al quale ovviamente si aggiungerà quello del trading, è comunque lungo e riserverà sorprese.

Cambiamento epocale

La lettera della OCC cambia non poche carte in tavola.

Prima di tutto riconosce l’esistenza delle criptovalute ed il loro ruolo nei servizi che possono erogare le banche; ne ufficializza l’esistenza assegnando loro l’autorevolezza che potrebbe avere una qualunque altra valuta o qualunque altro bene indipendentemente che sia da investimento oppure no.

In secondo luogo, conseguenza del primo, mette a tacere dicerie, illazioni e accuse sulle criptovalute che in questi anni si sono sentite dire negli Stati Uniti da personaggi noti come ad esempio il presidente di JP Morgan, Jamie Dimon, o dal multimiliardario Warren Buffet. Accuse che si sono sentite anche qui i Italia da parte di personaggi che dovevano semplicemente trovare un modo per difendere il proprio orticello, in spregio all’innovazione che avanza. Ma, come si è visto, il nuovo che avanza è difficile da fermare.

Gli effetti sul mondo crypto

Quali effetti causerà sulle criptovalute da questa lettera? Come al solito nessuno ha la sfera magica per vedere il futuro, ma si possono formulare alcune ipotesi.

La prima e più banale è che questa sorta di “ufficializzazione” causi nel medio termine un aumento negli scambi giornalieri ed una minore volatilità, stabilizzando il valore nel mercato dei cambi. Effetti che sono auspicati da un bel pò di tempo.

La seconda è ipotesi che mi sento di avanzare è che le banche saranno indirettamente le artefici di una sorta pulizia nel settore perché saranno costrette a vagliare i progetti sottostanti prima di “portarseli in casa“.

Oggi infatti ci sono quasi 1000 criptovalute nel mondo, delle quali la maggioranza ha un valore prossimo allo zero; si tratta generalmente di progetti tecnicamente inconsistenti o irrealizzabili tanto da non essere minimamente paragonabili a progetti di lungo termine come bitcoin, ethereum o altre. Una situazione dalla quale rapidamente verrà a crearsi una sorta di campionato di serie A, con le crypto più affidabili e capitalizzate gestite anche dal mondo bancario, e di serie B, con tutti i progetti che non saranno degni di nota, di nicchia oppure tecnicamente superati.

Un sistema per segnalare agli investitori, soprattutto quelli improvvisati, dove sono i progetti “pericolosi” e dove sono quelli più affidabili.

Nel frattempo…

Bitcoin nel frattempo continua a macinare blocchi ogni 10 minuti, come ha sempre fatto dal gennaio 2009, e vale 10000 dollari, in barba a tutti coloro che ripetevano che è un esperimento fallito o che il suo valore andrà a zero.

Al contrario questa apertura del legislatore americano dimostra che bitcoin la sua sfida l’ha vinta; un piccolo software nato da un manipolo di programmatori ha ottenuto l’onore di essere riconosciuto dal mondo bancario entrando dalla porta principale.

Un modo per dire che l’esperimento è finito:

da oggi si fa sul serio.

 

 

Link Utili

La notizia su Bloomberg

https://news.bloomberglaw.com/banking-law/crypto-wins-banking-toehold-as-occ-lets-lenders-handle-custody

La notizia su Fortune

https://fortune.com/2020/07/22/bitcoin-big-banks-can-hold-occ-letter/

Articolo su CoinTelegraph : “le istituzioni non dovranno più temere il settore crypto”

https://it.cointelegraph.com/news/mainstream-institutions-no-longer-have-regulatory-reasons-to-fear-crypto

Eleonora Spagnolo su Cryptonomist

USA, le banche potranno offrire servizi di custodia crypto

 

La lettera originale con il comunicato stampa dell’OCC

https://www.occ.gov/news-issuances/news-releases/2020/nr-occ-2020-98.html

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